Guida al cinema noir (Le brevi di Valerio 287)

Stefano Di Marino
(in collaborazione con Michele Tetro)
Guida al cinema noir
Odoya Bologna, 2018

USA e mondo. Da quasi un secolo. Noir è parola francese ma definisce un genere cinematografico americano. Fu impiegata dai critici d’oltralpe dopo la fine della Seconda guerra mondiale, quando scoprirono la cinematografia statunitense sino ad allora “vietata” e ripresa dalla cultura europea per film e romanzi della prima metà del Novecento. La definizione parte da cosa non è, argomenti e ambienti che non gli sono propri: il noir è più uno stato d’animo, un’atmosfera che resta nel confine urbano dell’ambiguo e del chiaroscuro. Ben venga, dunque, questa aggiornata colta Guida al cinema noir dello scrittore (con immensa videoteca) Stefano Di Marino (Milano, 1961), esaustiva pur non essendo un dizionario, strutturata in cinque parti (scena del crimine, figure del genere, crimini privati, personaggi e temi dell’era moderna, anti eroi del post Noir), riferimenti alla storia cronologica e a singole vicende nazionali, approfondimenti su protagonisti e casi “scottanti” di specifiche opere.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Giustizia (Le brevi di Valerio 286)

Mario Salomone
Giustizia. Sociale e ambientale
Doppiavoce Napoli, 2019

Pianeta terra. Dal Neolitico a oggi, sempre più. La disuguaglianza nasce con la proprietà privata, quindi probabilmente, rispetto a un certo specifico egualitarismo del Pleistocene, le disuguaglianze compaiono tra 15 e 10.000 anni fa attraverso un processo graduale e multifattoriale, talora storicamente altalenante qui e là, prima e dopo. In un agile volumetto, Giustizia, terzo della collana delle lettere e delle parole-chiave (curata da Ugo Leone), il sociologo dell’ambiente, protagonista della fondazione dell’educazione ambientale in Italia, Mario Salomone (Potenza, 1949) riassume i nessi fra giustizia libertà ed eguaglianza, descrive i principali volti dell’attuale ingiustizia sociale e ambientale, definisce i termini dell’indispensabile conversione ecologica del pianeta, una utopia necessaria.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Adesso riposa (Le brevi di Valerio 285)

Giuseppe Bommarito
Adesso riposa
Italic Pequod Ancona, 2019

Macerata. Primavera. Il quasi 50enne vice questore Diego Cardelli, bel volto, sguardo penetrante, capelli neri, alto e slanciato, sta indagando su un traffico di rifiuti industriali, anche tossici, smaltiti illegalmente da un’azienda della provincia. Poi arriva il risultato dell’autopsia legata al terribile incidente notturno del 22 febbraio dopo la notte in discoteca, un morto sul colpo, i due amici ancora in coma. Ci sono le prove tossicologiche di ectasy, eroina e ketamina oltre che di alcol. Cardelli ha angosce e rischi di padre, una figlia appena 18enne, Chiara, sveglia e in piena fase oppositoria; decide di capire di più sul crescente fiorente mercato delle droghe, torna anche in ospedale da Stefano Monterisi che ogni pomeriggio parla al figlio Marco. Gli hanno dato qualche speranza di un risveglio, ma passano i mesi, crescono disperazione e sensi di colpa. Un secondo bel romanzo per Giuseppe Bommarito (Macerata, 1951), Adesso riposa, di forte dolorosa impronta autobiografica.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Come una lama (Le brevi di Valerio 284)

Maria Vittoria Pichi
Come una lama
Ventura, 2018 (Prima edizione 2011: ne avevamo parlato qua)
2018

Padova. 1981-82. È bene conoscere questa dolorosa storia vera, raccontata in prima con nitore e garbo. Il 17 dicembre 1981 venne rapito a Verona il generale Nato James Lee Dozier. Undici giorni dopo viene arrestata a Padova Maria Vittoria Pichi (Senigallia, 1954), lì dal 1973, laureata, contrattista in una farmacia a 20 km dalla città. Aveva appena compiuto 27 anni, viveva con Paolo, il cane Botolo e una coppia di coinquilini. La polizia dichiara di aver arrestato “quattro brigatisti della colonna veneta”. Falso, nonostante titoloni nazionali e marchigiani. Resterà in carcere fino al 6 aprile, Paolo fino al 10 ottobre. Il processo del 1988 dirà del “vuoto probatorio assoluto”, nessun clamore, nessun risarcimento. Nel 2009, dopo altre due perquisizioni fasulle, Maria Vittoria ha trovato il coraggio di raccontare quella vicenda, Come una lama, quanto di brutto accaduto durante, quanto di complicato accaduto dopo. Leggetela, nei primi mesi del 2019 ha già vinto vari premi letterari.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Forme del paesaggio 1970-2018 (Le brevi di Valerio 283)

