L’Italia che non c’era (e adesso per fortuna c’è)

Monica Cirinnà
L’Italia che non c’era
Fandango, 2017

A poco più di un’anno dall’approvazione della legge 76 del 2016, c.d. Legge Cirinnà, esce per Fandango L’Italia che non c’era.
A metà tra diario e cronaca politica, la senatrice Monica Cirinnà racconta in prima persona il lungo iter che ha introdotto nel nostro ordinamento l’istituto delle unioni civili: dalla nomina a relatrice all’approvazione della legge, passando per le interminabili sedute della Commissione, gli accordi e i tradimenti, l’entusiasmo e la delusione, le alleanze inaspettate e i voltafaccia altrettanto inaspettati.
Senza dimenticare il dibattito che nel frattempo infiammava il paese e si manifestava nelle piazze e sui social. Il libro contiene una parte, minima, delle lettere inviate alla senatrice: incoraggiamenti, storie personali ma anche insulti e preghiere affinché “il Signore la illumini” (sic!).
Poche leggi hanno suscitato interesse come la legge sulle unioni civili, segno che si è trattato di un cambiamento epocale: da una parte la società civile, che voleva uscire dal medioevo e riconoscere i diritti che la maggior parte dei paesi evoluti riconosce, già da tempo, alle coppie omosessuali; dall’altra parte una frangia, piccola ma molto rumorosa, di conservatori, animati dalle più diverse motivazioni (nella quasi totalità, a parere di chi scrive, indegne di un paese civile).
Se la legge è arrivata in porto, gran parte del merito è della senatrice, che si è spesa in ogni modo per “portare a casa il risultato”. Esponendosi in prima persona ma anche facendo un passo indietro, quando è stato necessario.
Poteva essere fatto di più? No, data la composizione dell’attuale parlamento questo è il massimo che poteva essere fatto. Ed è comunque un buon punto di partenza per iniziare a diffondere una diversa sensibilità, per creare un contesto culturale più favorevole all’ampliamento della sfera dei diritti.

In occasione della prima presentazione, all’Auditorium del Maxxi di Roma, la senatrice Cirinnà ha aderito all’appello di Roberta Saviano e ha esordito con un appello per lo Ius Soli (altro tema fortemente divisivo che difficilmente arriverà a meta in questa legislatura).
L’Italia che non c’era va letto per andare oltre le facili approssimazioni: illustra quanto sia difficile, complesso e insidioso il lavoro di quella che viene sprezzantemente definita “la casta” e quanto lungo ancora sia il cammino per diventare un Paese veramente civile.

 

UmbriaLibri 2017: mille grazie!

La frazione perugina di UmbriaLibri 2017 si è conclusa domenica 8 ottobre, al termine di un weekend denso di appuntamenti ed emozioni. La manifestazione quest’anno ha come tema centrale “Voci dal borgo”, in una visione ampia e condivisa del borgo, come spiegano in premessa al programma la presidente della regione Umbria Catiuscia Marini e l’assessore alla cultura Fernanda Cecchini.
La tappa di Perugia (preceduta da Foligno e seguita da Terni) si è svolta nella splendida cornice del complesso monumentale di San Pietro, una delle sedi dell’Università di Perugia.
Da qualche anno, ormai, con il professor Pasquale Guerra, ci siamo ritagliati una piccola nicchia, UmbriaLibri Noir, in cui cerchiamo di far conoscere libri e autori che ci sembrano maggiormente rappresentativi nel genere.

Quest’anno abbiamo avuto il piacere di ospitare, in ordine di apparizione:
Alessandro Berselli con Le siamesi, Paola Barbato con Non ti faccio niente, Elisabetta Bucciarelli con Chi ha bisogno di te, Giampaolo Simi con La ragazza sbagliata, Mirko Zilahy con La forma del buio. Per qualcuno si è trattato di un gradito ritorno, per qualcun altro di una prima volta (e pensiamo che non sarà l’ultima). Avremmo dovuto avere anche il francese Ian Manook e il suo commissario mongolo Yeruldelgger, ma purtroppo l’incontro è stato cancellato a causa di un grave problema familiare. Virtualmente presente Maurizio de Giovanni che ha fatto una rapidissima apparizione radiofonica per Hollywood Party.

