Elogio delle frontiere (Le brevi di Valerio 209)

Régis Debray
Elogio delle frontiere
Add, 2012 (orig. 2010)
Traduzione e postfazione di Gian Luca Favetto
Geopolitica

1991-2010. 27.000 km di nuove frontiere. Il futuro resterà loro, disse controcorrente il noto intellettuale francese Régis Debray (Parigi, 1940) in una conferenza del 2010 a Tokio. La frontiera è “un’assurdità necessaria e inevitabile”, inutile illudersi di poterne fare a meno. Il testo erudito e stimolante (per quanto provocatorio e talora discutibile) fu pubblicato in volume come Elogio delle frontiere: visto che non si poteva (almeno dal neolitico), può e potrà eliminare “frontiere” tanto vale approfondire perché ed evitarne significati e funzioni di definitiva separazione fra umani sapienti.
Opportunamente l’autore segnala che le barriere naturali diventano “frontiera” attraverso un atto di registrazione solenne, serve il diritto, sia interno che internazionale. E riconoscerla significa conoscere pure chi sta di fronte. Anche per chi difende diritti universali e intende la priorità degli equilibri ecologici non può prescindere dall’affrontare gli argomenti illustrati.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

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