Tullio Pericoli
Forme del paesaggio 1970-2018
Quodlibet Macerata, 2019

Colline, sopra e sotto, fuori e dentro, da mezzo secolo. Se e quando vi capita trascorrete ore o qualche giorno ad Ascoli nelle Marche. Fino al maggio 2020 resterà aperta una splendida mostra il cui catalogo è appena uscito in un’ottima curata edizione: Tullio Pericoli, Forme del paesaggio 1970-2018. Pericoli (Colli del Tronto, 1936) è uno dei più grandi illustratori giornalistici viventi (non solo italiani) e ha sempre continuato a dedicarsi soprattutto alla pittura, con una produzione di opere di alta qualità. La mostra prende spunto dai recenti terremoti del 2016 in quell’area a cavallo fra Lazio Marche Umbria (dipinti del 2017-2018) e va progressivamente cronologicamente indietro sino all’iniziale (significativo) “Focolaio sismico” del 1971; oli su tela, acquerelli, chine e matite su carta, immagini stratificate, sezioni materiche. Nel catalogo interessanti saggi (pure nella traduzione inglese) di Silvia Ballestra, Salvatore Settis e Claudio Cerritelli (curatore della mostra).

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Leonardo Sciascia scrittore editore (Le brevi di Valerio 282)

Salvatore Silvano Nigro (a cura di)
Leonardo Sciascia scrittore editore ovvero La felicità di far libri
Sellerio Palermo, 2019 (1° ed. 2003)

Palermo. Secolo scorso. Leonardo Sciascia (Racalmuto, 1921 – Palermo, 1989) fu di casa alla Sellerio, fondata dall’imprenditrice Elvira Giorgianni e dal marito fotografo Enzo Sellerio nel 1969, cinquant’anni fa. Era una specie di socio senza interessi finanziari nell’impresa, direttore editoriale, operatore dell’ufficio stampa e capo delle pubbliche relazioni, lettore e consulente per libri e titoli, spesso scrittore di tutte le parti non d’autore di quelli da editare. All’inizio (fino al numero 71) scriveva lui stesso i risvolti di copertina della magnifica sempiterna collana “La memoria” (ora giunta al 1135 e oltre), poi continuò riservandosene solo alcuni (oltre ai propri), finché visse. Aveva pensato di raccoglierli, anni dopo è uscito e, nel cinquantenario dell’editore siciliano, è ora ripreso con magnifica cura e copertina rigida un bel volume dei suoi testi: tutti i risvolti non firmati, le avvertenze editoriali, i segnalibri, le introduzioni. Una chicca!

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Negro. Lettera ad una madre (Le brevi di Valerio 281)

Christian Kuate
Negro. Lettera ad una madre
Lìbrati, 2018 (originale francese Lettre d’un Mbenguiste à sa mère, 2017)
Traduzione di Gerardo Acerenza e Christian Kuate

Camerunensi all’estero. Christian Kuate è nato a Doula nel 1982, nel 2007 è giunto all’Università di Trento, laureandosi in filosofia nel 2015. Fin da piccolo voleva scrivere, ad aprile 2017 ha così fatto uscire questo suo primo bel romanzo in Francia (gran parte dell’Africa è francofona per ragioni coloniali). Ora arriva la traduzione curata da lui stesso e dal docente di lingua francese che ha coinvolto gli studenti frequentanti il proprio corso. Fra il titolo italiano e quello francese c’è una differenza: il termine Mbenguiste indica i camerunensi nel mondo (all’inizio nella sola Francia), non c’è un equivalente, i nostri emigranti furono e sono semplicemente “italiani all’estero” (spesso non più rientrati). Lo spunto è dato da alcune vere emozioni e peripezie dall’autore. La missiva parte dall’avuta notizia della morte del padre, una scintilla inventata, per descrivere l’Italia e l’Europa dal punto di vista di chi viene considerato appunto meramente un “negro”, uno dei tanti.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Il detective Kindaichi (Le brevi di Valerio 280)

