Alfabeto arabo-persiano (Le brevi Valerio 227)

Giuseppe Cassini e Wasim Dahmash
Alfabeto arabo-persiano. Quando le parole raccontano un mondo
Egea, 2018
Politica

Da migliaia di anni. In una parte del mondo. L’arabo è lingua semitica di cui vi sono tracce assire del IX secolo a.C., enormemente propagatasi con l’Islam, idioma di medicina astronomia matematica filosofia mistica poesia, oggi parlato (in forma moderna) da oltre 300 milioni di persone in almeno 22 paesi, una delle 6 lingue ufficiali dell’Onu, scritto (e letto) da destra verso sinistra. L’ambasciatore italiano Ino Cassini (S. Margherita Ligure, 1941) e il docente arabo Wasim Dahmash (Damasco, 1948) con il colto chiaro “Alfabeto arabo-persiano” restituiscono agli italiani, compresi i tre milioni di musulmani qui residenti, una lingua non confiscata dal potere religioso. Due parole chiave per ognuna delle 28 lettere (tre per la prima, alif), una per le 4 proprie solo dell’alfabeto persiano, scelte per narrare di storia e geografia, cultura e politica (con riquadri sapidi di esperienze vissute e ricca bibliografia), per capire il mondo, tutto meticcio. Diritti per Medici Senza Frontiere.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Operette morali (Le brevi di Valerio 226)

Giacomo Leopardi
Operette morali
Armando, 2011
A cura di Ludovico Fulci, con DVD “Il filosofo della speranza” (a cura di S. Vinceti)
Filosofia

Recanati, Roma, Milano, Bologna, Firenze, Pisa. 1924-1932. In quegli anni Giacomo Leopardi (1798-1837) scrisse (almeno) venti “Operette morali”, un’opera in prosa definitivamente pubblicata a Napoli nel 1835 (dopo due edizioni intermedie, 1827 e 1834), curata da Ranieri, censurata (copie vendute con lo stratagemma del frontespizio) e ripresa criticamente da Moroncini nel 1929, ora trovabile presso molti editori. Armando cura testi utili nelle scuole, questo in particolare nei licei. Non si tratta di estratti, non si fa un’arbitraria selezione; anzi sono rese disponibili on-line le 4 operette di una delle versioni edite, altre operette rifiutate o solo abbozzate, appunti e approfondimenti. L’intento divulgativo dell’autore era unitario, “sogni poetici, invenzioni e capricci malinconici”, storie novelle dialoghi sulle relazioni fra specie compresa l’umana. Un’occasione per rileggerle, dall’incipit sulla “Storia del genere umano” alle conclusioni del “Dialogo di Timandro e di Eleandro”.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Il Re della sfoglia (Le brevi di Valerio 225)

Beniamino Baleotti
Il Re della sfoglia. Ottanta gustose ricette, tradizionali e innovative, a base di pasta fresca
Pendragon, 2017
Cucina

Da secoli. Dal bolognese. La pasta è sempre occasione di nutrimento e simbolo di convivialità, di mangiar sano e di buona cucina. Difficile dire da quanto sia in auge in Italia, comunque a partire dal 1400 non fu più un piatto solamente fatto in casa, cominciò a essere venduto e, ben presto, emerse una specifica tradizione emiliano-romagnola, in particolare per la pasta sfoglia. Da un uovo e 100 grammi di farina, adattati in proporzione o con critica sensibilità, trattati col mattarello, derivano infinite varianti di prodotti, semplici e ripieni. Il fidato mattarello del cuoco in grembiule giallo Beniamino Baleotti (Bologna, 1984) si chiama Antonello. Ospite della trasmissione “Detto fatto” su RAI 2, è stato definito “Il Re della sfoglia” e dal suo libro si capisce perché. Dedica varie pagine a illustrare con parole semplici materie prime, utensili, opzioni, i gesti opportuni per produrre, conservare, cuocere, degustare. Seguono ottanta ricette con foto da acquolina in bocca.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Spia contro spia (Le brevi di Valerio 224)

Duško Popov
Spia contro spia
Sellerio, 2018 (orig. 2012, prima edizione 1974)
Traduzione di Carla Chiaffrino (e Sofia Merlo)
Giallo

