La Debicke e… Ogni piccola bugia

Ogni piccola bugia
di Alice Feeney
Nord, 2017

«Mi chiamo Amber Reynolds. Ci sono tre cose che dovreste sapere di me
1. Sono in coma.
2. Mio marito non mi ama più.
3. A volte dico bugie.»
Una presentazione/introduzione sintetica e freddamente esplicativa. Nel primo capitolo, in data il 26 dicembre 2016, troviamo Amber Reynolds in coma, prigioniera di un nulla ovattato, fatto solo di suoni, rumori e voci. È solo in virtù di poche frasi, frammentarie e confuse, che sente accanto a lei, che è riuscita a capire di essere scampata a un terribile incidente d’auto e di essere ricoverata in rianimazione in una stanza di ospedale con una grave lesione cerebrale. Sa di chiamarsi Amber Reynolds, di avere trentacinque anni e di essere sposata con Paul. Sa anche di essere una speaker radiofonica, ma non parla, non può parlare e combatte con una confusa sequela di ricordi lontani che cominciano ad affiorare. Ma non ricorda l’incidente… e una domanda la perseguita: come? Amber ha paura. È impotente, indifesa, in balia di chi la cura e le gira intorno. Poi, tra quell’indistinto carosello di voci, ne riconosce due, quelle di suo marito Paul e di sua sorella Claire, che diventeranno il suo salvifico filo di trasmissione con il mondo reale. I due non sanno che lei può sentirli, parlano, discutono, le riportano frammenti di vita. Ma Amber ha paura di non potersi fidare di loro. Nascondono forse qualcosa? Deve sforzarsi, per scoprire cosa è successo, deve ricordare, scavare nella sua mente e, passo dopo passo, ricostruire cosa è accaduto durante l’ultima settimana, fino al momento dell’incidente. E poi compare una terza voce, chi è? Ḕ un uomo che passa la sera quando gli altri sono andati via. Sussurra parole minacciose… Amber deve assolutamente riuscire a svegliarsi.
Il romanzo si svolge su tre piani temporali, “Allora”, “Prima” e “Adesso” in grado di far girare la testa al lettore. L’autrice salta, inganna, parla di fatti veri e immaginari centellinando informazioni, regala qualche indizio, ma con rara parsimonia. Il confine tra ciò che è reale e ciò che non lo è, e talmente inafferrabile che finisce per imprigionare la trama, confondendo i contorni. Perché Amber deve tacere?
Nei capitoli dedicati al passato più remoto, alcune pagine di un diario ci immergono nell’infanzia delle due sorelle, Amber e Claire, e volendo guardare bene nascondono diversi indizi rivelatori. Insomma Ogni piccola bugia è un thriller che sa come coinvolgere e far rabbrividire chi legge. A fare da cornice a tutta la storia, intriganti ambientazioni che rallentano e annebbiano la verità.
Ogni piccola bugia è un libro che ha volutamente adottato una marcia ridotta per stuzzicare la curiosità del lettore. Non è un thriller d’azione, però vi prenderà costringendovi a brancolare nel buio quasi fino alla fine e, proprio quando tutti i punti di riferimento si sono cancellati e sembra impossibile riconoscere la verità, ecco che il labirinto crolla e ogni tassello si incastra come per miracolo, lasciandovi senza fiato. Insomma un thriller da assaporare, un terribile e imprevedibile gioco a rimpiattino silenzioso tra autore e lettore che pone l’accento su ogni dettaglio, ma permette di guardare solo dal buco della serratura per arrivare finalmente allo sconvolgente the end e consegnarci, forse?, la verità. Sì, perché quando vi sembrerà che tutto sia finito ecco che l’autrice tira l’ultima fulminea stoccata e ci saluta strizzando l’occhio. Insomma niente è come sembra e l’imprevisto è sempre dietro l’angolo…

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