Nuvole e orologi (Le brevi di Valerio 233)

Karl Popper
Nuvole e orologi. Il determinismo, la libertà e la razionalità
Armando, 2018 (orig. 1975)
Traduzione di A. Rossi
Scienza

Comprensione del mondo. In divenire. Karl Popper (1902-1994) scrisse “Conoscenza oggettiva. Un punto di vista evoluzionistico” nel 1972, pubblicato in Italia nel 1975. Armando fu l’editore che ne curò la traduzione e ha sempre continuato a presentare la produzione scientifica del grande filosofo ed epistemologo austriaco naturalizzato britannico, dedicandogli anche una specifica collana.
Con un’introduzione di Massmo Baldini mette ora a disposizione di studenti e appassionati Nuvole e orologi, la parte di quel corposo testo ripresa da due saggi precedenti e dedicata alla razionalità e alla libertà dell’uomo, all’induzione e alla conoscenza congetturale, al libero arbitrio contro il determinismo (religioso, scientifico, metafisico). C’è asimmetria tra passato e futuro: il futuro del mondo è aperto, non è implicito in ogni istante del passato.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Lettere dal carcere (Le brevi di Valerio 232)

Nelson Mandela
Lettere dal carcere
Il Saggiatore, 2018 (orig. The Prison Letters of Nelson Mandela)
Prefazione del nipote Zamaswazi Dlamini-Mandela
Traduzione di Seba Pezzani
Storia

Il Sudafrica dell’apartheid. Novembre 1962-febbraio 1990. Nelson Mandela era nato nel 1918, è scomparso otto anni fa. È stato Presidente del nuovo Stato democratico dal 1994 al 1999, era stato prigioniero 27 anni.
Il giornalista scrittore Sahm Venter ha realizzato un libro stupendo, in contemporanea mondiale le Lettere dal carcere, la prima ad Amnesty. Sono 255, perlopiù inedite (sempre controllate e spesso censurate dalle autorità, talora mai arrivate) tratte da varie collezioni e archivi. Traspare l’intimo tormento per la mancanza dei cari: già avvocato xhosa e padre di cinque bambini, non gli fu permesso di vedere i figli finché non ebbero com­piuto sedici anni. Il libro (con utilissime note e appendici) è suddiviso in sezioni per ognuna delle quattro prigioni e dei due ospedali, dove gli erano negati diritti umani fondamentali e non perse mai la speranza.
Da leggere: Mandela ha segnato il Novecento, è stato un’immensa positiva personalità, certo non solo per il suo paese.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

L’ospite (Le brevi di Valerio 231)

Giorgio Faletti
L’ospite
Einaudi, 2018 (i due racconti originali 2005 e 2008 nelle raccolte “Crimini”)

Roma e Asti. Anni fa. Il furbo cronista Riccardo Falchi chiede alla bella nipote 18enne Sara le diapositive della vacanza in Guadalupa, per caso ha visto che c’era Walter Celi e lo scoop può valergli centomila euro. Però alla fine capisce perché è scomparso dopo la morte della moglie, più di una ragione lo giustifica, finirà per averne paura nel dorato mondo della capitale, anche se apprezza i nuovi amori.
Un uomo arriva nella città piemontese, consapevole della decisione che ha preso; un molestatore e ladro sta facendo i suoi giri, viene prelevato e poi trovato impiccato, forse suicida; il commissario capisce chi si vendica con intelligenza; un altro uomo conferma la propria decisione.
Ecco insieme i racconti scritti da Giorgio Faletti (1950-2014) per le raccolte dei maggiori giallisti italiani di inizio millennio, ora riuniti nel volume L’ospite, uno narrato in prima persona, l’altro in terza persona varia, secchi arguti godibili, pur di disperata malinconia.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Gli scellerati (Le brevi di Valerio 230)

Frédéric Dard
Gli scellerati
Rizzoli, 2018 (originale 1959, Les Scélérats)
Traduzione di Elena Cappellini
Noir