Yokomizo Seishi
Il detective Kindaichi
Sellerio, 2019 (originale 1973)
Traduzione di Francesco Vitucci

Villaggio di Yamanodani. Novembre 1937. La necessità di conoscere meglio le storie nazionali del genere di matrice occidentale crime, noir, thriller riguarda anche il Giappone. Uno dei propulsori fondatori, come editor prima e come grande scrittore poi, fu Yokomizo Seishi (1902 – 1981), anche premi letterari sono a lui dedicati. Scrisse decine di romanzi, molti divenuti film o serie tv, quasi tutti attorno a un personaggio, Kosuke Kindaichi, celeberrimo in patria e in vario modo resuscitato dopo la morte dell’autore.
In italiano fu pubblicato un romanzo nel Giallo Mondadori negli anni ottanta. Con Il detective Kindaichi è ora proposto l’esordio investigativo del giovane, un classico dei delitti a porte chiuse, il caso del koto (strumento musicale dal suono ruvido) stregato: nella grande magione degli Ichiyanagi, ricchi e influenti possidenti, il primogenito Kenzō, assieme alla giovane moglie, vengono trovati morti immersi in un lago di sangue, nello stesso giorno delle nozze.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Sherlock Holmes & Padre Brown (Le brevi di Valerio 279)

Antonio Gramsci
Sherlock Holmes & Padre Brown. Note sul romanzo poliziesco
Marietti Bologna, 2019

In carcere. 1926-1937. Nel novembre 1926 la dittatura fascista arrestò Antonio Gramsci (1891-1937) da deputato in carica, reo di niente. Non ne uscì più. Sei mesi dopo lui rispose a una lettera della madre per rassicurarla: “la mia vita scorre sempre uguale. Leggo, mangio, dormo e penso. Non posso fare altro.” Le chiese dei familiari, scherzò con lei e ricordò che le galline di casa gli avevano “rovinato tre o quattro romanzi di Carolina Invernizio (meno male!)”. Da prigioniero politico, sottoposto a vessazioni e crudeltà, scrisse Lettere e Quaderni che sono una pietra miliare della letteratura italiana, riflettendo un po’ su tutti i nostri usi e costumi, anche sui generi letterari, anche su protagonisti e metodi di giallisti british celebri (allora e sempre) come Conan Doyle e Chesterton.
A Bologna nel 2017 si organizzarono conferenze sulle sue riflessioni, ora un agile volume riporta alcuni passi gramsciani e tre interessanti brevi saggi (Zaccuri, Chiara Daniele, Jean-Louis Ska).

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Ninna Nanna (Le brevi di Valerio 278)

Ed McBain
Ninna Nanna
Einaudi, 2019 (originale Lullaby, 1988)
Traduzione di Andreina Negretti
Giallo

Isola. Primo gennaio. Evan Hunter (New York, 1926 – Weston, 2005), uno dei grandi scrittori americani del Novecento, nato Salvatore Albert Lombino, nel 1952 scelse un nome americano e qualche anno dopo eteronimi per i romanzi di genere, Ed McBain per le serie gialle più conosciute. Isola è Manhattan (ruotata di 90 gradi), La Città è New York, protagonista l’87° Distretto, una meravigliosa serie di 55 romanzi terminata solo con la morte.
Dal 2017 vengono ripubblicati, due episodi per ogni decennio di attività, Ninna Nanna è il quarantaduesimo (1988), stessi titolo e traduzione del passato. I due della Omicidi Monoghan e Monroe e i due del distretto Meyer Meyer e Steve Carella arrivano sulla scena del crimine, poveri loro. Peter e Gayle Hodding appena rientrati a casa hanno trovato la loro neonata soffocata da un cuscino e la baby-sitter accoltellata. Imperdibile. A giugno e agosto 2019 a Ruvo del Monte si parlerà delle origini lucane e del libro sul nonno di Hunter, immancabile.

(Recensione di Valerio Calzolaio)