Il piano Langer (Le brevi di Valerio 298)

Giuseppe Civati (a cura di)
Il piano Langer
People Gallarate, 2019

Perdita della terra e disfacimento della società marciano da un po’ insieme. Alexander Langer era un parlamentare europeo di 49 anni quando si è privato della vita nei pressi di Firenze il 3 luglio 1995, nato il 22 febbraio 1946 in provincia di Bolzano, padre medico, mamma farmacista. Militò in Lotta Continua, fondò i Verdi italiani, ha lasciato un’impronta biodinamica indelebile nell’ecologismo italiano. Dando avvio al lavoro di una nuova casa editrice, Giuseppe Pippo Civati (Monza, 1975) ha pensato che fosse giusto rendergli omaggio commentando una serie di suoi testi, frasi, appunti che mostrano un pensiero politico lucido e coerente, né velleitario né minoritario. Forse per l’Europa ci vuole non un Piano Marshall ma Il piano Langer, un piano che punti sull’innovazione, sulla mediazione, sulla biodiversità, un manifesto politico per i tempi a venire. Prefazione di Lucio Cavazzoni e postfazione di Irene Scavello (prima del profilo biografico).

(Recensione di Valerio Calzolaio)

La grande vergogna (Le brevi di Valerio 297)

Carlo Brusco
La grande vergogna. L’Italia delle leggi razziali
Edizioni GruppoAbele, 2019
Prefazione di Liliana Segre

Italia. 1938. La storiografia revisionista e una certa vocazione autoassolutoria hanno accreditato una lettura riduttiva e minimizzante della legislazione antiebraica promossa dal regime fascista, violento, omicida, discriminatorio e razzista fin dalle origini. L’interessante preciso volume dell’ex magistrato Carlo Brusco (Genova, 1941) spiega bene perché fu invece La grande vergogna. Non si trattava di norme di facciata, i fascisti perseguitarono impedendo l’esercizio di tutti i diritti, umani e civili. Allora vivevano qui 50.000 ebrei, in proporzione molto meno che in Austria e Germania. L’autore ne illustra la condizione durante il ventennio (ce n’erano ovviamente di tutti gli orientamenti politici e culturali, anche di fascisti), esamina la svolta del 1938 (il Manifesto della razza e il censimento), poi leggi e decreti conseguenti, in relazione a università, Chiesa, giuristi, sport e spettacolo, contesto europeo, fino al tragico rastrellamento del ghetto del 16 ottobre.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Il montacarichi (Le brevi di Valerio 296)

Frédéric Dard
Il montacarichi
Rizzoli, 2019 (orig. 1961)
Traduzione di Elena Cappellini

Levallois (al confine con il XVII° parigino). Vigilia di Natale, oltre 50 anni fa. Il poco più che trentenne Albert Herbin torna a casa dopo sei anni di prigione, il piccolo appartamento dove viveva la mamma (ormai morta) è squallido, gira un poco nel suo vecchio quartiere, compra una gabbietta con un uccellino di velluto, entra in un rinomato grande ristorante (“Chiclet”). A mangiare vi sono anche Lucienne, una bimba di 3-4 anni, e Marthe, la magnifica mamma, bruna ed elegante. Gli sguardi s’incontrano, le accompagna nell’edificio dove si sale con la cabina metallica, hanno strani amori alle spalle, riescono solo loro due, vanno al cinema e la serata s’ingarbuglia molto.
Continua la riedizione dei bei primi romanzi noir di Frédéric Charles Antoine Dard (1921-2000), anche questo, Il montacarichi, narrato in prima persona. L’autore divenne poi famosissimo per la serie poliziesca del commissario Sanantonio (lo pseudonimo scelto), qui l’incubo è leggero e ingenuamente torbido.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Storia reazionaria del calcio (Le brevi di Valerio 295)

Massimo Fini e Giancarlo Padovan
Storia reazionaria del calcio
Marsilio Venezia, 2019

