La Simeide (Le brevi di Valerio 291)

Tullio Bugari
La Simeide. Una lotta vincente
Seri Macerata, 2019

Jesi (Ancona, Marche). 1977-1996. Ci voleva proprio che, prima o poi, ora qualcuno raccontasse la vertenza della Sima di Jesi, una fabbrica metalmeccanica, dal punto di vista degli operai che la fecero e la vinsero! La prima parte spiega il contesto storico geografico, la seconda come e perché la crisi finanziaria generale del 1977 si riverberò sull’azienda fin quando (quasi dieci anni dopo) si mise fine ai tentativi di smantellarla, la terza la successiva applicazione dell’accordo col passaggio alla multinazionale Caterpillar e con la ricollocazione nel mondo del lavoro anche dell’ultimo operaio della vecchia Sima. Lo studioso Tullio Bugari (Jesi, 1952) definisce La Simeide un’epopea; segue giorno per giorno, anno per anno, assemblee dentro e fuori la fabbrica, riunioni istituzionali, blocchi scioperi denunce incontri trattative, volantini e documenti, il progressivo efficace farsi carico degli operai, direttamente, della sorte propria e di quella dell’azienda.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Rispondi se mi senti (Le brevi di Valerio 290)

Ninni Schulman
Rispondi se mi senti
Marsilio Venezia, 2017 (originale 2013)
Traduzione di Stefania Forlani

Hagfors, Värmland. Una settimana di ottobre. Nella regione a ovest di Stoccolma e al confine con la Norvegia, circa 10 mila laghi, foreste immense di abeti e mirtilli, e Klara, il più lungo fiume della Svezia, Petra Wilander, da poco capo della polizia, fa squadra con vari cittadini per la caccia all’alce. Quel freddo autunno, alla fine di una battuta, al capanno per la macellazione non si trovano né il 54enne Pär Sanner né la sua bionda figlia 13enne Alva. La Volvo è ancora dove hanno lasciato le auto per dirigersi agli appostamenti. Cercano Pär e lo trovano ucciso con la testa spappolata da uno sparo, Alva è sparita. Cominciano le indagini, ci si butta a corpo morto anche Magdalena Hansson, reporter del quotidiano di lì, in odore di chiusura, sempre stanchissima per l’appena nata Liv e l’assenza del compagno Petter, indaffaratissimo al lavoro. Rispondi se mi senti è il terzo romanzo di una riuscita serie noir della brava giornalista svedese Ninni Schulman (Lesjöfors, 1972).

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Il console onorario (Le brevi di Valerio 289)

Graham Greene
Il console onorario
Sellerio Palermo, 2019
Traduzione di Alessandro Carrera

Fiume Paraná, confine fra Argentina e Paraguay. Quasi cinquant’anni fa. Nella repubblica a nord c’è la terribile dittatura militare, nella repubblica a sud non ancora. Il 34enne dottore Eduardo Plarr è inglese, da venti anni è giunto in Argentina esule dal Paraguay solo con la madre (spagnola), il padre (inglese) restò lì a lavorare e non li raggiunse mai, a un certo punto scomparve. È amico del console onorario della zona, di basso rango e mezzo alcolizzato, Charley Fortnum, più anziano. Frequentano a letto la stessa bella donna, Clara, una delle ragazze della señora Sanchez. Un gruppo di guerriglieri paraguayani rapisce per sbaglio il console, a capo della banda c’è un ex prete amico del medico, le peripezie saranno aspre e dolorose. Con la cura di Domenico Scarpa, Sellerio ripubblica meritoriamente il grande scrittore inglese Graham Greene (1904-1991) e inizia con uno degli ultimi romanzi, bellissimo, Il console onorario (1973), nuova traduzione, breve introduzione di Baricco.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Lettera agli italiani come me (Le brevi di Valerio 288)

