La Debicke e… Il debito

Il debito
di Glenn Cooper
Nord, 2017

Glenn Cooper, autore di La Biblioteca dei MortiIl segno della croce (3 milioni di copie vendute in Italia) torna in cima alle liste italiane dei bestseller.
Come varcare orizzonti proibiti ai comuni mortali? Il debito ti dà modo di farlo, facendoti entrare nell’Archivio Segreto Vaticano in compagnia dell’emerito professor Calvin Donovan, che già abbiamo incontrato e imparato ad apprezzare in Il segno della croce, prima avventura con ambientazione clerico/vaticana. La protagonista di tutto il libro, che prende l’avvio da quanto accaduto nel precedente Il segno della croce, è la Chiesa, sia quella Chiesa rivolta ai poveri, agli “ultimi”e quindi seguace dei veri insegnamenti del Vangelo (qui interpretati da papa Celestino VI, “costruito” sulla possente e carismatica figura di papa Francesco), che quella rappresentata dal più meschino, cieco e abbietto conservatorismo dei suoi nemici, che si servirà dell’inganno e del tradimento.
Dicevamo: abbiamo incontrato Donovan per la prima volta un anno fa, in Il segno della croce. Insegnante di Storia della religione e Archeologia ad Harvard, Donovan, che vanta un passato di ex militare, sembra ancora in perfetta forma per i suoi quarantacinque anni e gode dell’amorosa amicizia di un corposo giro al femminile. Tutto questo nonostante i consueti, giornalieri appuntamenti con la vodka. Ah, dimenticavo, Cal Donovan neppure disdegna di far uso di cazzotti, salendo ogni tanto sul ring. Sulla trama: l’Archivio Segreto Vaticano non è il paradiso, ma per Cal Donovan è come se lo fosse. Per ringraziarlo del suo ruolo decisivo nel caso del sacerdote con le stigmate in Il segno della croce, papa Celestino VI ha infatti concesso a Donovan uno straordinario privilegio: l’accesso illimitato alla Biblioteca Vaticana e soprattutto all’Archivio Segreto Vaticano. Provate a immaginare la vastità e la quantità di notizie contenute in chilometri di scaffali sui quali sono conservati centinaia di migliaia tra manoscritti, documenti antichi e reperti inestimabili. Pare quasi impossibile anche solo pensare da dove cominciare a leggere, documentarsi e indagare, ma Cal Donovan, che invece ha già le idee ben chiare, ne approfitta subito per cominciare le sue ricerche sul famoso cardinal Lambruschini, uomo rigorosamente conservatore e papa mancato per un soffio perché battuto sul filo di lana da Pio IX. Luigi Lambruschini fu un cardinale italiano vissuto a metà dell’Ottocento, testimone e accanito rivale dei moti rivoluzionari che sconvolsero l’ordine e la legalità dello stivale e dello Stato Pontificio. Ma il nostro professore, nel consultare le carte, scoprirà presto un pericoloso mistero che ha portato morte in passato e l’annuncia minacciosamente nel presente, perché s’imbatte in una lettera privata del cardinale Antonelli, segretario di Stato dell’epoca, in cui si fa riferimento a un banchiere e alla necessità di trasferirlo in gran segreto fuori Roma.
Affascinato dalla vicenda, il docente americano approfondisce e viene a conoscenza di un fatto sconcertante: un ingente debito – mai restituito – contratto in segreto dalla Chiesa di allora, previo avallo di Pio IX, con una banca gestita da una famiglia ebrea. Se fosse ancora valido, la restituzione ammonterebbe a una cifra da capogiro. Celestino VI, informato da Donovan, gli ordina di scavare più a fondo e scoprire le prove dell’eventuale validità del debito. Ma quali sono le intenzioni del papa? Il professor Donovan non è l’unico a porsi la domanda. Per alcuni esponenti corrotti della Curia, la scelta di restituire in qualche modo quel prestito metterebbe in gioco la sopravvivenza stessa della Chiesa, e sono pronti a usare qualsiasi mezzo pur di ostacolare i progetti del Santo Padre…
Lo stile è scorrevole, ma il romanzo non è uno dei migliori di Cooper e paga lo scotto del ritmo troppo lento per buona parte della trama. Infatti praticamente succede tutto, anzi di tutto e di più, ma solo quando ci si avvia verso la fine. Per il resto, oltre alle astruse tematiche finanziare, abbastanza ostiche per i profani, sembra quasi che tutta la storia giri in caccia di qualcosa di più di quella “vecchia e sanguinosa carognata” della quale si sa già quasi tutto dopo appena cinquanta pagine. Cooper si sforza di inserire delitti, azione, suspense, agguati, ma tutto si spegne un po’ tra riunioni su riunioni e continue ricerche in biblioteche.
Il tema ampiamente trattato nella narrazione (la spropositata ricchezza del Vaticano) pone senza mezzi termini il solito e antico interrogativo: è giusto che una Chiesa che predica la carità possieda denaro in abbondanza e opere d’arte dal valore inestimabile, mentre in tutto il mondo c’è gente che muore di fame? Cosa si dovrebbe o si potrebbe fare?

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