House of Cards: dietro le quinte del marcio della politica

House of CardsNon ho visto molto in giro sull’argomento quindi spero di far cosa gradita e innovativa dicendovi che House of Cards (le prime due puntate, almeno) promette di essere una serie tv grandiosa.
Diciamo subito, intanto, che la serie viene trasmessa in streaming dal canale Netflix, e questa è una novità assoluta (dispiace che non sia ancora disponibile da noi ma confidiamo nello sviluppo della tecnologia); peraltro le prime 13 puntate sono state rese immediatamente disponibili, creando un certo dibattito a proposito di “spettatori compulsivi” (binge viewers) e di nuove modalità di fruizione delle produzioni televisive.
Diciamo anche che si tratta di un remake, perché l’originale (disponibile su Amazon in cofanetto trilogia che include le due stagioni successive) è targato Gran Bretagna 1990 ed è basato sull’omonima trilogia di Michael Dobbs, politico e scrittore britannico.
house of cards netflixPremesso questo, la storia. Washington D.C., 2013: Frank Underwood (uno straordinario Kevin Spacey) è un congressman navigato, profondo conoscitore delle dinamiche del potere. Il nuovo presidente americano Walker è appena stato eletto e Frank è convinto di aver appoggiato l’uomo giusto: ci rivela subito (sì, spesso si rivolge in camera direttamente allo spettatore, come in teatro) di essere in procinto di diventare Segretario di Stato. Spaventosa quindi è la sua delusione quando l’incarico viene dato a un antagonista, mentre a Frank viene chiesto di continuare a “vigilare” sul Congresso. Frank inghiotte, apparentemente, il boccone amaro, ma inizia a preparare una vendetta feroce contro tutto e tutti. [Come mi è stato fatto giustamente notare, è un gravissimo errore mettersi contro Kaiser Soze…].
Lo appoggia, più o meno consapevolmente, la giovanissima Zoe Barnes (Kate Mara), giornalista del Washington Herald in cerca dello scoop da Pulitzer. Zoe pubblica le notizie che Frank le fa pervenire in via riservatissima, notizie poi riprese dai maggiori canali di informazione americani con gran clamore. Notizie che – vere o false che siano, poco importa – possono distruggere una carriera.
Ma Zoe non è l’unico canale usato per perpetrare la vendetta. La manipolazione è pane quotidiano per Frank, che conosce vizi e segreti di tutti. E vizi e segreti possono essere usati per distruggere una persona ma anche per ricattarla. Per esempio Paul Russo (Corey Stoll), senatore della Pennsylvania con molti scheletri nell’armadio, si dimostrerà un valido alleato, sebbene obtorto collo.
Oltre a uno staff di fedelissimi, la vendetta di Frank Underwood è supportata (silenziosamente ma efficacemente) dalla gelida moglie Claire (Robin Wright), una donna d’acciaio che condivide con lui aspirazioni e boccate di sigaretta (e si sa che nei film americani solo i cattivi fumano).
La serie consta di due stagioni da 13 episodi l’una ed è iniziata il 1 febbraio. L’anteprima mostrata ai critici ha catturato consensi pressoché unanimi (9/10 su IMDB, per dirne una).
Forse perché siamo in campagna elettorale, questa serie tv arriva provvidenziale a ricordarci che il complottismo è vivo e lotta insieme a noi. Niente è come sembra, mai. Il potere è sporco, sempre, tanto più sporco quanto meno evidente.
Detto questo, se vi capita, guardatelo. È letteralmente esplosivo.

3 thoughts on “House of Cards: dietro le quinte del marcio della politica

  1. Netflix è già disponibile in Spagna, ma chissà perché esitano a sbarcare nella penisola… Servizio favoloso, nonostante qualche “inciampo” e le ostilità di molte case di distribuzione.

  2. Pingback: Tutti i gusti del Presidente | The Blog Around the Corner

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