“Delitto al trentunesimo piano” di Per Wahlöö

Delitto al trentunesimo piano di Per Wahlöö (Einaudi, 2012) è un romanzo scritto nel 1964. La precisazione della data è doverosa per rendere conto di alcuni particolari che altrimenti sembrerebbero “fuori sincrono”. Tolti i quali, però, il romanzo è drammaticamente attuale.
In un futuro imprecisato, ma terribilmente simile al mondo in cui viviamo, il solitario e dispeptico commissario Jensen del XVI distretto di Stoccolma è chiamato a indagare su un messaggio anonimo che preannuncia una bomba nella “Casa”, l’editore più importante del Paese, o per meglio dire l’unico, visto che produce e stampa tutti i quotidiani e le riviste a tiratura nazionale:

– In pratica questo significa che il gruppo controlla tutte le pubblicazioni del Paese, o no?
– Se ci si vuole esprimere in questi termini. Ma tengo a sottolineare che le loro pubblicazioni sono estremamente diversificate, lodevoli sotto ogni punto di vista. In particolare i settimanali hanno dimostrato la capacità di soddisfare, in modo moderato, ogni legittimo gusto. In passato la stampa aveva spesso un effetto eccitante, che inquietava i lettori. Non è più così. Adesso struttura e contenuti mirano a essere utili ai lettori…
Lanciò un’occhiata all’incartamento e girò pagina.
– …e a renderli felici. Si rivolgono alla famiglia, per essere leggibili da tutti, per non dar luogo ad aggressività, insoddisfazione o inquietudine. Soddisfano anche il naturale bisogno di evasione della persona comune. Detto in breve, lavorano per la concordia sociale.

Si tratta di un falso allarme, ma i Capi sono preoccupati e a Jensen viene chiesto di trovare il colpevole. Con gli scarsi indizi a disposizione, Jensen inizia il solito rituale di indagini scientifiche e interrogatori. E ogni potenziale colpevole gli rivela qualcosa a proposito della Casa.

La soluzione del caso ruota intorno al mistero del 31° piano: quel piano, infatti, ufficialmente non esiste.

Lo scenario in cui vive il commissario Jensen è agghiacciante, ma lui sembra essersi perfettamente adeguato. Tutto è controllato dallo Stato, dall’alimentazione al consumo degli alcolici alle abitazioni (arredamenti inclusi). Ogni individuo ha una macchina. Il numero dei suicidi è drasticamente calato, ma nessuno dice che sono aumentate le morti “ad altro titolo”. La delazione è d’obbligo. La censura all’ordine del giorno:

– Tutto è censurato, il cibo che mangiamo, i giornali che leggiamo, i programmi televisivi che guardiamo e le trasmissioni radiofoniche che ascoltiamo. Perfino le partite di calcio sono censurate, pare che taglino situazioni nelle quali i calciatori s’infortunano o quando vengono commesse gravi infrazioni al regolamento. Tutto questo accade per il bene della gente.

Possibile che nessuno si opponga? Che non ci sia “resistenza”? C’è, ma le sacche di resistenza vengono annullate, con le buone o con le cattive maniere.

Delitto al trentunesimo piano è uno straordinario romanzo asfissiante. Paradigma di come il genere si presti a raccontare “altro”, in questo caso la deriva potenziale di un sistema orientato alla concordia sociale. D’altra parte le posizioni critiche della coppia Sjöwall-Wahloo a proposito del welfare scandinavo erano note. Illuminanti le pagine su come i mass media veicolino solo informazioni controllate, e come la manipolazione passi anche e soprattutto per la pubblicazione di articoli “neutri”, privi di giudizio critico. E se stanno così in Svezia, figuriamoci da noi…

Da leggere, assolutamente (e mi chiedo come mai non se ne sia parlato troppo in giro…).

Anche in ebook:

Buon ferragosto a tutti!

6 thoughts on ““Delitto al trentunesimo piano” di Per Wahlöö

  1. Non vorrei sembrare ingrato, ma non si può mettere un link anche a una libreria online che non sia Amazon? Giusto per scaricare un ebook in un formato non proprietario 😉

  2. Mmmm no: a quanto pare, una volta che aderisci al programma di una libreria on line, non puoi linkarne altre… Pena la perdita dell’adesione alla prima (di cui peraltro sono cliente affezionata!)

        • No, no hai ragione (ce l’ho anche io sull’iPad). È che non mi piace l’idea di avere i miei libri divisi in più app e comunque per leggere preferisco iBooks. E non apprezzo molto l’idea del formato proprietario di Amazon (e nemmeno il fatto che sui suoi lettori si possa usare solo quello). Ma sono fisime mie, eh!
          Buon ferragosto 😉

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