Festa Internazionale della Donna: Che cosa significa essere donna a Kabul

Per celebrare la Giornata internazionale della Donna oggi diamo spazio a FREEDA.

FREEDA è nata per per colmare un vuoto di rappresentazione femminile e per accompagnare le nuove generazioni attraverso tutti i cambiamenti sociali che stiamo affrontando nell’epoca più veloce della storia. Superare i pregiudizi e far prevalere ascolto ed empatia non è semplice, ma è quello che cerchiamo di fare dall’inizio: il nostro obiettivo non è proporre un nuovo modello di donna, ma dare voce a tante donne, tutte diverse, che ogni giorno popolano il nostro palinsesto. Raccontare le loro storie è quello che ci permette di celebrare la complessità femminile e di interrogarci, insieme a loro, su che cosa davvero significa femminilità. Nei primi due anni di FREEDA siamo riusciti a farlo in Italia e in Spagna (con notevoli risultati anche in Sud America), raccontando centinaia di vite e vissuti diversi. In occasione della Festa Internazionale della Donna, quest’anno abbiamo deciso di spingerci oltre i confini del mondo occidentale per provare a raccontare che cosa significa essere una donna oggi a Kabul. Lo abbiamo fatto per la prima volta con un film di 30 minuti disponibile sul nostro canale YouTube: Figlie di Kabul.

Perché Kabul? Perché Kabul è il cuore pulsante di tutte le contraddizioni che hanno lacerato la storia contemporanea. Agli antipodi culturali di una New York simbolo del mondo occidentale, è la città che ha ospitato Al Qaida, i talebani, gli eserciti russi, quelli americani, e ora anche le pressioni della Cina. È lì che sono nati gli attentati dell’11 settembre che hanno cambiato il mondo, anche il nostro mondo, per sempre. La nostra ricerca non ha l’obiettivo di raccontare le dinamiche politiche e militari di un territorio così complesso, bensì quello di provare a rispondere a una domanda solo apparentemente semplice: che cosa provano le donne di Kabul, qual è il loro vissuto personale? Per rispondere a questa domanda abbiamo lavorato con Fondazione Pangea Onlus e abbiamo scoperto la storia di una donna, Laila, che non è una su un milione, ma una tra un milione. E abbiamo provato a conoscerla, e a entrare in contatto con lei, senza l’arroganza di proiettare un nostro punto di vista su di lei, ma cercando di ascoltarla e di amplificare la sua voce, in modo che quante più persone possibile possano sentirla. Laila è una donna di quasi cinquant’anni che ha vissuto in prima persona il passaggio dalle libertà dei costumi degli anni ‘70 alla guerra, dalla sharia imposta dai talebani fino alla pace precaria e militarizzata di oggi. È sopravvissuta ai bombardamenti e agli attentati, ma anche alle continue violenze del marito. È riuscita, nonostante tutto, grazie alle sue doti, a ritagliarsi uno spazio all’interno di una società che non lascia spazio alle donne. Non è un Premio Nobel, né un’imprenditrice di successo, non è un’eroina dell’Occidente con origini afgane. È una donna che si alza ogni giorno in una città dove la sua vita non vale niente, e lotta non solo per sopravvivere, ma per consentire a se stessa e alla sua famiglia una vita dignitosa. Per questo è così simile e così diversa da tante donne occidentali.

Laila è una donna forte, granitica, abituata a doversi difendere da tutto e da tutti. È una donna intelligente, che ha sviluppato una sua strategia di sopravvivenza e che l’ha applicata anche nel rispondere a molte delle nostre domande, con l’idea di proteggersi, di sfruttare un’opportunità, di darci quello che si aspettava volessimo da lei. Questa corazza e questa fierezza meritano stima e rispetto. Ma davanti alla camera, ricordando la sua infanzia, il suo matrimonio, la guerra, in qualche modo costretta dal suo stesso racconto a riflettere sulla propria vita, la corazza di Laila ogni tanto si è infranta, e ci ha lasciato intravedere un’emotività potente, universale, umana. Un’emotività che nella sua vita è stata un lusso che deve essersi concessa poche volte per riuscire ad andare avanti, e che per questo abbiamo deciso di mostrare, con quanta più delicatezza possibile, per riuscire a trasmettere un’autenticità altrimenti nascosta. La migliore amica di Laila è Farzanah, sua figlia, nata e cresciuta quando guerra e repressione erano ormai scontate. lI punto di vista di un’altra generazione di donne ci porta dalle violenze della guerra a quelle di una realtà domestica in cui i retaggi religiosi, sociali e culturali che attribuiscono all’uomo il ruolo di padrone assoluto privano le donne di ogni libertà. Farzanah è una donna che ha la stessa forza della madre: è prima una bambina vittima di violenza assistita poi un’adolescente con il coraggio di difendere sua mamma contro il papà. E grazie a questo coraggio riesce a imprimere una svolta alla sua vita.

