Napul’è (Le brevi di Valerio 175)

Ugo Leone
Napul’è. La città com’era e com’è tra icone letterarie e qualità della vita
Intra Moenia, 2017

Napoli. 1787-2017. Goethe arrivò il 25 febbraio 1787: “Napoli di per sé si annuncia gioconda, liberamente vivace… non potrebbe andar meglio”. Ugo Leone, geografo, docente universitario, presidente del parco nazionale e pubblicista, vi è nato nel 1940 e vi vive liberamente ancora. Nel 2017 decide di regalarci Napul’è. La città com’era e com’è tra icone letterarie e qualità della vita, un viaggio (nell’accezione di Proust) capace di distinguere tra il benessere materiale fondato sui bisogni (sui livelli dell’avere e sulle sfere dell’amare e dell’essere) e la felicità individuale connessa a sentimenti e relazioni umane. Parte dai diari dei viaggi di giovani aristocratici e facoltosi gentiluomini negli ultimi due secoli e incrocia i dati sull’ambiente urbano (casa, salute, aria, acqua, mare, rumore, rifiuti, Vesuvio) nella sua precaria dimensione temporale, un compendio di poesia ed ecologia.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

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