Le gialle di Valerio/53: Carlotto

l'oscura immensità della morteMassimo Carlotto
L’oscura immensità della morte
Edizioni e/o, 2004
Noir

2004. Una città del Nordest. Silvano Contin risuola scarpe e duplica chiavi, vita monotona e ripetitiva. Quasi 50enne, figlio unico, genitori morti, faccia funerea, quasi calvo e pingue, vive solo e mangia cibi pronti, si ubriaca il sabato, niente cellulare o svaghi o fede, cattivo ergastolo del dolore. Quindici anni prima girava soddisfatto in Mercedes come rappresentante di vini, innamorato della moglie Clara e del figlio Enrico. Furono uccisi, casuali ostaggi di una rapina. Fuggito il complice con la refurtiva, il loro assassino marcisce in carcere, Raffaello Beggiato, cella numero 5, seconda sezione. Occhi chiari, 45enne, non crede ma va a messa, esagera con valium e droghe procurate col denaro materno, patisce vessazioni e corruzione, buono ergastolo della pena. Quando gli diagnosticano un tumore mortale, chiede la grazia. La procedura prevede che implori perdono e il parere delle parti offese. Non ci conta e ha ragione: negativo. Il suo vero obiettivo è la sospensione pena per malattia, ottenere soldi e passaporto dal socio, scomparire in Brasile, morire libero. Tutto si complica perché Contin esce dal buio evocato dalla moglie morente e il commissario Valiani indaga.

Massimo Carlotto (1956) pubblicò nel 2004 un bellissimo romanzo sulla pena e le varie ingiustizie che vi ruotano intorno, con personaggi teatrali non seriali, carnefice e vittima entrambi “ergastolani”, portati a teatro dalla fine del 2012 per un paio di stagioni da Scarpati e Casadio diretti da Alessandro Gassmann. Lo scrittore si documentò molto su norme e procedure e intervistò uomini in condizioni e relazioni analoghe, ispirandosi a una pluralità di storie vere. La prima persona passa dall’uno all’altro, con tutti i “canoni” del noir (se esistono) e qualcosa in più, l’ossessione della morte (da cui il titolo). Il libro è intelligente, intrattiene il cervello, informa sui carceri, impone qualche riflessione a chi ha l’incarico di approvare o attuare (non usare) le leggi, in particolare quelle sulla giustizia. I barlumi di follia esplodono quando le diverse richieste di grazia e di perdono fanno cortocircuito (le citazioni iniziali sono di Berruti e Ferlosio). Ovvio che si mangi precotto, senza cura; e che si ascolti solo la memoria dei Pooh. Allora il ministro competente era Castelli, a pag. 33. Come sempre in Carlotto, i politici non fanno dignitosa figura.

(Articolo di Valerio Calzolaio)

Le gialle di Valerio/52: De Marco

Città di polvereRomano De Marco
Città di polvere
Feltrinelli 2015
Noir

Milano. Febbraio 2015. Marco Tanzi, è dovuto tornare in carcere, al Canton Mombello di Brescia, 450 “ospiti” nelle celle per 200 posti disponibili. Aveva vissuto due anni da clochard, ne era uscito per salvare la figlia Giulia (maggiorenne) e poi grazie a una collaborazione in nero con l’Antares di Giovanni Sandonato, un investigatore privato. Ora gli hanno chiesto un’altra mission impossible, un’indagine non autorizzata. Sebbene il suo amico commissario della squadra anticrimine Luca Betti sia contrario, si fa arrestare lo stesso. Vuole infiltrarsi fra i criminali per proteggere e ottenere informazioni (anche sugli sbirri marci) da un contabile della ‘ndrangheta. Intanto parte la guerra per il traffico di cocaina, con connessi giochi di potere. Una sanguinosa perfetta rapina ha luogo vicino Piazza Cordusio e subito arrivano la 47enne bionda questora Daniela Boschi, l’ottima 35enne collega di Luca (appena trasferita da Roma e assegnata alla buoncostume) Laura Damiani e il corrotto elegante atletico capo dell’antidroga Matteo Serra, capelli neri e occhi magnetici. C’è di che divertirsi.

