Le gialle di Valerio/26: Ceragioli

mele marce per la squadraElide Ceragioli
Mele marce per la squadra
Sensoinverso, 2015
Giallo

Palermo e Torino (soprattutto). Qualche anno fa. Sei poliziotti di questure diverse continuano a fare squadra. A Palermo un sicario spara al giovane carabiniere Innocenzo Di Matteo, padre ucciso dalla mafia vent’anni prima, sulle tracce dei colpevoli. La madre vedova vive a Torino e chiede aiuto alla polizia perché trova l’appartamento a soqquadro; anche Teresina, la 13enne “ritardata” testimone dell’esecuzione viene spedita nel capoluogo piemontese. Altri pubblici ufficiali vengono eliminati, alcuni perché indagano, alcuni perché sono “mele marce”, complici a rischio di uno dei boss, Don Mimì. C’è un enorme carico di droga che aspetta in un container del porto di Messina, non si capisce più chi può acquistarlo. L’ispettrice omosessuale Gabriella Franchi a Genova coordina colleghi e amici: Piero Fantacci (malato di tumore) a Siena, Anna Gilli a Trieste, Giovanni Marras in Sardegna, Carlo Dalloio proprio a Torino, Antonio Palermo proprio in Sicilia. Mentre scoppia una guerra aspra fra le cosche, c’è un grande manovratore corrotto e sconosciuto che ostacola le indagini, pure quelle dell’Interpol.

Non manca certo il ritmo al secondo romanzo della serie inventata da Elide Ceragioli, 61enne toscana neuropsichiatra infantile (si sente!), da alcuni anni prolifica scrittrice di romanzi e racconti. Segnalo i test cognitivi. Narra in terza varia, su buoni e cattivi, con alcune incursioni di corsivo in prima, centrate sui pensieri della bella ragazzina “sana” ma turbata, con straordinarie capacità di disegno. La storia è più gialla che noir, non a caso la citazione iniziale è di Chesterton. La graziosa illustrazione di copertina riflette un tatuaggio del killer, essenziale per le indagini: una vorace serpe verde con lingua biforcuta e denti aguzzi sul braccio armato di pistola silenziata. Peraltro si usa anche esplosivo. Continui e reciproci ammazzamenti fanno zoppicare un poco il contesto socio-culturale e i caratteri formali di una siffatta squadra, tuttavia la storia corre, i personaggi intrigano, le emozioni hanno sentimento. Vivaldi prima dell’impatto, cioccolata calda di conforto. Attendiamo il prossimo.

(Articolo di Valerio Calzolaio)

Le gialle di Valerio/25: Pandiani

più sporco della neveEnrico Pandiani
Più sporco della neve
Rizzoli 2015
Noir

Torino. Il nevoso inverno scorso. Zara Zarina Bosdaves e François Fanfan Kenguela si amano. Lei è alta e bionda, snella e avvenente, quasi 40enne; dopo un ventennio in polizia nel Nordest ora fa da “private eye”, ottime tecniche di aikido e di scasso; la figlia Valia studia a Londra, il padre anziano ex antiquario Angiolo vive al piano di sopra della casetta che hanno acquistato. Lui è un marcantonio nero, africano colto e intelligente, a lungo ha vissuto a Parigi ai bordi dell’illegalità, ora gestisce il bel locale Cosmopolite (comprato con euro Bosdaves). Vengono risucchiati da parallele vicende pericolose e vanno in crisi. Zara rischia la vita per salvare la ricca bella antiquaria Anna Baldini dall’uxoricidio; poi la cliente la indirizza verso un altro incarico: la scomparsa di un trafficone che forse ha avuto fra le mani qualcosa di prezioso; i pericoli aumentano. François cerca di aiutare un vecchio amico algerino a ostacolare un giro di permessi di soggiorno falsi (a 3000 euro ciascuno, corruzione inclusa) dopo che una loro conoscente è stata massacrata, deve ricominciare a giocare col fuoco.