Agli autori e al pubblico presente vanno i più sentiti ringraziamenti: mettere in comunicazione diretta chi scrive e chi legge è la ragione fondante di eventi come questo. Il nostro scopo è quello di facilitare il confronto tra le due platee e di stimolare, se possibile, l’interesse e la curiosità verso un libro passando per la voce dell’autore.

Special guests Silvia e Chicca, le libraie di Matelica (Kindustria è la loro meravigliosa libreria) ed editrici di Hacca Edizioni.

Un segnalazione a parte merita l’organizzazione che quest’anno è stata particolarmente attenta e solerte, coadiuvata da un nutrito staff di giovani e brillanti volontari che si sono occupati di aspetti tecnici, logistici e di supporto di ogni genere (perfino la tachipirina – grazie Eleonora!). Sulla pagina FaceBook della manifestazione è possibile trovare un’ampia rassegna di materiali fotografici e videointerviste. Infine una menzione speciale per la preziosa presenza di Rai Radio3 che, per l’occasione, ha trasmesso in diretta parte del suo palinsesto dal complesso di San Pietro. Per Loredana Lipperini, presente nella duplice veste di conduttrice di Fahrenheit e di autrice (ha presentato il suo ultimo libro, L’arrivo di Saturno): grazie per il calore umano.

La condivisione è stata certamente il valore aggiunto di tutta la manifestazione.

Arrivederci al prossimo anno!

Più libri, più liberi #PLPL2015

più libri più liberi 2015Inizia domani e dura fino all’8 dicembre l’edizione 2015 di Più libri più liberi.

Di seguito qualche appuntamento interessante per gli amanti del genere (e non solo).

4 dicembre ore 16.00

Simple&Madama: Il bello e la bestia versus Le più belle frasi di Osho
Lorenza Di Sepio incontra l’autore di uno dei fenomeni virali dell’anno
A cura di Magic Press Edizioni
Sala Turchese

4 dicembre ore 18.00

Reading di Massimo Carlotto
 Il blues dell’Alligatore
In occasione dell’uscita del suo nuovo romanzo, Per tutto l’oro del mondo, l’autore veste i panni di Marco Buratti per celebrare il ventennale della creazione dell’Alligatore
Con musiche di Maurizio Camardi e Francesco Garolfi
A cura di edizioni e/o
Sala Diamante

5 dicembre ore 12.00

Presentazione dei libri
I figli sono pezzi di cuore di Giorgia Lepore e Uccidete Pulcinella di Massimo Torre
Intervengono gli autori e Massimo Carlotto
A cura di edizioni e/o
Sala Diamante

5 dicembre ore 14.00

Presentazione del libro
Ex voto di Marcello Fois
Intervengono l’autore e Diego De Silva
A cura di minimum fax
Sala Rubino

5 dicembre ore 15.00

Presentazione dei nuovi romanzi della collana Sabot/age:
Per sempre di Piergiorgio Pulixi, La buona legge di Mariasole di Luigi R. Carrino e La firma del puparo di Roberto Riccardi
Intervengono gli autori e Massimo Carlotto
A cura di edizioni e/o
Sala Smeraldo

5 dicembre ore 18.00

Presentazione del libro
L’elenco telefonico degli accolli di Zerocalcare
Intervengono l’autore e Michele Foschini
A cura di Bao Publishing
Sala Diamante

5 dicembre ore 19.00

Presentazione dei libri
C’è una casa nel bosco di Serena Venditto e Morte a Montecitorio di Massimo Mongai
Intervengono gli autori, Giulio Leoni e Paolo Restuccia
Con letture di Paquito Catanzaro, Giuliana Gaudyer e Chiara Tortorelli
Coordina Aldo Putignano
A cura di Homo Scrivens
Sala Ametista

5 dicembre ore 19.00

Presentazione del libro
Sacro sangue. Storie di svizzeri, menzogne e omicidi di Armando Palmegiani e Fabio Sanvitale
Intervengono gli autori e Igor Patruno
A cura di Sovera Edizioni
Sala Rubino