Romano De Marco (Francavilla al Mare, 1965) è un professionista della sicurezza integrata (persone, valori, dati) negli istituti di credito, come il personaggio Lucio Rambaldi, Chief Security Officer che durante l’interrogatorio dichiara: “Quello che è successo oggi, teoricamente, è impossibile”. Da oltre un quinquennio pubblica interessanti romanzi e racconti di successo, questo è il secondo romanzo della serie su Marco e Luca. La curiosità si concentra sul primo: ex padre di famiglia, ex poliziotto (bravissimo) arrestato per corruzione, ex detenuto (per quasi 8 anni) tornato libero e in esilio dalla vita. Luca è il suo unico amico, 47enne separato (da Elisa e dalla figlia 17enne Sara), sempre sulla retta via ma incerto sul futuro (anche rispetto al rapporto con la collega Laura). Lo sfondo è quello del noir metropolitano inquinato (dove De Marco non vive ma opera): azione e reazione, violenza e vendetta, affetti e tradimenti, con epilogo a Malaga in Spagna. Il romanzo è stato finalista del Premio Scerbanenco 2015.

(Articolo di Valerio Calzolaio)

Le brevi di Valerio/60: Manzini

sull'orlo del precipizioTitolo Sull’orlo del precipizio
Autore Antonio Manzini
Editore Sellerio
Anno 2015
Pagine 115
Prezzo 8 euro

Genova. Ottobre 2015. Il grande scrittore Giorgio Volpe ha terminato l’ultimo romanzo di 800 pagine, dopo 2 anni, 6 mesi e 13 giorni, 862 pacchetti di Marlboro e 3 influenze di gestazione. Lo comunica alla moglie Bianca (28 anni di matrimonio), all’editor Fiorella (al suo fianco da 25 anni), al collega Maurizio e a Francesco, direttore della Gozzi, la più grande casa editrice del paese, proprio nel giorno in cui sta per nascere il polo unico con gli altri due storici colossi Bardi e Malossi. Ha già vinto tutto (Strega, Campiello, Viareggio, Chiara), sempre in testa alle classifiche (da 180.000 a 760.000 copie), con molte riuscite trasposizioni cinematografiche, ora è soddisfatto e parte per una settimana a Ischia. Quando torna si presentano Aldo di Macerata e Sergej di Mosca per l’editing, è cambiato tutto. Simpatico scherzo di Antonio Manzini, “Sull’orlo del precipizio”.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Le gialle di Valerio/51: Costantini

La moglie perfettaRoberto Costantini
La moglie perfetta
Marsilio 2015
Giallo

Roma. Primavera 2001. L’elegante bel 40enne psicanalista Giovanni Annibaldi, baffetti e capelli scuri, si sobbarca 7 ore al giorno di terapia (specialmente di coppia) dal lunedì al venerdì e 4 il sabato, guadagna bene, dal 1987 si è messo con Bianca Benigni, di un anno più giovane e già laureata in legge, si sono sposati nel 1989, nel 1990 hanno avuto Luca, che ha problemi di linguaggio e socializzazione. Bianca ha perso il padre poliziotto a causa della camorra e durante il liceo ha accudito la madre malata fino alla morte, brava e meticolosa verso gli affetti, bella e seriosa, ora è magistrata, ha seguito varie inchieste sulla corruzione, sta dietro ad appalti truccati proprio quando la figlia di un imprenditore edile viene stuprata e uccisa a Ostia. Sul crimine indaga anche il detestabiletorvo commissario quasi 51enne Michele Mike Balistrieri, burrascosa adolescenza in Libia, poi picchiatore fascista (Ordine Nuovo) e sciupafemmine, da un po’ capo della Omicidi, antiprivilegiati, molto capace senza sangue né cuore. Due magnifiche sorelle americane sconvolgono il quadro, si muore ancora e la giustizia trova un precario punto di arrivo, finché nell’autunno 2011 il caso si riapre.

