Ambiente (Le brevi di Valerio 264)

Ugo Leone
Ambiente
Doppiavoce, 2019
Ecologia

Da quando il pianeta Terra è abitato anche dalla biodiversità umana. Il professor Ugo Leone (Napoli, 1940) inaugura una nuova collana di un ottimo editore campano. “la parola alle parole”. Ovviamente s’inizia dalla A e da Ambiente. Non è sinonimo di natura, né di ecologia. Ha origine dal participio presente del verbo latino “ambire”, che significare stare intorno, circondare. Nasce con noi, con l’umanità, indica ciò che ci siamo trovati intorno e abbiamo poi modificato, ampliato, umanizzato. Il sinonimo che preferisco è “contesto”, per rendere l’idea anche degli infiniti espansivi usi ai quali la parola viene di continuo sottoposta, pure metaforici. Ugo Leone ne dà ora efficace sintetico conto in Ambiente: la storia ambientale del nostro mondo (con bibliografia meditata), l’ambiente di vita e di lavoro, l’ambiente urbano e quello naturale, la scienza dell’ecologia. Per ora i volumi sono acquistabili sul sito www.doppiavoce.it, presto saranno in libreria.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Breve storia della Sicilia (Le brevi di Valerio 263)

John Julius Norwich
Breve storia della Sicilia
Sellerio, 2018 (originale 2015)
Traduzione di Chiara Rizzuto
Storia

Sicilia. Dai greci a Cosa Nostra. Nel 1961 il visconte di Norwich John Julius Cooper (1929-2018) lavorava per il ministero degli Esteri. A ottobre capitò con la moglie in Sicilia, innamorandosene. Fu colpito dall’eccezionale varietà di popoli e culture che avevano lasciato tracce significative, manufatti non solo artistici, eventi sociali: greci, romani, bizantini, arabi, normanni, poi spagnoli e pirati, Borboni e francesi, garibaldini e carbonari, la Mafia e l’Italia. A partire dal medioevo la Sicilia era sempre appartenuta a qualcun altro. Da diplomatico studioso scoprì presto che c’erano pochi testi in inglese. Decise di dedicarsi a tempo pieno a colmare il vuoto e iniziò, inevitabilmente, con “I normanni nel Sud” (1967). Scrisse altri volumi, girò documentari, fece da guida. Dopo cinquant’anni di studi e ricerche John Julius Norwich firma un ultimo volume sulla triste Breve storia della Sicilia, che considera un “commiato” da luoghi che gli hanno donato grande felicità.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Il futuro è storia (Le brevi di Valerio 262)

Masha Gessen
Il futuro è storia
Sellerio, 2019 (orig. 2017)
Traduzione di Andrea Grechi
Storia

Russia. Ai tempi di Putin. Lëša, Maša, Serëža e Žanna sono nate fra il 1982 e il 1985 e, nell’arco di circa un anno, hanno raccontato le loro vite alla bravissima Masha Gessen (Mosca, 1967): eventi, luoghi, conversazioni, sentimenti, film, notiziari televisivi, idee. A lungo redattrice in patria e autrice di vari libri, da minacciata attivista Lgbt si è trasferita definitivamente negli Usa a fine 2013, la giornalista russa si è avvalsa di varie fonti per corroborare date, cronologie e descrizioni e, infine, lavorando fra New York e Vienna, ha dato alle stampe un meraviglioso coraggioso straordinario reportage-romanzo-saggio su come si vive da qualche decennio in Russia. Il futuro è storia ha ottenuto nel 2017 il National Book Award e ora è stato tradotto in italiano. Oltre alle quattro donne (menzionate col diminutivo) vi sono altri tre personaggi principali del testo: la psicoanalista Marina Arutjunjan, il sociologo Lev Gudkov, il filosofo Aleksandr Dugin.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Tutte le storie di fantascienza (Le brevi di Valerio 261)

Edgar Allan Poe
Tutte le storie di fantascienza
Fanucci, 2019 (orig. 1831-1845)
Traduttori vari (Collesi, Palladini, Rosati Bizzotto, Sartini)
Fantascienza