Enrico Pandiani ha via via affinato un originale stile noir e torna con la sua fortunata protagonista, l’investigatrice privata trasferita nella capitale piemontese alla guida di una iQ, sempre affamata di Pinguini. Linda copertina con alberi del Monginevro, poco di genere. Il titolo fa riferimento agli incontri nei due casi, gente sporca, come il personaggio che più colpisce, il truce e apatico torturatore Remo: fa continui videogiochi sul Nintendo e riflette solo sull’essere messo a terra. Risulta più simpatico il drone sballottato che usa Pietro, collaboratore avvocato dell’agenzia. La narrazione è in terza varia, quasi fissa e alternata sulle due separate vicende degli innamorati, il sesso li aiuta, si fanno consolare. Emerge una notevole cultura del vino, sia per l’enoteca di Saluzzo (insegna del 1862), sia per le sontuose degustazioni (il Pelaverga del Castello di Verduno, oppure il Ghemme abbinato al rognone), pur se non mancano birra etiope e Vat 69. Zara ascolta soprattutto Mark Lanegan e Aimee Mann.

(Articolo di Valerio Calzolaio)

Le brevi di Valerio/26: Cassini

La 17ª agenziaTitolo La 17ª Agenzia. L’America al bivio: recuperare o recidere le gloriose radici pre-imperiali
Autore Giuseppe Cassini
Editore Marsilio
Pagine 313
Prezzo 27 euro

Usa, venti stati, fine 2016-2017, in avanti. Usa, cinquanta stati, prima. L’ex ambasciatore Giuseppe Ino Cassini delinea un’interessante evoluzione dello scenario geopolitico mondiale: la neo-indipendenza di una parte degli Stati americani, stufi di alcuni ritardi (“dieci piaghe”) attribuibili all’attuale insieme e forse alla regia occulta di ben sedici agenzie appartenenti alla U.S Intelligence Community. Wow! Non è solo una narrazione: La 17ª Agenzia. L’America al bivio: recuperare o recidere le gloriose radici pre-imperiali. C’è una parte futuribile (verosimile) romanzata e una ricca documentazione di fatti storici, ricordi diplomatici, notizie commentate. Molto ruota intorno al negazionismo climatico (sarà utile l’enciclica papale?). Woody Guthrie e Bruce Springsteen!

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Le gialle di Valerio/24: Recami

l'uomo con la valigiaFrancesco Recami
L’uomo con la valigia
Sellerio
2015

Milano e dintorni. Inizio primavera 2014. L’ex tappezziere in pensione quasi 70enne Amedeo Consonni (appartamento 8) e l’ex professoressa divorziata sua attuale compagna Angela Mattioli (2, ma ha anche altre quattro deleghe) vanno all’assemblea del condominio della casa di ringhiera dove vivono. Una coppia di arrembanti architetti ha appena comprato due appartamenti e vogliono convincere la ventina di inquilini che sono urgenti costosi lavori strutturali e forse a molti conviene vendere, ci pensano loro. Quasi finisce a botte, ma Amedeo ha un appuntamento, quando escono si defila, la nipote Ketty gli ha chiesto aiuto, corre dove lei gli ha detto e trova una bella giovane insanguinata nella vasca, qualcuno lo fotografa con il coltello in mano, fugge con una sgangherata valigia, entra in clandestinità per risolvere l’arcano. Le due storie corrono parallele: Angela è arrabbiata ma deve scongiurare il ricatto sulla casa, Amedeo è disperato e, credendo di doversi proprio salvare la vita, comincia a commettere vari reati. L’ennesimo guazzabuglio inestricabile.

Ottima parodia del genere e dissacratoria parodia delle serie di genere (iniziata nel 2011) per l’ottimo affermato fiorentino 59enne Francesco Recami; da una decina d’anni pubblica bei romanzi, fuori e dentro la serie. Nel quinto romanzo (dei sei preventivati) sulla casa di ringhiera (modesto edificio del primo Novecento, con una corte rettangolare e ringhiere di ferro battuto, nel quartiere milanese Casoretto) si fa un po’ il verso, in terza varia al passato come al solito. Al centro vi è quasi sempre il vedovo anziano ingenuo curioso collezionista di notizie, articoli e appunti per ogni crimine dell’ultimo ventennio, che riprende addirittura a fumare e finisce in un rifugio antiatomico. Tornano tutti gli altri noti inquilini e godibile resta la fantasia esilarante nell’intreccio di destini e casi, caratteri e personaggi. L’agente Miglietta ha già pubblicato tre libri di genere noir, lui che si intende di cimici intercettatorie e servizi da caffè. Si mangia locale, brianzetta e china calda.

