“Il confine” di Giorgio Glaviano

Giorgio Glaviano
Il confine
Marsilio, 2019

All’inizio, la sparizione dei tre ragazzi era sembrata una bravata. Luca Mosca, Sergio Bai e Adele Scola erano tre adolescenti. I due maschi avevano già diciott’anni, lei sedici. Tutti e tre di Siena. Tutti e tre figli di famiglie benestanti.
Un rave in piena Maremma.
E invece… un mese dopo i due ragazzi vengono ritrovati, feriti e torturati, in un casale vicino a Velianova, un paesino della Maremma. Le ricerche della ragazza scomparsa conducono poco dopo a una ancor più macabra scoperta. A investigare, il gelido capitano Rio e la sua squadra, giunti appositamente in supporto dei tre scalcinati Carabinieri della locale stazione. I tre sono Genovese, Semeraro e Meda: quest’ultimo è uno “scarto” della Benemerita, un ex Capitano dei CC caduto in disgrazia, degradato al ruolo di Carabiniere semplice e spedito in punizione da Milano in quello sperduto borgo maremmano.

Per uno cresciuto nella periferia di Torino e abituato a pattugliare le foreste di palazzi e i prati di asfalto di Milano, quel panorama era un incubo a occhi aperti. Qualcosa di insensato. La gente diceva che la Maremma era bella, vedute mozzafiato e pace. Per lui era solo chilometri di nulla che non serviva a niente e non portava da nessuna parte. Le città significavano qualcosa. Quel posto no.

Qua Meda sta scontando la sua punizione e facendo i conti con i suoi fantasmi. Perché la sua è una vera e propria mania, una irrefrenabile e distruttiva dipendenza dal sesso a pagamento che lo porta, nei momenti più impensati, a cercare una prostituta per consumare rapidi e insoddisfacenti amplessi. Questa furia autolesionista ha distrutto il suo matrimonio con Valentina, rimasta a Milano, e lo ha portato a indebitarsi con una banda di strozzini dell’Est che adesso chiedono – con modi molti spicci – la restituzione del dovuto.
Per ripagare il debito, Fabio Meda si inventa un secondo lavoro: la guida per appassionati delle scene del crimine. Con la collaborazione del pugliese-napoletano Treanni, mette su un sordido giro di turisti del morboso. In questo modo spera di raccogliere la somma per riscattare se stesso ed evitare che venga coinvolta la ex moglie.
Ma qualcosa va storto: Nevena Nikolajeva, bulgara, trentaquattro anni, ha scoperto il suo “secondo lavoro” e lo ricatta. Non vuole soldi, ma vuole che Fabio la aiuti a trovare l’Orco di Velianova – così è stato ribattezzato l’autore del rapimento di Luca, Sergio e Adele – perché, ne è convinta, la stessa persona ha fatto sparire anche sua sorella Irina, più o meno nelle stesse date dei tre ragazzi. Nevena ha denunciato la scomparsa, ma i Carabinieri pensano che Irina sia scappata con Vassily, un poco di buono che frequentava. Nevena ha un’altra teoria. Fabio all’inizio è scettico, ma poi l’istinto del segugio lo porta a seguire le tracce fino a un lussuoso resort immerso nel verde…
Tenuto ai margini dell’indagine sull’Orco, Fabio Meda si muove per i fatti suoi, sperando di riscattarsi agli occhi dei superiori e di se stesso. Ma le buone intenzioni a volte non bastano… soprattutto quando il caso sembra risolto per le vie ufficiali. Sarà davvero così?

Il confine è un noir serrato e violento, che procede per vie tortuose e impervie come le strade dei boschi maremmani in cui è ambientato, fino all’immancabile colpo di scena finale. È il ritratto amaro di un uomo distrutto e di una società allo sbando, con una piccola speranza di redenzione finale.

Giorgio Glaviano è nato a Palermo nel 1975. Lavora come sceneggiatore per il cinema e la tv. Ha pubblicato due saggi sulla serialità americana e il romanzo Sbirritudine (Rizzoli 2015). Giorgio Glaviano sarà ospite di UmbriaLibri.

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