Léopoldville, alle porte di Parigi. Primi anni Cinquanta. Louise ha 17 anni e lavora in fabbrica, nel tempo libero ama molto leggere. La madre è opprimente, il patrigno umile timido alcolizzato, spesso disoccupato. Vede nel giardino lungo la strada una coppia di spensierati americani, i Rooland, lui un 35enne rossiccio funzionario alla Nato, lei più giovane, mora, gran fumatrice. Decide di proporsi loro come domestica tuttofare, trasferendosi nella colorata villetta a due piani. Inizia una nuova vita, ben presto colma di desideri e segreti, passioni e tensioni. Inevitabilmente non durerà a lungo. Il bel romanzo, narrato in prima persona, di Frédéric Charles Antoine Dard (1921-2000), Gli scellerati, ha come incipit la definizione del Larousse: “Scellerato: colpevole o capace di crimini”. Appunto. L’autore divenne poi famosissimo per la serie poliziesca del commissario Sanantonio, qui l’atmosfera è sempre leggera ma torbidamente infantile.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

La morte mi è vicina (Le brevi di Valerio 229)

Colin Dexter
La morte mi è vicina
Sellerio, 2018
Traduzione di Luisa Nera

Oxford. 1995. Il diabetico e poco udente Colin Dexter (1930-2017) è stato un docente inglese di greco e latino, specialista in enigmistica e parole crociate, magnifico ironico scrittore di genere. I 13 romanzi con protagonista l’ispettore Morse (e il fido recalcitrante sergente Lewis) della Thames Valley Police sono datati 1975-1999 (tradotti a suo tempo nel Giallo Mondadori), la televisione inglese ne trasse una serie di 33 episodi trasmessa anche in Italia; serie connesse continuano ancor oggi. La morte mi è vicina, penultimo, è del 1994, classico come sempre, colmo di citazioni divertenti ed erudite. La narrazione è in terza varia al passato, brevi tratti in punta di piedi dedicati ai vari agiati personaggi. Qui la vittima è la bella single 29enne Rachel James e l’indagine coinvolge l’intero mondo universitario alla vigilia dell’elezione del nuovo Rettore, un nido di serpenti. L’incantevole malinconico Morse, appassionato di Wagner, potrà dedurne satiriche storie.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

1968. L’autunno di Praga (Le brevi di Valerio 228)

Demetrio Volcic
1968. L’autunno di Praga
Sellerio, 2018 (prima edizione 2008)
Storia

Cecoslovacchia. 1967-1969. Il 1968 fu un anno cruciale in molti contesti sociali e geopolitici. A esempio, nel pieno della contestazione universitaria (soprattutto contro la guerra in Vietnam), negli USA di Nixon furono uccisi Martin Luther King e Robert Kennedy. Nel blocco sovietico (dopo quanto accaduto nel 1956 in Ungheria) il 5 gennaio fu eletto Alexander Dubček segretario del Partito Comunista e furono quindici mesi sconvolgenti fino all’invasione del 20 agosto da parte delle truppe dei 5 paesi del Patto di Varsavia, al suicidio di Jan Palach il 16 gennaio 1969, alle dimissioni di Dubček il 19 aprile successivo.
Il giornalista RAI Demetrio Volcic (1931) era lì, entrato fortunosamente da Belgrado il 31 dicembre 1967 e raccontò tutto in diretta, per poi tornarci sopra decenni dopo con questo bel libro, 1968. L’autunno di Praga: antefatti, euforie, ammonimenti, ambiguità, dubbi, fiammate, repressioni, esili in un grande paese, oggi diviso.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

La ricchezza nascosta delle nazioni (Le brevi di Valerio 227)

Gabriel Zucman
La ricchezza nascosta delle nazioni. Indagine sui paradisi fiscali
Add, 2017 (orig. francese 2013; ed. americana rivista e aggiornata, 2015)
Traduzione di Silvia Manzio
Geopolitica

Isole Cayman, Svizzera, Lussemburgo, Irlanda, Cipro e molti altri (bei) posti. Da un secolo (almeno). L’evasione fiscale è in forma smagliante. Alcuni degli individui più ricchi e alcune delle più grandi società del pianeta si servono dei paradisi offshore e dell’elusione fiscale per evitare di pagare le imposte dovute. Circa l’8% dei patrimoni finanziari mondiali è detenuto nei paradisi fiscali, quasi il 30% di quelli africani, oltre il 50% di quelli di Russia e paesi petroliferi. Le diseguaglianze crescono e si alimentano anche così crisi economiche, finanziarie, democratiche. Un giovane economista francese Gabriel Zucman (1986) ha riassunto in un bel libro (con prefazione di Piketty) La ricchezza nascosta delle nazioni, ovvero nascita ed evoluzione dei paradisi fiscali, la stima dell’entità finanziaria rispetto all’economia globale, un piano d’azione preciso e realistico per evitare l’evasione (creando progressivamente un catasto mondiale).

