“La danza dei veleni” di Patrizia Rinaldi

Patrizia Rinaldi
La danza dei veleni
Edizioni e/o, 2019

Sorridere un “va tutto bene” per non deludere chi ho abituato alla forza. Non cedere, non piangere, non maledire, non chiedere aiuto.

Napoli, estate afosa. Giordana Speranza, proprietaria di un negozio di animali in procinto di cambiare vita: uccisa da un morso di Phoneutria. Gian Paolo Amedei, altro proprietario di un negozio di animali, cocainomane lasciato dalla moglie Gabriella, muore di Loxosceles reclusa. Due morti apparentemente scollegate tra loro (per il secondo si pensa a un regolamento di conti nell’ambito del traffico di stupefacenti), ma il commissario Luigi Micheli, del commissariato di Capodichino, non ci vede chiaro.
Nel frattempo la spigolosa, ostica detective ipovedente Blanca Occhiuzzi del commissariato di Pozzuoli, è alle prese con… un cane. Un cucciolo che Ninì (la giovane che ha preso in affidamento, eredità dell’esito infausto di un precedente caso) ha raccolto per strada, praticamente moribondo. “Guaio”, lo chiama Bianca, che ne avverte l’odore di morte. Il cucciolo “Guaio” viene quindi affidato alle amorevoli attenzioni di Ninì e di Sergio, il tuttofare, e alle cure professionali di due veterinari, Gaspare Centopiani e Filippo Martinelli. Grande è lo sgomento quando i due vengono trovati cadavere, vittime di una sparatoria. Peggio ancora, della faccenda si interessa la stampa, nella figura della giornalista Sofia “Albicocca” Rago, che ha un interesse non solo professionale per l’ispettore Liguori (e il cuore di Bianca è trafitto dallo spillo della gelosia).
La squadra di Pozzuoli (il commissario Martusciello, l’agente Carità, Liguori e la stessa Blanca) indaga, incontrando quasi subito un nemico atavico: la criminalità organizzata. Per di più, a causa delle reciproche dinamiche, i quattro non si parlano, non collaborano. Fino a quando…

Elegante e sontuosa, colma di richiami e suggestioni, la raffinata scrittura di Patrizia Rinaldi dà vita e voce, per la quarta volta, a Blanca, donna chiusa ma piena di passioni. Forte di un handicap che non è un limite, Blanca si destreggia però in una ridda di sentimenti ed emozioni che fatica ad accogliere. Gli altri personaggi sono fortemente caratterizzati, vividi, spesso divertenti o tragici. Oltre alla squadra collaudata, spiccano la signorina Amaltea “Zorro Segregazionista” Ornico, bizzarra amante dei cani (ma solo di quelli italiani, che non mischiano malattie), la giornalista vamp Sofia Rago, il crudele boss Sua Signoria, Roberto Giglio che sogna la civile Germania ma è costretto a fare il delinquente di bassa lega, l’agente Vezzi con la sua parlata incisiva totalmente priva di forme verbali.
E poi Napoli, calda afosa, con il mare in tempesta, bella e pericolosa.
E l’amore, l’amore… l’amore che muove il mondo.
Da leggere, magari prima che arrivi l’annunciata serie tv, in modo da poter confrontare i personaggi immaginati con la resa sul piccolo schermo.

Patrizia Rinaldi vive e lavora a Napoli. È laureata in Filosofia e si è specializzata in scrittura teatrale. Ha partecipato per diversi anni a progetti letterari presso l’Istituto penale minorile di Nisida. Nel 2016 ha vinto il Premio Andersen Mi­glior Scrittore. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo La compagnia dei soli, illustrato da Marco Paci, (Sin­nos 2017), vincitore del Premio An­der­sen Miglior Fumetto 2017, Un grande spet­tacolo (Lapis 2017), Federico il pazzo, vincitore del premio Leggimi Forte 2015 e finalista al pre­mio Andersen 2015 (Sinnos 2014), Mare giallo (Sinnos 2012), Rock senti­men­tale (El 2011), Piano Forte (Sinnos 2009). Per le Edizioni E/O ha pubblicato Tre, nu­mero imperfetto (tradotto negli Stati Uni­ti e in Germania), Blanca, Rosso caldo, Ma già prima di giugno (Premio Alghero 2015) e La figlia maschio (2017).

Patrizia Rinaldi sarà presente a Perugia, in occasione di UmbriaLibri domani, venerdì 4 ottobre, alle ore 17.15 (Perugia, Complesso di San Pietro, Corridoio del Trecento)

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