Normalmente calcio. 1863-2019. Le diciassette regole che disciplinano il gioco più seguito in Italia e nel mondo furono redatte nell’ottobre 1863, alcune nuove disposizioni entreranno in vigore dal luglio 2019 per tutti i campionati e le coppe. Poi c’è stato e c’è il calcio giocato.
Il noto scrittore e tifoso Massimo Fini (Cremeno, 1943) e il noto giornalista e allenatore Giancarlo Padovan (Cittadella, 1958) sottolineano che l’enorme diffusione ed enfatizzazione del calcio, con il crescente ruolo di economia e tecnologia, è uno specchio delle trasformazioni avvenute nel nostro mondo. Così, essendo convinti che il passato sia stato più avvincente, affascinante perché imprevedibile, del presente hanno scritto insieme una Storia reazionaria del calcio, partite azioni gol, protagonismi in campo e fuori, partite spalmate ogni giorno ogni ora, nevrosi tecnologica invadente e disumana (tv, moviola, var), tifo aggressivo e identitario. Postfazione di Antonio Padellaro.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

In fondo alla palude (Le brevi di Valerio 294)

Joe R. Lansdale
In fondo alla palude
Einaudi, 2019 (originale 2000, The Bottoms)
Traduzione di Andrea Mattacheo
Noir

Texas orientale. 1933 e 1934, nella Depressione. Harry non aveva ancora 12 anni e la sorella Tom Thomasina solo nove. Vivevano a Marvel Creek, nel bosco vicino al fiume Sabine, con la brava mamma, il padre barbiere e contadino, e Toby vecchio bastardo da caccia, un po’ segugio, un po’ terrier. Quasi settant’anni dopo Harry è in una casa di riposo con il corpo in decomposizione e ricorda bene quel che successe, la fine della sua infanzia. Sembrava che Toby stesse per morire, fosse da seppellire. Non c’erano insegnanti in paese, ancora non si andava a scuola, fratello e sorella pescano e scorrazzano, il padre li lascia allontanarsi con cane e carriola. Harry vede un ammasso tra i rovi nelle acque della palude, il cadavere martoriato di una donna nera, una brutta storia con i bianchi del Klan. Non tutto tornerà alla fine, a differenza che nei polizieschi della nonna.
Einaudi pubblica tutto Joe R. Lansdale (Gladewater, 1951). In fondo alla palude è bel romanzo di quasi venti anni fa.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Delitti senza castigo (Le brevi di Valerio 293)

Loriano Macchiavelli
Delitti senza castigo. Un’indagine inedita di Sarti Antonio
Einaudi Torino, 2019

Bologna. Tempo fa, 1992-94, anni dello stragismo. Fra rapine e delitti, falsari e attentati s’ingegna il rigoroso incarognito sergente Sarti Antonio, affranto soprattutto perché hanno malmenato il mite Settepaltò (indossa sette regolamentari cappotti per proteggersi dalle radiazioni); tenacemente fino alla fine cercherà anche quel colpevole, correndo non pochi rischi. Non si sa come Sarti sia arrivato dalla montagna dove pare abbia avuto i natali nella città dove si muove, vive, beve un caffè dietro l’altro, si è preso la colite spastica di origine nervosa, incontra tutti i possibili guai (e scene criminali) della vita. Sappiamo che un bel giorno del 1974 il mitico bravissimo Loriano Macchiavelli (Bologna, 1934) se l’è trovato fra le pagine e quarantacinque anni dopo viaggia ancora meravigliosamente con noi sull’auto 28.
Macchiavelli scrisse Delitti senza castigo nell’ottobre 1998, sospendendolo in attesa di un finale soddisfacente. Ora lo ha trovato. Ne siamo molto soddisfatti.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Un messaggero per l’Europa (Le brevi di Valerio 292)

Robert Menasse
Un messaggero per l’Europa
Sellerio Palermo, 2019 (orig. 2012)
Traduzione di Simone Buttazzi

Europa. Di recente e prossimamente. Se si segnano in nero su una cartina politica tutti i confini documentati dalla storiografia, sopra all’Europa si viene a creare una maglia così fitta da sembrare quasi una superficie omogenea. Se, sulla stessa cartina, si traccia una linea rossa a matita tra tutti gli stati che si sono fatti guerra, marcando i campi di battaglia e le linee dei fronti, la rete delle frontiere scompare del tutto sotto un campo tinto di rosso. Lo studioso austriaco Robert Menasse (Vienna, 1954) riflette sull’Unione europea, rovesciando tutti i luoghi comuni e mostrando come le accuse vanno piuttosto rivolte a politiche dei singoli Stati nazionali: dobbiamo criticare la situazione presente e dobbiamo offrire una visione degna di essere realizzata, ci vuole Un messaggero per l’Europa, tanto più dopo le recenti elezioni del 2019. Stile serrato ed efficace, in fondo la risposta ad alcune delle tante domande rivoltegli presentando il libro (del 2012) in città europee.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

