Boschi & Bossoli di Michael Gregorio

Boschi & Bossoli è il contributo di Michael Gregorio (alias Michael Jacobs e Daniela Di Gregorio, inossidabile coppia nella vita e sui libri) alla collana VerdeNero* di Edizioni Ambiente. Siamo nel centro Italia, territorio di nuove infiltrazioni mafiose. L’obiettivo è il riciclaggio di denaro attraverso la cementificazione di zone di rara bellezza paesaggistica e urbanistica. Per fare questo occorrono molte connivenze a livello locale: banche, forze dell’ordine, politici. Chi ci sta ricava qualcosina anche per sé; chi non ci sta…
A questa vicenda si intreccia quella, personale, del generale Corsini che, per sviare l’attenzione da qualche comportamento sospetto, ha bisogno di realizzare un nuovo successo sul suo terreno d’elezione, la lotta al terrorismo. Un Generale fanatico di SunTzu. Dei ragazzi un po’ agitati. Tutto ciò che avviene nella realtà viene ignorato, plasmato, piegato per corrispondere a un disegno preordinato. Alla fine della giostra, i cadaveri sul campo saranno più d’uno.
Boschi & Bossoli
 delinea – in una zona d’Italia insospettabile, apparentemente estranea a dinamiche altrove consolidate – un gioco delle parti in cui i personaggi si muovono in base a motivazioni tutt’altro che limpide. In particolare, lo consiglio perché i proventi vanno per una buona causa. Di più non dico. Come ormai faccio spesso, lascio la parola agli autori.

AB – In Boschi & Bossoli vi siete allontanati dal vostro ambito preferito (il giallo storico e la Prussia dell’800) per spostarvi in un tempo e in un luogo più familiari, la contemporaneità ed il paese in cui vivete: l’Italia. Da cosa nasce questo romanzo?
MG – Il romanzo nasce dall’assistere alla cementificazione che sta ammazzando il paesaggio italiano, i centri storici delle città più belle e degli scorci più affascinanti. Il tutto contrabandato per progresso, investimento, sviluppo. L’Umbria, e la cittadina dove la metà italiana di Michael Gregorio è nata e che la metà inglese ama molto, non ne è immune. Anzi, negli ultimi anni è stato veramente doloroso assistere a scempi attuati e a progetti di scempi da attuare. Questo ci ha trascinati fuori di casa nostra (dove noi viviamo un po’ rintanati) e ci ha portato a protestare, marciare, partecipare a presidi e scrivere, per quello che potevamo, protestando contro tutto questo. Trattasi, insomma di “incazzatura”. E siccome noi scriviamo di delitti, ci siamo detti: che c’è di più criminale del cemento che ammazza i paesaggi e i centro storici?

Di delitti si tratta, insomma.

AB – Come mai avete pensato di collaborare alla collana VerdeNero, famosa per trattare “crimini di ecomafia”?
MG – VerdeNero, nella persona di Alberto Ibba, ci ha fatto una proposta che ‘non potevamo rifiutare’. Cioè, ci ha dato l’opportunità di raccontare qualcosa che ci stava a cuore e che ci coinvolgeva. E di farlo nella maniera a noi più congeniale: scrivendo un thriller. VerdeNero è una casa editrice veramente unica nel suo genere. Molto interessante. I noir con sfondo politico e sociale sono una caratteristica molto “italiana”. La BBC ha dedicato a questo genere un intero programma, tempo fa, parlando con Lucarelli, De Cataldo, Carlotto. Tutti autori di noir pubblicati da VerdeNero.

AB – Michael Gregorio ha una doppia nazionalità, nel senso che uno di voi due è inglese, l’altra italiana. Immagino che quando collaborate vi confrontiate molto tra voi, oltre che sulla scrittura anche sulle diverse modalità di approccio ai problemi che appartengono alle due diverse nazionalità. E quindi: fenomeni come l’abusivismo edilizio e l’ecoterrorismo sarebbero stati trattati diversamente se la vicenda, invece di svolgersi in Italia fosse stata ambientata a Liverpool o a Manchester?
MG – Guarda, noi ci siamo resi conto di quanto sia diverso l’approccio al racconto noir, giallo o thriller o come lo vuoi chiamare, proprio scrivendo questo romanzo. I nostri precedenti, quelli con il procuratore Hanno Stiffeniis che indaga, hanno una struttura molto anglosassone, diciamo così. Non si sa chi è l’assassino e si deve capire poco a poco tenendo il gioco del mistero fino alla fine. Il racconto giallo italiano è invece, più di denuncia. Magari sai già chi è il colpevole e quello che la storia rivela è la “verità” dietro le apparenze. La storia dietro la storia. Il fatto è che abbiamo promesso alla nostra agente inglese che scrivendo Boschi & Bossoli, avremmo scritto una storia che lei poteva proporre anche ad un editore inglese e americano (la nostra agente è una signora americana che vive a Londra ed è sposata con un italiano). Adesso dobbiamo mantenere la promessa, cioè riscrivere la storia in più punti e renderla diversa. Soprattutto il finale. Quello che c’è in Boschi & Bossoli è molto italiano. C’è una verità dietro la verità. Questo la mentalità anglosassone fa fatica a capirlo.

AB – Che sensazione vi ha lasciato la scrittura di questa storia? Qual è il messaggio che volete far arrivare ai vostri lettori?
MG – Più che messaggio, con Boschi & Bossoli vorremmo che chi legge capisse che in Italia non c’è nessun luogo salvo dalla speculazione e dalla cementificazione. E che troppo spesso tutto questo non è utile e non ha niente di minimamente collegabile allo sviluppo e alla modernità. Sviluppo e modernità, o anche “essere al passo con i tempi” sono parole che sentiamo sulla bocca di politici senza idee e di scarsa cultura. Il fatto è che anche altre categorie poi gli vanno appresso per interesse. Costruttori, architetti, personaggi di mezza tacca e purtroppo, molto spesso, anche quelli che negli uffici dovrebbero essere preposti alla salvaguardia del paesaggio e dell’ambiente. Poi dietro tutto questo si muove anche il nuovo pericolo mortale: l’infiltrazione mafiosa. Insomma, tutto materiale per un “noir” se è vera la definizione del noir (più “italiano”) rispetto al giallo di tradizione anglosassone. Nel “giallo” solo uno è il cattivo e viene sempre preso. Nel “noir” tutti sono cattivi e il buono soccombe.

 *Il progetto VerdeNero nasce in seguito alla pubblicazione del “Rapporto Ecomafia” redatto da Legambiente: una mappa precisa sulla criminalità ambientale, ben scritta, ma solo per addetti ai lavori. Al fine di diffondere quelle informazioni ad un pubblico più vasto è nata l’idea di coinvolgere scrittori tendenzialmente noiristi a cui affidare storie vere da raccontare. Il successo dell’esordio ha spianato la strada ad altri due progetti di denuncia sociale. Da un lato le “inchieste” per fotografare lo stato del paese e denunciarne le disfunzioni, dall’altra i “romanzi” per andare oltre le tematiche dell’ecomafia, dei confini e dei generi letterari.

Libro estate è il tag che ho usato per consigliare i libri – rigorosamente già testati – da mettere in valigia per le vacanze. Buona lettura 🙂

3 thoughts on “Boschi & Bossoli di Michael Gregorio

  1. Questi ibridi giallo-verdi mi lasciano perplesso. Ne ho letti un paio e mi pare che ci rimettano sia il giallo che la denuncia sociale. Qualcosa di forzato, insomma.

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