Le brevi di Valerio/145: Marco e l’arcobaleno

Autore Paola Olmi
Titolo Marco e l’arcobaleno
Editore Sorbello
Anno 2017

Una città marchigiana. Di questi tempi. Marco Milani è uno studente quattordicenne “con problemi”: da un decennio convive con una forma d’asma, costretto spesso a ricoveri, sempre seguito da adulti, spesso evitato dai coetanei; ora in prima superiore sembra stare meglio. I genitori Romolo ed Helena sono originari della Romania. Narra in prima con garbo e sensibilità delle vecchie storie e della nuova malattia della mamma, dei problemi di lavoro, dei compagni di classe, degli insegnanti, del terremoto.
La giornalista Paola Olmi (Macerata, 1962) prosegue la sua opera di medicina narrativa, il racconto di come la quotidiana condizione di salute rende in ogni campo diversamente abili noi e gli altri. Marco e l’arcobaleno è il secondo bel romanzo, dopo quello più schiettamente autobiografico, con protagonista Anna cui viene diagnosticato un tumore al seno.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Le brevi di Valerio/143: Io sono l’imperatore

Autore Stefano Conti
Titolo Io sono l’imperatore
Editore Affinità elettive
Anno 2017

Ankara, Roma e dintorni. Estate 2010. Francesco Speri è impiegato di banca, fissato per l’ultimo imperatore pagano, Flavio Claudio Giuliano, detto l’Apostata per l’abbandono del cristianesimo, morto il 26 giugno 363 d.C. in guerra con i persiani. Aveva lavorato all’università e scritto vari saggi su di lui, sotto la direzione del professor Barbarino che presiedeva scavi archeologici a Tarso. Lo avvisano della sua morte, parte per recuperare la salma. Lo bloccano all’arrivo, aiutato da un’interprete 35enne, piccola e dai lunghi capelli biondi, Chiara Rigoni, figlia d’italiani, nata e vissuta in Turchia. La vicenda s’intorbida: non è che hanno scoperto la tomba dell’imperatore? e trafugato i resti, rubato i gioielli? Si trova coinvolto nell’incredibile: codici cifrati, sette neopagane, furti d’arte.

Stefano Conti (Ancona, 1970) ha molto studiato e insegnato storia romana. Con Io sono l’imperatore si diletta con gusto in un giallo “archeologico”, perlopiù in prima sul protagonista.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Le brevi di Valerio/142: Albert Savarus

Autore Honoré de Balzac
Titolo Albert Savarus
Editore Sellerio
Anno 2017
Note postfazione e cura di Pierluigi Pellini
Traduzione di Francesco Monciatti

Besançon, Borgogna-Franca contea. 1834-1842. Rosalie va verso i 18 anni e ha un carattere di ferro, figlia dell’ossuta bigotta giovane Clotilde (ereditiera della celebre famiglia de Rupt) e del gentiluomo svizzero signor de Watteville. La madre la promette in sposa, ma lei s’innamora dell’ambizioso avvocato che ha un passato misterioso e si trasferisce in città dopo aver vinto un importante processo per preparare la propria carriera politica. Il fatto è che lui sta scrivendo un racconto e lei capisce che stravede per un’aristocratica italiana, Francesca Soderini, sperando che resti vedova. Rosalie trama, gestisce le lettere, macchina crudelmente per separare i due. In vario modo ne soffriranno tutti.
Finalmente arriva in libreria la prima traduzione italiana di Albert Savarus, bel roman-feuilleton (uscito a puntate sul Siècle) di Honoré de Balzac (1799-1850), in parte ispirato alla sua storia con Madame Hanska. Lui considerava proprio la letteratura strumento di ascesa sociale.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Le brevi di Valerio/141: Dal diario di Domitilla