L’Europa tra guerre mondiali e doppi giochi. Dušan “Duško” Popov (1912 – 1981) apparteneva a una ricchissima poliglotta famiglia serba e, dopo studi giuridici, abile amante della bella vita, esercitò il mestiere di spia. Durante la Seconda Guerra, sotto lo pseudonimo Tricycle, lavorava per i tedeschi e riferiva agli inglesi, mantenendo comunque “troppi stemmi” sulla sua “bandiera”. Nel 1940 in Portogallo ispirò Fleming per la scena del bluff al tavolo da gioco (e altro ancora, anche se considerava 007 inverosimile). Nel 1941 avvisò gli anglo-americani del prossimo attacco a Pearl Harbour ma non fu preso sul serio (dal pessimo incompetente Hoover). Come Duško Popov spiega nel prologo dell’autobiografia Spia contro spia, a fine guerra gli diedero due abiti civili e un cambio di biancheria, andò in pensione, gli fu concessa cittadinanza britannica e vivacchiò niente male, attese un poco per raccontare ricordi personali e storie serie, verificando retrospettivamente i fatti.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

“Cittadinanze” nell’antica Roma. Volume I (Le brevi di Valerio 223)

Antonello Calore
“Cittadinanze” nell’antica Roma. Volume I, L’età regia
Giappichelli, 2018
Storia del diritto romano

Roma. Tra l’VIII e il VI secolo a.C. Riflettere sulla cittadinanza significa richiamare il rapporto giuridico fondamentale che lega l’individuo all’ordine politico e sociale, un legame che dopo la Rivoluzione Francese riguarda sia l’appartenenza (a una Nazione) che la partecipazione (a un sistema di diritti e doveri). Il modello sembra oggi entrato in crisi per ingenti flussi migratori, la globalizzazione dell’economia, il multiculturalismo delle società, il ruolo di istituzioni sovranazionali. Può essere, dunque, utile non dare per scontato il modello otto-novecentesco e verificare concezioni e pratiche più antiche. Antonello Calore (Sulmona, 1952) insegna Diritto Romano a Brescia e ripercorre con meticoloso acume l’evoluzione dello status dei cittadini romani (una minoranza dell’intera popolazione) nel periodo dei re da Romolo (753) ai Tarquini (509). Esistevano più Cittadinanze nell’antica Roma, acquisibili non solo con la nascita, mai strumento di pura esclusione e chiusura.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

L’anno degli studenti (Le brevi di Valerio 222)

Rossana Rossanda
L’anno degli studenti
Manifestolibri, 2018 (prima ed. De Donato, giugno 1968)
Prefazione di Luciana Castellina
Politica

Università (non solo italiane e francesi). Inizio 1968. Soprattutto nel 2018 molti stanno riflettendo sul significato del ’68, quando accadde alcuni partirono, furono permeabili e si rimisero subito in discussione. Rossana Rossanda (Pola, 23 aprile 1924) era allora deputata del Pci, in Commissione cultura, a fine legislatura (iniziata nel 1963, gli anni del primo centrosinistra, Psi e Pci su fronti opposti). Dopo poche settimane quell’anno accademico prese la strada della politica, si discuteva della riforma universitaria proposta dalla Dc, gli studenti in tante sedi decisero di dire la loro, parti in causa: assemblee, proposte, agitazioni. Rossanda si considerò partito in causa, andò in giro per l’Italia, cercò di capire. Da Trento a Milano, Torino, Genova, Pavia, Firenze, Cagliari, Salerno, Napoli, Sassari, Padova, Lecce, Venezia, Pisa, Roma. E a maggio partì con Magri (e Maone) per Parigi. Ecco L’anno degli studenti, stile chiaro, spirito critico, prospettiva reattiva.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Letteratura e ecologia (Le brevi di Valerio 221)

Niccolò Scaffai
Letteratura e ecologia. Forme e temi di una relazione narrativa
Carocci, 2017
Letteratura

