Cinquanta in blu (Le gialle di Valerio 206)

Aa.Vv. (Costa, Malvaldi, Piazzese, Recami, Robecchi, Savatteri, Simi, Stassi)
Cinquanta in blu. Otto racconti gialli
Sellerio Palermo, 2019
Noir

Italia. Qui e là, ora e sempre. Ampelio, il nonno di Massimo Viviani, ha il diabete e sta peggiorando, i disturbi cominciano a essere seri. A metà giugno riescono a portarlo dal medico e il direttore del reparto di Diabetologia della clinica Santa Bona sita in Pineta intima un cambio di cura e dieta ferrea: niente frutta ma broccoli a volontà, legumi al posto della carne. Il rischio è che i pasti siano brevi e insoddisfacenti, invece lunghe e rumorose le soste al bar dove Massimo lavora. Alice Martelli, fidanzata di Massimo e vicequestore, sta intanto indagando sul professore che pare si sia gettato dalla finestra della sua camera d’albergo a Pisa e che stava per tenere una conferenza (insieme all’ex compagno d’università di Massimo) sull’identità di Geoffrey Holiday Hall, lo scrittore americano della cui biografia nessuno finora sa molto (niente luogo e data di nascita, forse si tratta di uno pseudonimo) pur avendo pubblicato nel 1949 un celebre capolavoro, The End is known (in Italia meritò poi l’introduzione di Sciascia). Il morto era soprattutto un esperto d’identificazione di testi scritti attraverso il calcolo matematico delle frequenze nell’uso delle parole, veniva coinvolto in varie perizie anche all’estero. Il suo computer portatile è scomparso, ci vorranno scienza e acume per risolvere i misteri. Massimo e Alice riusciranno a collaborare alla grande, la coppia funziona e si conclude abbastanza bene la prima delle otto avventure. Seguono Lorenzo La Marca a Palermo negli anni Novanta (in prima persona), Amedeo Consonni a Milano quasi una ventina di anni fa, Saverio Lamanna fra Màkari e l’ultimo Salone del Libro di Torino (in prima), Dario Corbo a Viareggio d’estate (in prima), Angela Mazzola a Palermo, Vince Corso a Roma (in prima), Carlo Monterossi a Milano. Coi soliti amici e parenti intorno.

L’originalità di quest’ultima (quattordicesima) raccolta di racconti gialli inediti degli otto grandi autori (questa volta tutti italiani) della scuderia Sellerio sta nello spunto comune: ognuno doveva scegliere un vecchio romanzo della collana “La Memoria” (giunta qui al titolo numero 1140) e utilizzarlo come elemento significativo della trama del testo con il proprio protagonista. Missione riuscita, il filo “blu” (il titolo richiama il cinquantenario della casa editrice e il colore dei volumi) riesce a essere sia unitario che diversificato, rispettoso dei differenti stile e sensibilità; forse non è in assoluto la raccolta con tutti i migliori racconti, certo è molto gradevole e stimolante la lettura. La lunghezza è abbastanza omogenea (più lungo Savatteri, più breve Stassi), risulta davvero fertile una contaminazione che non inficia i paradigmi noti e amati di ogni autore, come d’abitudine solo alcuni in prima persona. Appare indispensabile citare il personale abbinamento dei romanzi a ogni autore. Illustrato diffusamente per Malvaldi, gli altri sono: Ignazio Buttitta (1899-1997) La vera storia di Salvatore Giuliano per Piazzese, Louise de Vilmorin (1902-1969) I gioielli di Madame de*** per Recami, Anatole France (1844-1924) Il procuratore della Giudea per Savatteri, Manuel Vázquez Montalban (1939-2003) Assassinio al Comitato Centrale per Simi, Salvo Licata (1937-2000) Storie e cronache della città sotterranea per Costa, Gesualdo Bufalino (1920-1996) La luce e il lutto per Stassi, Hans Fallada (1893-1947) Ognuno muore solo per Robecchi. Ovviamente vini e canzoni non mancano e vanno riferiti ai personaggi e ai contesti dei singoli scrittori.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

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