La Debicke e… La mafia nera

Vincenzo Ceruso
La mafia nera
Newton Compton, 2018

Un nuovo libro durissimo di Ceruso, un pugno nello stomaco che, senza mezzi termini, rivela una serie di emblematiche storie costellate di delitti e stragi, nascoste nelle oscure pieghe dai tanti pseudo-segreti di Stato che sono sfilati durante gli ultimi anni. La puntuale ricostruzione della oscena e inquietante ambiguità che, a cavallo di mostruose alleanze e connivenze tra Stato, politica, massoneria e mafia “ufficiale”, ha permesso di uccidere impunemente e barbaramente nell’intento di instaurare un nuovo potere e governare, sono state perpetrate, favorite dall’equivoco provocato dai continui depistaggi. I depistaggi sono un brutto capitolo della storia del nostro paese che non vorremmo sentire.
Depistaggi, collegati a quella storia cominciata nel periodo socialmente e politicamente più buio che parte alla fine della seconda guerra mondiale e immerge tutta la penisola in un nuovo tipo di guerra. Violenza, soprusi e vendetta hanno dominato lo scenario nazionale postbellico. Ma, oltre alla “semplice” violenza, generata talvolta da un’esplosione di pseudo libertà, nell’era moderna si è andata sempre più affermando un tipo di ideologia tesa all’orrendo obiettivo strategico di provocare ad arte la morte di innocenti per creare tensione e sovvertire l’ordine.
Questa ideologia, che nell’Ottocento era vantata da attivi gruppi anarchici portandoli ad esibirsi in continui attentati dimostrativi, è esplosa oggi sanguinosamente colpendo nel mondo intero sotto il funereo vessillo dagli aderenti al terrorismo jihadista. Dottrina, distacco e fanatismo molto simili a quelli dimostrati dalla freddezza e dalla crudeltà di alcuni giovani fanatici dei Nar, i nuclei armati proletari d’ispirazione neofascista, come il famigerato Giusva Fioravanti.
Questo saggio, servendosi di stralci di documenti pubblici, di atti processuali e ricordando storie su cui si deve provare a far luce, offre il fattivo contributo di un’accurata documentazione destinata alla memoria collettiva. Dal secondo dopoguerra in poi, questa ben architettata ideologia dello stragismo ha trovato terreno fertile in Italia all’interno di precisi ambienti politico-criminali, da identificare in gran parte nella destra più radicale e nella mafia siciliana che troppo spesso si sono consorziate in una criminale cupola di alleanze. La storia di un’Italia oscura e le criminali connivenze tra eversione neofascista e Cosa Nostra emerge chiaramente dalle inchieste giudiziarie, riportando alla luce i tanti indizi e le tante coincidenze, troppo spesso in passato trascurati o peggio coperti nelle indagini.
E oggi? Indipendentemente dall’intento di Ceruso, il suo libro, che costringe a rivivere sotto l’aspetto criminale una larga fetta della storia italiana, potrebbe indurci al pessimismo, a una supina accettazione? No, mai! Perché i tanti, anche più recenti, sofferti risultati ottenuti dalla comunità nazionale contro il terrorismo politico-mafioso ci fanno ben sperare. Per decenni, purtroppo, solo la parola impunità delineava impotente le stragi italiane. Tuttavia, anche se a oggi non abbiamo un quadro completo di tutte le responsabilità, di mandanti ed esecutori di molti atti terroristici e delitti politici, per altri sappiamo e i colpevoli, condannati, sono in carcere a scontare lunghe e dure pene detentive. Per piazza della Loggia a Brescia, per la stazione di Bologna, per Capaci, per via D’Amelio e per altre stragi mafiose i responsabili sono stati finalmente consegnati alla giustizia. Certo non tutti i carnefici sono stati identificati e, sicuramente, tutte le precise responsabilità non sono state ancora individuate. Ma oggi, finalmente, anche se il risultato ottenuto è stato pagato con il sangue di troppi fedeli servitori della repubblica, siamo arrivati a sapere molto degli assassini e soprattutto quale matrice storico-politica li avesse generati.
Gli argomenti trattati nel libro sono:
Il lungo massacro: dallo sbarco alleato a Portella della Ginestra
I manifesti cinesi
I tecnici delle bombe e la scuola slovena di Trieste
La pista anarchica per Piazza Fontana
Le operazioni di esfiltrazione dei servizi
De Mauro e il golpe Borghese
Venti di golpe nel palazzo e tecniche di diversione
Piazza della Loggia, l’Italicus e un cadavere assolto
Il suicidio simulato di Peppino Impastato
I ragazzini della strage alla stazione di Bologna
Una pista nera per Piersanti Mattarella
Il finto sequestro Sindona
La prima trattativa
Il depistaggio perfetto o il paradigma di via D’Amelio
Post scriptum: la morte improvvisa dell’anarchico Franco Mastrogiovanni

Vincenzo Ceruso è nato a Palermo, dove vive e lavora. Allievo di padre Pino Puglisi, ha lavorato per circa vent’anni con la Comunità di Sant’Egidio con minori a rischio di devianza, in alcuni dei quartieri più difficili di Palermo. Collabora con il Centro studi Pedro Arrupe, la Link Campus University e scrive di mafia su diverse testate. Per la Newton Compton ha pubblicato Uomini contro la mafia; I 100 delitti della Sicilia; Provenzano. L’ultimo padrino, La mafia nera e, con Pietro Comito e Bruno De Stefano, I nuovi padrini.

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