Donato Carrisi Story: 1. Il Suggeritore (2009)

il suggeritore[Era il lontano 2009 quando l’allora AngoloNero incontra per la prima volta Donato Carrisi. Era appena uscito Il Suggeritore e da queste parti era piaciuto molto. Adesso sto leggendo L’ipotesi del male: in attesa della recensione mi piace l’idea di riproporre la strada percorsa in 4 anni]

L’ho letto con la solita prevenzione che accompagna lo spettro del capolavoro. Perché è normale, se uno si crea delle attese sulla base di recensioni e pareri altrui, poi basta poco, pochissimo a deluderle.
E invece.
Il Suggeritore, opera prima di Donato Carrisi, è veramente buono. Ora, a essere onesti, l’ho letto in modo molto critico e ho cercato il pelo nell’uovo. E qualcosina qua e là l’ho trovata. Intanto l’ambientazione in un non-luogo, cioè un luogo indefinito (da qualche parte negli States?), che rende particolarmente facile il compito di non incappare in errori. Il romanzo si svolge in un luogo genericamente estero, con protagonisti sommariamente descritti (presumibilmente di razza bianca, e forse Mila è un’ispanica, ma non è certo), che hanno nozioni e svolgono procedure a volte strane – ma non sapendo esattamente dove ci troviamo, chi può dire cosa sia giusto e cosa sia sbagliato? Ecco che l’apettativa di verità, di aderenza alla realtà, rimane sospesa a favore di una ben più plausibile verosimiglianza.
È vero poi che ci sono riferimenti a casi realmente accaduti. Quasi tutti, direi (solo la mia mancata conoscenza di tutto lo scibile sui Serial Killer mi impedisce di affermare che siano tutti casi veri). Ovviamente però il lavoro di Carrisi è stato quello di romanzarli e ricondurli a un’unica trama narrativa, con un gruppo di personaggi di riferimento. Ed è un lavoro ben confezionato. Il motto dell’autore potrebbe essere: non ho inventato niente, ma l’ho fatto bene.
Il racconto è serrato e pieno di twists and turns, come si conviene a un thriller di razza. Colpi di scena a volte inaspettati, a volte prevedibili, ma anche quando si capisce dove vuole andare a parare l’autore ci si chiede “come” riuscirà a farlo.
Le ultime duecento pagine si leggono di corsa. Io, per dire, mi sono fermata a leggerle in macchina, sotto un lampione, in meno di un’ora. Non volevo nemmeno perdere tempo a tornare a casa.
Visto che l’idea era quella di trovare i punti deboli di quello che unanimemente è stato accolto come la punta di diamante del thriller italiano, l’ultima obiezione (che spero si riveli una profezia errata) è che avendo messo dentro Il Suggeritore così tanto (in termini di fatti, notizie, drammi, sentimenti), mi sembra arduo riuscire a scrivere un secondo romanzo che sia (almeno) “tanto quanto” il primo. Il Suggeritore dovrebbe essere uno stand-alone. Ovviamente spero di sbagliarmi.

Certo è che dopo aver letto Il Suggeritore nessun altro thriller vi sembrerà all’altezza, almeno per un bel po’ di tempo.

4 thoughts on “Donato Carrisi Story: 1. Il Suggeritore (2009)

  1. Non so, sinceramente – anche un po’ per ciò che ne hai scritto – ho appena letto Il suggeritore, e non mi è piaciuto granché. Certo, è un buon thriller, ma leggendolo sono stato letteralmente infastidito da alcune cose, tanto che alla fine ho perso il gusto per la lettura. Ripeto, di un buon thriller c’è tutto, ma forse il problema è proprio questo: ci sono davvero troppi stereotipi, uno via l’altro, dai personaggi, all’ambientazione, ad alcuni modi di dire e fare, e alcune cose son sinceramente assurde (ehm, la medium?).
    Purtroppo per parlane in maniera approfondita sarei costretto a spoilerare, e mi dispiacerebbe per gli eventuali lettori, ma sinceramente – e forse è colpa mia – da un romanzo voglio di più che una storia a orologeria (qui comunque va un plauso a Carrisi).

  2. Mmm ma puoi spoilerare un pochino. Cosa non ti ha convinto? Perché a me sembrava ottimo. Ha di tutto e di più, non gli manca niente. La medium: e se ti dicessi che la polizia italiana si è servita in più occasioni di una sedicente medium? 🙂

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