Viaggi nel tempo e nello spazio. Vi sono stati molteplici modi per raccogliere la notevole ricca variegata produzione di racconti di Edgar Allan Poe: horror, mistero, terrore, umorismo. Qui ne troviamo sedici in una versione curata e rilegata, Tutte le storie di fantascienza, purtroppo senza introduzione bio-bibliografica e presentazione critica. Poe (Boston, 19 gennaio 1809 – Baltimora, 7 ottobre 1849), scrittore, poeta, critico letterario, giornalista, editore e saggista statunitense, è considerato uno dei fondatori di influenti generi letterari, un influencer delle epoche successive, anche per aver dovuto lottare per buona parte della vita con problemi finanziari, abuso di alcolici e sostanze stupefacenti e con l’incomprensione del pubblico e della critica dell’epoca sua. Ebbe certo grande intelligenza e fantasia, qui usa immaginazione geografica e tecnologie emergenti per stupirci nei viaggi, a suo modo. Una lettura imperdibile, prima o poi.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Lo sport tradito (Le brevi di Valerio 260)

Daniele Poto
Lo sport tradito. 37 storie in cui non ha vinto il migliore
Edizioni GruppoAbele, 2019
Sport

Vari sport, un po’ ovunque negli ultimi decenni. Lo spettacolo dello sport odierno offre uno spaccato diverso da quello del secolo passato. Trasparenza, lealtà, fair play, etica sportiva fanno i conti con una dimensione industriale sovradimensionata in cui i termini della prestazione e del rendimento si misurano con realtà esterne troppo condizionanti: sponsor, premi, marketing, pubblicità, doping, prestigio nazionalistico o territoriale, esigenze televisive. I calendari sono un’ulteriore complicazione. Poi pesano l’indotto (monetizzazione della fama, immagine social), l’elefantiaco palinsesto di scommesse legali e illegali, la labile e spesso fittizia distinzione formale fra dilettantismo e professionismo. Il bravo ricercatore e giornalista Daniele Poto (Roma, 1954) raccoglie in Lo sport tradito 37 storie emblematiche in cui non vinse l’atleta o la squadra migliore, grazie a trucchi bugie falsi pagamenti mafie, nell’atletica come negli scacchi, da Evangelisti a Maradona.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Il mastino di Darwin (Le brevi di Valerio 259)

Alessandro Chiometti
Il mastino di Darwin
Dalia, 2017
Postfazione di Telmo Pievani
Noir scientifico

Perugia. Poco tempo fa. Una sera di fine febbraio la prostituta ucraina Tania (arrivata due anni prima da Minsk) viene fatta salire, cloroformizzata e infine addentata alla giugulare da un bel vampiro alto e imponente che da ormai tre secoli si gode quei momenti. Federica Buglioni coinvolge gli amici Paola, Luca e Yuri nella paura di avere casa infestata per gli strani rumori, forse è solo pareidolia acustica. Intanto il povero morditore continua ad aver bisogno di sangue umano per il suo metabolismo e il cinefilo ispettore di polizia Abramo Cantainferno si mette sulle sue tracce in giro per l’Italia. Con Il mastino di Darwin il controllore ambientale Alessandro Chiometti (Terni, 1972) usa il thriller come incursione narrativa per fornire dati scientifici sulla teoria dell’evoluzione biologica (il che giustifica anche l’ottima postfazione di Pievani sulle ambivalenze della natura umana), proponendoci una visione laica e pluralista in uno stile divertito e godibile (in terza varia).

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Conversazioni su Tiresia (Le brevi di Valerio 258)

Andrea Camilleri
Conversazioni su Tiresia
Sellerio, 2019
Teatro

Grecia antica e Italia moderna. Tiresia è personaggio della mitologia, un indovino cieco di Tebe. Negli ultimi anni il grande straordinario Andrea Calogero Camilleri (Porto Empedocle, Agrigento, 1925) ha perso progressivamente la vista, continua a narrare dettando con meravigliosa immaginazione, di tutto di più. L’11 giugno 2018 ha interpretato al Teatro Greco di Siracusa un breve testo autobiografico, introdotto da un flautista e alcuni bimbi, parlando su una poltrona al centro della scena con accanto un giovinetto seduto a terra. Racconta in prima persona il proprio mito, le ipotesi sulla cecità, l’evoluzione degli innumerevoli usi letterari classici e recenti, stranieri e italiani. Le Conversazioni su Tiresia arrivano all’oggi: “ho trascorso questa vita a inventarmi storie e personaggi, sono stato regista teatrale, televisivo, radiofonico, ho scritto più di cento libri, tradotti in tante lingue e di discreto successo. L’invenzione più felice è stata quella di un commissario”.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Leopardi si tinge di nero (Le brevi di Valerio 257)

