American Horror Story: Asylum (morboso)

E siccome Halloween è vicino e siamo perfettamente in tema, sappiate che è iniziata la seconda stagione di American Horror Story sulla rete americana Fox.
Grande attesa e molta curiosità per un seguito che in realtà ha pochi punti di contatto con la prima stagione, se non per la presenza di alcuni attori (tra cui Jessica Lange e Evan Peters) ma in ruoli completamente differenti rispetto all’anno scorso.

La prima puntata si apre con una coppia in luna di miele: sono giovani, innamorati e un po’ morbosi (ricordate questa parola: morbosi). In particolare la “lei” della coppia ha un’insana passione per l’horror e i due si divertono a far sesso nei luoghi più infestati d’America. L’ultima tappa del tour è Briarcliff, un ex sanatorio trasformato in ospedale per malati di mente criminali. Qui pare che fosse stato rinchiuso anche “Bloody Face”, un sanguinario serial killer. La coppia si addentra nei meandri del luogo abbandonato, scatta foto, espleta il sesso di rito e poi…

Flashback nel passato: siamo nel 1964 e Briarcliff è gestito da suor Jude (una strepitosa Jessica Lange), crudele ai limiti del morboso (ho già detto che la parola d’ordine di AHS Asylum è morboso?). Siamo in piena epoca di neri ghettizzati, omosessuali ghettizzati e pazienti psichiatrici torturati. A Briarcliff viene ricoverato anche Kit Walker (Evan Peters, già visto nella prima stagione), accusato di aver ucciso e scuoiato la moglie e altre due persone. Kit si dichiara innocente, ma viene ugualmente sottoposto al regime durissimo di suor Jude e del dottor Arthur Arden (James Cromwell), un medico autorizzato a compiere esperimenti (più sadici che scientifici, in una parola: morbosi) sui pazienti. La giornalista Lana Winters (Sarah Paulson) vuole scrivere un articolo sull’ospedale psichiatrico, ma si scontra con la comprensibile ostilità di suor Jude; decide quindi di introdursi nella struttura di nascosto, nottetempo, ma viene scoperta e internata.
Nella seconda puntata tutti diventano ancora più cattivi, se possibile. L’orrore risiede nella crudeltà senza scampo di tutti – tutti – i personaggi, nessuno escluso. Oltre che in scene splatter e… morbose.
Come nella miglior tradizione dell’horror, in AHS c’è sesso a go-go: molto erotica la cena di suor Jude con monsignor Timothy Howard (Joseph Fiennes), altre scene sono decisamente più esplicite (non manca la paziente ninfomane, interpretata da Chloë Sevigny, di cui ho già parlato qua).
So che molti rimpiangeranno la cameriera della prima serie, ma pazienza, non si può aver tutto…

Questo uno dei “promo” della seconda stagione (morboso!! l’ho già detto, vero?)

E questi sono i primi cinque minuti di American Horror Story: Asylum.

Al di là delle considerazioni ironiche, American Horror Story mi ha molto colpita.
Se vi piace l’horror AHS è perfetto perché declina l’orrore in tutte le sue forme, dallo splatter al medical, dagli alieni al possesso satanico, dai nazisti alla crudeltà umana, dal gotico al serial killer… Gioca con le ambientazioni, con i ritmi e con le paure che la mente umana partorisce. Flirta con il marcio che è dentro di noi. Mette in guardia dal mostro che vive “next door” sotto sembianze umane. Fa paura.
Insomma, piena approvazione anche per questa seconda stagione (strettamente riservata a un pubblico adulto). Buona visione…

Aggiornamento dopo la terza puntata: eccellente. Adesso ci sono anche gli zombie 🙂

3 thoughts on “American Horror Story: Asylum (morboso)

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