(Articolo di Valerio Calzolaio)

“Voi non siete qui” di Guglielmo Pispisa

voi non siete quiGuglielmo Pispisa
Voi non siete qui
Saggiatore 2014

Chi nasce tondo non può morire quadrato. Questa è, in sintesi, la descrizione di Walter Chiari (omonimo del celebre attore ma non parente), avvocato messinese di scarse ambizioni.
Walter (Uòlter, come a volte lo chiama il suo capo) ha speso i suoi primi quarant’anni a cercare di piacere agli altri e a conquistarsi qualche gradino sulla scala sociale. Una vita da mediocre (mediano sarebbe troppo). Poi, al rientro dalle ferie, la doccia gelata: il suo capo gli dà il benservito.

Il mutuo, la scuola del figlio Emanuele, le bollette, lo stipendio precario della moglie Letizia: Walter deve trovare un’alternativa al più presto. Che gli si presenta sotto forma di grande occasione: la possibilità di entrare nel giro esclusivo di “quelli che contano” attraverso il prestigioso studio Anceschi. A prezzo di qualche compromesso, certo. L’affiliazione alla massoneria, una relazione extraconiugale con la figlia del capo, un po’ di bugie a casa.

Walter tiene in piedi la sua doppia vita a furia di Roipnol. Sarà vero che la ruota della fortuna ha finalmente girato a suo favore? Lui ci crede, fino a quando un anonimo contatto su Facebook non inizia a metterlo in guardia. I suoi segreti non sono così segreti. Ma chi è il misterioso “Comparello”? Forse la sua amante, Deirdre? Il factotum dello studio, Crocifisso De Luca? O il misterioso Gerry Chiaromonte? E da cosa, esattamente, Walter deve guardarsi?

Ennesima prova da solista per Guglielmo Pispisa, avvocato messinese co-fondatore del collettivo narrativo KaiZen. Tenendo sullo sfondo il malaffare siciliano, Pispisa racconta la storia di un uomo qualunque, privo di virtù e anche di etica, ma non cattivo. Mediocre, semplicemente. Talmente preso dal cercare di restare a galla da non accorgersi di quali siano le cose realmente importanti. Attenzione alle sbavature…

Il sito dedicato al romanzo.

 

Le brevi di Valerio/25: Waterloo

WaterlooTitolo Waterloo
Autore Walter Scott e Victor Hugo
Editore Sellerio
Pagine 249
Prezzo 13 euro
Traduttori Vittorio Frizzi e Mario Picchi

Waterloo, 200 anni fa, 14-18 giugno 1815. L’ultima campagna armata napoleonica si svolse in Belgio e si chiuse con la celebre battaglia intitolata dai vincitori inglesi (e prussiani) a un paesino delle retrovie, distante dal luogo dove si era combattuto, ma di grafia e pronuncia più facile. Lo scozzese Walter Scott (1771-1832) pubblicò circa dieci anni dopo la monumentale biografia di Napoleone, dedicò all’evento un paio di grandi capitoli dell’ottavo volume. Il francese Victor Hugo (1802-1885) nel 1862 pubblicò “I miserabili”, quando si trovava in esilio in Inghilterra, e inserì nel romanzo la cronaca di un  giorno di visita al campo di battaglia. Con una interessante aggiornata prefazione di Sergio Valzania sul “vero vincitore” il volume Waterloo raccoglie ora i due testi.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