6 dicembre ore 18.00

Presentazione del libro
Pensavo fosse amore invece era Matteo Renzi di Mario Natangelo
La satira, l’amore, la Facebook generation
Intervengono l’autore e un sodale di Feudalesimo e Libertà
A cura di Magic Press Edizioni
Sala Smeraldo

7 dicembre ore 15.00

Presentazione del libro
Suden. Il caso dell’oste scomparso di Friedrich Ani
Intervengono l’autore e Giancarlo De Cataldo
A cura di Emons in collaborazione con Goethe Institut
Sala Diamante

7 dicembre ore 17.00

Presentazione del libro
African Psycho di Alain Mabanckou
Intervengono l’autore e Giancarlo De Cataldo
A cura di 66thand2nd in collaborazione con Più libri più liberi e Institut français Italia/Ambasciata di Francia
Sala Rubino

8 dicembre ore 15.00

Presentazione del libro
Notturno bizantino di Luigi De Pascalis
Intervengono l’autore, Paolo Di Paolo, Filippo La Porta, Alessandro Orlandi e Claudio Strinati
A cura di La Lepre Edizioni
Sala Turchese

8 dicembre ore 19.00

AperiLercio
Un aperitivo con gli autori di Lercio per chiacchierare di satira, informazione e altre cose che in Italia non siamo abituati a fare
Intervengono Alfonso Biondi ed Eddie Settembrini
Caffè letterario

Andrea Camilleri riceve il Premio Pepe Carvalho 2014

andrea-camilleriGiovedì 6 febbraio alle 19,00
nell’ambito del Festival del Noir BCNegra
Cerimonia di premiazione
Barcellona, Saló de Cent de l’Ajuntament, Plaça sant Jaume, 1

Venerdì 7 febbraio alle 16,30
Andrea Camilleri incontra i lettori
Intervengono Pau Vidal e Jokin Ibáñez
Barcellona, centro Barts – Av. Parallelo 62,

La giuria, composta da Jordi Canal, Andreu Martín, Rosa Mora, Daniel Vázquez Sallés, Sergi Vila-Sanjuán e Paco Camarasa, ha deciso all’unanimità di concedere il Premio ad Andrea Camilleri indicandolo come «uno dei più autentici rappresentanti del noir mediterraneo».
«Salvo Montalbano e Pepe Carvalho sono personaggi pieni di vita, tentazioni e contraddizioni, che preferiscono la strada agli uffici, che scelgono di affidarsi al proprio sguardo e alla parola piuttosto che ai computer…». Tanto Carvalho quanto Montalbano sono «testardi e intransigenti nel perseguire la giustizia. Entrambi hanno bisogno di conoscere la verità e ci rendono partecipi della loro lotta per un mondo in cui i potenti non siano al di sopra della legge»: così si è espressa la giuria sul suo personaggio più famoso, Montalbano.
Il Premio Pepe Carvalho, giunto alla nona edizione, è nato per celebrare la memoria di Manuel Vázquez Montalbán, è un ambito premio internazionale dedicato al romanzo poliziesco. Camilleri si unisce ad una lista di vincitori in cui figurano Maj Sjöwall, Petros Márkaris, Andreu Martín, Ian Rankin, Michael Connelly, P.D. James, Henning Mankell e Francisco González Ledesma.

[causa impegni personali per il momento si navigherà un po’ a vista, con segnalazioni e qualche news qua e là per sopperire alle diminuite letture].

Giorno della Memoria: “Dovrei essere fumo” di Patrick Fogli

dovrei essere fumoOggi è il Giorno della Memoria, la giornata in cui si celebra il ricordo delle vittime dell’Olocausto e dei “Giusti fra le Nazioni”, cioè coloro che hanno rischiato la vita per proteggere, o tentare di proteggere, i perseguitati dal nazismo.

Sull’argomento suggerisco la lettura del recentissimo Dovrei essere fumo di Patrick Fogli (edizioni Piemme, anche in ebook a prezzo accessibilissimo).

Alberto Corini, ex agente dei corpi speciali in cerca di una nuova, vera identità, benestante e disorientato, riceve l’incarico di proteggere un anziano in fin di vita ricoverato in una clinica di lusso, incarico che dovrà svolgere per conto di un misterioso e danaroso cliente. Chi sia il vecchio, chi sia il cliente, perché Alberto sia lì, a fare sorveglianza notturna in preda ai suoi fantasmi di guerra e violenza, è la storia che si dipana sotto gli occhi del lettore, a capitoli alterni tra passato e presente, legati tra loro da un misterioso quaderno azzurro.

