La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi

la ragazza nella nebbia_Sovra.inddBrillante ritorno di Donato Carrisi con un thriller destinato al grande schermo.

La ragazza nella nebbia” del titolo è Anna Lou Kastner. Scomparsa – come spesso accade: senza alcun preavviso – qualche giorno prima di Natale.
Il paese, una comunità montana isolata ma resa ricca dalla scoperta di un giacimento di fluorite, si raccoglie intorno alla famiglia. La Polizia indaga. La madre promette di lasciare l’albero di Natale intatto fino al ritorno di Anna Lou. Ma della ragazza non c’è traccia.

Nessuno era in grado di spiegare perché un crimine diventava improvvisamente più popolare di altri.
Ma erano tutti concordi che esistesse un elemento imponderabile.

Perché il caso di Anna Lou ottenga tutta l’attenzione necessaria bisogna che le indagini non rimangano circoscritte al paese. Serve che l’intera Nazione punti gli occhi sul caso. Questo è l’obiettivo del detective Vogel, una vecchia volpe dei casi di cronaca, una brillante carriera portata avanti sotto le luci dei riflettori, offuscata solo da un recente, bruciante fallimento (che tuttavia egli difende ancora come un proprio successo).

Se i media non si fossero interessati al caso, se l’opinione pubblica non avesse deciso di «adottare» Anna Lou, i loro superiori non avrebbero accordato le risorse necessarie a svolgere al meglio l’indagine.

Vogel interviene prontamente sulla scena con il suo abbigliamento elegante e le sue convinzioni. La strategia? Presto detto: far sì che l’opinione pubblica si focalizzi su Anna Lou. Portare in paese giornalisti e telecamere; far trapelare un’indiscrezione qua, un indizio là, fino a portare “la gente” a chiedere a gran voce un colpevole. Uno qualunque, chicchessia. E a quel punto offrire in pasto al tribunale popolare un presunto colpevole.
Il professor Martini, in questo caso: un uomo senz’alibi, estraneo alla comunità, con un segreto che lo ha portato a cambiare vita, insieme alla moglie Clea e alla figlia adolescente.

«Lo sbirro che le dà la caccia si chiama Vogel.» L’avvocato aveva pronunciato il nome con tono preoccupato. «Non lo definirei un investigatore di prima categoria e nemmeno un segugio. Non ha competenze criminologiche e non gli interessano cose come reperti della Scientifica o dna. È uno che per raggiungere lo scopo si serve dei media.»

“La gente” ci mette un attimo a condannare il presunto colpevole. Pur in assenza di prove – e il procuratore sottolinea costantemente questa mancanza – il verdetto popolare è unanime e senza appello.

O forse no?

Le ultime pagine rivelano la più nascosta delle verità, in quella notte in cui “tutto cambiò per sempre”.

Donato Carrisi
La ragazza nella nebbia
Longanesi, 2015

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