Naviganti delle tenebre (Le brevi di Valerio 219)

Carlo Mazza
Naviganti delle tenebre
Edizioni e/o, 2018
Noir

Bari. Un maggio recente, festa di San Nicola. L’ombroso capitano Antonio Bosdaves, dopo un anno di virtuale separazione, è stato riaccolto in casa dalla moglie Irene (con i due figli, Gabriele e Valentina), ma manca l’acqua e si devono spostare, lui presso la foresteria della Legione Carabinieri, a rileggere Tabucchi per addormentarsi. Proprio quando sta per tornare a casa (è il compleanno di Irene) gli assegnano il delicato complesso caso di una quarantenne etiope, Samira Estifanos, che gestisce un banco del pesce al mercato, scomparsa dalla casa dove vive sola. Il rapitore la violenta, la considera un’esca per il criminale che fece una strage anni prima, lasciandola unica superstite.
La collana Sabot/age conferma l’ottimo autore pugliese Carlo Mazza (Bari, 1956), al terzo romanzo della serie, Naviganti delle tenebre, lo stile essenziale e agro di scuola Carlotto, parte in prima, parte in terza varia, molto sul cinico faccendiere Costantino Lissandro e sulla bella sportiva Zelda, amante del capoclan Nazario.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Libri e lettori nell’Italia repubblicana (Le brevi di Valerio 218)

Gabriele Turi
Libri e lettori nell’Italia repubblicana
Carocci, 2018
Editoria

Italia. Dal dopoguerra. Il processo che porta a “produrre” un libro ha bisogno di apporti differenti: autori, editori, tipografi, librai, accanto a tutta un’altra serie di figure intermedie, come agenti, editor, magazzinieri, giornalisti e promotori. La storia di “intellettuali” s’incrocia con storie e tipologie di imprenditori e professionisti, artigiani e lettori, con gli apparati formativi e il mercato editoriale. In Italia manca una storia “industriale” del prodotto libro e ciò rende difficile anche la comparazione con altre realtà nazionali. L’esperto storico fiorentino Gabriele Turi da tempo riflette sul tema e ora vi ritorna con un agile testo dedicato a Libri e lettori nell’Italia repubblicana, sottolineando le dinamiche di concentrazione, la persistenza di specificità regionali e di piccoli editori e, soprattutto, la difficoltà di creare nuovi italiani “lettori”. Si accenna in breve alle trasformazioni degli ultimi anni, cercando piuttosto i fenomeni di lunga durata.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Una mente sociale (Le brevi di Valerio 217)

Aa. Vv.
Una mente sociale. Contributi in ricordo di Barbara Pojaghi
FrancoAngeli, 2018 (orig. 1964, prima edizione Giallo Mondadori)
A cura di Paola Nicolini e Sebastiano Porcu
Biografico

Macerata. 1949-2016. Barbara Pojaghi ha insegnato psicologia sociale a Macerata, assistente nel 1972, contrattista dal 1974, ricercatrice dal 1981, associata dal 2001, ordinaria dal 2009. Studenti e colleghi ne hanno vivida memoria, per le notevoli qualità comunicative e didattiche, per la miriade di iniziative di ricerca e per l’intensa attività sociale e territoriale dei quali sono stati testimoni, in rete con tutto quanto di civile, curioso e culturale si svolgeva nelle Marche. Fu assessore e consigliere comunale, presidente (o presidentessa) del consiglio comunale, protagonista in commissioni pari opportunità. Un primo (ricco, variegato, costoso) volume consegna a lettori, amici e conoscenti, con note e testimonianze dei due figli e di oltre cinquanta donne e uomini, una traccia del suo multidisciplinare impegno, riassunto nel titolo: “Una mente sociale”. Troverete profili universitari e collaborazioni, l’attenzione alla comunità e alla scuola, resoconti culturali, quattro scritti inediti, accanto all’ampio elenco bibliografico di sue pubblicazioni scientifiche.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Etica in laboratorio (Le brevi di Valerio 216)

Fabrizio Rufo
Etica in laboratorio. Ricerca, responsabilità, diritti
Donzelli, 2017
Scienza