…Un pomeriggio venne a trovarmi un compagno di studi, abitava nella via accanto, dall’occupazione non l’avevo più visto. Ci sedemmo in cucina e mi raccontò che un’amica di sua sorella, una ragazza che conoscevo bene e a cui aveva fatto una corte spietata, era stata uccisa da un gruppo di soldati. L’avevano presa davanti a casa, caricata su una camionetta, violentata a turno e picchiata e alla fine uno di loro le aveva sparato in testa, subito dopo averla scaricata davanti al portone. Abbiamo fatto un’opera di bene, aveva detto, in un francese stentato,  ma comprensibile. Lo dissi a mio padre, decidemmo di non dire nulla alle donne di casa, che sentivano comunque le stesse voci che arrivavano a noi, e riuscimmo a farci promettere che non sarebbero uscite da sole, una recita che fingeva protezione e non consolava nessuno. La nostra vita, quella di tutti, non valeva nulla, se fosse capitato a una di loro, saremmo soltanto morti insieme.
Arrivarono una dopo l’altra una serie di regole e leggi a cui non potevamo sottrarci. Aver ceduto la fabbrica prima dell’occupazione ci evitò l’obbligo di svenderla, ma fummo lo stesso censiti e scoprimmo che era stato emesso uno speciale statuto per definire che cosa si dovesse intendere per ebreo e in quali categorie dovevamo essere divisi, a seconda della nazionalità o dell’utilità economica. Eravamo esclusi dalle cariche pubbliche, dalla stampa, ogni diritto civile era abolito, non eravamo più niente.
Fu allora che scoprii che l’essere umano fa l’abitudine a tutto.
Pur in quelle condizioni, schiacciati, sfruttati, in costante pericolo di vita, eravamo riusciti a costruirci un’esistenza alternativa. Eravamo insieme, tutti, e nella nostra casa, ancora una famiglia, sicuri che la tempesta sarebbe passata, che bastasse attendere a testa bassa per uscirne vivi e ricominciare. I nostri nuovi padroni ci odiavano, ma in casa eravamo al sicuro. Nessuno poteva farci niente dentro casa.
Era nostra, soltanto nostra.
Ma non sarebbe durata.

Sul blog di Patrick c’è un percorso guidato alla lettura del libro, racconta retroscena e suggestioni; recensioni, commenti, tutto ciò che riguarda il post-edizione può essere seguito cercando l’hashtag #dovreiesserefumo su Pinterest e su Twitter.

Cosa bolle in pentola

Bloody_butcher_knife_x6SYS_17261[fonte: London Evening Standard] Il nuovo genere che sta entusiasmando gli editori anglosassoni è il chick-noir: romanzi noir tagliati per un pubblico femminile. Thriller psicologici nei quali, a differenza che nella chick-lit, “non c’è happy ending, niente abiti da sposa e passeggini, solo colpi di scena e anime torturate. Dimenticate le copertine con tacchi a spillo di colore rosa, è tempo di coltelli, vetri infranti e volti femminili terrorizzati”.
E quindi arrivano le storie di mogli tradite che si vendicano, o di mariti perfetti che non sono ciò che sembrano.
Sarà questo il futuro della narrativa dopo “50 sfumature di grigio”?

**

Sempre guardando al futuro: gli scienziati hanno sviluppato un algoritmo che permette di prevedere, con un ragionevole tasso di attendibilità, se un libro avrà successo o meno. Pare che il segreto sia quello di evitare i cliché e l’uso eccessivo di verbi e avverbi; al contrario, usare nomi e aggettivi sembra essere la chiave per il successo (oltre a una buona dose di fortuna, ammette la Stony Brook University di New York). Articolo molto interessante. [Fonte: Telegraph]

Quindi: se aspirate alla pubblicazione, puntate su un chick-noir con pochi avverbi e molti aggettivi. È facile che nel giro di un paio d’anni vi ritroviate in cima alle classifiche di vendita (poi ripassate da qua per la parcella da consulente, grazie).