Che cosa significa, quindi, essere donna a Kabul? Mentre in Occidente discutiamo del maschilismo intrinseco di espressioni come “donna con le palle”, in Afghanistan “essere donna” significa schiavitù, ed “essere uomo” significa potere. Quelli che qui sono diritti acquisiti, là sono incomprensibili privilegi. Laila e Farzanah sono state capaci di lottare per reagire ai contesti più ostili e sono riuscite a cambiare la propria condizione in un mondo in cui le donne non valgono niente. Oggi continuano a uscire di casa senza sapere se torneranno vive la sera, ma grazie anche al sostegno e ai programmi di Pangea Onlus, entrambe oggi lavorano e sono capaci di sorridere. Il desiderio di raccogliere la loro testimonianza ha messo duramente alla prova le persone che hanno lavorato al progetto – a cominciare da Simone Varano, il regista che ha rischiato la vita per girare 48 ore di materiale in 5 giorni – ma se la mission di FREEDA è quella di dare voce alle donne per provare a cambiare in meglio la società, era doveroso da parte nostra almeno il tentativo di far risuonare a un pubblico più ampio le voci di Laila e Farzana: oltre a restituire uno spaccato di vita a Kabul, ci ricordano di non dare mai per scontate le nostre conquista di libertà.

Figlie di Kabul è disponibile sul canale YouTube di FREEDA a partire dall’8 marzo. Co-prodotto da Freeda e Pangea – Regia di Simone Varano – Scritto da Daria Bernardoni, Fabrizio Luisi, Simone Varano – Con Laila e Farzanah – Montaggio di Simone Varano, Giacomo Marchetti – Art direction di Alessandro Arena – Motion Design di Raffaele Amici – Con la collaborazione artistica di Gaia Bernasconi.

Premio Scerbanenco 2018 – I finalisti

Pubblicata la cinquina dei romanzi italiani finalisti del Premio Giorgio Scerbanenco 2018, risultata dalla sommatoria dei voti dei lettori sul sito e di quelli ponderati della Giuria letteraria che ha votato in questa formazione: Cecilia Scerbanenco (Presidente), Valerio Calzolaio, Luca Crovi, Loredana Lipperini, Sergio Pent, Sebastiano Triulzi, John Vignola.

I cinque finalisti saranno presentati il 3 dicembre alle ore 18.30 presso la libreria Feltrinelli di piazza Duomo (Via Ugo Foscolo, 1, Milano).

Il Premio Giorgio Scerbanenco 2018, consistente in un ritratto dello scrittore ad opera dell’artista Andrea Ventura, verrà consegnato la sera del 3 dicembre presso l’università IULM.

Il romanzo Lo stupore della notte di Piergiorgio Pulixi (Rizzoli), entrato nella cinquina finalista, si aggiudica anche il Premio dei lettori per essere stato il più votato sul sito del festival.

I cinque finalisti
Maurizio de Giovanni, Il purgatorio dell’angelo, Einaudi
Patrick Fogli, A chi appartiene la notte, Baldini+Castoldi
Giorgia Lepore, Il compimento è la pioggia, E/O
Piergiorgio Pulixi, Lo stupore della notte, Rizzoli
Ilaria Tuti, I fiori sopra l’inferno, Longanesi

Andrea Ventura (Milano, 1968), l’artista che nel 2016 ha realizzato il Premio Giorgio Scerbanenco, nel 1991 si trasferisce a New York. I suoi lavori sono esposti in tutto il mondo e pubblicati da «The New York Times», «The New Yorker», «Rolling Stones», «Time», «Newsweek» e molte altre riviste e libri nazionali e internazionali. Riceve, inoltre, le medaglie d’oro e d’argento dalla Society of Illustrators a New York. Nel 2014 l’editore tedesco Gestalten pubblica la monografia del suo lavoro. Vive attualmente in Germania.