L’ingegnere romano Roberto Costantini (1952) dal 2011 al 2014 ha ben scritto una efficace trilogia noir con lo stesso protagonista di destra, ogni romanzo contestualizzato in almeno due periodi della storia italiana e della biografia di Balistrieri (1982 e 2005, 1962 e 1983, 1969 e 2011). Vari personaggi ritornano e si intrecciano, altri (inediti) hanno specifica centralità: qui la prima persona appartiene per gran parte del corposo giallo ai due coniugi, Nanni e Bianca, capaci entrambi di smussare spigoli in una dinamica matrimoniale piatta e sicura, utile al lavoro e alla prole, lui più inerme, lei perfettamente protettiva. Poi la narrazione torna ad appartenere al virile torbido Mike, sempre al volante di una vecchia Fiat, Gitane accese ovunque, lucido e crudele pur di catturare gli assassini, appassionato di Cohen e di Chianti, con incursioni (quando serve) in Sicilia dagli odiati parenti potenti mafiosi, invischiati in usura e gioco d’azzardo. Un paio di donne contribuiscono a dare vita e curiosità alla sua esistenza aggressiva e solitaria, come padre e partner. Di permanente attualità l’avversione per il modo di essere della potenza americana in Italia.

(Articolo di Valerio Calzolaio)

Le brevi di Valerio/59: Debicke

Recensione BREVE

l'eredità mediceaTitolo L’eredità Medicea
Autore Patrizia Debicke van der Noot
Editore Parallelo 45
Anno 2015
Pagine 305
Prezzo 12 euro

Firenze. 6 gennaio 1537. L’esile e magro Lorenzino Lorenzaccio de’ Medici, aiutato dai due sicari Scoroncolo e Freccia, pugnala e uccide il duca di Firenze, suo cugino Alessandro, marito della figlia dall’imperatore. È una congiura con addentellati nella Chiesa romana e si apre la lotta per la successione. Il duca aveva esagerato e l’Ombra trama. Il Consiglio degli ottimati sceglie il 17enne Cosimo, unico figlio di Giovanni delle Bande Nere, con il supporto di Alessandro Vitelli, comandante dell’esercito imperiale, che vive a Città di Castello con la moglie Angela (cugina di Cosimo) incinta e i tre loro figli maschi, lei vedova a 21 anni di suo cugino Vitello e già madre di tre.
Patrizia Debicke van der Noot continua a raccontarci con garbo e competenza il Cinquecento italiano, ora con L’eredità Medicea, un bel giallo storico con intricate avventure.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Le gialle di Valerio/50: Carlotto

il giardino di gaiaMassimo Carlotto
Il giardino di Gaia
Feltrinelli, 2013
Racconto noir e radiodramma (teatro)

Un paesino padano. Primavera 2011. Gaia Convento Bruni gestisce un marito impiegato in una posizione strategica all’ufficio urbanistica, Lorenzo, e il loro figlio quasi ventenne, Enrico. Lei non lavora, ha un amante geometra e si barcamena crudelmente alla grande: villetta, tre auto, settimana bianca, vacanze al mare, sesso familiare rapido dopo una cenetta ogni sabato, scuola private e ora università per Enrico. Finalmente (dal suo punto di vista) Lorenzo ha deciso di accettare la prima mazzetta, proposta dall’impresario Giacomazzi e dall’assessore Lucato. Lei suggerisce solo di chiederla più alta, sa già che farne: sostituire la casetta stile tirolese e la betulla siberiana del giardino con un trullo originale e un olivo secolare pugliesi. E poi comprare lo spiderino giapponese al figlio (che gira con un’utilitaria da operaio) purché lasci Jennifer, l’imperfetta fidanzata con la quale sta da tre anni. Il marito è sottomesso ma inquieto, Gaia scopre che anche lui ha un’insospettabile amante e, nel giro di qualche mese, sistema tutto.

