Le lunghine di Fabio Lotti – Detective lady (V)

Continuiamo la carrellata delle signore o signorine in giallo…
Tra le tante delusioni qualche volta capita di fare una scoperta interessante come questo Cruciverba criminale, di Parnell Hall Mondadori 2007.
“Una nuova inchiesta per Cora Felton, la Signora degli Enigmi: indagare per conto dell’amica Becky Baldwin, avvocato penalista, sull’efferato omicidio di una giovane donna, avvenuto vent’anni prima. L’uomo che sta scontando l’ergastolo per quel delitto si dichiara infatti innocente e accusa un ex collega, che però è morto in uno strano incidente d’auto. È solo l’inizio. Una dopo l’altra, per un micidiale effetto domino, le persone implicate nel caso sembrano condannate a morte certa. E l’ultima tessera del domino potrebbe essere proprio Cora”. Eh sì, tutto è poco chiaro in quel processo avvenuto venti anni prima: dall’avvocato difensore, al poliziotto testimone, al medico legale, al giudice.
Cora Felton: vive con la nipote Sherry Carter che vuole evitare le violenze del marito. Da lei si sa subito che la zia non ama ricordare i suoi compleanni e gli anniversari di matrimonio. Nella rubrica di cruciverba tenuta da Sherry c’è la fotografia di Cora che appare come “dolce nonnina dai capelli bianchi e dall’aspetto soave”. Ha passato dei momenti difficili negli ultimi tempi. Doveva sposarsi ma il progetto è fallito. Temperamento vivace, anzi più che vivace “Cora piombò nel soggiorno con lo sguardo acceso e i capelli arruffati raccolti a coda, stringendo la sua bocca a sacco” e poi “i suoi occhi color fiordaliso erano dilatati. Le guance erano rosse”. Le piace bere e fumare senza perdere il ben dell’intelletto “Sherry, potrei bere una pinta di rum e recitarti ugualmente dall’inizio alla fine il celebre discorso di Lincoln a Gettysburg”. Non si spaventa di niente. All’occasione si appende al collo l’inseparabile borsa a sacco e si cala dal tetto. Sì, avete capito bene, si cala dal tetto per entrare in un ufficio. E non ha remora nello spaccare vetri con il calcio della pistola. Non apprezza critiche sul suo aspetto fisico, una delle ragioni per cui si è divisa dal marito. Sherry ne subisce le conseguenze “Cora reagì esprimendo una serie di giudizi poco complimentosi sulla stirpe di Sherry e sul suo grado di intelligenza, e mandandola infine, non a farsi benedire, ma a farsi fare qualche altra cosa che poteva costituire, volendolo, un piacevole interludio”. Resistente. Anzi resistentissima. Praticamente non chiude occhio da due giorni.
Scorrazza a suo piacimento in internet e le piace chattare. Interessata a situazioni forti, che provocano emozioni “Voglio qualcosa di appassionante, dai risvolti succosi. Sesso, scandali, morti ammazzati. Chiedo troppo?” dice a Becky. Vista dal giudice Trillino “L’imputata, una signora piccolina, vestita di tweed, gli ricordava Miss Marple, e gli sembrava incapace, non solo di commettere il crimine di cui era accusata, ma anche solo di infrangere i limiti di velocità”. Non propriamente un occhio di lince. Infatti poco più avanti la nonnetta timida e indifesa si mostra per quello che è: “Cora avanzò sicura verso il centro dell’aula, alla maniera di Perry Mason. Non c’era una giuria a cui rivolgersi, ma fece in modo di concentrare l’attenzione di tutti su di sé, badando al tempo stesso che le telecamere la inquadrassero perfettamente”.
Personaggio interessante questa Cora Felton, una Miss Marple più dinamica e impulsiva che non sta a guardare tanto per il sottile, e una scoperta interessante questa Parnell Hall. Scrittura piacevole, gusto per il sorriso e l’ironia, una ventata di gaia leggerezza che non guasta.