Autore Mauro Falcioni
Titolo Dal diario di Domitilla
Editore Ventura
Anno 2016

Senigallia. Agosto 1862. Nella villa della sua famiglia, alla presenza di zia Caterina (prima donna astronoma all’osservatorio del Campidoglio della Sapienza), Domitilla, modesta fanciulla tenera e sensitiva, appena 17enne di quella regione pontificia della giovine Italia (già alla vigilia dell’inaugurazione della tratta ferroviaria da Bologna a Roma), esprime dubbi pubblici sulle discettazioni del mitico inquietante terapeuta Châtelet, assistito dal nobile giovane Adrian. Incombe il male: sventure, svenimenti, colpo di pistola, amori e inganni, macchinazioni e finzioni drammatiche narrate in prima persona Dal diario di Domitilla. Si tratta di un garbato racconto dell’occulto (alla maniera descritta del letterato americano Edgar Allan Poe) di Mauro Falcioni (Fabriano, 1968), marchigiano da 20 anni a Monaco, già autore di racconti gialli premiati.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

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Le brevi di Valerio/140: Sparta e Atene

Autore Sergio Valzania
Titolo Sparta e Atene
Editore Sellerio
Anno 2017 (prima edizione 2006)

Grecia. V secolo a. C.. Una grande civiltà, il conflitto fra stili di vita di due città-Stato, l’inizio della decadenza, mille prime storie e storiografie scritteci su. Già alleate contro l’invadenza persiana (Erodoto lo narrò scientificamente a suo tempo), con qualche sintesi di troppo Sparta era frugale tradizionale conservatrice, Atene più rivolta alla vivace bellezza, alla “democrazia” e all’espansione commerciale (anche via mare). Scoppiò la guerra del Peloponneso. Sergio Valzania ricostruisce in Sparta e Atene perché e come, i primi anni partendo da Tucidide, transitando per la pace di Nicia dopo dieci, la successiva vittoria (spartana) a Mantinea dopo altri tre, la spedizione (ateniese) in Sicilia, le riprese della guerra con vari intrecci (corinzi, beoti, persiani), fino alla resa di Atene e la successiva crisi anche di Sparta. Innumerevoli i riferimenti storici a Socrate Platone Aristotele Senofonte Alcibiade Lisandro, presenti nell’immaginario anche contemporaneo.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Le brevi di Valerio/139: I ricordi hanno le gambe lunghe

Autore Enzo Di Pasquale e Fabio Stassi
Titolo I ricordi hanno le gambe lunghe
Editore Ernesto Di Lorenzo
Anno 2017

Viterbo-Orte-Roma, Kalamet. Il bibliotecario Fabio Stassi (Roma, 1962) e il maestro Enzo di Pasquale (Castellammare del Golfo, 1960), entrambi bravi scrittori, si inviano lettere, una quindicina ciascuno. I ricordi hanno le gambe lunghe è il loro ricco denso “epistolario narrativo”. Il primo invia mail dalla linea ferroviaria che lo porta al lavoro, il secondo da Kalamet (Grecia?) dove tiene un corso di scrittura creativa. Parlano dei nonni migranti, di musiche e isole, di Argentina e America, molto della Sicilia che hanno in comune, di tante letture ovvero della reciproca carta d’identità dei libri letti. “Sai, Vincenzo, Nonna Lupe non usava mai la parola “emigrati”, ma al suo posto quest’altro termine: desterradi… Sradicati, strappati dalla terra… Non si cresce in un luogo, si cresce in una lingua…” Diritto di restare e libertà di migrare.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

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Le brevi di Valerio/138: Che i cadaveri si abbronzino

Autore Jean-Patrick Manchette, Jean-Pierre Bastid
Titolo Che i cadaveri si abbronzino
Editore Edizioni del Capricorno
Anno 2017 (Orig. 1971)
Traduzione di Roberto Marro

Dipartimento del Gard. 16-17 luglio 1970. Luce, ricchissima cinquantenne alcolizzata pittrice e scultrice, da un decennio possiede un villaggio abbandonato in rovina (senza elettricità, acqua corrente, telefono), di norma ci trascorre l’estate, usandolo come scenografia e ospitando chi capita. Tre bei tipi torvi le danno false generalità e una mattina, andando in paese a fare spesa per tutti, bloccano un furgone portavalori, uccidono le guardie, rubano 250 chili d’oro. Ciò sconvolge un poco vite e morti nelle successive venti ore. Che i cadaveri si abbronzino è lo straordinario esordio nella Série Noire degli amici Jean-Patrick Manchette e Jean-Pierre Bastid, che diverranno famosi, soprattutto il primo (1942-1995), vero innovatore dell’intero genere noir in Europa, per la prima volta in italiano come titolo inaugurale di una nuova bella collana di notevole valore letterario.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Le brevi di Valerio/137: Operazione Massacro