Massimo Carlotto (Padova, 1956) ha sviluppato nell’inverno 2012 una particolare serie narrativa, in forma di racconto acustico dei moderni peccati di paese, una storia inedita concepita per l’oralità, con suggestioni e sensazioni sonore, poi trasformata in audiodramma. Ad alcuni di noi fortunati è stato possibile, muniti di cuffie, vedere-ascoltare una delle prove di registrazione al Teatro Elfo Puccini di Milano, un’ora di creazione in diretta dell’immagine acustica, con sei attori lettori e doppiatori di suoni, regista Sergio Ferrentino. Pochi mesi dopo il volume ha raccolto il testo originale, l’adattamento radiofonico e le indicazioni necessarie per la registrazione.
È possibile anche acquistare su internet il file audio del radiodramma legato al progetto AutoreVole della Fonderia Mercury di Ferrentino. Per la stessa serie sono stati editi da Feltrinelli anche i racconti di Pino Corrias, Sandrone Dazieri, Andrea Bajani, Elisabetta Bucciarelli, Carlo Lucarelli; mentre Salani ha realizzato i cofanetti audio.

(Articolo di Valerio Calzolaio)

Le brevi di Valerio/58: Stopani

geografia delle diasporeTitolo Geografia delle diaspore
Autore Antonio Stopani
Editore Aracne
Anno 2013
Pagine 150
Prezzo 10 euro

Pianeta Terra. Da qualche migliaio di anni. Etimologicamente il termine “diaspora” viene dal greco, significa “disseminazione” e non aveva valenza solo negativa. Circa un secolo fa cominciò ad apparire nei dizionari europei riferito al processo di dispersione spaziale della popolazione ebraica in comunità che avevano poi conservato un alto grado di coesione grazie alla religione e questo è sempre restato l’uso classico del termine: la traumatica fuga degli ebrei dall’Egitto. Sia in senso di metafora sia come analogia di fenomeni contemporanei il suo uso si è moltiplicato da parte di storici, geografi, politici: diaspore di vittime e di mano d’opera, diaspore imperiali, imprenditoriali e culturali. Il giovane ricercatore Antonio Stopani ha pubblicato un saggio interessante sulla Geografia delle diaspore, ricostruendo definizioni e tipologie in una logica interdisciplinare.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Le varie di Valerio/12: Davodeau

gli ignorantiÉtienne Davodeau
Gli ignoranti. Vini e libri: diario di una reciproca educazione
Porthos, 2015
Traduzione di Raffaella Garruccio
Fumetto

Francia. 2010-2011. Richard Leroy è un lorenese dei Vosgi laureato in economia, senza vigneron in famiglia. Durante l’università lavora come commesso per la famosa catena di vinerie Nicolas e conosce Sophie; poi comincia a lavorare in banca, fa viaggi e corsi enologici. Nel 1996 acquistano i primi due ettari di vigneto in Anjou (Angiò) sulla Loira e dal 2000 si dedicano solo a produrre gran vino, Chenin, biodinamico non certificato. Un loro amico, autore francese di fumetti, decide di trascorrere mesi nella piccola tenuta, lavorando insieme, per disegnare vita quotidiana creativa con un dialogante diario sul ciclo vitale sia del vino che della relazione dei due protagonisti: la faticosa cura umana dei ritmi delle viti liane, le letture delle reciproche passioni, i viaggi in auto e treno verso fiere di libri e vini, vignaioli e fumettisti. In un anno e mezzo potano, mettono in barrique, assaggiano, zappano, spruzzano letame di corno e roccia tritata, trinciano sotto i filari, irrorano poltiglia bordolese e zolfo, trasbordano in bottiglia (con massimo 30 milligrammi di solfiti per litro), riassaggiano, vendemmiano e via così, con intermezzi dai reciproci colleghi e discrete bevute.

