L’uomo di gesso di C.J. Tudor

C.J. Tudor
L’uomo di gesso
Rizzoli, 2018

Orfani di Stranger Things e Dark, estimatori di Stephen King, gioite. È arrivato il primo caso editoriale del 2018: L’uomo di gesso, romanzo d’esordio di C.J. Tudor, effervescente scrittrice inglese.

1986: un gruppo di amici, 11-12 anni, si gode sei settimane di vacanze estive. Sono Ed Adams, Gav la Palla, David Hoppo Hopkins e Mickey Metallo Cooper. Vivono in Inghilterra, ad Anderbury, cittadina rurale e tranquilla. A loro si unisce Nicky, la rossa figlia del reverendo Martin. Quell’estate resterà memorabile per alcuni avvenimenti: l’incidente al luna park, la festa di compleanno di Gav, il bullismo ai danni di Ed (provvidenziale l’intervento del signor Halloran, un professore albino appena giunto in paese), i silenzi e le tensioni a casa di Ed, la disgrazia di Sean (fratello maggiore di Mickey), infine la scoperta di un cadavere smembrato.

2016: Gav (in sedia a rotelle fin dai 17 anni) gestisce il vecchio pub di famiglia, Hoppo fa l’idraulico e bada alla madre malata, Eddie (voce narrante) è un apatico e solitario prof di scuola che divide la vecchia casa con la giovane, spumeggiante coinquilina Chloe. Loro sono rimasti a Anderbury, Mickey ha fatto carriera come pubblicitario ma adesso è tornato e vuole scrivere un libro: sostiene di conoscere la verità sugli accadimenti dell’estate dell’86. Contatta gli amici ma, prima di poter rivelare cosa ha scoperto, muore. Tocca a Ed ricostruire i fatti. Da solo, perché anche la giovane coinquilina Chloe sparisce…

Molti i richiami kinghiani: il gruppo di amici preadolescenti un po’ ingenui, il luna park, i sogni, “l’uomo di gesso” (gli omini stilizzati, un colore diverso per ciascun ragazzo, sono il sistema di comunicazione criptata ideato dal gruppetto per darsi appuntamento). E poi segreti, molti segreti. La netta spaccatura tra il mondo degli adulti e quello dei ragazzi, una distanza comunicativa incolmabile.

Ci sono le musiche degli anni Ottanta, i sogni, i rimpianti, la paura di invecchiare male (come è accaduto al padre di Ed e alla madre di Hoppo), la solitudine, la forza di un legame ritrovato, un sorprendente finale.

L’uomo di gesso è coinvolgente, avvincente e merita senz’altro il successo che sta avendo. Se non vi fidate di me, fidatevi di uno che ne capisce:

La stringata biografia sul sito dell’editore dice solo che C.J. Tudor (nella foto in basso con Andrew Scott: il Jim Moriarty di Sherlock ha prestato la sua voce all’audiolibro nella versione originale, The Chalk Man) vive a Nottingham, Inghilterra, con il partner e una figlia di tre anni. Ha lavorato come copywriter, presentatrice televisiva, doppiatrice e dog sitter. È elettrizzata all’idea di poter fare la scrittrice a tempo pieno e rincorrere cani bagnati su campi fangosi non le manca molto. The Chalk Man è il romanzo d’esordio.

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