La pistola di Garibaldi (Le brevi di Valerio 272)

Paolo Pietrangeli
La pistola di Garibaldi. Il problema di Giorgio Tremagi
Biblion Milano, 2019

Davanti al mercato di Piazza Epiro (metà strada fra San Giovanni e Terme di Caracalla) c’è la libreria del 51enne Giorgio Tremagi (niente gialli, solo Simenon, con la pipa), che tira avanti grazie ai 10 tavolini interni e ai 9 del cortile esterno dove si può pure mangiare. Il rapporto con la moglie non gira bene, i libri non sfondano, le polpette della cognata Fiorella vanno alla grande. Abbiamo proprio un atipico ristorante di discreto successo: un primo diverso ogni giorno da servire comunque con la specialità della casa, a dieci euro bevande escluse. Capita però che ci sia un’indagine per omicidio nel quartiere, il cadavere con un rosario in una mano e un fallo di legno nell’altra, e Giorgio, capace di visualizzare e interpretare i sogni delle persone che ha di fronte, si trova così coinvolto nella risoluzione. Garbato e divertente l’esordio nel romanzo di genere del grande cantautore e regista Paolo Pietrangeli (Roma, 1945), La pistola di Garibaldi.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

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