Un delitto da dimenticare di Arnaldur Indriðason

Un delitto da dimenticareArnaldur Indriðason
Un delitto da dimenticare
Guanda, 2016

Islanda, fine anni Settanta. Un cadavere viene rinvenuto in una pozza di acqua sulfurea. Ma non è morto per annegamento: a una prima occhiata sembra che sia caduto da una grande altezza. Solo che in Islanda sono pochi i posti talmente alti da poter provocare quel tipo di lesioni in caso di caduta. E uno di quei posti si trova al di fuori della giurisdizione della polizia criminale: è Kamp Knox, l’enclave americana sull’isola.

Mentre indaga sulla morte di Kristvin il giovane Erlendur Sveinsson, reduce da un divorzio e da poco entrato a far parte della polizia criminale su invito della collega Marion Brien, coltiva la sua ossessione per i casi di persone scomparse e mai ritrovate.
Ha un motivo personale per farlo, ma al momento il suo chiodo fisso si chiama Dagbjort: una tranquilla studentessa diciottenne, scomparsa una mattina di venticinque anni prima e mai ritrovata.
Arnaldur Indriðason, classe 1961, racconta un’Islanda cupa, nella quale arriva l’eco lontana dei fatti del mondo (l’assedio all’ambasciata di Teheran…), ma molto più coinvolta di quanto creda di essere.
I due casi, scollegati tra loro, hanno in comune il fatto di essere stati favoriti dal particolare contesto di isolamento, quasi di straniamento, dell’isola.
Mentre l’estate cede il passo al lungo inverno, due famiglie non si rassegnano, due detective sono intenzionati a non retrocedere davanti al muro di omertà che li circonda.
Piacevolissima lettura estiva per chi ama i gialli nordici.

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