Jonathan Arpetti e Christina B. Assouad
Leopardi si tinge di nero
Fanucci, NeroItaliano, 2018
Noir

Macerata e Recanati. Qualche mese fa. Iniziando le pulizie al Centro Studi Leopardiani Maria s’accorge che la sala della Biblioteca non è chiusa e rinviene il cadavere del giovane da poco responsabile, Raffaele Bravetti, trent’anni, celibe (omosessuale) e residente ancora con i genitori. Dalla questura del capoluogo provinciale arrivano subito e indagano il commissario Luca Bonaventura e l’ispettrice Francesca Gentilucci, professionisti ben assortiti e ormai coppia innamorata. Luca, fra l’altro, vorrebbe che lei vada a vivere da lui ed è distratto dalle preoccupazioni della madre per una misteriosa passione del padre.
I due giovani scrittori marchigiani Jonathan Arpetti e Christina B. Assouad sono alla seconda prova di efficace affiatamento; con Leopardi si tinge di nero narrano in terza varia un noir contemporaneo ambientato con garbo e competenza fra le tante eredità materiali, culturali, istituzionali, emotive del grande poeta, scoprendo affari di cuore e beghe amministrative.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Milano non ha memoria (Le brevi di Valerio 256)

Gino Marchitelli
Milano non ha memoria. Il commissario Lorenzi indaga a Lambrate
Frilli, 2014
Noir

Milano est. Primavera di qualche anno fa. Nel campo di rugby un panettiere egiziano (migrante sui barconi messosi in regola) viene ammazzato di botte, era marito di Layla, padre di Kaled (11), Alì (10), Luna (8). Il vedovo commissario Matteo Lorenzi, due figli universitari, innamorato di Cristina Petruzzi, bella intraprendente giornalista di Radio Popolare, è reduce dall’indagine a Carovigno, nel Salento, e vorrebbe indagare anche ora. S’intrecciano altre misteriose storie e partono depistaggi che coinvolgono agenti e servizi deviati. Non sarà facile.
Il bravo scrittore militante (con tanti lavori energetici alle spalle) Gino Marchitelli (Milano 1959) dal 2012 usa il noir per raccontare come la destra continui a inquinare corpi dello Stato ben dopo Resistenza e Liberazione, condizionando appunto la storia del nostro paese. Milano non ha memoria è il quarto dell’avvincente serie, ne sono seguiti altri due (oltre a narrazioni diverse), da poco in libreria Il covo di Lambrate.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Exit (Le brevi di Valerio 255)

Alicia GiménezBartlett
Exit

Sellerio, 2019 (originale del 1984)
Traduzione di Maria Nicola

Una villa nel giardino lussureggiante di bassi alberelli da frutto. Con-fine vita. Il dottor Eugenius Berset accoglie fra gli ospiti due giovani donne, Pamela e Clarissa. Anche loro hanno presentato il certificato psichiatrico e hanno provveduto a chiudere le pendenze e incombenze nel mondo, lasciando in perfetto ordine tutto e tutti. La psicologa infermiera Matea prepara pasti squisiti, ospitanti e ospiti diventano conoscenti intimi: condividono banchetti, passeggiate, escursioni, chiacchiere, giochi, passioni. Ciascuno sta cercando d’inventarsi un’uscita d’emergenza (da cui il titolo).
Ottima prima prova per una magnifica autrice. Dopo la laurea in letteratura, la scrittrice spagnola Alicia Giménez-Bartlett (Almansa, 10 giugno 1951) pubblicò il suo primo romanzo a 32 anni, Exit (1984). Fu poi edito in Italia da Sellerio nel 2012 (e riedito ora), solo dopo il grande successo della famosissima serie di Petra Delicado (dodici opere e vari racconti 1996-2017) e di altri bei romanzi.

(Recensione di Valerio Calzolaio)