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Alfabeto arabo-persiano (Le brevi Valerio 227)

Giuseppe Cassini e Wasim Dahmash
Alfabeto arabo-persiano. Quando le parole raccontano un mondo
Egea, 2018
Politica

Da migliaia di anni. In una parte del mondo. L’arabo è lingua semitica di cui vi sono tracce assire del IX secolo a.C., enormemente propagatasi con l’Islam, idioma di medicina astronomia matematica filosofia mistica poesia, oggi parlato (in forma moderna) da oltre 300 milioni di persone in almeno 22 paesi, una delle 6 lingue ufficiali dell’Onu, scritto (e letto) da destra verso sinistra. L’ambasciatore italiano Ino Cassini (S. Margherita Ligure, 1941) e il docente arabo Wasim Dahmash (Damasco, 1948) con il colto chiaro “Alfabeto arabo-persiano” restituiscono agli italiani, compresi i tre milioni di musulmani qui residenti, una lingua non confiscata dal potere religioso. Due parole chiave per ognuna delle 28 lettere (tre per la prima, alif), una per le 4 proprie solo dell’alfabeto persiano, scelte per narrare di storia e geografia, cultura e politica (con riquadri sapidi di esperienze vissute e ricca bibliografia), per capire il mondo, tutto meticcio. Diritti per Medici Senza Frontiere.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Operette morali (Le brevi di Valerio 226)

Giacomo Leopardi
Operette morali
Armando, 2011
A cura di Ludovico Fulci, con DVD “Il filosofo della speranza” (a cura di S. Vinceti)
Filosofia

Recanati, Roma, Milano, Bologna, Firenze, Pisa. 1924-1932. In quegli anni Giacomo Leopardi (1798-1837) scrisse (almeno) venti “Operette morali”, un’opera in prosa definitivamente pubblicata a Napoli nel 1835 (dopo due edizioni intermedie, 1827 e 1834), curata da Ranieri, censurata (copie vendute con lo stratagemma del frontespizio) e ripresa criticamente da Moroncini nel 1929, ora trovabile presso molti editori. Armando cura testi utili nelle scuole, questo in particolare nei licei. Non si tratta di estratti, non si fa un’arbitraria selezione; anzi sono rese disponibili on-line le 4 operette di una delle versioni edite, altre operette rifiutate o solo abbozzate, appunti e approfondimenti. L’intento divulgativo dell’autore era unitario, “sogni poetici, invenzioni e capricci malinconici”, storie novelle dialoghi sulle relazioni fra specie compresa l’umana. Un’occasione per rileggerle, dall’incipit sulla “Storia del genere umano” alle conclusioni del “Dialogo di Timandro e di Eleandro”.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Il Re della sfoglia (Le brevi di Valerio 225)

Beniamino Baleotti
Il Re della sfoglia. Ottanta gustose ricette, tradizionali e innovative, a base di pasta fresca
Pendragon, 2017
Cucina

Da secoli. Dal bolognese. La pasta è sempre occasione di nutrimento e simbolo di convivialità, di mangiar sano e di buona cucina. Difficile dire da quanto sia in auge in Italia, comunque a partire dal 1400 non fu più un piatto solamente fatto in casa, cominciò a essere venduto e, ben presto, emerse una specifica tradizione emiliano-romagnola, in particolare per la pasta sfoglia. Da un uovo e 100 grammi di farina, adattati in proporzione o con critica sensibilità, trattati col mattarello, derivano infinite varianti di prodotti, semplici e ripieni. Il fidato mattarello del cuoco in grembiule giallo Beniamino Baleotti (Bologna, 1984) si chiama Antonello. Ospite della trasmissione “Detto fatto” su RAI 2, è stato definito “Il Re della sfoglia” e dal suo libro si capisce perché. Dedica varie pagine a illustrare con parole semplici materie prime, utensili, opzioni, i gesti opportuni per produrre, conservare, cuocere, degustare. Seguono ottanta ricette con foto da acquolina in bocca.

(Recensione di Valerio Calzolaio)