Un maestro nella foresta (Le brevi di Valerio 189)

Andrea Canevaro, Giulia Manzi, Domenico Volpi, Roberto Farné
Un maestro nella foresta. Alberto Manzi in America Latina
EDB, 2017
Pedagogia

Venezuela e Ande. 1955. Alberto Manzi (1924-1997) condusse “Non è mai troppo tardi” dal 1960 al 1968, 50 anni fa. In precedenza aveva innanzitutto insegnato in carcere a Roma, poi intrapreso una promettente carriera universitaria, interrotta nel 1954 per fare il maestro a scuola e compiere ricerche internazionali (soprattutto in America Latina). Così, a partire dall’estate 1955 per venti anni, trascorse i mesi estivi in Sudamerica. Il primo viaggio fu raccontato nel 1956 attraverso sei articoli pubblicati dal Vittorioso, un giornale per ragazzi edito dalla casa editrice Ave. Quel reportage viene ora ripresentato in questo prezioso volumetto con quattro importanti introduzioni dei due docenti universitari bolognesi Canevaro e Farné, dell’amico Domenico Volpi (che dirigeva il giornale) e della figlia Giulia, illustrato e arricchito da alcuni dattiloscritti (preparati come “fotoservizi”) conservati al Centro Alberto Manzi di Bologna.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Il quaderno dei conti di casa (Le brevi di Valerio 188)

Altreconomia
Il quaderno dei conti di casa. Lo zen e l’arte del risparmio ecologico e solidale
Altreconomia, 2017
Scienza

Italia. Di giorno in giorno. I “conti” hanno almeno duplice significato: sono entrate e uscite in quantità di ciascun nucleo (anche collettivo pubblico, o individuale), indicano qualità e priorità pratiche ed etiche delle merci usate. Ispirandosi al kakebo giapponesi, sottolineando consumi equi e solidali, la cooperativa che da quasi venti anni edita il mensile Altreconomia ha realizzato un utilissimo volume per tenere in ordine il bilancio (consapevolezza, puntualità, squilibri) e creare le condizioni per rendere più sagge e sostenibili alcune abitudini (autodisciplina, stile di vita, indipendenza dalla pubblicità, opzioni ecologiche, meditazione). Dal 2018 in avanti ogni anno è buono; ciascuna doppia pagina indica mese e settimana (spese, scadenze, eventi, consigli); ogni tanto alcune schede compilate da esperti dell’associazionismo intervallano la sequenza (risparmio, denaro, vestiti, igiene e pulizia, cibo, viaggi, cultura, tecnologia, mobilità, salute, energia, ambiente).

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Non è mai troppo tardi (Le brevi di Valerio 187)

Alberto Manzi
Non è mai troppo tardi. Testamento di un maestro
EDB, 2017
Pedagogia

Rai. 1960-1968. Alberto Manzi (1924-1997) condusse il programma della televisione pubblica “Non è mai troppo tardi”, ideato in collaborazione con il Ministero della Pubblica istruzione per contrastare l’analfabetismo. La trasmissione ebbe tale successo che riuscì a far prendere la licenza elementare a quasi un milione e mezzo di italiani e venne riprodotta all’estero in ben 72 paesi. In precedenza Manzi aveva innanzitutto insegnato in carcere a Roma, poi intrapreso una promettente carriera universitaria, interrotta per fare il maestro a scuola, compiere ricerche internazionali (soprattutto in America Latina), preparare testi per ragazzi. Qualche mese prima di morire, il 13 giugno 1997 realizzò una videointervista con Roberto Farné (oggi ordinario di Didattica a Bologna), che negli ultimi quindici anni molto ha scritto sul ruolo educativo della televisione e su Manzi. Dopo un’esplicativa introduzione, il volume raccoglie la trascrizione dell’intervista al bravissimo educatore.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Stephen Jay Gould (Le brevi di Valerio 186)

