“Gennaio di sangue” di Alan Parks

Alan Parks
Gennaio di sangue (originale Bloody January, 2017)
Bompiani, 2019
Traduzione di Marco Drago

Glasgow, 1 gennaio 1973. Il trentenne (tra un giorno) detective Harry McCoy viene “convocato” nel carcere di Barlinnie dal detenuto Howie Nairn per una soffiata: l’indomani una certa Lorna verrà uccisa. La segnalazione è talmente generica che McCoy decide di ignorarla e si rifugia da Janey, giovane prostituta, per un festino privato a base di sesso, alcol e canne. Al risveglio, però, per scrupolo di coscienza inizia a cercare Lorna, che forse fa la cameriera in un ristorante di lusso. Troppo tardi: Lorna Skirving viene uccisa, proprio davanti agli occhi di McCoy, dal giovane Tommy Malone, che immediatamente dopo si suicida. E poco dopo anche Nairn viene rinvenuto cadavere nelle docce della prigione. A McCoy non resta che indagare, affiancato da Wattie Watson, una nuova recluta.

Nel 1973 Glasgow era molto diversa da come appare oggi:

Paddy’s Market si trovava sotto gli archi della ferrovia, giù lungo il Clyde. Era il mercato di quelli che non potevano nemmeno comprare le scarpe ai loro bambini, di quelli che a cena mangiavano pane e marmellata o un sacchetto di patatine quando gli andava bene. Glasgow ne era ancora piena, per loro non c’erano palazzoni né TV a colori prese a nolo. Era lì che si ritrovavano tutti i venerdì a vendere e comprare biscotti rotti in sacchetti di plastica, tendine di tulle strappate, qualsiasi cosa. Paddy’s Market era una specie di grande magazzino distorto: non c’era niente che non potessi trovare, e niente che volessi comprare“.

E poi ci sono le zone di lusso:

Park Circus faceva parte di una serie di grandiosi edifici edoardiani costruiti su una collina sopra Kelvingrove Park. Per Glasgow erano insoliti, sarebbero andati bene a Edimburgo. Era una zona elegante, ville a schiera per ricchi, uffici di avvocati e banchieri, un paio di hotel.

La microcriminalità e la corruzione dilagavano. La città era buia, sporca, povera, piena di gente disperata e di contraddizioni. Ecco perché lo scrittore scozzese Alan Parks ne ha fatto l’ambientazione ideale per la serie noir del detective Harry McCoy, con la quale aspira a essere “Il James Ellroy di Glasgow“.
Gennaio di sangue non è un “whodunnit”, è un “whydunnit”: non c’è una ricerca del colpevole ma una ricerca sul movente. Il caso potrebbe riguardare pratiche sessuali inconsuete, uno scenario allora inedito. McCoy è un buon detective ma è anche un disperato, un borderline in bilico tra sanità e follia. Beve, fuma, non disdegna le amfetamine, ha un dramma familiare alle spalle (in quel caso il suo capo, Murray, lo difese, stavolta chissà) e un debito di sangue con Stevie Cooper, violento boss locale.
L’atmosfera è quella degli anni Settanta. Si ascoltano Rod Stewart e David Bowie, in concerto. Si mangia indiano (dhansak di pollo, pakora ai funghi, rogan josh di agnello, riso con zafferano, chapatti) e si bevono pinte di birra, nella migliore tradizione.

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.