**

La quarta stagione di Game of Thrones andrà in onda a partire dal 6 aprile su HBO. L’attesa è tale che c’è anche il trailer del trailer (il trailer vero e proprio è stato annunciato per stasera alla 8.58, come potete vedere sotto):

 **

È on line il programma di Gocce scarlatte sul giallo, quarta edizione del Festival del Giallo di Pistoia organizzato dall’associazione culturale Amici del Giallo con il patrocinio della Biblioteca San Giorgio e dell’Amministrazione comunale di Pistoia. La manifestazione (che si svolgerà dal 30 gennaio al 2 febbraio) si arricchisce quest’anno di autori e di proeizioni cinematografiche dedicate a “storie di passioni, di tradimenti, di delitti, di amori maledetti”.

Compleanni (post n. 200)

IMG_56062235001788Questo è il post numero 200 del nuovo blog e incidentalmente (ma nemmeno troppo) la data coincide con il compleanno di Luigi Bernardi, che viene ricordato oggi a Ozzano nell’Emilia (il suo paese natale) da un po’ di amici.

Scriveva Luigi poco meno di un anno fa:

Come abbiano potuto accadere tante cose senza che quasi non ci si accorgesse, è il vero mistero di questi anni. Ai tempi di Senza luce, parlavamo di letteratura, ci credevamo così come credevamo che l’editoria potesse essere il suo braccio armato, l’esercito che avrebbe potuto portarla in tutte le case. Adesso – ai tempi di Crepe – continuiamo a credere nella letteratura, ma per sostenere l’editoria siamo costretti a patteggiare un disonore dietro l’altro, a osservare come le armate del conquistatore conquistino sempre un obiettivo se non sbagliato almeno secondario. Credevamo di fare cultura, di essere importanti, persino decisivi; di contro ci accontentiamo di essere, di vivacchiare, di strappare i margini.

Luigi, la crisi, l’ha predetta tanto tempo fa. Non è riuscito a vederne la fine.
Proiettata nel futuro, non dimentico da dove arrivo.

(La foto in alto è di Patrick Fogli)

“Il calice della vita” di Glenn Cooper

20131125_191946Straordinario successo per la presentazione romana di Il calice della vita (Editrice Nord, 2013) ultimo (per il momento) romanzo dell’americano Glenn Cooper.
Sessant’anni, laurea in medicina e in archeologia, carriera da manager, Cooper si è imposto all’attenzione del pubblico con la trilogia di Will Piper (La biblioteca dei morti, Il libro delle anime, I custodi della biblioteca), dopo la quale ha pubblicato altri quattro romanzi stand-alone di argomento storico-avventuroso nei quali (salvo che in uno) vicende attuali affondano le radici nel passato.
Nel Calice della vita l’autore affronta (e vince) la sfida narrativa di trattare un argomento già oggetto di numerosi romanzi in modo nuovo e avvincente per i lettori. L’argomento è, come si può intuire, la ricerca del Graal, che coinvolge il protagonista Arthur Malory, appassionato “cultore della materia”, quasi a sua insaputa. Al suo fianco una giovane scienziata francese, Claire. Contro di lui la setta dei Khem, che ha tramandato nei secoli la risposta al mistero più grande di tutti ma è priva del “pezzo” più importante.
IMG_933445487147332Come in altri romanzi di Cooper, la trama è compiuta ma la soluzione finale è lasciata all’intuizione del lettore. Sarà questo, o saranno i temi trattati, o la scrittura in stile sceneggiatura, ricca di colpi di scena, fatto sta che i lettori italiani ne sono rimasti catturati.
Moltissimi i giovani presenti che, dopo aver ascoltato l’autore in reverente silenzio, hanno chiesto notizie dei prossimi libri (una nuova trilogia in arrivo) e di eventuali trasposizioni cinematografiche dei primi romanzi.
A seguire, firmacopie chilometrico: per ciascuno dei presenti Cooper ha avuto parole gentili ed è stato disponibile a farsi fotografare con chi lo richiedeva (praticamente tutti!).
Indipendentemente dal merito dei romanzi (ci sono bei romanzi che comunque non riscuotono lo stesso successo) è stato davvero un piacere constatare che esistono autori capaci di muovere centinaia di persone, anche in un giorno di sciopero e freddo eccezionale.
Come ho detto all’inizio della presentazione, vedere tutti quei volti attenti mi lascia sperare che non tutto sia perduto.

