Una finestra sul noir (Le brevi di Valerio 169)

Autori vari
Una finestra sul noir
Editore Frilli, 2017

Genova. 1948-2016. Marco Frilli nacque a Firenze e si era lasciato adottare dal capoluogo ligure. Dopo aver lavorato per Laterza, nel 2000 promosse una casa editrice importante: tra cinquanta e sessanta titoli l’anno pubblicati cartacei ed e-book, ormai quasi mille in 17 anni, circa un terzo gialli per genere e copertina. Il fondatore è scomparso un anno fa a causa di un brutto tumore, i figli Giacomo e Carlo (che già vi lavoravano) proseguono l’attività. Ora 46 “suoi” autori italiani di noir (alcuni in coppia o trio, 11 donne, alcuni con un successo che li ha portati altrove come proprio lo scouting Frilli metteva in conto) ricordano Marco con 40 racconti dove lo affiancano in vario modo ai propri investigatori. Se il giallo è radicato in ogni regione è merito anche loro: nella bella raccolta Una finestra sul noir s’incontrano città, protagonisti, crimini e tic provinciali di Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Campania, Sicilia. Prefazione di Valerio Varesi.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Flavia de Luce e il cadavere nel camino (Le brevi di Valerio 168)

Alan Bradley
Flavia de Luce e il cadavere nel camino
Sellerio, 2017 (orig. 2015)
Traduzione di Alfonso Geraci

Toronto. 1951. Flavia, 12enne di nobili origini, occhi azzurri e freddi, udito sopraffino, talento per la chimica, è stata mandata dalla casa inglese (Bishop’s Lacey, antiche magione e tenuta di Buckshaw, fittizi) nel college di un’Accademia Femminile canadese, lungo viaggio in nave e treno. Vi aveva studiato anche la madre Harriet, morta in un’escursione in Tibet oltre dieci anni prima. Non le mancano certo il babbo Haviland, colonnello con baffetti, filatelico collezionista di francobolli in ristrettezze finanziarie, né le sorelle maggiori Ophelia Feely 18enne e Daphne Daffy 14enne, ferocemente scherzose. Tuttavia incontra le rigide istruttrici e compagne nevrotizzate, oltre a nuovi delitti. Risolve molto. Godibile la serie Flavia De Luce’s Mysteries iniziata nel 2009 dallo scrittore canadese esperto d’ingegneria elettronica Alan Bradley (Toronto, 1940). Questo è l’ultimo (ottavo), Flavia de Luce e il cadavere nel camino, come sempre in prima persona.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

La botta in testa (Le brevi di Valerio 167)

Tiberio Mitri
La botta in testa
Sellerio, 2017

Trieste e ring. 1926-1957. “Il più bel pugile dell’Italia del Dopoguerra” Tiberio Mitri esordì nel 1946, divenne campione italiano nel 1948, poi europeo. Il 12 luglio 1950, giorno del suo compleanno, già gelosamente sposato con Fulvia (Miss Italia 1948) affrontò a New York il campione mondiale Jake LaMotta, perse. Riconquistò il titolo europeo, rimase ancora a lungo sul ring (mentre diventava attore famoso), si è ritirato nel 1957, con 101 incontri disputati, 88 vittorie, 6 sconfitte. Ebbe infanzia travagliata e adolescenza con botte e guerre, poi clamori da star.
Racconta i suoi primi 31 anni in La botta in testa, uscito per Il Carroccio (un fiasco) già nel 1966, riscoperto da Massimo Raffaeli per Limina nel 2006, ora edito con una chiara nota finale di Dario Biagi, che spiega chi e perché stese il testo a partire dalle registrazioni del pugile.
Mitri è morto nel 2001, ci sarebbe una terza vita da raccontare. Le prime due bastano, una narrazione avvincente di mille avventure.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

La confraternita (Le brevi di Valerio 166)