Premio Scerbanenco 2018 – i semifinalisti

In passato non è stato immune da critiche, ma rilevo con piacere che quest’anno il premio Scerbanenco ha prodotto una rosa di 20 semifinalisti molto interessante.

Ve la sottopongo in ordine alfabetico e vi ricordo che, per contribuire a scegliere i 5 finalisti che si contenderanno la finale, si può votare fino alle 23.30 del 17 novembre:

¤ CRISTINA CASSAR SCALIA, Sabbia nera, Einaudi
¤ PIERO COLAPRICO, La strategia del gambero, Feltrinelli
¤ MAURIZIO DE GIOVANNI, Il purgatorio dell’angelo, Einaudi
¤ FEDERICA DE PAOLIS, Notturno salentino, Mondadori
¤ ANDREA FAZIOLI, Gli svizzeri muoiono felici, Guanda
¤ PATRICK FOGLI, A chi appartiene la notte, Baldini+Castoldi
¤ LEONARDO GORI, L’ultima scelta, Tea
¤ GIORGIA LEPORE, Il compimento è la pioggia, E/O
¤ DAVIDE LONGO, Così giocano le bestie giovani, Feltrinelli
¤ ENRICO PANDIANI, Polvere, Dea Planeta
¤ LUCA POLDELMENGO, Negli occhi di Timea, E/O
¤ PIERGIORGIO PULIXI, Lo stupore della notte, Rizzoli
¤ PAOLO ROVERSI, Cartoline dalla fine del mondo, Marsilio
¤ PASQUALE RUJU, Stagione di cenere, E/O
¤ STEFANO TURA, A regola d’arte, Piemme
¤ ILARIA TUTI, I fiori sopra l’inferno, Longanesi
¤ FRANCO VANNI, Il caso Kellan, Baldini+Castoldi
¤ VALERIO VARESI, La paura nell’anima, Frassinelli
¤ MARIOLINA VENEZIA, Rione Serra Venerdì, Einaudi
¤ MIRKO ZILAHY, Così crudele è la fine, Longanesi

“La SHERLOCKIANA, un omaggio a Tecla Dozio”

“La SHERLOCKIANA, un omaggio a Tecla DOZIO” è un Festival letterario dedicato al romanzo giallo che si terrà sabato 29 e domenica 30 settembre 2018 a Milano presso la Biblioteca Cassina Anna.

Il Festival vuole essere un omaggio Tecla Dozio, figura indimenticata nel mondo del libro giallo e una dei massimi esperti di letteratura di genere in Italia. Tecla Dozio, “La signora del giallo”, ha avuto il merito di far conoscere ai lettori italiani moltissimi autori stranieri e ha dato la possibilità a molti scrittori italiani esordienti di pubblicare i loro romanzi e di affermarsi.
La scomparsa di Tecla Dozio nel febbraio 2016 ha lasciato un grande vuoto, non solo per gli amici, ma per tutti gli esponenti del settore e per gli appassionati del Giallo. La manifestazione è un’occasione per ricordarla parlando di ciò che più amava: i libri e la lettura.

Per oltre 20 anni, a Milano, Tecla Dozio ha gestito la libreria “La SHERLOCKIANA”, dedicata al romanzo Giallo ed è diventata il punto di incontro fondamentale per lettori, scrittori, appassionati del genere giallo. Alla SHERLOCKIANA, grazie ad un catalogo unico nel suo genere arrivavano da tutta Italia così come c’era chi arrivava dall’estero per acquistare Gialli introvabili o chi ci andava per presentare i propri romanzi. Ma c’era anche chi prendeva appuntamento per farsi aiutare con la tesi di laurea, per scrivere articoli sull’argomento o passava da lì anche solo per un caffè o fare quattro chiacchiere con Tecla.
La chiusura della libreria nel 2009 è stato un duro colpo per tutti coloro che vi facevano tappa e che vi acquistavano i libri. Ma Tecla ha continuato a occuparsi di Giallo anche quando si è trasferita in Toscana, portando avanti il suo lavoro di editor per la collana “Impronte” (Todaro Editore), nata nel 1999 e dedicata al giallo italiano.