“Come sigillo sul tuo cuore” di Arne Dahl

come sigillo sul tuo cuoreArne Dahl
Come sigillo sul tuo cuore
Traduzione di Carmen Giorgetti Cima
Marsilio, 2014.
Confesso: continuo a trovare grande appagamento nella lettura dei gialli scandinavi.
L’ultimo letto, in ordine di tempo, è Come sigillo sul tuo cuore (titolo originale De största vatten) di Arne Dahl (pseudonimo di Jan Lennart Arnald). È il quinto romanzo dello scrittore svedese e quinto libro della serie del “Gruppo A”.
Trama interessante (anche se l’ambientazione intorno al 2000 sembra già così datata!) che prende avvio dall’irruzione in un appartamento dove alloggiano dei clandestini. L’irruzione finisce nel sangue e, non a caso, è proprio il Gruppo A che dovrà occuparsene, su richiesta degli Affari Interni. Responsabile dell’irruzione è Dag Lundmark, poliziotto dal passato violento che ha appena terminato un periodo di riabilitazione dall’alcol, nonché ex compagno di Kerstin Holm. Kerstin è stata a sua volta brevemente legata ad un altro agente del Gruppo A, Paul Hjelm. Del gruppo fanno parte anche il commissario Jan-Olov Hultin e Gunnar Nyberg, Viggo Norlander e Arto Soderstedt, l’angelo, e la strana coppia Jorge Chavez e Sara Svenhagen, sudamericano lui, svedese e incinta lei.
Dall’interrogatorio di Dag Lundmark, a cui seguono gli interrogatori degli altri poliziotti e dei clandestini superstiti, sembra emergere con chiarezza che il sudafricano Winston Modisane sia stato ucciso deliberatamente.
Ciò che non si capisce è come mai Lundmark non solo non abbia fatto niente per nascondere il suo crimine, ma ostenti anche aperto razzismo nei confronti del morto. Incoscienza? Menefreghismo? Oppure c’è qualcos’altro, sotto?
Nel frattempo un furto con scasso in un appartamento termina con il ritrovamento di un cadavere. E questo cadavere porta ad altri cadaveri. Qual è il nesso tra loro? Possibile che in Svezia operi da anni un serial killer di cui nessuno si è accorto?
Il Gruppo A dovrà faticare non poco per arrivare a una verità scomoda.
Beh, diciamo che il lettore arriva alla soluzione prima del Gruppo A, poiché l’anello mancante non è difficile da intuire. Ma c’è sempre Stoccolma (qui in un’imprevedibile stagione intermedia, fine estate inizio autunno) e c’è l’ordinatissima società svedese che deve fare i conti con i clandestini africani (nell’ordine di poche decine all’anno) e con le contestazioni che arrivano alla polizia.
Il titolo riprende un verso del Cantico dei Cantici; dalla Bibbia il serial killer “ruba” diverse citazioni.
Trenta pagine in meno non avrebbero nuociuto, ma anche così Come sigillo sul tuo cuore è una lettura da ombrellone più che apprezzabile.

Le gialle di Valerio/23: Besola, Ferrari e Gallone

il_colosso_di_corso_lodi_Riccardo Besola, Andrea Ferrari, Francesco Gallone
Il Colosso di corso Lodi. Mala & Fernet – Milano 1975
Fratelli Frilli 2015
Giallo storico

Milano. Marzo 1975. Benito Mala Malaspina è commissario della Squadra Mobile, Dino Fernet Lazzati giornalista di un settimanale pettegolo. Cominciano a scoppiare bombe, ma la pista non sembra politica. Sono esplosioni accurate e mirate, vogliono uccidere un singolo ragazzo ed evitare altri danni: prima, in auto Daniele Belotti, figlio di ricchissimi imprenditori (e il padre mette subito una taglia di 20 milioni di lire); poi, al cesso (esterno)  della casa di ringhiera Ruggero Colombo; ancora, nella sala proiezioni del cinema dove lavora Corrado Poretti. Erano coetanei e forse la mattanza non è finita. Benito è felicemente sposato anche se non possono far figli, fuma Muratti, ha l’attendente romano e un capo fascista che vuole subito un colpevole purchessia, viene presto estromesso. Il bruttino Fernet continua a bazzicare la cronaca nera, scrive altro, beve amaro e prova a dargli qualche dritta, insieme alla bella giovane reporter Doriana. Saranno loro, comunque, a capire cosa sta accadendo.