I confini culturali del (nostro) corpo. Ora e in futuro. La scienza irradia problemi, allarga un circolo virtuoso di domande e risposte. Gli avanzamenti nel campo di biologia e medicina hanno trasformato i riferimenti pratici e simbolici della vita privata e di relazione, dalla generazione alla morte. Il colto acuto docente di Bioetica (a Roma) Fabrizio Rufo (1966) porta l’Etica in laboratorio, illustra lo stato dell’arte (scientifica) e delinea i possibili sviluppi. Il primo capitolo è più teorico: la parola “bioetica” compare nel 1971, si sviluppa accanto a biotecnologie e neuroscienze, costringe a ripensare il principio e la fine, assumendo in pieno una prospettiva evoluzionistica e radicando definitivamente le “emozioni” anche all’interno di reazioni corporee. Il secondo capitolo ridefinisce i rapporti tra scienza, politica e società: la conoscenza è un’elaborazione critica più raffinata dell’informazione, un bene in grado di determinare il grado di libertà di un individuo e la partecipazione ai meccanismi decisionali. Il terzo capitolo affronta il diritto alla salute.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

La ragazza di Marsiglia (Le brevi di Valerio 215)

Maria Attanasio
La ragazza di Marsiglia
Sellerio, 2018
Biografia

Italia. Prima e dopo l’Unità. Rosalia Montmasson nacque nel 1823 a Saint Jaroz (Savoia) e morì a Roma il 10 novembre 1904. È l’unica donna ad aver partecipato alla spedizione “dei Mille”, i 1162 volontari che sbarcarono in Sicilia l’11 maggio 1860, al comando di Giuseppe Garibaldi, episodio cruciale del Risorgimento. Allora era moglie di Francesco Crispi (1818-1901), si erano sposati a Malta il 27 dicembre 1854, ebbero 24-25 anni di vita coniugale, anche se nei libri di storia l’unica moglie “accreditata” a Crispi risulta Lina Barbagallo.
Attraverso l’accurata consultazione di archivi, epistolari, saggi, materiali iconografici, la poetessa e scrittrice Maria Attanasio (Caltagirone, 1943) narra Rose Rosalìe Rosalia, “La ragazza di Marsiglia”, ricostruendo dettagliatamente il legame amoroso con Crispi, dal primo incontro nel 1849 nel porto francese e poi a Torino (lei dal passo sfrontato e con un ciuffo di capelli ricci) alla celebrazione del matrimonio e al successivo annullamento.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Cristiani di Allah (Le brevi di Valerio 214)

Massimo Carlotto
Cristiani di Allah. Un noir mediterraneo
Edizioni e/o, 2018 (prima ed. 2008, introduzione di Amara Lakhous)
Noir storico

Algeri, coste italiane e francesi. 1541-1542. Redouane è figlio di pescatore divenuto mercenario, albanese di 31 anni, innamorato del tedesco Othmane, barbetta con le treccine alla moda. I due rinnegati si sono convertiti a Maometto, fatti tagliare il prepuzio e rasare il capo, per vivere quasi liberamente la loro omosessualità e coltivare la segreta speranza di partire per il Nuovo Mondo. Hanno tre schiavi e un servo, qualche soldo da parte, finanziatori per le scorribande. Algeri rientra nel dominio arabo delle malvagie intoccabili truppe turche. La vita da corsaro era dura, si faceva la guerra di corsa con spie e inganni per depredare porti e navi, cercando bottini e merci: schiavi e schiave, cibo, vino, gioielli, arredi, armi. I morti erano sepolti in mare.
Massimo Carlotto (Padova, 1956) scrisse dieci anni fa questo magnifico noir storico, Cristiani di Allah, narrato in prima persona, riedito ora con l’introduzione dello scrittore italo-algerino che lo accompagnò lì nel 2007.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

L’anello mancante (Le brevi di Valerio 213)

Antonio Manzini
L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone
Sellerio, 2018
Giallo

Aosta. 2012-2013. Sono finora usciti sei romanzi di Antonio Manzini con protagonista il vicequestore Rocco Schiavone, trasferito in punizione ad Aosta. Gli affezionati lettori sanno che si tratta di un’unica epopea psicologica esistenziale, molto segnata dalla morte a Roma della moglie di Rocco, il 7 luglio 2007. Le vicende gialle sono l’occasione (ogni volta diversa) per seguire evoluzione e introspezione del vicequestore.
Per un certo periodo, nelle belle raccolte a tema degli scrittori Sellerio, i racconti di Manzini riguardavano le esperienze collinari e trasteverine del nostro eroe, prima delle Clarks sulla neve. Poi l’autore si è messo alla prova, ed è riuscito efficacemente a narrare curiosi episodi montanari, sganciati dal flusso narrativo unitario della serie. Esce così una deliziosa antologia con le cinque storie aostane di Schiavone, la prima è  L’anello mancante e dà il titolo all’intero testo di piacevolissima lettura (e rilettura).