Pierdomenico Baccalario
La confraternita
Einaudi, 2017

Foxburg e Ypstown, anni dopo. Dopo aver ottenuto il diploma, abilissimo con giochi di ruolo, computer e videogame, Marco McKay sta per iscriversi alla Facoltà di Economia del prestigioso ateneo. In accordo col suo grande amico Cosmo (dall’infanzia insieme), ha l’obiettivo di infiltrarsi in un’associazione universitaria segreta che “connette” giovani formidabili, si chiama Natio Suprema Iunctio, con regole severissime, forse dirige e manipola il mondo. Conquista la fiducia di Julian, figlio del Primo Ministro di Weland, e ci riesce. Poi incontra Julia e s’innamora. Il gioco si fa imprevedibile e duro.
Pierdomenico Baccalario (Acqui Terme, 1974) è un fertile prolifico scrittore di libri per ragazzi (anche gialli) affermato nel mondo. In La confraternita narra un’avventura fantanoir, divertente per tutti.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Cattivi maestri (Le brevi di Valerio 165)

Giacomo Panizza
Cattivi maestri
EDB, 2017

Lamezia Terme. 1976-2002. Una parte della Calabria era ed è zona “mafiosa”. Don Giacomo Panizza (Pontoglio, Brescia, 1947) vi arrivò dal Nord nemmeno 30enne prete di frontiera, diede vita a una comunità autogestita con disabili, Progetto Sud. Insieme decisero di gestire un palazzo confiscato e don Giacomo fu testimone di giustizia contro un clan. La ‘ndrangheta, per bocca di capo clan locali, lo condannò a morte; dal 2002 vive sotto protezione. Ha raccontato esperienze e storia in vari volumi. Ora per Centro Editoriale Dehoniano spiega quale è “la sfida educativa alla pedagogia mafiosa”: fare i Cattivi maestri. Le organizzazioni criminali conoscono il territorio, svolgono opera di mediazione sociale mentre accumulano e redistribuiscono ricchezze, esercitano un dominio anche con le armi usando profittevoli cultura e strumenti della società capitalistica. Il bel volume inizia con un “elenco delle cose che mi piacciono del Sud” e ha una toccante prefazione di Fofi.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Il presagio (Le brevi di Valerio 164)

Anne Holt
Il presagio
Einaudi, 2017
Traduzione di Margherita Podestà Heir

22 luglio 2011. Oslo. Mentre polizie e ambulanze si dirigono a Utøya dove Breivik ha appena ucciso 69 giovani laburisti tra i 14 e i 20 anni, sta per svolgersi una festa di ragazzi e ragazze e la 43enne Johanne arriva per aiutare i preparativi, la padrona di casa era sua compagna di liceo e da un po’ l’aveva persa di vista. La trova in soggiorno col marito, ha in grembo il cadavere del figlio Sander, caduto dalla scala. C’è qualcosa che non torna, si indaga. La narrazione (in terza) tratta con acume e tragedia varie storie di violenza, concentrandosi sulle troppe domestiche subite dai minori, contro alcune delle quali non facciamo abbastanza. L’ottima norvegese Anne Holt (Larvik, 1958), laureata in legge, giornalista dal 1984, avvocato dal 1994, ministro della giustizia nel biennio 1996-97, ha pubblicato quasi una ventina di gialli, cinque per la serie Johanne Vik, il primo nel 2001. Il presagio è l’ultimo, bellissimo (originale del 2012, anche se in varie sedi si cita il 2010).

Recensione di Valerio Calzolaio

Scimmie (Le brevi di Valerio 163)

Alessandro Gallo
Scimmie
Navarra Editore
2011 e 2016

Napoli. 1985. Gennaro Pummarò è un quindicenne egocentrico, magro bianco deperito, figlio e fan della camorra, insieme ai due sodali amici che porta sempre con la vespa arrugginita, Franco Panzarotto, perché basso e cicciottello, e Tore Bacchettone, perché alto. Dopo un insoddisfacente primo tentativo sessuale dalla professionista Annarella decidono di puntare una zona del Vomero e farla propria. La vita avrà una svolta per tutti e tre i ragazzi a fine estate, più o meno quando i loro mitici riferimenti sociali ammazzeranno Giancarlo Siani. È al giornalista ucciso il 23 settembre 1985 che Alessandro Gallo (Napoli, 1986) dedica il romanzo breve Scimmie, lui un giovane scrittore e promotore teatrale nato “dopo” e “figlio di Gomorra”, cresciuto scimmiottando il potere della camorra, per poi fuggirne a vent’anni lasciandosi alle spalle famiglia, casa, amici, quartiere e divenendo a Bologna un bravo impegnato operatore culturale.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

