La Debicke e… Il matrimonio del Signor Mississippi

Friedrich Dürrenmatt
Il matrimonio del Signor Mississippi 
Marcos y Marcos

Tre uomini, due ideologie e una canaglia nella commedia che ha rivelato il genio di Dürrenmatt. Il matrimonio del Signor Mississippi è stato scritto e portato per la prima volta in scena nel 1952 quando il suo autore (poco più che trentenne) si considerava “un poeta nihilista”. L’opera teatrale, stampata dalla Marcos y Marcos negli anni ’80, è stata rivista dall’autore, che ha inserito elementi narrativi, forse legati alla scuola brechtiana, rendendone più farsesco il senso e giocando con la manipolazione di uomini, idee e cose. Un “moto perpetuo” musicale trasposto in un’opera teatrale grottesca, in grado di offrire un senso al non senso metafisico della esistenza. Un dramma aperto che, in un brillante gioco teatrale, alterna tragedia ed epos, sia nella sua impostazione da romanzo giallo, ribaltata però nella iniziale rivelazione dei colpevoli e delle vittime, fatto di equivoci, sparizioni, intrighi e soprattutto tradimenti amorosi e continui “colpi di scena”. La commedia ribalta tutto: comincia dalla scena finale, dove sono tutti morti (e così ci leva subito il pensiero) ma che evidentemente sciocca il pubblico, per poi chiamarlo direttamente in causa, quando i personaggi commentano se stessi.
L’introduzione editoriale dell’aletta recita: “Questa commedia riguarda lo scabroso destino di tre uomini che si erano messi in testa chi di cambiare il mondo e chi di salvarlo, ed ebbero però la crudele sventura d’incontrare una donna che non poteva venire cambiata né salvata perché amava solo l’attimo fuggente”. Commedia che poi si rivela insieme un dramma politico e sentimentale, sciorinando le peripezia di cinque protagonisti, che più che personaggi sembrano maschere rappresentative del ‘900, il secolo che ci ha appena preceduto, ed evidenziano la drammatica e continua lotta dell’esistenza, dei diktat religiosi, dello schiacciante potere del capitalismo a confronto con le rivoluzionarie e idealistiche istanze del sentimento puro, della verità.
Mississippi è un procuratore di stato, con il pallino della Bibbia e delle condanne a morte. Anastasia, una donna bellissima e volubile, “con un enorme consumo di uomini”. Dal passato riemerge l’amico Saint-Claude, rivoluzionario deluso che ricatta Mississippi minacciandolo di raccontare a tutti che un tempo, insieme, gestivano un bordello… Al centro della storia, un matrimonio degli orrori, fondato sull’omicidio e sul ricatto. Un assassino irreprensibile e una donna inafferrabile; un rivoluzionario con gli scheletri nell’armadio, un ministro in mutande e tutto intorno a loro le rappresentazioni del mondo, che si sgretolano. Moriranno tutti in un gioco di scatole cinesi, distruggendosi l’un l’altro, salvo il Primo Ministro, perché alla fine nel campo di battaglia delle vita, dove i semplici individui soccombono, trionfano invece le spinte della folla e del potere che riescono a cannibalizzarli. Conclusione apparentemente amara e senza speranza ma che forse dimostra la superiorità dei primi, di questi poveri sconfitti cavalieri della Mancha che nonostante i torti, gli errori e l’inutilità delle loro azioni, sembrano degni di stima, riscatto e premio solo per “averci provato”. Speranza o illusione, e nondimeno scopriamo nella loro storia la forza della risata e dell’allegria e certi caratteri di straordinaria modernità che anticipano temi e tempi della dissoluzione della società, oggi sotto i nostri occhi. Dürrenmatt non insegna come Brecht, che non amava, ma certamente ci “suggerisce” qualcosa con i suoi modi e i toni della drammaturgia.

Figlio di un pastore protestante, Friedrich Dürrenmatt nasce nel 1921 a Konolfingen, nell’’Emmenthal, e muore nel 1990 a Neuchâtel, dove ha vissuto per 38 anni. Dürrenmatt deve la sua fama internazionale alle opere teatrali La visita della vecchia signora (1956) e I fisici (1962) e agli adattamenti cinematografici di suoi romanzi gialli, come Il giudice e il suo boia (1952) o La promessa (1958). Meno conosciuti sono i saggi filosofici, le opere autobiografiche dell’ultimo periodo di vita e l’opera pittorica, realizzata parallelamente all’attività letteraria. Nel corso della sua carriera, Dürrenmatt ha ricevuto numerosi premi. Si è sposato due volte e dalla prima unione sono nati tre figli.

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