Il 29 e 30 settembre presso la biblioteca Cassina Anna di Milano si terrà la prima edizione di questo Festival del giallo che, oltre ad essere un omaggio, sarà anche l’ideale realizzazione di ciò che Tecla Dozio avrebbe voluto fare per riunire le persone intorno a libri, scrittori e non solo.

Il Festival si svolgerà seguendo idealmente la struttura dei romanzi e dei loro contenuti, con quattro tavole rotonde che vedranno confrontarsi scrittori e esperti del settore.

Sabato 29 settembre la giornata sarà dedicata alle varie fasi che conducono alla nascita di un romanzo: dall’arrivo in casa editrice della bozza inviata della scrittore fino all’uscita nelle librerie, il tutto attraverso due incontri pomeridiani che nella giornata vedranno scrittori e case editrici, pr, blogger e librai confrontarsi. Tra gli ospiti Massimo CARLOTTO, Andrea G. PINKETTS, Elisabetta BUCCIARELLI e persone di rilievo nel settore editoriale e promozionale.

Domenica 30 settembre le tavole rotonde verteranno sul “ruolo delle donne nel romanzo giallo” e come un romanzo riuscito passa “dalla cellulosa alla celluloide”. Tra gli ospiti Carlo LUCARELLI, Marcello FOIS, l’attore Bebo STORTI, Rosa TERUZZI e tanti altri.

Gli incontri delle due giornate si legheranno tra loro tramite con una cena il sabato sera che avrà come ospiti gli scrittori Massimo CARLOTTO e Carlo LUCARELLI. Il Festival vivrà così anche un momento di convivialità come avrebbe amato Tecla Dozio che dell’incontro, del dialogo e della buona cucina era una convinta sostenitrice.
Durante il weekend, inoltre, sono previsti momenti musicali e una degustazione di vino dell’azienda Montelio (Oltrepò Pavese).

La manifestazione è organizzata da Daniela BASILICO, Veronica TODARO e Manuel FIGLIOLINI in collaborazione con la Biblioteca Cassina Anna di Milano.
Sostenitori dell’evento: La Bottega del Giallo (blog), Todaro Editore (casa editrice), Signore si diventa (rivista online), la libreria Il covo della Ladra di Milano, l’Admiral Hotel di Milano, Azienda Agricola Montelio (Oltrepò Pavese), Trattoria Angolo Milano.

Per maggiori informazioni e contatti stampa: lasherlockiana@gmail.com
tel. 335.6219460 – 366.1779672

(Comunicato stampa)