Autore Rodolfo Walsh
Titolo Operazione Massacro
Editore La Nuova frontiera
Traduzione di Elena Rolla
Anno 2017

Argentina. 1957. Esce il libro Operazione Massacro di Rodolfo Walsh, 60 anni fa, una pietra miliare. A fine 1956, giocando a scacchi, il grande giornalista e scrittore di origini irlandesi e infanzia tormentata (nato il 9 gennaio di 90 anni fa a Choele Choel, mille km a sudest di Buenos Aires) viene a sapere di un crimine di stato del giugno precedente, una fucilazione nei dintorni della capitale. Inventa il giornalismo investigativo, poi lo rielabora con grande stile letterario. Walsh era povero e aveva fatto di tutto, ben presto ogni mestiere dell’industria editoriale (scrivendo noti polizieschi), accompagnò i primi anni di Cuba dopo la rivoluzione, tornato in patria si avvicinò alla resistenza marxista del popolo peronista, poi alle organizzazioni guerrigliere, entrò in clandestinità con la dittatura militare (sempre scrivendo), fu ucciso il 25 marzo 1977, 40 anni fa.
Prologo “in 36 vignette” di Paco Ignacio Taibo II e postfazione di Alessandro Leogrande, acuti e toccanti.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

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Le brevi di Valerio/136: La vita ti sia lieve

Autore Alessandra Ballerini
Titolo La vita ti sia lieve
Editore Melampo
Anno 2015 (4° ed., 1° 2013)

Carceri, Cie, case d’accoglienza, centri antiviolenza, mari mediterranei. 2001-2013. Il 21 luglio 2001 era osservatrice per il Genoa Social Forum davanti alle urla della scuola Diaz, il 14 gennaio 2013 ancora a Contrada Imbriacola di Lampedusa a visitare per professione e passione i 231 profughi rinchiusi. L’avvocata Alessandra Ballerini (Genova, 1970) frequenta i drammi contemporanei con la paura delle persone perbene, senza filtri e senza ideologie, cercando di essere utile a prevenire, diminuire, scovare menzogne e violenze. Il suo bellissimo libro La vita ti sia lieve è insieme diario politico, giornalismo narrativo, griglia critica su cronache quotidiane riferite a diritti umani e migranti: eventi e personalità di cui abbiamo letto, ascoltato, visto, affrescati attraverso parole, sguardi, sentimenti, odori, colori, spunti che toccano dentro e insegnano molto. Dedicato a Don Andrea Gallo, al fianco delle sue 56 storie (“fascicoli aperti”) Erri De Luca e Fabio Geda.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

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Le brevi di Valerio/135: Io sono Dot

Autore Joe R. Lansdale
Titolo Io sono Dot
Editore Einaudi
Traduzione di Luca Briasco
Anno 2017 (orig. 2015)

Texas. Ai nostri giorni. Io sono Dot è un Joe R. Lansdale che non ti aspetti. Dorothy Dot Sherman è una ragazza di 17 anni. Vive in una roulotte con nonna, madre Alma, fratello minore Frank (tutti a vario modo buoni a nulla), il padre li ha abbandonati d’improvviso cinque anni prima. La sorella (di altro padre) l’ha resa già zia (con vari compagni, l’ultimo ubriacone violento) ed è una collega. Lavorano sei ore al giorno come cameriere sui pattini (lei arriva con l’auto) in un drive-in sempre aperto, il Dairy Bob, colonna sonora anni Cinquanta e Sessanta, ottimi hamburger e patatine scadenti. Bob chiama tutte le ragazze col nomignolo “Fender Lizards” (è il titolo originale). Una tarda sera arriva il vecchiarello fratello del padre con uno scalcagnato Dodge verde. E qualche giorno dopo lei vendica la sorella malmenata. È l’inizio di una progressiva svolta, avvincente e in parte sentimentale, abbastanza diversa dai noir cui ci aveva abituato. Una storia vera?

(Recensione di Valerio Calzolaio)