Libri ed ecosistemi. Dall’inizio. Fin da epoche remote la raffigurazione della natura ha unito mimesi e invenzione, umano e animale, coinvolgendo sentimenti opposti e collegati: timore e dominio, venerazione e controllo. Niccolò Scaffai (Firenze, 1975) insegna Letteratura a Losanna. Dopo dieci anni di ricerche, studi, corsi, lezioni, contributi, saggi ha concepito un bel volume che affronta organicamente i nessi fra Letteratura e ecologia. Adotta definizioni e criteri, sottolineando le tre accezioni fondamentali del termine: studio di relazioni, insieme di attività, principio di tutela. Esamina le prospettive critiche e teoriche, insieme a costanti del rapporto fra uomo e natura. Ragiona sui dispositivi che definiscono la presenza dell’ambiente nelle opere d’invenzione (dallo straniamento al cambio di prospettiva animale o temporale). Considera il caso dei rifiuti e della letteratura italiana del secondo dopoguerra. Ricchissimo corredo di citazioni accurate e ampia bibliografia.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

L’ultima caccia (Le brevi di Valerio 220)

Joe R. Lansdale
L’ultima caccia
Einaudi, 2018 (orig. 2005, The Boar)
Traduzione di Seba Pezzani
Noir

Texas orientale. Estate 1933, i tempi duri della Depressione. Richard Ricky Harold Dale ha 15 anni, prova a battere i tasti di una macchina da scrivere, legge tutto quello che gli capita a tiro di sguardo, va ancora poco a scuola, condivide affanni e avventure di una famiglia povera: il papà precario disponibile a raggranellare qualche dollaro con scazzottate di lotta nelle fiere itineranti, la mamma gentile di nuovo incinta (dopo che l’anno prima non era riuscita a portare in fondo la terza gravidanza), il furbo amato fratellino Ike. Li avvisano che si è rivisto in giro il Vecchio Satana, un pericoloso cinghialone di oltre duecento chili, con zanne grandi e affilate come pugnali, già causa della morte di molte creature nella zona rurale. Con l’amico di colore Abraham Wilson si trova coinvolto ne L’ultima caccia, una gran bella storia di formazione del mitico Joe R. Lansdale (Gladewater, 1951), rievocata in prima molto tempo dopo, ottima per ragazzi e per adulti.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Naviganti delle tenebre (Le brevi di Valerio 219)

Carlo Mazza
Naviganti delle tenebre
Edizioni e/o, 2018
Noir

Bari. Un maggio recente, festa di San Nicola. L’ombroso capitano Antonio Bosdaves, dopo un anno di virtuale separazione, è stato riaccolto in casa dalla moglie Irene (con i due figli, Gabriele e Valentina), ma manca l’acqua e si devono spostare, lui presso la foresteria della Legione Carabinieri, a rileggere Tabucchi per addormentarsi. Proprio quando sta per tornare a casa (è il compleanno di Irene) gli assegnano il delicato complesso caso di una quarantenne etiope, Samira Estifanos, che gestisce un banco del pesce al mercato, scomparsa dalla casa dove vive sola. Il rapitore la violenta, la considera un’esca per il criminale che fece una strage anni prima, lasciandola unica superstite.
La collana Sabot/age conferma l’ottimo autore pugliese Carlo Mazza (Bari, 1956), al terzo romanzo della serie, Naviganti delle tenebre, lo stile essenziale e agro di scuola Carlotto, parte in prima, parte in terza varia, molto sul cinico faccendiere Costantino Lissandro e sulla bella sportiva Zelda, amante del capoclan Nazario.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Libri e lettori nell’Italia repubblicana (Le brevi di Valerio 218)

Gabriele Turi
Libri e lettori nell’Italia repubblicana
Carocci, 2018
Editoria

Italia. Dal dopoguerra. Il processo che porta a “produrre” un libro ha bisogno di apporti differenti: autori, editori, tipografi, librai, accanto a tutta un’altra serie di figure intermedie, come agenti, editor, magazzinieri, giornalisti e promotori. La storia di “intellettuali” s’incrocia con storie e tipologie di imprenditori e professionisti, artigiani e lettori, con gli apparati formativi e il mercato editoriale. In Italia manca una storia “industriale” del prodotto libro e ciò rende difficile anche la comparazione con altre realtà nazionali. L’esperto storico fiorentino Gabriele Turi da tempo riflette sul tema e ora vi ritorna con un agile testo dedicato a Libri e lettori nell’Italia repubblicana, sottolineando le dinamiche di concentrazione, la persistenza di specificità regionali e di piccoli editori e, soprattutto, la difficoltà di creare nuovi italiani “lettori”. Si accenna in breve alle trasformazioni degli ultimi anni, cercando piuttosto i fenomeni di lunga durata.

(Recensione di Valerio Calzolaio)