La quinta edizione di Mangiacinema a Salsomaggiore Terme

La Festa del Cibo d’autore e del Cinema goloso celebra i 50 anni di cinema dei fratelli Pupi e Antonio Avati
Dal 26 settembre al 3 ottobre 2018 a Salsomaggiore Terme (Parma) si terrà la quinta edizione di Mangiacinema – Festa del cibo d’autore e del cinema goloso. E sarà, come sempre, un’imperdibile e stuzzicante settimana tra degustazioni gratuite, show cooking, proiezioni appetitose e tantissimi incontri con artisti del gusto e dello spettacolo. Oltre cinquanta eventi, tutti a ingresso libero per il pubblico, negli otto giorni del Festival più goloso d’Italia. Dopo gli omaggi a Tognazzi nel 2014, Totò nel 2015, Sordi nel 2016 e Fellini lo scorso anno, questa edizione della kermesse diretta dal giornalista Gianluigi Negri è caratterizzata da un Evento speciale: i 50 anni di cinema dei fratelli Pupi e Antonio Avati. Il regista e il produttore bolognesi iniziarono la loro carriera il 18 settembre 1968 con “Balsamus, l’uomo di Satana”. Salsomaggiore si prepara a celebrarli con diverse iniziative, dopo che lo stesso Pupi Avati fu uno dei protagonisti della prima edizione di Mangiacinema nel 2014. Il grande maestro del cinema italiano, dopo una cinquantina di lungometraggi e film per la televisione, sta per iniziare le riprese del suo nuovo lavoro per il grande schermo, “Il signor Diavolo”, proprio in questo periodo.
I PROTAGONISTI
Mangiacinema si distingue dai vari festival legati al cibo perché il pubblico diventa protagonista assoluto di tanti assaggi diversi ogni giorno, in compagnia di numerosi attori, registi, musicisti, chef e intellettuali. Con questa formula originale e molto coinvolgente, che negli anni è diventata un vero e proprio stile (mutuato da Mangia come scrivi e approdato sul palco di un teatro italiano grazie a Mangiamusica nel 2016 a Fidenza), nella città termale andrà in scena lo spettacolo del gusto. Visitatori e turisti potranno così godere di momenti di intrattenimento e “seduzione”, grazie ai cibi d’autore e alle prelibatezze che verranno loro servite.
GLI EVENTI
Fondamentale, come sempre, è la partecipazione dell’Istituto Alberghiero “Magnaghi”, con i suoi studenti ed il corpo docente: saranno loro a “guidare” le attese degustazioni che il Festival, voluto dal Comune di Salsomaggiore, offrirà al pubblico. Gli eventi si svolgeranno tra le Terme Berzieri, il Cinema Odeon e le Terme Baistrocchi. Ne saranno protagonisti i migliori artisti del gusto del Made in Salso, affiancati da grandi nomi delle Terre Verdiane e della Food Valley. “Gli artisti del gusto con le loro creazioni golose – anticipa il direttore artistico Gianluigi Negri – verranno ‘abbinati’, come sempre, a importanti personaggi dello spettacolo e della cultura. Mangiacinema si riconferma una festa per gli occhi (con diverse proiezioni) e per il palato, unica nel suo genere, nella quale si può assaporare, fino in fondo, dal primo all’ultimo evento, senza sovrapposizioni”.
Tra gli appuntamenti da non perdere, la cena di gala del giovedì dedicata ai fratelli Avati (con diversi show cooking durante la serata, tra i quali quello dell’attore e chef Vito), i famosi laboratori “Crea & Gusta” per turisti e appassionati di cucina, la festa di apertura all’Odeon nella quale il pubblico cenerà al cinema con le pizze alte di Salsomaggiore del Ristorante L’Incontro e la gran chiusura (sempre all’Odeon) con il maxi buffet degli artisti del Made in Salso, “guidato” dal Km90, ristobottega emiliana con sede a 100 metri dal casello di Fidenza.
La “buona visione” e il “buon appetito”, per il quinto anno, a Mangiacinema si augurano con un’unica parola: #guardagustagodi.

I PARTNER DI MANGIACINEMA 2018
Il main partner della quinta edizione di Mangiacinema, durante la quale si celebrerà l’Evento speciale “I 50 anni di cinema dei fratelli Avati”, è Gas Sales Energia. Special partner, la Pasticceria Lady Anna di Sorbolo. Tra i media partner, Radio 24 (con il programma “La rosa purpurea” di Franco Dassisti sempre al fianco di Mangiacinema fin dalla prima edizione del 2014), Film Tv, Sentieri Selvaggi, Gazzetta di Parma, InformaCibo, Italia a Tavola, Stadiotardini.it. e Tv Salso. Il Festival si svolge con il sostegno di Provincia di Parma, Comune di Salsomaggiore Terme, Istituto Alberghiero “Magnaghi”, Consorzio Terme Berzieri, Terme Baistrocchi, Ascom, Confesercenti, Cna, Confartigianato, Rotary Salsomaggiore.
La grafica di Mangiacinema è firmata dall’illustratore Victor Cavazzoni.
(Comunicato stampa)

Premio Scerbanenco 2017: la lista dei 25 semifinalisti

È uscita la lista dei 25 romanzi preselezionati per concorrere a formare la cinquina dei finalisti del premio Scerbanenco. Di quasi tutti ci siamo occupati nel corso dell’anno, difficile quindi fare delle previsioni.

