Rispondi se mi senti

Ninni Schulman
Rispondi se mi senti
Marsilio, 2017
Traduzione di Stefania Forlani

Mercoledì 10 ottobre. Hagfors, Svezia. Una squadra di 22 cacciatori si dà appuntamento all’alba per la caccia alle renne. Sono un gruppo eterogeneo ma esperto, l’unica nuova è Alva Sanners, 13 anni, figlia di Pär. La battuta di caccia procede con i ritmi usuali (divisione dei terreni, appostamenti, spari, comunicazioni via radio) ma quando il gruppo si raduna, dopo qualche ora, all’appello mancano sia Alva che Pär.

Fece una pausa per controllare se tutti lo seguivano, e se le informazioni ricevute da Christer erano corrette. Visto che nessuno fece segno di voler intervenire, continuò.
«La prima battuta comincia alle otto e mezza. Nella zona di Rensberg, circa tre chilometri a sud-ovest di Uvanå.»
Altra pausa.
«Qualche minuto dopo le nove viene uccisa un’alce. Dopo un quarto d’ora, alle nove e venti circa, si sente un altro colpo. Il caposquadra, Waldemar Halling, chiede via radio chi abbia sparato, ma nessuno ammette di averlo fatto. Da qui gli orari sono solo indicativi. Verso le dieci e mezza i cacciatori concludono la battuta e raggiungono il capanno per la macellazione di Uvanå. Verso le undici e mezza si rendono conto che mancano ancora Pär e Alva Sanner e tentano di mettersi in contatto con loro al telefono, senza alcun risultato.»

Dopo una rapida perlustrazione, l’uomo viene ritrovato morto. Ucciso da un colpo di fucile che tutti hanno sentito ma nessuno ammette di aver sparato. Di Alva invece non c’è traccia. Le forze dell’ordine vengono prontamente allertate – tra loro anche Petra Wilander, che però non può indagare sull’omicidio in quanto componente, anche lei, della squadra di caccia, e quindi sospettata alla pari degli altri. Si attiva anche la stampa locale, o meglio dovrebbe: in realtà la miglior reporter del Värmlandsbladet, Magdalena Hansson, è bloccata a casa dalle “gioie della maternità”, ossia la crescita dei primi dentini della neonata Liv, che non le permette di dormire.

Qualche giorno prima Saxberg aveva avuto un’importante soffiata su un piano segreto che prevedeva lo stoccaggio di combustibile nucleare a Hagfors, per creare nuove opportunità di lavoro, e la settimana precedente ne aveva avuta un’altra sui lavori di ristrutturazione dell’impianto per il trattamento dell’acqua. L’incarico era stato assegnato al nipote del dirigente dell’ufficio tecnico senza un regolare appalto. Magdalena aveva creduto, o almeno sperato, che Saxberg avrebbe perso un po’ del suo zelo senza una concorrenza degna di nota, invece si stava veramente dando da fare.
E lei non poteva rimanersene seduta lì, a veder morire la redazione locale.

E anche il figlio maggiore adottivo, Nils, risente dell’arrivo della sorellina.
Magdalena deve faticare non poco per ritagliarsi lo spazio per raccogliere informazioni e scrivere. Petra invece fatica a stare lontana dall’indagine per omicidio, relegata a un’altra indagine, quella dell’uccisione di una lupa, qualche settimana prima.

«La polizia mantiene il riserbo sulle indagini relative alla lupa uccisa di frodo e trovata a sud del lago Nain questo fine settimana, ma allo stesso tempo chiede aiuto alla comunità. Christer Berglund, ex capo pro tempore della polizia di Hagfors, esorta tutte le persone che si trovavano nella zona di Majanpäsmossen e della diga di Narsdammen la scorsa settimana a presentarsi, se hanno notato qualcosa…»

Si indaga e si scava nei segreti inconfessabili della tranquilla cittadina. Fino a quando la scomoda verità non viene a galla…

«Mi preoccupa che tu scriva di persone uccise, di lupi uccisi e di cose del genere.»
Magdalena guardò il braccio di Petter, i segni dell’ustione.
La pelle era ancora rosa chiaro e tutta rugosa.
«Quando si tratta di lupi la gente si comporta in modo stupido» continuò lui. «Ricordi quel dibattito sugli animali selvatici di cui ti eri occupata?»
Sì, Magdalena lo ricordava. La sua casella si era riempita di e-mail infuocate provenienti da entrambe le fazioni, d’accordo solo nel sostenere che lei era di parte.
E il giornale aveva dovuto addirittura bloccare nella pagina web i commenti, troppo brutali.
Magdalena, in realtà, non aveva nessuna opinione sulla questione dei lupi, era solo affascinata dall’odio che scatenava.

Ambientato nello straordinario scenario, nella calma selvaggia, della natura svedese, Rispondi se mi senti è un noir scandinavo in piena regola. Crimine, indagine, soluzione. Il tutto in una settimana. Si compone di capitoli brevi per seguire, in parallelo, le azioni dei molti personaggi che popolano le pagine. L’autrice dimostra attenzione, e conoscenza, per il contesto, l’ambiente e le relazioni umane. Rispondi se mi senti è il primo di una serie di romanzi, una lettura soddisfacente per chi ama questo genere che, ormai da qualche anno, si è ricavato una nicchia consistente di lettori appassionati.

Ninni Schulman (1972), giornalista, è cresciuta nel Värmland, dove è ambientata anche la sua serie poliziesca con protagonista la reporter Magdalena Hansson, bestseller nei paesi scandinavi. Vive a Stoccolma.

Fino al 12 novembre anche Rispondi se mi senti, come gran parte dei romanzi della collana Giallosvezia, può essere acquistato in ebook a soli 4,99 euro. 

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