UmbriaLibri 2013

umbrialibri scrivaniaRieccomi con il consueto resoconto post UmbriaLibri. La parte perugina della manifestazione (che, ricordo, si prolunga fino a oggi sulla sede di Terni) si è conclusa domenica 10 novembre.
Sono stati giorni di grande fatica e soddisfazioni.
In primo luogo corre l’obbligo di ringraziare l’organizzazione nella figura degli sponsor istituzionali (la regione Umbria, il comune di Perugia, il Museo civico di Palazzo della Penna – Centro di Cultura Contemporanea che ha ospitato la maggior parte degli eventi) e tutto lo staff che è stato costantemente presente e attento a intervenire durante gli (inevitabili) contrattempi. In particolare ringrazio Elisa Bellucci, Daniela Buglione e il tecnico informatico per l’assistenza anche umana, oltre che professionale.
Poi, ovviamente, ringrazio gli autori presenti nonostante le avversità, a volte anche drammatiche, che quest’anno sembravano essersi moltiplicate. Tuttavia, visto che dalla crisi nascono anche nuovi spunti, abbiamo avuto modo di sperimentare soluzioni alternative che in futuro potrebbero risolvere numerosi inconvenienti.
Infine il ringraziamento va al pubblico, soprattutto ai più giovani, che hanno dimostrato attenzione e partecipazione inaspettate.
Quello degli spettatori rimane comunque un punto cruciale da tener presente per le future edizioni, in quanto – vuoi per la sovrapposizione di eventi, vuoi per condizioni climatiche ostili, vuoi per motivi oscuri sui quali ancora ci stiamo interrogando – non sempre la presenza del pubblico rispetta le attese dell’autore e degli organizzatori.
Infine, un ringraziamento particolare e personale a Pasquale Guerra, ideatore della sezione noir e convinto sostenitore del valore della lettura, valore che trasmette nel corso di tutto l’anno ai suoi alunni coinvolgendoli non solo in classe, ma anche in progetti e manifestazioni esterni alla scuola.

Ciò detto, vediamo brevemente come è andata (le foto, alcune del fotografo Andrea Ottaviani, sono tratte dalla pagina FaceBook di UmbriaLibri):

Giovedì 7 novembre, ore 18.30
magistrati scrittori
“Magistrati scrittori”, un incontro con Gianni Caria (vincitore del “Premio Giovani Lettori Memorial Gaia di Manici Proietti”), Francesco Caringella e Vittorio Nessi, con la partecipazione di Fausto Cardella e Claudio Messina.
Causa assenza della sottoscritta non sono in grado di riferire, ma mi dicono sia andata molto bene. Il primo da destra è Pasquale Guerra, il primo da sinistra il dottor di Manici Proietti, che ha consegnato la targa a Gianni Caria.

Venerdì 8 novembre, ore 17.00
Francesca Zucchiatti Schaal
, La couleur de l’encre (Mokedem)
Introduce Laura Leonelli che ha letto il romanzo, ovviamente in lingua originale, inquadrandolo nel genere “noir quasi gotico” per via di un’asfissiante e incombente reclusione in una caverna di una dei due protagonisti. Una Francesca Zucchiatti quasi arrabbiata provoca i ragazzi presenti in sala a proposito del fatto che i giovani sono lasciati a sé stessi nel processo di crescita, perché chi sarebbe deputato a fornire loro indicazioni (i genitori, la scuola, la società) ha abdicato al ruolo in nome di una sorta di buonismo che sconfina col lassismo.
Il romanzo di Zucchiatti Schaal è stato pubblicato in lingua francese ed è ormai introvabile perché l’editore Mokedem ha chiuso i battenti, quindi aspettiamo una traduzione e un editore italiani…