Ecco chi sono:
1. Erica Arosio & Giorgio Maimone
Cinemascope, Tea

2. Biagio Bolocan
Il traduttore, Feltrinelli

3. Luigi R. Carrino
Alcuni avranno il mio perdono, E/O

4. Marco Consentino, Domenico Dodaro, Luca Panella
I fantasmi dell’impero, Sellerio

5. Luca D’Andrea
Lissy, Einaudi

6. Carlo F. De Filippis
Il paradosso di Napoleone, Mondadori

7. Romano De Marco
L’uomo di casa, Piemme

8. Federica Fantozzi
Il logista, Marsilio (qua anche la recensione di Patrizia Debicke)

9. Marcello Fois
Del dirsi addio, Einaudi

10. Carlo Lucarelli
Intrigo italiano, Einaudi

11. Massimo Lugli
Il criminale, Newton Compton

12. Elena Mearini
È stato breve il nostro lungo viaggio, Cairo

13. Bruno Morchio
Un piede in due scarpe, Rizzoli

14. Divier Nelli
Il giorno degli orchi, Guanda

15. Piergiorgio Pulixi
La scelta di buio, E/O

16. Roberto Riccardi
La notte della rabbia, Einaudi (qua anche la recensione Patrizia Debicke)

17. Pasquale Ruju
Nero di mare, E/O (qua anche la recensione di Valerio Calzolaio)

18. Piernicola Silvis
Formicae, Società Editrice Milanese

19. Giampolo Simi
La ragazza sbagliata, Sellerio (qua anche la recensione di Patrizia Debicke)

20. Marcello Simoni
Il marchio dell’inquisitore, Einaudi

21. Massimo Tallone & Biagio F. Carrillo
La casa della mano bianca, Del Capricorno

22. Rosa Teruzzi
La fioraia del Giambellino, Sonzogno

23. Nicola Verde
Il vangelo del boia, Newton Compton

24. Flavio Villani
Il nome del padre, Neri Pozza

25. Mirko Zilahy
La forma del buio, Longanesi

L’Italia che non c’era (e adesso per fortuna c’è)

Monica Cirinnà
L’Italia che non c’era
Fandango, 2017

A poco più di un’anno dall’approvazione della legge 76 del 2016, c.d. Legge Cirinnà, esce per Fandango L’Italia che non c’era.
A metà tra diario e cronaca politica, la senatrice Monica Cirinnà racconta in prima persona il lungo iter che ha introdotto nel nostro ordinamento l’istituto delle unioni civili: dalla nomina a relatrice all’approvazione della legge, passando per le interminabili sedute della Commissione, gli accordi e i tradimenti, l’entusiasmo e la delusione, le alleanze inaspettate e i voltafaccia altrettanto inaspettati.
Senza dimenticare il dibattito che nel frattempo infiammava il paese e si manifestava nelle piazze e sui social. Il libro contiene una parte, minima, delle lettere inviate alla senatrice: incoraggiamenti, storie personali ma anche insulti e preghiere affinché “il Signore la illumini” (sic!).
Poche leggi hanno suscitato interesse come la legge sulle unioni civili, segno che si è trattato di un cambiamento epocale: da una parte la società civile, che voleva uscire dal medioevo e riconoscere i diritti che la maggior parte dei paesi evoluti riconosce, già da tempo, alle coppie omosessuali; dall’altra parte una frangia, piccola ma molto rumorosa, di conservatori, animati dalle più diverse motivazioni (nella quasi totalità, a parere di chi scrive, indegne di un paese civile).
Se la legge è arrivata in porto, gran parte del merito è della senatrice, che si è spesa in ogni modo per “portare a casa il risultato”. Esponendosi in prima persona ma anche facendo un passo indietro, quando è stato necessario.
Poteva essere fatto di più? No, data la composizione dell’attuale parlamento questo è il massimo che poteva essere fatto. Ed è comunque un buon punto di partenza per iniziare a diffondere una diversa sensibilità, per creare un contesto culturale più favorevole all’ampliamento della sfera dei diritti.

In occasione della prima presentazione, all’Auditorium del Maxxi di Roma, la senatrice Cirinnà ha aderito all’appello di Roberta Saviano e ha esordito con un appello per lo Ius Soli (altro tema fortemente divisivo che difficilmente arriverà a meta in questa legislatura).
L’Italia che non c’era va letto per andare oltre le facili approssimazioni: illustra quanto sia difficile, complesso e insidioso il lavoro di quella che viene sprezzantemente definita “la casta” e quanto lungo ancora sia il cammino per diventare un Paese veramente civile.

 

UmbriaLibri 2017: mille grazie!

La frazione perugina di UmbriaLibri 2017 si è conclusa domenica 8 ottobre, al termine di un weekend denso di appuntamenti ed emozioni. La manifestazione quest’anno ha come tema centrale “Voci dal borgo”, in una visione ampia e condivisa del borgo, come spiegano in premessa al programma la presidente della regione Umbria Catiuscia Marini e l’assessore alla cultura Fernanda Cecchini.
La tappa di Perugia (preceduta da Foligno e seguita da Terni) si è svolta nella splendida cornice del complesso monumentale di San Pietro, una delle sedi dell’Università di Perugia.
Da qualche anno, ormai, con il professor Pasquale Guerra, ci siamo ritagliati una piccola nicchia, UmbriaLibri Noir, in cui cerchiamo di far conoscere libri e autori che ci sembrano maggiormente rappresentativi nel genere.

