Lasciami entrare (2008)

Lasciami entrareChe differenza tra i vampiri patinati e trendy di Twilight e la piccola Eli. Magra, solitaria, selvaggia, Eli si rifugia insieme a Håkan in uno sperduto sobborgo di Stoccolma. Eli non ha freddo, non sopporta la luce e ha uno strano odore. Ha bisogno di sangue per sopravvivere e non seleziona le sue prede (anzi, è Håkan che le sceglie per lei). L’incontro con Oskar, anche lui un castaway (magro, pallido, figlio di genitori separati e bersaglio dei bulli della scuola), cambierà le vite di entrambi. Oskar scopre un sentimento nuovo, Eli lo aiuta ad affrontare i suoi problemi. Ognuno dei due permette all’altro di entrare nel suo mondo. Si innamorano, di quell’amore pulito e totale come sanno esserlo solo certi sentimenti infantili.
Il film – scarno, essenziale – è ambientato in un sobborgo di Stoccolma sommerso dalla neve. Vengono rappresentati bisogni semplici, basilari: mangiare, bere, dormire, amare qualcuno. E oggetti semplici: non ci sono cellulari, macchine di lusso, abiti firmati. Nel mondo di Eli e Oskar si lotta per sopravvivere e a volte nemmeno ci si riesce.

La metafora del vampiro come “diverso”, come predatore, è una metafora violenta, ma mai quanto certe realtà apparentemente normali. E l’amore come (àncora di) salvezza l’ultima favola a cui ci permettiamo di credere.

Dal romanzo omonimo dello svedese John Ajvide Lindqvist, che è anche sceneggiatore del film, un horror senza tempo, vincitore del Tribeca Film Festival 2008.

Lasciami entrare
Regia di Tomas Alfredson
Svezia, 2008

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