Tre milanesi intorno ai quaranta anni (nati nel 1974, 1977 e 1978) hanno fondato un trio letterario affiatato e il festival “Milano calibro Noir”. Insieme narrano con simpatia e curiosità la Milano di quando ancora non c’erano (almeno con la loro testa), sono al terzo romanzo della serie (i primi due riferiti al 1973 e al 1974). Usano la terza persona, quasi fissa sui due amici indagatori, più Mala che Fernet. Ogni tanto intercalano definizioni da cruciverba ed enigmistica (passione della moglie del poliziotto). Il titolo fa riferimento alla grossa ombra che qualcuno ha visto prima o dopo le esplosioni. C’è molta musica, i tre ragazzi hanno ampie collezioni di dischi in vinile, soprattutto 45 giri di successi dell’epoca (come “L’importante è finire” di Mina), il cibo in secondo piano. Il romanzo è garbato anche se a quel tempo era difficile per un cronista pensare di pubblicare proprio un noir.

(Articolo di Valerio Calzolaio)

Le brevi di Valerio/24: Deaglio

storia vera e terribile tra Sicilia e AmericaTitolo Storia vera e terribile tra Sicilia e America
Autore
Enrico Deaglio
Editore Sellerio
Pagine 218
Prezzo 14 euro

20 luglio 1899. Tallulah, Madison, Louisiana (a 300 chilometri da New Orleans). Vengono impiccati cinque siciliani (“dagos” con disprezzo) di Cefalù, commercianti di frutta e verdura. Sono i tre fratelli Pasquale, Giuseppe e Francesco Defatta fra i 30 e i 54 anni, Rosario Fiduccia di 37 e Giovanni Cirami di 23. Tutto era cominciato con una capra, una parte della (poca) popolazione aveva pensato di farsi giustizia sulla base di una solida discriminazione razziale. Enrico Deaglio ricostruisce una Storia vera e terribile tra Sicilia e America, orrenda, misteriosa, avventurosa, fiabesca. Ne è venuto a conoscenza per caso, ha girato per pro-loco e archivi, ha studiato il contesto sociale e culturale basato sull’ordine economico delle razze, infine narrato.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Le gialle di Valerio/22: Gori

il ritorno del colonnello arcieriLeonardo Gori
Il ritorno del colonnello Arcieri
Tea 2015
Giallo storico

Parigi e Firenze. Maggio 1968. Il colonnello del SID Bruno Arcieri è nato nel 1902, infanzia a Firenze, ginnasio e liceo a Milano, poi l’Accademia (dopo la morte del padre per la Spagnola) e una carriera di carabiniere, maggiore del SIM (dal 1938) sempre con gli alleati (per il buon inglese) nell’avanzata da Roma a Milano, antica bellissima ricca bionda fidanzata ebrea riparata in Israele dopo il matrimonio con un altro. Ha fatto carriera nei servizi, però a fine 1966 deve aver pestato qualche callo di troppo a ricchi e potenti. L’estate scorsa ha subito un attentato, è riparato come un barbone in Francia, da qualche mese si arrangia a cucinare nel bistrot, si fa aiutare dai rossi, convive con la dolce bigliettaia 50enne Marie. Fisico asciutto, capelli ancora nerissimi, presbite, rugoso e roco, acciacchi e ferite varie, jazzofilo, decide di tornare a casa dove pare sia Elena, va a vivere in una comune e affronta amori e misteri (anche di altri) che cerca o in cui incappa.

Bello e colto il noir storico in terza fissa del 58enne fiorentino Leonardo Gori, ennesimo di una fortunata serie, ripresa con Franco Cardini e alimentata dall’amicizia con Marco Vichi, che consente il solito duetto e dialogo del colonnello col commissario Franco Bordelli. Qui siamo in pieno maggio francese, anche nelle università italiane (infiltrate)! Emergono bene (e male) le trame poco consone alla democrazia dei servizi democristiani connessi alla destra greca (Aneipoti docet). Molti muoiono affinché il colonnello trovi qualche scomoda verità. Il marchio di fabbrica sono i continui riferimenti a vicende e momenti della movimentata biografia, si spazia dal 1910 al 1966 come niente fosse. Bruno ha mangiato sempre male, ma ora prepara cose gradevoli e abbina vini perfetti. Magnifica citazione della “sposa in nero” di Truffaut (1968) – Woolrich (1940). I primi Beatles e l’eterno Jimi Hendrix aggiornano la musicultura.

(Articolo di Valerio Calzolaio)