Quest’anno abbiamo avuto il piacere di ospitare, in ordine di apparizione:
Alessandro Berselli con Le siamesi, Paola Barbato con Non ti faccio niente, Elisabetta Bucciarelli con Chi ha bisogno di te, Giampaolo Simi con La ragazza sbagliata, Mirko Zilahy con La forma del buio. Per qualcuno si è trattato di un gradito ritorno, per qualcun altro di una prima volta (e pensiamo che non sarà l’ultima). Avremmo dovuto avere anche il francese Ian Manook e il suo commissario mongolo Yeruldelgger, ma purtroppo l’incontro è stato cancellato a causa di un grave problema familiare. Virtualmente presente Maurizio de Giovanni che ha fatto una rapidissima apparizione radiofonica per Hollywood Party.

Agli autori e al pubblico presente vanno i più sentiti ringraziamenti: mettere in comunicazione diretta chi scrive e chi legge è la ragione fondante di eventi come questo. Il nostro scopo è quello di facilitare il confronto tra le due platee e di stimolare, se possibile, l’interesse e la curiosità verso un libro passando per la voce dell’autore.

Special guests Silvia e Chicca, le libraie di Matelica (Kindustria è la loro meravigliosa libreria) ed editrici di Hacca Edizioni.

Un segnalazione a parte merita l’organizzazione che quest’anno è stata particolarmente attenta e solerte, coadiuvata da un nutrito staff di giovani e brillanti volontari che si sono occupati di aspetti tecnici, logistici e di supporto di ogni genere (perfino la tachipirina – grazie Eleonora!). Sulla pagina FaceBook della manifestazione è possibile trovare un’ampia rassegna di materiali fotografici e videointerviste. Infine una menzione speciale per la preziosa presenza di Rai Radio3 che, per l’occasione, ha trasmesso in diretta parte del suo palinsesto dal complesso di San Pietro. Per Loredana Lipperini, presente nella duplice veste di conduttrice di Fahrenheit e di autrice (ha presentato il suo ultimo libro, L’arrivo di Saturno): grazie per il calore umano.

La condivisione è stata certamente il valore aggiunto di tutta la manifestazione.

Arrivederci al prossimo anno!

Più libri, più liberi #PLPL2015

più libri più liberi 2015Inizia domani e dura fino all’8 dicembre l’edizione 2015 di Più libri più liberi.

Di seguito qualche appuntamento interessante per gli amanti del genere (e non solo).

4 dicembre ore 16.00

Simple&Madama: Il bello e la bestia versus Le più belle frasi di Osho
Lorenza Di Sepio incontra l’autore di uno dei fenomeni virali dell’anno
A cura di Magic Press Edizioni
Sala Turchese

4 dicembre ore 18.00

Reading di Massimo Carlotto
 Il blues dell’Alligatore
In occasione dell’uscita del suo nuovo romanzo, Per tutto l’oro del mondo, l’autore veste i panni di Marco Buratti per celebrare il ventennale della creazione dell’Alligatore
Con musiche di Maurizio Camardi e Francesco Garolfi
A cura di edizioni e/o
Sala Diamante

5 dicembre ore 12.00

Presentazione dei libri
I figli sono pezzi di cuore di Giorgia Lepore e Uccidete Pulcinella di Massimo Torre
Intervengono gli autori e Massimo Carlotto
A cura di edizioni e/o
Sala Diamante

5 dicembre ore 14.00

Presentazione del libro
Ex voto di Marcello Fois
Intervengono l’autore e Diego De Silva
A cura di minimum fax
Sala Rubino

5 dicembre ore 15.00

Presentazione dei nuovi romanzi della collana Sabot/age:
Per sempre di Piergiorgio Pulixi, La buona legge di Mariasole di Luigi R. Carrino e La firma del puparo di Roberto Riccardi
Intervengono gli autori e Massimo Carlotto
A cura di edizioni e/o
Sala Smeraldo