Venerdì 8 novembre, ore 19.30
Il Paese che amoSimone Sarasso, Il Paese che amo (Marsilio)
E qua, che dire: autore con febbre a 39, l’editore Jacopo De Michelis anche lui malconcio, orario infelice e la presentazione diventa una chiacchierata tra amici per parlare di quello che è, a mio avviso, uno dei romanzi clou di quest’anno.
Chiusura della Trilogia Sporca d’Italia, Il Paese che amo copre quasi quindici anni di storia recente, dall’inizio degli anni Ottanta fino alla famigerata “discesa in campo” di mister B.
Con la premessa che, nel romanzo, quasi tutti i nomi sono stati cambiati e i personaggi sono simili, ma non uguali, a quelli reali.
Tra fatti storici e fiction si allunga, ancora e per l’ultima volta (forse) l’ombra di Andrea Sterling, l’eminenza grigia che sta dietro a ogni misfatto italiano e internazionale dal dopoguerra a oggi.
Alla domanda “Andando a riguardare le vicende di quegli anni, quale episodio ti ha colpito di più?” Simone Sarasso risponde citando il sequestro dell’Achille Lauro e la conseguente crisi di Sigonella che porterà alla caduta del governo Craxi. Effettivamente sono pagine drammaticamente incisive.
Il romanzo è fra i 23 (sì, quest’anno si sono mossi al grido di “crepi l’avarizia”) prefinalisti del premio Scerbanenco.

Sabato 9 novembre, ore 17.00
Bucciarelli Nardini Zucchiatti Becchetti
AlcazarStefania Nardini
, Alcazar. Ultimo spettacolo (edizioni e/o)
Lettura introduttiva di Elisabetta Bucciarelli, presentazione toccante: insieme a Ciro Becchetti e a Francesca Zucchiatti Schaal Stefania Nardini ha raccontato i retroscena di Alcazar, ispirato a una storia vera. In Alcazar infatti Stefania racconta alcuni anni della vita della madre, una donna che ha precorso i tempi e si è inventata un mestiere sul palcoscenico quando essere una donna di spettacolo significava essere “facile”. Silvana Landi (nome fittizio), giovane donna di buona famiglia, è costretta da un rovescio di fortuna a cercare lavoro; dopo qualche tentativo con la canzone e l’allora EIAR si inventa una carriera da trasformista, da “Fregoli al femminile”. L’inasprirsi del regime fascista la porta a Marsiglia insieme a Gino Santoni, in arte Cordero, che invece si esibisce come – diremmo oggi – drag queen. Grande protagonista, la città di Marsiglia.

Sabato 9 novembre, ore 18.30
Bucciarelli Buccheri
dritto al cuore 2Elisabetta Bucciarelli, Dritto al cuore (edizioni e/o)
Ne abbiamo già parlato, ma merita ricordare che Dritto al cuore è una tappa di grande valore e spessore nel percorso artistico, già blasonato, di Elisabetta Bucciarelli. Ricordiamo che il tema centrale è il desiderio; che è stato letto come romanzo di formazione per la presenza di tre preadolescenti alla ricerca di uno spazio nel mondo; che la Casa, elemento apparentemente soprannaturale nel romanzo, ha radici in una storia vera, quella di una donna che ha sempre vissuto nel villaggio senza mai conoscere altra realtà al di fuori di esso e che tuttavia era sempre informata sui fatti del mondo grazie al suo spirito di osservazione. Una donna dura, tenace, solitaria, alla quale ci si rivolgeva come a un oracolo e che come un oracolo dava risposte criptiche. E poi: la scrittura come atto terapeutico, già oggetto di riflessione di Bucciarelli in un saggio del 1998, adesso approda a una nuova…
Presentazione veloce e scoppiettante, mi dicono, che il pubblico sembra aver apprezzato. Anche Dritto al cuore è tra i finalisti del premio Scerbanenco.

