Un delitto inglese (Le brevi di Valerio 176)

Cyril Hare
Un delitto inglese
Sellerio, 2017 (orig. 1951, Garzanti 1955 con altra traduzione)
Traduzione di Sofia Merlo

Warbeck Hall, Markshire, England. 1950. Natale è prossimo. Il dottor Wenceslaus Bottwink, laureato ad Heidelberg, dottore in Lettere a Oxford, già professore di Storia moderna all’Università di Praga, membro di varie accademie da Leida a Chicago, sta studiando antichi manoscritti conservati da illustri antenati in un’ala dell’edificio. Il maggiordomo Briggs lo informa che il vecchio padrone di casa Lord Warbeck sarebbe lieto restasse durante le feste. Arriveranno il figlio nazistoide Robert, il cugino ministro Cancelliere dello Scacchiere, la nipote Camilla invano innamorata di Robert, la signora Carstairs moglie del collaboratore stretto del cugino. Robert muore, non sarà il solo, come Bottwink ben presto capisce. Ci deve essere un inconfondibile movente in Un delitto inglese secondo Cyril Hare, pseudonimo del giudice Alfred Alexander Gordon Clark (Mickleham, 1900-1958). Dal 1937 scrisse una 15ina di classici gialli a enigma, manierismo solido, aggraziato, garbato.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

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