5 dicembre ore 18.00

Presentazione del libro
L’elenco telefonico degli accolli di Zerocalcare
Intervengono l’autore e Michele Foschini
A cura di Bao Publishing
Sala Diamante

5 dicembre ore 19.00

Presentazione dei libri
C’è una casa nel bosco di Serena Venditto e Morte a Montecitorio di Massimo Mongai
Intervengono gli autori, Giulio Leoni e Paolo Restuccia
Con letture di Paquito Catanzaro, Giuliana Gaudyer e Chiara Tortorelli
Coordina Aldo Putignano
A cura di Homo Scrivens
Sala Ametista

5 dicembre ore 19.00

Presentazione del libro
Sacro sangue. Storie di svizzeri, menzogne e omicidi di Armando Palmegiani e Fabio Sanvitale
Intervengono gli autori e Igor Patruno
A cura di Sovera Edizioni
Sala Rubino

6 dicembre ore 18.00

Presentazione del libro
Pensavo fosse amore invece era Matteo Renzi di Mario Natangelo
La satira, l’amore, la Facebook generation
Intervengono l’autore e un sodale di Feudalesimo e Libertà
A cura di Magic Press Edizioni
Sala Smeraldo

7 dicembre ore 15.00

Presentazione del libro
Suden. Il caso dell’oste scomparso di Friedrich Ani
Intervengono l’autore e Giancarlo De Cataldo
A cura di Emons in collaborazione con Goethe Institut
Sala Diamante

7 dicembre ore 17.00

Presentazione del libro
African Psycho di Alain Mabanckou
Intervengono l’autore e Giancarlo De Cataldo
A cura di 66thand2nd in collaborazione con Più libri più liberi e Institut français Italia/Ambasciata di Francia
Sala Rubino

8 dicembre ore 15.00

Presentazione del libro
Notturno bizantino di Luigi De Pascalis
Intervengono l’autore, Paolo Di Paolo, Filippo La Porta, Alessandro Orlandi e Claudio Strinati
A cura di La Lepre Edizioni
Sala Turchese

8 dicembre ore 19.00

AperiLercio
Un aperitivo con gli autori di Lercio per chiacchierare di satira, informazione e altre cose che in Italia non siamo abituati a fare
Intervengono Alfonso Biondi ed Eddie Settembrini
Caffè letterario

Andrea Camilleri riceve il Premio Pepe Carvalho 2014

andrea-camilleriGiovedì 6 febbraio alle 19,00
nell’ambito del Festival del Noir BCNegra
Cerimonia di premiazione
Barcellona, Saló de Cent de l’Ajuntament, Plaça sant Jaume, 1

Venerdì 7 febbraio alle 16,30
Andrea Camilleri incontra i lettori
Intervengono Pau Vidal e Jokin Ibáñez
Barcellona, centro Barts – Av. Parallelo 62,

La giuria, composta da Jordi Canal, Andreu Martín, Rosa Mora, Daniel Vázquez Sallés, Sergi Vila-Sanjuán e Paco Camarasa, ha deciso all’unanimità di concedere il Premio ad Andrea Camilleri indicandolo come «uno dei più autentici rappresentanti del noir mediterraneo».
«Salvo Montalbano e Pepe Carvalho sono personaggi pieni di vita, tentazioni e contraddizioni, che preferiscono la strada agli uffici, che scelgono di affidarsi al proprio sguardo e alla parola piuttosto che ai computer…». Tanto Carvalho quanto Montalbano sono «testardi e intransigenti nel perseguire la giustizia. Entrambi hanno bisogno di conoscere la verità e ci rendono partecipi della loro lotta per un mondo in cui i potenti non siano al di sopra della legge»: così si è espressa la giuria sul suo personaggio più famoso, Montalbano.
Il Premio Pepe Carvalho, giunto alla nona edizione, è nato per celebrare la memoria di Manuel Vázquez Montalbán, è un ambito premio internazionale dedicato al romanzo poliziesco. Camilleri si unisce ad una lista di vincitori in cui figurano Maj Sjöwall, Petros Márkaris, Andreu Martín, Ian Rankin, Michael Connelly, P.D. James, Henning Mankell e Francisco González Ledesma.

[causa impegni personali per il momento si navigherà un po’ a vista, con segnalazioni e qualche news qua e là per sopperire alle diminuite letture].