La Debicke e… La ragazza sbagliata

La ragazza sbagliata
di Giampaolo Simi
Sellerio, 2017

Ho letto La ragazza sbagliata solo ora – prima non ero in Italia – e la spinta, anche se non ce n’era bisogno, me l’ha data l’essermi trovata al tavolo accanto a Giampaolo Simi durante la presentazione finale di I Sapori del giallo, la manifestazione culturale (con prosciutto e tortelloni a contorno) felicemente proposta da ben quattordici anni da Gigi Notari a Langhirano. Ed è stato un vero piacere.
Ci sono autori che meriterebbero un posto in prima pagina: lui, il viareggino Giampaolo Simi, che da anni pubblica silenziosamente con le maggiori case editrici, chissà perché non è osannato da un certo tipo di critica che fa “punteggio intellettuale”. E invece Simi a mio avviso dovrebbe stare sullo stesso piano dei nostri top Lucarelli, Camilleri, de Giovanni, eccetera, eccetera. Simi si è meritatamente guadagnato giusta fama in Francia con Gallimard e anche in Italia con il premio Scerbanenco 2015, ma rimane immeritatamente relegato nelle seconde file. Sarà perché fa parte di quella stretta cerchia di autori che non si possono inquadrare in un qualche genere? Sarà perché, come ammette francamente, non fa serial?
Di lui ho letto molto, mi piace e gli invidio la straordinaria facilità di scrittura, l’uso accorto della lingua e la bravura di saper raccontare storie sempre diverse e originali. La ragazza sbagliata infatti è un romanzo molto indovinato.
Il protagonista e io narrante è Dario Corbo, giornalista quarantenne disoccupato che si trova a ricostruire l’efferato omicidio di Irene Calamai, diciottenne studentessa modello, un esempio per i compagni e una perla rara per i genitori. Uccisa, torturata e abbandonata in un dirupo sulle colline della Versilia, ventitré anni prima (nel 1993). Del delitto era stata accusata una bella ragazza ventenne, Nora, figlia del celebre scultore inglese Thomas Beckford, proprietario di una grande villa nella zona. Una vicenda giudiziaria durata ben cinque anni che, dopo un’iniziale assoluzione, aveva portato a una definitiva condanna. Su Nora Beckford si era indagato, scavando e infierendo su ogni sua debolezza: il carattere, l’uso di droghe, la passione, la gelosia, per poi crocefiggerla. Dario Corbo, allora giovane redattore di cronaca nera per la redazione viareggina, era stato tra i più accaniti colpevolisti. È naturale che, quando la Beckford torna alla ribalta, fuori dalla prigione e nuovamente sul luogo del delitto, un editore gli solleciti un libro sul caso, una specie di autofiction il cui sostanzioso anticipo offerto lo tirerebbe fuori dai guai. Ma quando Corbo, con la complicità di una grintosa piemme, arriva a rileggere la documentazione completa del delitto Calamai, inizia a dubitare delle certezze del passato e a scandagliare altri aspetti di un crimine che potrebbe rivelarsi un Giano bifronte.
Ma sarà soprattutto l’occasionale impatto/incontro con Nora Beckford (Corbo nel buio rischia di travolgerla con la macchina) che lo spingerà a ripercorrere particolari trascurati, a scegliere nuove piste che lo porteranno a inimmaginabili scoperte e a un possibile inquietante scenario. Chi era Nora? Chi è ora Nora? Perché non riesce a ricordare qualcosa, almeno un particolare, un barlume del suo feroce delitto? Cosa succedeva allora intorno a lei? Presto, più della possibile soluzione di un delitto, sarà l’angoscioso mistero che grava sulla donna ad attrarre irresistibilmente Dario Corbo.

Intensa, coinvolgente, commovente ricostruzione psicologica dei personaggi. Uno splendido e inatteso finale per un libro da leggere! Assolutamente.

One thought on “La Debicke e… La ragazza sbagliata

  1. Pingback: Di questa Ragazza si parla ancora molto | il blog di giampaolo simi

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