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Le case del malcontento (Le brevi di Valerio 212)

Sacha Naspini
Le case del malcontento
Edizioni E/O, 2018

Entroterra maremmano, Le Case. Lenti decenni contemporanei. È un borgo millenario, piccolo, scavato nella roccia, una ventina di case a destra e sinistra della via di mezzo, tra la Piazza del mercato e la Torre dell’Orologio, una chiesa, un paio di bar, una bottega, la tabaccheria, l’albergo. Una 25ina degli uomini e donne che vi vivono si trovano a raccontare (ciascuno in prima persona) parte di sé e degli altri, solo Adele Centini più volte, nata nel 1941, padre sparito nella campagna di Grecia, radiosa e bellissima, prima illibata fidanzata del vecchio vedovo possidente colonnello Isastia (il sesso si scopre con l’autista), dopo “vedova”. Ma è terra di scosse terremoti, geomorfologici ed emotivi. Una svolta per tutti avviene con il ritorno del bel Samuele Radi, che vi era nato e cresciuto, per poi fuggire. Trame, segreti, disgrazie, disastri, amori, crimini si accavallano e intrecciano in tutte Le case del malcontento, nuovo bel romanzo corale di Sacha Naspini (Grosseto, 1976).

(Recensione di Valerio Calzolaio)

La lunga notte del detective Waits (Le brevi di Valerio 211)

Joseph Knox
La lunga notte del detective Waits
Einaudi, 2018 (orig. 2017, Sirens)
Traduzione di Alfredo Colitto
Noir

Manchester. Novembre, ora, un anno e dieci anni prima. Il segretario di Stato per la giustizia David Rossiter, alto e affascinante, sui 45, già avvocato e marito di ereditiera, parlamentare tory, convoca Aidan Waits alla Beetham Tower, deve recuperare la più giovane delle sue due belle figlie, la 17enne Isabelle, capelli biondi (spenti) e occhi azzurri (intelligenti), rimasta invischiata prima con un tentato suicidio poi con il trafficante Zain Carver, nella cui residenza ormai vive da un mese. Waits va subito in uno dei locali cavernosi di Zain e incontra la 22enne “fattorino” Catherine, c’erano state altre scomparse di donne. Waits è un poliziotto (quasi) finito e si è appena infiltrato nell’organizzazione dello spaccio, era stato sorpreso a rubare droga, continua a farsi di anfetamina alla grande.
Il libraio Joseph Knobb ha scelto lo pseudonimo Knox per esordire nelle contorsioni notturne delle “sirene” noir con atmosfere hard-boiled (alla Chandler). Inizio faticoso, poi decolla.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Tokyo Soundtrack (Le brevi di Valerio 210)

Furukawa Hideo
Tokyo Soundtrack
Sellerio, 2018 (orig. 2003)
Traduzione di Gianluca Coci
Speculative fiction

Giappone. Tra qualche (non troppo) tempo. A Touta (i caratteri di dieci e canzone) e Hitsujiko (pecora e bambino) sta accadendo di tutto. Sono a stento sopravvissuti dal mare in burrasca. Il ragazzino introverso di sei anni era in motoscafo, rimasto solo dopo che il padre fu scaraventato via. La ragazzina ribelle di quattro e mezzo era sul traghetto con la madre obesa aspirante suicida, finì su una scialuppa. Naufragano separatamente su un’isola, grande e variegata, nell’arcipelago giapponese di Ogasawara. Vi sopravvivono insieme due anni, cambiando spesso rifugio d’emergenza, in mezzo a tanti pesci e capre. Quando tornano nella capitale la trovano sconvolta dai cambiamenti climatici e dalle conseguenti migrazioni forzate: continuano a imparare a convivere con terremoti e tsunami, temperature torride ed eventi meteorologici estremi, conflitti sociali. Grande sensibilità letteraria di Furukawa Hideo (1966) nel bel Tokyo Soundtrack, scritto a inizio millennio per un futuro probabile.

(Recensione di Valerio Calzolaio)