A ruota (gialla) libera – Le lunghine di Fabio Lotti

Così, come mi frulla per la testa. Spunti di lettura, scrittori, sensazioni, emozioni, satirette per sorridere insieme

Mi butto velocemente sui detective e sui poliziotti, uomini o donne, gay e lesbiche. Parto da un giallo degli anni Settanta, ovvero Scomparso – Dave Brandstetter mysteries di Joseph Hansen. E mi immagino la sorpresa, se non lo shock, dei lettori americani di quei tempi (oggi farebbe sorridere). Il protagonista stesso, Dave Brandstetter, come da titolo è gay. Tra l’altro sfortunato perché ha perso il compagno della sua vita per un tumore. Ma non è il solo gay del racconto, a partire dalla sua amica Madge, lesbica che si relaziona con ragazzine più giovani. Il pregio dell’autore sta nell’aver trattato i personaggi omosessuali come tutti gli altri. E oggi si becca un discreto successo anche nel nostro paese.
Sandra Scoppettone, nome italiano ma pura figlia di New York, per prima ha creato Lauren Laurano, una detective privata ex agente federale di trentacinque anni, che non arriva al metro e sessanta ma carina lo stesso, con la fobia per gli insetti e un istintivo ribrezzo per il sangue. Va pazza per la cioccolata e le altre ragazze. Vive con la compagna Kip, psicoanalista. Una lesbica dichiarata, come la stessa autrice. Ha pubblicato diversi libri negli anni Novanta. Ricordo. tra gli altri, Tutto quel che è tuo è mio dove deve indagare su uno stupro che vede come vittima la bella Lake Huron, la cui famiglia nasconde inconfessabili segreti e intrighi. Brividoso ma anche divertente come nello stile della scrittrice.
Ricordo pure la Saz Martin di Stella Duffy (protagonista di Carne fresca, Marsilio 2006) e la Vanessa Tullera che viene apertamente dichiarata anche nel titolo Bloody art. Il ritorno della lesbocommissaria di Pablo Echaurren, Editore Fernandel 2006. Tanto per citarne solo un paio sulle quali ho già scritto.
Passando di palo in frasca, per rispettare il titolo della rubrica, ora mi butto, invece, sul sorriso tra i morti ammazzati. Non c’è problema, basta beccarsi un libro di Donald Westlake, che il Signore lo abbia in gloria. Tutti conoscono il ladro sfortunato e pasticcione Dortmunder che ne combina di tutti i colori. Meno conosciuto, ma non per questo meno irresistibile, Fred Fitch. Ecco come si presenta “E così a trentun anni, ma dimostrandone cinquanta, sono un semirecluso e uno scapolo incallito, afflitto da tutti i disturbi dovuti alla mia professione sedentaria. Spalle rotonde, occhiali rotondi, stomaco rotondo e fronte rotonda”. Quando uno nasce broccolo, insomma fesso, non c’è niente da fare. Diverrà l’oggetto preferito di tutti gli imbroglioni di questo mondo. Bidonate su bidonate come da titolo Un bidone di guai, Mondadori 2013. Il libro è un variopinto scenario di risate, partendo dall’imbranato personaggio e continuando con altri strambi come Wilkins, l’inquilino del secondo piano che ha scritto un resoconto delle campagne di Giulio Cesare con l’aggiunta dell’aviazione. Titolo “Veni, Vidi, Vici grazie alla potenza aerea” da pubblicare, è ovvio, con il finanziamento del nostro Fred. A seguire situazioni e battute da gag irresistibili (qualcuna anche meno).
Se non siete attratti da Westlake c’è la coppia perfetta Hap e Leonard di Joe R. Lansdale a farvi allargare la bocca. Ricordo Sotto un cielo cremisi, Fanucci 2009, tanto per darvi un’idea. I due, già detto, si chiamano Hap e Leonard (a cui muore un armadillo). Poi c’è Marvin e poi c’è Gadget sua nipote. Che deve essere liberata dalle grinfie di uno spacciatore e ricondotta fra le braccia del nonno. Conclusione botte da orbi, un cane che se ne vola dalla finestra, una pistolettata in una gamba e un bel po’ di cocaina che va a finire nel cesso. Fine della partita e inizio di un’altra un po’ più dura. Con gli amici degli amici e un paio di poliziotti che di poliziotto hanno solo l’uniforme. Se poi ci si mette di mezzo anche l’FBI, un pentito di Mafia e un killer killer (Vacilla Ride) di quelli duri duri siamo tutti. Di rinforzo Tonto e Jim Bob. Non manca certo il movimento (anche lungo il fiume), corse, salti, ancora legnate a go-go, sparatorie inframmezzate da momenti di amore (vedi Hap e Brett), ricordi di storie brutali (Tonto) dove il Destino è barbaro e cieco e una realtà che più nuda e cruda non si può. Prosa frizzante, veloce, ironica, leggera, costellata di battute e invenzioni rare che molto hanno a che vedere con il sesso e il turpiloquio. Eccone una tanto per dare un’idea “Tanedrue perse i sensi più in fretta di un ottantenne asmatico che s’incula una pecora in un fienile senza un briciolo d’aria”. Essendo anch’io asmatico, anche se non ancora ottantenne, il paragone mi si è presentato di una efficacia sbalorditiva.
Altrimenti basta andare dalle parti di Nero Wolfe per farci quattro risate. Va bene, se non risate, almeno quattro sorrisi. Su questo non ci piove. La coppia Nero Wolfe e Archie Goodwin è stata programmata proprio per metterci di buonumore. Anche per trovare gli assassini, certo, ma per noi lettori spesso in secondo piano. Un grazie a Rex Stout è il minimo.
Ultimamente letti con ampia soddisfazione molti racconti di Georges Simenon che ha creato un dottorino detective niente male nella veste di Jean Dollent, ben lontano dal più noto Maigret (Per esempio Il fiuto del dottor Jean e altri racconti, Adelphi 2019). Un personaggio davvero singolare. Si innamora facilmente, battibecca con la polizia, pensa, riflette, rimugina, si immedesima nei personaggi, li sviscera, cerca “di farli vivere, di animarli nel loro scenario” fino all’accendersi della lampadina, fino a scoprire il “dettaglio” che gli permetterà di risolvere l’ambaradan. Ironia sparsa dovunque in questi gustosi e arguti racconti. E noi lettori siamo lì che cerchiamo di capire e, magari, superare nella deduzione degli eventi il nostro simpatico e stravagante dottor Jean. Consigliatissimi, soprattutto dopo aver inghiottito a fatica uno dei millanta mallopponi che ti restano sullo stomaco.

A voi che siete giunti fin qui… Buon Ferragosto!

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