La Debicke e… Omicidio in via della Dogana

Omicidio in via della Dogana
di Stelvio Mestrovich
A&A Edizioni, 2017

Lucca è il suggestivo scenario di Omicidio in via della Dogana, ultima fatica letteraria di Stelvio Mestrovich. Un thriller giallo, di “buona beva” e molto pruriginoso in cui si percepisce aria di seduzione, di adulteri e di eros sin dalle prime righe, quando, sotto la volta del giudizio michelangiolesco della Cappella Sistina, Valentina Lenzi – bella quarantenne alta, abbronzata, capelli lunghi e rossi, con la camicetta che lascia intravedere un seno piccolo ma sodo – incontra per caso Maria Pia, un’amica di vecchia data e gelosissima moglie del giallista Alberto Dodero.
Ciò nondimeno proprio Maria Pia chiede al marito, scrittore per la gloria ma impiegato di banca per vile pecunia, di far dono all’amica ritrovata di una copia di Assassinio in seconda classe, l’ultimo suo romanzo di successo. Dodero, un farfallone che si crede smaliziato dongiovanni, accoglie la provocazione, telefona a Valentina un mese dopo, in pieno luglio, e si presenta da lei con il libro firmato.
Un caffè in un bar sotto casa.. e zac, scatta l’appuntamento, perché Valentina è donna di idee molto aperte. Insomma una che la dà facile e più che disposta a mettere le corna al manesco e nerboruto marito Ciro diventato una vera palla al piede…
Però quattro giorni dopo, quando l’ammaliatrice non si presenta all’ora prevista al Lido di Camaiore, bagno Doge, Alberto torna a Lucca a cercarla, si imbatte nel marito che non sa dove sia andata, poi scocciato torna al mare e la vede salire a bordo del Poseidone, peschereccio di Vincenzo Chiaravalle, calabrese trapiantato in Versilia.

A Valentina, questo è evidente, piace ed è sempre piaciuto far collezione di amanti (e chi tiene il conto?); il penultimo è il giovane e aitante marinaio e dopo, a suo gusto e perché no, sarà il giallista lucchese.
Ma quando verrà ritrovato il cadavere della Lenzi, uccisa con un colpo di Beretta calibro 9 in via della Dogana a Lucca (dove una volta c’era un celebre casino), ed entreranno in gioco il maggiore del Carabinieri Marco Mosetti e il suo braccio destro, il maresciallo Michele Bernardini, il nostro farfallone amoroso finirà con essere sospettato di omicidio. Non ha un alibi valido, non si sa dove fosse esattamente la sera del delitto, tutti gli indizi puntano su Alberto Dodero. Persino sua moglie lo crede colpevole

Ma sarà lui l’assassino? Oppure Mosetti dovrà invece guardare al passato e cercare di scavare più a fondo?

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