Chi ha bisogno di te – Elisabetta Bucciarelli

Elisabetta Bucciarelli
Chi ha bisogno di te
Skira, 2017

Meri, diciassette anni, è un’adolescente speciale, introversa e sensibile. Salva le api e le mosche invece di ucciderle. Ha un piccolo difetto fisico, residuo di una disgrazia accaduta dieci anni prima, compensato da un piccolo superpotere. Si muove controllata – con l’abitudine che le deriva dallo studio del pianoforte –  al centro del suo universo fatto a corone concentriche: famiglia e amici stretti, scuola, interessi, forse un amore che si manifesta, attraverso misteriosi bigliettini colorati, con frasi tratte dalle canzoni dei Queen.
Intorno a lei gli altri sono nebulosi, vicini ma a volte distratti: i genitori sono separati, Meri vive con la madre che le ha trasmesso la passione per la musica e per le piante – i semi, soprattutto. Il padre è una debole presenza/assenza. Sara, la migliore amica, vive in un mondo che condivide solo in parte. Zia Vale ha il compito di dire ciò che gli altri non dicono. E poi c’è il misterioso autore dei bigliettini, che mantiene le distanze, suscita curiosità, si fa desiderare.
Attraverso lo sguardo acuto, curioso ma non invadente, disincantato e nitido di Meri, Elisabetta Bucciarelli restituisce il punto di vista di un’adolescente imperfetta che osserva gli adulti ma non li giudica, prende da loro ciò che serve e lascia il resto, si interroga su come stare al mondo:

Lei non fa mai domande, prende atto. Osserva i comportamenti
e poi trae le sue conclusioni. Dice che alcuni gesti
parlano in modo eloquente, non servono spiegazioni, non
serve nemmeno interpretare. Sono quello e basta. Allora
penso che anche le parole dette e non dette siano un gesto. Il
silenzio è un gesto. Tenere chiusa la bocca, non muovere le
corde vocali.

Meri è un’adolescente “normale”, di una normalità che troppo spesso dimentichiamo perché non fa rumore, non appare sui social o sui media, ma non per questo è indenne da delusioni e turbamenti. Qua e là ci sono riflessioni sulle relazioni affettive e umane (amore, amicizia, vicinanza), sul mondo (importante il capitolo UnoDiNoi sul cyber-bullismo), sugli altri. È un continuo sperimentare il mondo per conoscere se stessa.

Un romanzo compatto, evocativo, colmo di significati e pensieri, immagini e sensazioni. Per chi conosce il percorso di Elisabetta Bucciarelli c’è un piacere ulteriore nella lettura, quello di scoprire i cameo di opere precedenti:

Stimo solo chi ha molto amato. Lo dice uno dei nuovi personaggi
di Mamma, una donna molto grassa che è contenta del
proprio peso e delle sue dimensioni. Si chiama Olga.

i temi ricorrenti come fili di una trama unica, l’interesse per letteratura, musica e arte che persiste nel tempo (in questo romanzo ho scoperto Naoko Ito). E l’ormai celebre uso della lingua, sintetico, lineare ed efficace che molto deve alla poesia:

“Mi piace chi sceglie con cura le parole da non dire.” È un
aforisma di Alda Merini, la Mamma lo ha scritto su un biglietto
e messo sul frigorifero.

Route 68 project di Naoko Ito
2013
Wood, paint, hinge, screw, chain
24 x 33 x 15 inches
60.9 x 83.8 x 38.1 cm

Chi ha bisogno di te“: una domanda, un’esclamazione, una premessa da cui trarre le debite conseguenze?

Prima regola, non possiamo innamorarci di chiunque.
Seconda regola, ci sono modi diversi di essere innamorati.
Terza regola, l’amore vero contiene sempre una perdita.
Quarta regola, l’amore ha molti modi per esserci. Ci vuole
tempo e forse un po’ di vita per accettarlo.

Con Elisabetta Bucciarelli parleremo di Chi ha bisogno di te il 7 ottobre a Perugia, nell’ambito della manifestazione UmbriaLibri

2 thoughts on “Chi ha bisogno di te – Elisabetta Bucciarelli

  1. Elisabetta ha una grande sensibilità che le permette di indagare nelle e tra le pieghe dei suoi personaggi con le abitudini del compagno di viaggio: ascolta, osserva, indica, consiglia, suggerisce senza mai prendere il loro posto.

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