Domenica 10 novembre, ore 11.30
Palazzolo Ugolini Iannucci
cattiverìaRosario Palazzolo, Cattiverìa (Perdisa Pop)
Siamo ancora nel filone “eventi funestati dagli imprevisti”, ma questa volta ci salva la tecnologia: la presentazione si tiene via Skype, con Vanna Ugolini e Rosalba Iannucci presenti e la bella voce profonda di Rosario, proiettato a schermo, che risuona nella sala.
E per fortuna, così ha modo di spiegare i temi e le scelte linguistiche del suo romanzo, la tragica storia di un dramma familiare, una tragedia corale che richiama il dramma antico ma ambientata, evidentemente, nel tempo presente.
Una donna racconta il suo passato, un uomo (chiuso in manicomio) intercala la storia con episodio apparentemente senza senso. Perché? Tocca al lettore ricostruire la vicenda nascosta dalle parole.
Riesce a convincere fino in fondo anche gli scettici.

Domenica 10 novembre, ore 15.30
sergio rossi
un lampo nell'ombraSergio Rossi, Un lampo nell’ombra (Feltrinelli)
Giovanni Dozzini e Claudio Ferracci hanno piacevolmente dialogato con l’autore, un fisico prestato al fumetto (l’unico fumettista che all’affermazione “Tu hai la fortuna di fare un lavoro che ti piace” può legittimamente rispondere “Veramente io volevo fare l’astronauta”). Sergio Rossi ha scritto questo romanzo ambientato a Bologna, con un protagonista che fa il poliziotto per caso (e per intercessione della madre, che vuole per lui il posto sicuro) nell’appena nata Scientifica (sempre per opera della madre, perché va bene il posto sicuro, ma mica il figliolo può rischiare la pelle…). In realtà il povero Enea si ritrova a rischiare la vita quasi in ogni pagina, e come se non bastasse si innamora della figlia del capo, bella, ricca e determinata a non fare solo la figurante, in un mondo e in un tempo che concedono pochissimo spazio alle donne.

Domenica 10 novembre, ore 18.30
Buticchi Buccheri

la stella di pietraMarco Buticchi, La stella di pietra (Longanesi)
Si chiude in bellezza con il nuovissimo romanzo di Marco Buticchi. Una nuova avventura di Sara Terracini e Oswald Breil, la prima, quella che li vede incontrarsi in occasione del drammatico attentato a Ezio Tarantelli proprio nel giorno in cui Sara completa la sua brillante carriera universitaria discutendo la tesi di laurea. I fatti degli anni di piombo, le connivenze che videro coinvolti con pari responsabilità politici, terroristi e servizi segreti si intersecano con una vicenda lontana: il mistero della statua di Laocoonte, attribuita per secoli a… sulla quale aleggia invece la mano di Michelangelo Buonarroti.
Fatti solidamente documentati, narrazione veloce, autore animato da forte vena di impegno civile. Siamo nel filone della narrativa “per non dimenticare”.

shopper UmbriaLibri di OttavianiUmbriaLibri è tutto questo e tanto, tanto di più.
Infine, due ulteriori ottime ragioni per partecipare: le bellissime borse gadget (ogni anno diverse, quest’anno addirittura tre) e il cibo di Peppone, l’uomo del tartufo (ma anche delle tagliatelle fatte in casa, degli affettati, dei dolci, del vino buono…): una sana consolazione, balsamo per la stanchezza. Anche per questo, grazie di cuore.

And the winner is…

CWA60La CWA, Crime Writers’ Association, aveva annunciato qualche settimana fa di aver aperto un sondaggio per assegnare la palma del “migliore”.
Nel 2013, infatti, l’associazione celebra i sessant’anni di attività nel campo della promozione e del supporto al romanzo di genere, nello specifico a quello che nei paesi anglosassoni si chiama crime novel (corrispondente, grossomodo, al nostro “giallo”). Per l’occasione aveva deciso di assegnare un premio speciale, i cui vincitori sono stati annunciati durante il tradizionale banchetto di ieri sera.

Alla votazione, che ha visto una controversa lista di finalisti al ballottaggio, hanno partecipato circa 600 scrittori.

Il responso è assolutamente prevedibile e cionondimeno meritatissimo:

Miglior romanzo di tutti i tempi: L’assassinio di Roger Ackroyd (The Murder of Roger Ackroyd) – Agatha Christie (da noi pubblicato anche con il titolo Dalle nove alle dieci)

Miglior autore di tutti i tempi – Agatha Christie

Miglior serie crime di tutti i tempi – Sherlock Holmes

Potete trovare informazioni sulle motivazioni dei premi nell’articolo su Independent.