Il sangue dell’altra di Tess Gerritsen, Longanesi 2007. 
“Mara Isles, medico legale di Boston, lavora a contatto con la morte e vede cadaveri tutti i giorni, gran parte dei quali vittime di sanguinosi delitti. Mai prima però d’ora aveva sentito il sangue gelarsi nelle vene, mai prima d’ora l’espressione “sosia” le era parsa tanto inquietante e reale, perché mai prima d’ora sul tavolo autoptico aveva visto il suo stesso corpo senza vita…
Eppure non è possibile negare la sconcertante realtà che lei e i suoi colleghi, tra cui la detective Jane Rizzoli, hanno davanti agli occhi: la donna uccisa con un colpo di pistola davanti alla casa di Maura è la sua copia perfetta, fin nei minimi dettagli. Ancor più incredibile è il fatto che entrambe abbiano lo stesso gruppo sanguigno e la stessa data di nascita. Per Maura, sconvolta, ci può essere soltanto una spiegazione, e quando il test del DNA conferma che la misteriosa sosia è effettivamente una sorella gemella di cui ignorava l’esistenza, un’indagine già difficile su un caso di omicidio si trasforma in un viaggio drammatico e rischioso in un passato pieno di oscuri segreti. Bisogna infatti partire dall’infanzia di Maura, dalla sua adozione avvenuta quarant’anni prima, per scoprire l’intricata verità delle sue radici”.
Parallelamente la storia di Mattie Purvis e Bart Dwayne. Lei aspetta un bambino ma il rapporto tra i due non sembra più quello felice di prima. Tra l’altro Mattie, dopo essere stata stordita nel garage della sua casa, si ritrova rinchiusa in una specie di bara. E non è tutto perché all’inizio, sì proprio all’inizio, c’è Alice Rose di quattordici anni che viene anch’essa colpita con un sasso da Eliijah Lank e messa pure lei dentro una bara. E aggiungo uccisioni di donne incinte tanto per completare il quadro.
Vediamo questa detective Jane Rizzoli. Primo spunto a pagina 24: “Mara riconobbe Jane Rizzoli, detective della Omicidi. Ormai all’ottavo mese di gravidanza, la minuta Rizzoli sembrava una pera matura nel suo tailleur pantalone”. Tenace “pur in stato avanzato di gravidanza, Rizzoli non era tipo da chiedere aiuto”. Suo marito Gabriel è partito per il Montana con una squadra dell’FBI per una indagine. Lui tutto preciso, un po’ maniaco dell’ordine da ex marine, lei più disordinata. Guardandosi allo specchio non le piacciono le sue nuove sembianze. Soprattutto il viso troppo tondo e roseo. Dov’è la poliziotta capace di abbattere una porta con un calcio e di far fuori un delinquente? Riflette sul matrimonio “due carriere, due persone ossessionate dal lavoro. Gabriel in giro, lei sola”. Ma questo lo sapeva fin dal principio. Qualche ricordo. Unica donna tra cadetti muscolosi. Tutti aspettavano che non reggesse di fronte ad un’autopsia. E invece era stata la più forte. Più avanti al capitolo dodicesimo altre informazioni: cresciuta nella cittadina di Revere con due fratelli a poca distanza dal centro di Boston, un sobborgo di operai. La sua famiglia ha avuto alti e bassi dal punto di vista economico. Quando ha dieci anni il padre perde il lavoro. Anche ora che riceve uno stipendio fisso non riesce a togliersi del tutto le insicurezze dell’infanzia. Riesce a compenetrarsi con gli altri. Capisce i problemi di Mara “l’ansia di conoscere le proprie origini, di sapere che non sei soltanto un ramoscello spezzato, ma il ramo di un albero ben radicato”. Ottima guidatrice “Jane Rizzoli guidava da bostoniana qual era, con la mano pronta sul clacson, destreggiandosi abilmente con la sua Subaru tra le macchine parcheggiate in doppia fila mentre si dirigevano verso lo svincolo dell’autostrada”. Anche impaziente e aggressiva nonostante la gravidanza. Ricorda l’episodio di Warren Hoyt che assaliva le donne nel proprio letto per tagliarle. Lei era stata il suo bersaglio finale ma l’aveva colpito e reso tetraplegico. Rimaste cicatrici da bisturi sui palmi delle mani. Anche lei ha le sue paure. Non abiterebbe mai in una casa isolata in mezzo ai boschi. Ricorda di un campeggio alle superiori “Non ho chiuso occhio”. A un certo momento la luce “Così le trova, pensò Jane. Nei parcheggi degli ambulatori. Donne incinte che vanno dal medico. Tagli velocemente la gomma e poi è solo questione di attendere. Segui la tua preda quando esce dal parcheggio e, quando si ferma, tu sei pronto, alle sue spalle”. Momento di abbattimento “Dovrei essere a casa davanti al televisore, pensò, con i piedi gonfi sollevati. Questa non è vita per una madre. Non è vita per nessuno”. Per lei la verità “è raramente quella che le persone vogliono sentire”.
Finalmente una detective lady non separata o divorziata! Aspetta un bambino e, bene o male, si arrangia con suo marito. Detto questo le solite frasette in corsivo per i pensieri (francamente stancanti), l’idea dei gemelli (in questo caso sorelle) non propriamente originale. E tuttavia dopo un po’ questa ricerca esasperata dei genitori di Mara riesce a coinvolgere almeno in parte. Diciamo passabile.

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