La Debicke e… “Stare bene”

Andrea Giraudo
“Stare bene”
Rosso di Sera
In uscita oggi, 18 gennaio 2019

Quando la musica si avvicina al mondo della scrittura
Non si vive di soli libri, perciò stavolta perciò scriverò due righe sull’album di Andrea Giraudo, autore legato sensibilmente, fisicamente e moralmente al mondo della scrittura. Persino Guccini, che negli ultimi anni con Loriano Macchiavelli ha cavalcato l’accoppiata scrittura-musica, gli ha espresso apprezzamento. E, secondo Gian Franco Reverberi: “L’esibizione di Andrea Giraudo è fortemente legata alla letteratura e al teatro-canzone senza perdere mai la sua forte origine Blues”. Sappiamo che a volte certa musica italiana è trascurata. Nemo profeta in patria. Spesso all’estero ci troviamo ad ascoltare musicisti e cantanti italiani con testi magari banali, commerciali, che tengono lo spazio di una stagione. Raramente sentiamo e apprezziamo i cantautori con la “C” maiuscola. Ricordate le prime canzoni che abbiamo memorizzato poco più che ragazzi? Sicuramente tra queste c’era “Vengo anch’io: no, tu no!” di Renzo Jannacci. Un’atmosfera milanese speciale, note e parole diverse ma sì! funzionavano eccome! Sonorità e musicalità che, direi, si possono ricercare e ritrovare in Andrea Giraudo. Ascolto un pezzo a caso “Mondo Cassetto” e… ci siamo! Mi riporta a quella Milano in bianco e nero di allora, che cantava testi diversi accompagnati da strumenti semplici, con il mandolino che fungeva da sottofondo. Passo a “La clessidra” che invece mira al jazz: spunti lontani ma vicini che corrono con il pianoforte in primo piano. Di genere diverso è il brano “La guarigione”: musica più pop, con tocchi anni Settanta, che ci narra la guarigione da un amore perduto. E passo a “Poker” (che, insieme a “La clessidra”, è stato iscritto al concorso Musicultura per l’edizione 2019). La vita è come una partita di poker, bisogna saper giocare bene le proprie carte, ci vuole sempre fortuna, istinto e… il bluff.
Andrea Giraudo, cantautore, pianista e compositore, con la sua voce alternativa, graffiante e pur suadente, è una piacevole scoperta. La sua vena creativa spazia da Giorgio Gaber agli Avion Travel, da Paolo Conte a Lucio Dalla. Artista eclettico, lo si potrebbe forse definire uno dei pochi eredi di Rino Gaetano e della voce “nera” di Nino Ferrer. A cavallo tra ironia e satira, un moderno cantautore con tendenze Rock/Blues che ha prodotto questo piacevole “Stare bene”. A conti fatti di sicuro interesse per chi voglia starlo ad ascoltare perché annovera sprazzi di innovazione musicale non comuni. Un testo diretto, immediato, con musica valorizzata da arrangiamenti suggestivi, melodici, coinvolgenti. La strumentazione infatti, a partire dal pianoforte, arricchita di fisarmonica, hammond, batteria, rimane su piano analogico con suoni puliti e riconoscibili, che accompagnano melodiosamente la voce.

Nato nel 1971, Andrea Giraudo si cimenta con il pianoforte sin da giovane età passando dal tango argentino al pop melodico, al rock‘n’roll e tocca il suo vertice più elevato nel Blues. Nel 1995 sarà co-fondatore dei “Madai”, formazione Rock-Blues che vince l’Heineken Tour nel 1996. Partecipa a vari Festival e per due anni consecutivi a kermesse quali “Pavese Festival, La Luna e i Falò” a Santo Stefano Belbo. Da ottobre 2016 collabora, come ospite musicista, al Teatro “CAB 41” di Torino, diretto da Gianpiero Perone. I suoi spettacoli hanno avuto palcoscenici prestigiosi ed estici, come nel 2007 al palazzo reale di Aqaba in occasione del compleanno della principessa Bashma Hussein di Giordania. Il primo singolo dell’album Stare bene “La Guarigione” è già in classifica Mei Indie Music Like. Il 18 gennaio ci sarà la pubblicazione del suo album con l’etichetta Rosso di sera di Leopoldo Lombardi. Tutti i brani sono stati registrati, arrangiati e mixati in studio con Fabrizio Barale (musicista ed ex chitarrista di Ivano Fossati).

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