L’errore di Platini (Le brevi di Valerio 162)

Francesco Recami
L’errore di Platini
Sellerio, 2017 (2006)

Viareggio. Anni Ottanta. Platini si fa intercettare una palla e la Juve perde in casa. Gianni Secci, rappresentante di maglierie, fa tredici alla schedina, vincita di 600.000 lire. Lo annuncia subito con entusiasmo alla moglie Sabrina (già Miss Simpatia Domani in una grande discoteca), appena tornata dal Carnevale, coi carri che facevano pure schifo, quella piovosa domenica pomeriggio. Forse non basta a cambiare del tutto vita, forse però sposta più di qualcosa, non si tratta solo di festeggiare. Per capirci l’affitto mensile che pagano ammonta a 350.000 lire. Il fatto è che hanno Marina, una deliziosa brava bella bambina cerebrolesa, immota e silenziosa. La loro vita viene sconvolta dall’evento, ovvero da: L’errore di Platini.
Appare freddo come un bisturi il racconto lungo sul “vuoto” indotto, scritto decenni fa dall’ottimo curato “cattivo” Francesco Recami (Firenze, 1956), pubblicato nel 2006 e ora riedito.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Disegni dalla frontiera (Le brevi di Valerio 161)

Francesco Piobbichi
Disegni dalla frontiera
Editore Claudiana
Anno 2017

Lampedusa. 2013-2017. Senza quest’isola si sarebbero salvati ancor meno migranti, liberi e forzati. Senza quest’isola non avremmo compreso il dramma del transito povero nel deserto e nel mare. Senza quest’isola non saremmo cambiati in tanti e tante. Francesco Piobbichi (Umbertide, 1972) è un operatore sociale da 4 anni a Lampedusa, oggi protagonista della magnifica collaborazione fra il progetto Mediterranean Hope della Federazione delle Chiese Evangeliche e la Comunità di Sant’Egidio per un corridoio umanitario che prevede l’arrivo in Italia di mille profughi fra il 2017 e il 2018. Sfogliate i suoi Disegni dalla frontiera, uno splendido volume che raccoglie 59 tavole introdotte dal titolo e da un breve commento (anche in inglese) stampati nella pagina a sinistra. Sono a presa diretta, di getto, tratti semplici e colori vivi per volti, imbarcazioni, animali, sogni, gesti che legano persone. Vedete Lampedusa e poi vivete.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Camicette bianche (Le brevi di Valerio 160)

Ester Rizzo
Camicette bianche
Navarra
Anno 2014 e 2016

New York. 25 marzo 1911. Rogo della Triangle Shirtwaist Company, muoiono 129 operaie. In quegli anni emerse la necessità di sottolineare ovunque le lotte per l’emancipazione e i diritti delle donne, la parità e la dignità nel lavoro e nella società. L’8 marzo è la data convenzionalmente scelta, oggi ricordata in gran parte del mondo. La scrittrice e giornalista Ester Rizzo (Licata, 1963) racconta qui un episodio terribile e cruciale. A molte persone perite in quell’incendio non era stata assegnata la provenienza. Perlopiù erano donne “migranti”, 38 italiane, le restanti 91 russe, ungheresi, austriache e alcune americane. Tante di loro avevano origine siciliane. In Camicette bianche racconta l’inedita storia (con ricca bibliografia e documentazione, anche fotografica) e riporta nome e cognome delle vittime, inoltre il sesso, la provenienza, l’età (giovanissima!), la religione, il cimitero dove riposano. L’obiettivo è pure di tenerne conto nella toponomastica. Colto e toccante.

(Recensione di Valerio Calzolaio)