La botta in testa (Le brevi di Valerio 167)

Tiberio Mitri
La botta in testa
Sellerio, 2017

Trieste e ring. 1926-1957. “Il più bel pugile dell’Italia del Dopoguerra” Tiberio Mitri esordì nel 1946, divenne campione italiano nel 1948, poi europeo. Il 12 luglio 1950, giorno del suo compleanno, già gelosamente sposato con Fulvia (Miss Italia 1948) affrontò a New York il campione mondiale Jake LaMotta, perse. Riconquistò il titolo europeo, rimase ancora a lungo sul ring (mentre diventava attore famoso), si è ritirato nel 1957, con 101 incontri disputati, 88 vittorie, 6 sconfitte. Ebbe infanzia travagliata e adolescenza con botte e guerre, poi clamori da star.
Racconta i suoi primi 31 anni in La botta in testa, uscito per Il Carroccio (un fiasco) già nel 1966, riscoperto da Massimo Raffaeli per Limina nel 2006, ora edito con una chiara nota finale di Dario Biagi, che spiega chi e perché stese il testo a partire dalle registrazioni del pugile.
Mitri è morto nel 2001, ci sarebbe una terza vita da raccontare. Le prime due bastano, una narrazione avvincente di mille avventure.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

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