Alessandro Ottaviani
Stephen Jay Gould
Ediesse, 2012
Scienza

New York, 10 settembre 1941 – 20 maggio 2002. Consiglio di approfondire la conoscenza di Gould, uno dei grandi scienziati del Novecento, straordinario divulgatore scientifico. Famiglia laica (ebrea non osservante), padre stenografo marxista e madre artista di origini ungheresi, “graduato” nel 55, diplomato nel 58, buon corista e fanatico del baseball, laureato nel 63 in geologia, mogli e figli. Paleontologo per vocazione e professione, dal 71 teorizzò con Eldredge gli “equilibri punteggiati” (in alternativa al “gradualismo filetico”) per connettere evoluzione della biosfera, selezione naturale, speciazioni. Dal 73 ottenne la cattedra ad Harvard, formatore di tanti nuovi zoologi, biologi, scienziati, protagonista del dibattito culturale internazionale anche attraverso meravigliosi libri (alcuni tradotti in italiano). Il giovane filosofo della scienza Ottaviani ha scritto una chiara e utile biografia intellettuale con finestre di approfondimento, ottimo glossario, curata bibliografia.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

A bon droit (Le brevi di Valerio 185)

Luciana Benotto
A bon droit. Il piacere della vendetta
La vita felice, 2017
Storico sentimentale

Milano e stato visconteo. 1380-1385. Gian Galeazzo Visconti (Pavia, 1351-Melegnano, 1402) fu detto Conte di Virtù dal nome di Vertus in Champagne, titolo portato in dote dalla prima moglie Isabella di Valois (1348-1372). Fu scombussolato dalla morte di lei, poi di due dei quattro figli e del padre (1378). Il crudele zio Bernabò restava come uomo forte del casato, nel 1380 costrinse il mite accorto Gian Galeazzo a sposare la cugina sua figlia e qualche mese dopo fece uccidere Azzone, il maschio vivo del primo matrimonio. L’esperta insegnante alle superiori, giornalista di lunga data, lombarda d’acqua dolce Luciana Benotto narra in terza varia il conflitto latente e patente fra i due Visconti, il covare principesco della rivalsa del Conte con l’aiuto della madre Bianca di Savoia, il nuovo vero amore per Agnese Mantegazza. Ne vien fuori un garbato romanzo storico, A bon droit. Il piacere della vendetta, avventure e sentimenti di oltre sei secoli fa, documentato e avvincente.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Memoria (Le brevi di Valerio 184)

Pietro Ingrao
Memoria
Ediesse, 2017
Politica

Ha vissuto cent’anni Pietro Ingrao (Lenola, 30 marzo 1915 – Roma, 27 settembre 2015), è stato una gran bella persona. Il suo Archivio è conservato al CRS (presieduto da Maria Luisa Boccia) e raccoglie materiali politici e culturali di un lungo percorso di conoscenza e comunicazione letteraria. Nel 1998 aveva predisposto un testo autobiografico registrato poi come “Memorie di guerra” perché concentrato all’inizio sugli anni del conflitto (1939-1945), diffondendosi poi ben oltre. Viene pubblicato giustamente come Memoria, curato col consueto acume da Alberto Olivetti, che rielabora come postfazione (“Oltre i comunismi del Novecento”) scritti recenti su Ingrao. L’inedito è diviso in 16 capitoli e ruota intorno alle date cruciali personali e globali: il 1936 (lui fresco di liceo, la guerra civile in Spagna) e il 1956 (lui all’Unità, la scossa in URSS con il XX Congresso del PCUS e i carri armati a Budapest), per dipanarsi verso scelte di vita e curiosità intellettuali, eventi e arti.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Il vignaiolo universale (Le brevi di Valerio 183)

Pierluigi Gorgoni e Andrea Grignaffini
Il vignaiolo universale. La cultura nel bicchiere
Marsilio, 2017
Enologia

Terroir, vigne, vitigni, vignaioli e vignaiole, vini, degustatori e degustatrici, qui e altrove. Da qualche migliaio d’anni e per sempre (forse). La milanese Fondazione Cologni opera da oltre un ventennio e la collana Marsilio “Mestieri d’Arte” giunge al decimo titolo: Il vignaiolo universale. La cultura nel bicchiere, realizzato dai divulgatori enoici Pierluigi Gorgoni e Andrea Grignaffini e sapientemente illustrato da Paolo Rui (che però non beve). Si tratta di 33 brevi saggi critici su luoghi e tempi della cultura enologica artigianale con colte citazioni, inframezzati dalla riproduzione di 16 tele colorate di paesaggi, filari, cantine, recipienti, bicchieri, personaggi. Emergono le “funzioni” del vino: alimentare (contenuto proprio e da abbinare), sensoriale (in tutti i sensi), speculativa (diretta e indiretta), unica e universale, con un tramite e un ordire socialmente umani. Consuete introduzioni; in fondo un simpatico glossario eno-filosofico e spunti bibliografici.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