Étienne Davodeau (Botz-en-Mauges sulla Loira, 1965), un bravo affermato disegnatore, esperto di reportage a fumetti, ha ideato un delizioso saggio visivo odoroso, colmo di buon gusto. Il volume è uscito già nell’estate 2011 in Francia; il percorso per l’edizione italiana è iniziato nel gennaio 2013 al festival di Angoulême e durato quasi due anni, tra delicata ingabbiatura grafica dei dettagli e dei dialoghi, competente traduzione enologica, esperta comparazione di impasti nazionali, cambi d’editore, ironia e risate.
Non a caso in appendice ci sono i due testi di Sandro Sangiorgi, professionista del vino (La rivoluzione biodinamica, domande e risposte su vini naturali e vini buoni), e Sergio Rossi, professionista del fumetto (Quattro passi tra le nuvolette, gli autori e il mercato francese). Emergono svariate affinità elettive e buoni consigli di vini e libri (i due “oggetti” sono nel sottotitolo solo italiano), un forte rinnovamento di successi nell’ultimo decennio. La copertina rende bene: Richard osserva Étienne disegnare sotto una lampada, Étienne prende appunti mentre Richard pota lungo i filari. Il titolo condanna una frequente insensibilità e la scarsa curiosità.

(Articolo di Valerio Calzolaio)

Le brevi di Valerio/57: Grugni

DarklandTitolo Darkland
Autore Paolo Grugni
Editore Melville
Anno 2015
Pagine 253
Prezzo 16,50 euro

Ettlingen, Karlsruhe e Friburgo. Settembre 2015. Da due mesi Karl Jerzyck è stato sospeso dall’insegnamento di Criminologia all’Università di Monaco per aver insultato uno studente. Sua moglie, stufa dello scarso autocontrollo e dei frequenti cambi d’umore, gli aveva chiesto di andarsene da casa, lontano anche dalle loro bimbe. Così aveva affittato una villetta di amici all’estremità nord della Foresta Nera. Passeggiando nel bosco trova molti resti umani, appartenevano a persone scomparse 25 anni prima. Insieme ad Arno Schulze, l’ispettore della Kripo che si era occupato del caso, riprendono a investigare. Ci sono gruppi neonazisti ancora attivi e si avvicina il 70° anniversario del processo di Norimberga.
Un colto bel viaggio nella memoria (con un ricco apparato bibliografico) il romanzo del milanese berlinese Paolo Grugni (1962), Darkland, esordio di una interessante nuova casa editrice.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Le brevi Valerio/56: Danese

la cosa doppiaTitolo La cosa doppia
Autore Anna Maria Danese
Editore Besa
Anno 2015
Pagine 280
Prezzo 18 euro

Estate. Marina di Ostuni, poco a nord di Brindisi, proprio di fronte all’Albania. Di lì è Elena Nenè Aliota, bel sorriso, labbra sensuali, occhi inquisitori; usualmente vive in Spagna dove si era infelicemente sposata con l’andaluso Jaime. Ora torna in vacanza in Puglia con il commissario capo di Tarifa, l’estrema punta sullo stretto di Gibilterra, un caro massiccio amico ateo ultra 50enne che attira guai. Infatti in spiaggia assiste al rinvenimento del cadavere di una bimba abusata, stuprata, uccisa. Un’altra ragazzina aveva appena chiamato Elena chiedendo aiuto in albanese. Vengono rinvenuti altri resti di cadaveri di bimbi. C’è un cattivo e violento da qualche parte, una donna?
Indagano e, con loro, nelle psichi contorte la giornalista anconetana Anna Maria Danese, brava autrice di La cosa doppia, secondo arso romanzo della serie.

(Recensione di Valerio Calzolaio)