Le ragazze invisibili (Le brevi Valerio 173)

Henning Mankell
Le ragazze invisibili
Marsilio, 2017 (orig. 2001, Tea-Bag)
Traduzione di Giorgio Puleo

Svezia. 2001. Tea-Bag è una bellissima ragazza con un grande sorriso, in fuga. Dopo essere fortunatamente arrivata su un barcone salpato dall’Africa in un campo profughi nel Sud della Spagna, ha risposto che si chiama così quando un funzionario la stava interrogando, alla vista di una tazza sulla scrivania, scegliendo di non dire il vero nome e il paese d’origine. Poi una troupe svedese la intervista e riesce a trasferirsi a Stoccolma, dove incontra Jesper Humlin, un famoso scrittore 42enne incerto su cosa scrivere per la propria carriera (l’editore insiste per un poliziesco). Se potete, non perdetevi Le ragazze invisibili dello straordinario Henning Mankell (1948-2015), la storia di tre profughe (anche di Tanja e Leyla), “ombre in movimento ai margini della luce”! Con acume e poesia, in terza persona, si parla di quel che accadeva e da quasi vent’anni accade nel Mediterraneo e nelle nostre città, di cosa può davvero emozionare e “ispirare” la nostra vita sociale.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

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