A tavola coi re (Le brevi di Valerio 182)

Francesca Sgorbati Bosi
A tavola coi re. La cucina ai tempi di Luigi XIV e Luigi XV
Sellerio, 2017

Francia. Seicento e Settecento del millennio scorso. La traduttrice e saggista Francesca Sgorbati Bosi (Cesena, 1958) continua a deliziarci su storia e cultura del XVIII° secolo, questa volta portandoci A tavola coi re. La cucina ai tempi di Luigi XIV e Luigi XV. Durante il regno del Re Sole la cucina iniziò ad assumere inaudita importanza, non più solo per la sopravvivenza, ma anche per la cultura dell’intera Francia, da esportare nel mondo, con successo per molti decenni a venire. I due regali periodi sono trattati separatamente, seguendo l’identica sequenza degli argomenti: gusto, salute, morale, scienza, polemiche; cosa-dove-quando-come si cucinava e mangiava; reggia casa (e fuori) tugurio; ricettari e libri enogastronomici; politica letteratura filosofia arte aneddoti; con adeguato spazio per le bevande (più o meno alcoliche) e soprattutto per quel vino che già da secoli svolgeva funzioni dietetiche, igieniche, curative e simboliche.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Delitto dietro le quinte (Le brevi di Valerio 181)

Jonathan Arpetti e Christina B. Assouad
Delitto dietro le quinte
Fanucci, NeroItaliano, 2017

Macerata. Primi d’agosto, di questi tempi. Gabriella Lattanzi vive con il figlio Christian a Montanello, una piccola mitica contrada collinare sopra la frazione di Villa Potenza. Va a gettare il sacchetto giallo dell’indifferenziata nel grosso bidone metallico della spazzatura e inizia a urlare: dentro c’è il cadavere di una donna strangolata. Indagano il commissario Luca Bonaventura e l’ispettrice Francesca Gentilucci, ben assortiti. La vittima è Chiara Palmucci, 25enne danzatrice di talento a una settimana dal debutto nel Nabucco che deve inaugurare il Macerata Opera Festival.
I due scrittori marchigiani Jonathan Arpetti e Christina B. Assouad narrano in terza varia un Delitto dietro le quinte, classico giallo a enigma scritto con garbo a quattro mani, prendendo spunto da un dramma realmente accaduto: il 4 luglio 2006 un marito separato (direttore artistico dello Sferisterio) tentò di uccidere la ex moglie, lasciandola poi infilata in un sacco nel cassonetto di quel quartiere.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

L’uomo di casa (Le brevi di Valerio 180)

Romano De Marco
L’uomo di casa
Piemme, 2017

1979 e oggi. Virginia, USA. A Richmond erano stati rapiti e uccisi sei piccolissimi bambini. La giovane detective afroamericana Gina Cardena aveva indagato sei mesi, senza successo, prima di dimettersi dalla polizia. Ora la logopedista Sandra Morrison scopre che il marito Alan Sandford, trovato sgozzato in un parcheggio con i pantaloni calati mentre lei e la figlia adolescente Devon aspettavano a cena nella loro casa di Vienna, era ossessionato da quell’irrisolta vicenda e conosceva Gina. Passato e presente si accavallano, tempi pericolosi per Sandra: chi era veramente Alan?
Romano De Marco (Francavilla al Mare, 1965) è un professionista della sicurezza integrata (persone, valori, dati) negli istituti di credito, e da quasi dieci anni si cimenta con successo e fantasia nel giallo e nel noir. L’uomo di casa è il suo ultimo romanzo, finalista allo Scerbanenco 2017, in terza varia al presente; talora in prima Sandra e, a brevi tratti, in corsivo e prima, chi sa.

(Recensione di Valerio Calzolaio)