“Uccidi il padre” di Sandrone Dazieri

Dazieri Uccidi il padreIl 30 giugno, alla IBS di Roma, Sandrone Dazieri ha presentato con Francesca Reggiani il suo ultimo romanzo Uccidi il padre (Mondadori 2014, anche in ebook).

Abbandonato (per il momento?) il suo storico protagonista seriale, il Gorilla, Dazieri ha scritto un thriller psicologico prendendo spunto da una vicenda verosimile su cui ha poi costruito una trama articolata che dà spazio a due nuove figure: Dante Torre e Colomba Caselli.
Lei è una poliziotta in congedo (scopriremo perché nel corso del romanzo), una trentenne bella e atletica; lui, rapito quando aveva sei anni e imprigionato per undici anni in un silo, adesso ha 36 anni e collabora con le istituzioni nei casi di persone scomparse. Dante è un  claustrofobico con difficoltà relazionali, fa uso di psicofarmaci bilanciati da caffeina e alcol in un “circuito chiuso” grazie al quale sopravvive al suo trauma. Pensa e riflette, mentre Colomba è il braccio “armato” nel senso fisico del termine.
I due vengono chiamati a collaborare in un caso di omicidio e rapimento: un uomo è accusato di aver ucciso la moglie e aver fatto scomparire il figlio durante una gita in un parco alla periferia di Roma. Gli investigatori pensano che l’uomo abbia ammazzato anche il figlio e ne abbia nascosto il cadavere, ma qualcuno non è convinto e chiede Colomba di investigare con discrezione.

Uccidi il padrenon è noir ma thriller“, afferma Dazieri. “Il noir è una narrazione in prima persona che dà anche un giudizio morale sul mondo (il mondo che non funziona); il giallo rappresenta il mondo che funziona. Il thriller sta più dalla parte del noir ma non dà un giudizio: ti dà lo sguardo di vari personaggi e porta avanti la storia attraverso la tensione. È una costruzione molto più articolata“. La definizione di thriller psicologico nasce invece dal fatto che “i personaggi hanno una rilettura psicologica e di conseguenza sociale. La coppia di investigatori ha delle crepe dentro“. Sono “frantumati. Non mi piacciono i vincenti, mi piacciono i perdenti, certo non del tutto altrimenti non arriverebbero alla fine del libro“.

Colomba Caselli è, nelle parole di Francesca Reggiani, “un bellissimo personaggio femminile. È una dominante, realizzata in ciò che fa. Passa attraverso maglie strettissime della vita“. Dei due, Colomba è quella fisicamente forte. Dante è quello intelligente ma certe volte non arriva a comprendere le cose perché è come un alieno, distante dal mondo.

Colomba e Dante, proprio per le loro patologie, fanno un corpo unico e vengono utilizzati dalla Polizia. Colomba, prima del disastro, si sarebbe fidata della normale routine del poliziotto. Ma questa cosa che le è successa, e che si capirà nel corpo del romanzo, ha messo in discussione le sue certezze per cui adesso cerca “altro”, va “oltre”.

Un aneddoto: il nome di Colomba è stato scelto per caso. Dopo un concerto di Leonard Cohen a Firenze, passeggiando in un cimitero, Dazieri si imbatte in una lapide con quel nome e decide di usarlo per il suo personaggio femminile.

Alla domanda d’obbligo per chi ha fatto dell’editoria un mestiere: “Che ne pensi del fatto che tutti vogliono scrivere?” Dazieri risponde che “Non vogliono scrivere, vogliono pubblicare”. E, ripensando all’evoluzione degli ultimi quindici anni, afferma di aver modificato la sua scrittura soprattutto nella sottrazione: È una scrittura più diretta, più semplice ma più raffinata.

Uccidi il padre è il perfetto libro da ombrellone. Colomba e Dante poi, chissà, magari prima o poi torneranno…

P.S. personale: dopo mesi di latitanza, questa presentazione è stata una boccata d’ossigeno. Bentrovati a tutti voi che passate da qua. Buon inizio d’estate!

3 thoughts on ““Uccidi il padre” di Sandrone Dazieri

  1. Grazie del reportage. E quella di Sandrone qua sopra è la distinzione tra subgenres più efficace e sintetica che abbia mai letto. Del Gorilla però mi piaceva soprattutto l'(auto)ironia. È almeno per quello che spero torni prossimamente al noir.

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