Un giorno di festa (Le gialle di Valerio 129)

Enrico Pandiani
Un giorno di festa
Rizzoli, 2017
Noir hard-boiled

Parigi. Estate 2016. Il commissario Jean-Pierre Mordenti pulsa finalmente amore per Tristane Le Normand, travolgente e condiviso, felice intenso appassionato; sta quasi pensando che potrebbero addirittura vivere insieme, va proprio d’accordo anche col piccolo Benjamin di 7 anni, si sente un fratello maggiore. Certo, la sua famiglia sono Les Italiens, la squadra della Crim nata originariamente ospitando solo rital, appoggiata in via provvisoria in un sottotetto del 36, Quai des Orfèvres (prima del trasferimento generale alle Batignolles). Suo padre (poliziotto della compagnia motociclisti) è morto, sua madre è tornata in Italia. Patrick, il granitico padre di lei, amico di famiglia, ben ne conosce l’inquietudine affettiva e soprattutto è suo capo, il gran patron, direttore di tutte le brigate della polizia giudiziaria. Scoppia un caso delicato. La prima donna della squadra, papà corso e mamma magrebina, l’intelligente capitano Leila Santoni è in vacanza col compagno, convinta che abbia un’altra. Mentre discutono animatamente viaggiando in auto sulla costa atlantica, un cecchino spara dal fuoristrada nero che li ha appena superati, uccide Fred e la Renault si ribalta; due arabi scendono e cercano di uccidere anche lei; arriva gente e Leila riesce a fuggire nella boscaglia senza più niente, fortuna che sono le zone dove è cresciuta. Capisce che il compagno incontrava una donna ma stava davvero dietro a un’indagine segreta, magari collegata a un recente furto di esplosivo. Pur braccata, riesce a mettersi in contatto con Pierre, che parte per Royan. Subiscono un altro attentato e scoprono che stanno indagando pure i servizi francesi antiterrorismo (SDAT e SAT). Qualcuno sta proprio cercando di rendere indimenticabile l’imminente festa nazionale del 14 luglio.

L’infografico e scrittore Enrico Pandiani (Torino, 1956) si muove ancora una volta a proprio agio per le strade francesi e affina ancor più linguaggio e stile, sia nelle relazioni personali dei personaggi, sia nella contestualizzazione politico-sociale. La serie (iniziata nel 2009) funziona e anche il nuovo romanzo ha ritmo e sostanza, sempre più superando rischi di macchiettismo. A parte l’incipit la terza persona è fissa su Pierre, i suoi pensieri e paure, i suoi affetti compresi la trabiccolante Karmann Ghia e il rilassante Gimlet, la sua affannata rincorsa per bloccare chi trama. Tristane abita ancora in rue Lancereaux (che scoprì l’origine pancreatica del diabete). Si passa spesso per Issy-les-Moulineaux. La vicenda si riferisce all’anno precedente le presidenziali che poi hanno visto l’elezione di Emmanuel Macron: il dramma degli attacchi e delle esplosioni nella capitale, le pulsioni di destra e le strumentalizzazioni della politica fanno da sfondo a un’indagine in cui ritornano i colorati poliziotti della squadra “tutti per uno, uno per tutti” (Alain, Aurélien, Bernard, Constance, Didier, Fabio, Michel, Gaston insieme alla recluta Zuna Di Falco) e figure di precedenti romanzi, soprattutto il pessimo neofascista trafficone Léon Lafontaine e la sua ottima figlia pittrice transessuale Moët (quasi tranquilla con Ocèan). Grandi vini: per la cena di gala in battello sono state ordinate 24 bottiglie di Montrachet Grand Cru, raffinato bianco da 500 euro. Musica varia in movimento, radio o mangianastri che sia; al funerale pianti e commozione con Le Testament di Brassens.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

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