La Simeide (Le brevi di Valerio 291)

Tullio Bugari
La Simeide. Una lotta vincente
Seri Macerata, 2019

Jesi (Ancona, Marche). 1977-1996. Ci voleva proprio che, prima o poi, ora qualcuno raccontasse la vertenza della Sima di Jesi, una fabbrica metalmeccanica, dal punto di vista degli operai che la fecero e la vinsero! La prima parte spiega il contesto storico geografico, la seconda come e perché la crisi finanziaria generale del 1977 si riverberò sull’azienda fin quando (quasi dieci anni dopo) si mise fine ai tentativi di smantellarla, la terza la successiva applicazione dell’accordo col passaggio alla multinazionale Caterpillar e con la ricollocazione nel mondo del lavoro anche dell’ultimo operaio della vecchia Sima. Lo studioso Tullio Bugari (Jesi, 1952) definisce La Simeide un’epopea; segue giorno per giorno, anno per anno, assemblee dentro e fuori la fabbrica, riunioni istituzionali, blocchi scioperi denunce incontri trattative, volantini e documenti, il progressivo efficace farsi carico degli operai, direttamente, della sorte propria e di quella dell’azienda.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Rispondi se mi senti (Le brevi di Valerio 290)

Ninni Schulman
Rispondi se mi senti
Marsilio Venezia, 2017 (originale 2013)
Traduzione di Stefania Forlani

Hagfors, Värmland. Una settimana di ottobre. Nella regione a ovest di Stoccolma e al confine con la Norvegia, circa 10 mila laghi, foreste immense di abeti e mirtilli, e Klara, il più lungo fiume della Svezia, Petra Wilander, da poco capo della polizia, fa squadra con vari cittadini per la caccia all’alce. Quel freddo autunno, alla fine di una battuta, al capanno per la macellazione non si trovano né il 54enne Pär Sanner né la sua bionda figlia 13enne Alva. La Volvo è ancora dove hanno lasciato le auto per dirigersi agli appostamenti. Cercano Pär e lo trovano ucciso con la testa spappolata da uno sparo, Alva è sparita. Cominciano le indagini, ci si butta a corpo morto anche Magdalena Hansson, reporter del quotidiano di lì, in odore di chiusura, sempre stanchissima per l’appena nata Liv e l’assenza del compagno Petter, indaffaratissimo al lavoro. Rispondi se mi senti è il terzo romanzo di una riuscita serie noir della brava giornalista svedese Ninni Schulman (Lesjöfors, 1972).

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Il console onorario (Le brevi di Valerio 289)

Graham Greene
Il console onorario
Sellerio Palermo, 2019
Traduzione di Alessandro Carrera

Fiume Paraná, confine fra Argentina e Paraguay. Quasi cinquant’anni fa. Nella repubblica a nord c’è la terribile dittatura militare, nella repubblica a sud non ancora. Il 34enne dottore Eduardo Plarr è inglese, da venti anni è giunto in Argentina esule dal Paraguay solo con la madre (spagnola), il padre (inglese) restò lì a lavorare e non li raggiunse mai, a un certo punto scomparve. È amico del console onorario della zona, di basso rango e mezzo alcolizzato, Charley Fortnum, più anziano. Frequentano a letto la stessa bella donna, Clara, una delle ragazze della señora Sanchez. Un gruppo di guerriglieri paraguayani rapisce per sbaglio il console, a capo della banda c’è un ex prete amico del medico, le peripezie saranno aspre e dolorose. Con la cura di Domenico Scarpa, Sellerio ripubblica meritoriamente il grande scrittore inglese Graham Greene (1904-1991) e inizia con uno degli ultimi romanzi, bellissimo, Il console onorario (1973), nuova traduzione, breve introduzione di Baricco.

(Recensione di Valerio Calzolaio)