Elizabeth Arquinigo Pardo
Lettera agli italiani come me
People Gallarate, 2018

Italia. Oggi. Elizabeth Arquinigo Pardo (Lima, Perù, 1990) si è trasferita nel nostro paese quando aveva dieci anni, ha studiato qui, si è laureata qui, opera da anni (qui e in missioni all’estero) nel campo dell’asilo politico, non ha ancora la cittadinanza italiana, anzi il recente decreto cosiddetto “insicurezza” ha rallentato l’iter. Lo scorso anno lavorava come interprete alla Questura di Milano, assunta tramite contratto di collaborazione con l’agenzia europea (EASO), scrisse tre missive al vice presidente del consiglio, poi questo bel libro come aperta Lettera agli italiani come me. Non è accaduto niente, al danno si è pure aggiunta la beffa: nel febbraio 2019 il ministero degli Interni ha inviato una segnalazione; una direttiva ministeriale ad personam l’ha esonerata dall’incarico, senza spiegazioni; c’è una causa giudiziaria in corso. Intanto possiamo ben leggere la sua toccante intelligente riflessione da concittadina che purtroppo discriminiamo.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Guida al cinema noir (Le brevi di Valerio 287)

Stefano Di Marino
(in collaborazione con Michele Tetro)
Guida al cinema noir
Odoya Bologna, 2018

USA e mondo. Da quasi un secolo. Noir è parola francese ma definisce un genere cinematografico americano. Fu impiegata dai critici d’oltralpe dopo la fine della Seconda guerra mondiale, quando scoprirono la cinematografia statunitense sino ad allora “vietata” e ripresa dalla cultura europea per film e romanzi della prima metà del Novecento. La definizione parte da cosa non è, argomenti e ambienti che non gli sono propri: il noir è più uno stato d’animo, un’atmosfera che resta nel confine urbano dell’ambiguo e del chiaroscuro. Ben venga, dunque, questa aggiornata colta Guida al cinema noir dello scrittore (con immensa videoteca) Stefano Di Marino (Milano, 1961), esaustiva pur non essendo un dizionario, strutturata in cinque parti (scena del crimine, figure del genere, crimini privati, personaggi e temi dell’era moderna, anti eroi del post Noir), riferimenti alla storia cronologica e a singole vicende nazionali, approfondimenti su protagonisti e casi “scottanti” di specifiche opere.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Giustizia (Le brevi di Valerio 286)

Mario Salomone
Giustizia. Sociale e ambientale
Doppiavoce Napoli, 2019

Pianeta terra. Dal Neolitico a oggi, sempre più. La disuguaglianza nasce con la proprietà privata, quindi probabilmente, rispetto a un certo specifico egualitarismo del Pleistocene, le disuguaglianze compaiono tra 15 e 10.000 anni fa attraverso un processo graduale e multifattoriale, talora storicamente altalenante qui e là, prima e dopo. In un agile volumetto, Giustizia, terzo della collana delle lettere e delle parole-chiave (curata da Ugo Leone), il sociologo dell’ambiente, protagonista della fondazione dell’educazione ambientale in Italia, Mario Salomone (Potenza, 1949) riassume i nessi fra giustizia libertà ed eguaglianza, descrive i principali volti dell’attuale ingiustizia sociale e ambientale, definisce i termini dell’indispensabile conversione ecologica del pianeta, una utopia necessaria.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Adesso riposa (Le brevi di Valerio 285)

Giuseppe Bommarito
Adesso riposa
Italic Pequod Ancona, 2019

Macerata. Primavera. Il quasi 50enne vice questore Diego Cardelli, bel volto, sguardo penetrante, capelli neri, alto e slanciato, sta indagando su un traffico di rifiuti industriali, anche tossici, smaltiti illegalmente da un’azienda della provincia. Poi arriva il risultato dell’autopsia legata al terribile incidente notturno del 22 febbraio dopo la notte in discoteca, un morto sul colpo, i due amici ancora in coma. Ci sono le prove tossicologiche di ectasy, eroina e ketamina oltre che di alcol. Cardelli ha angosce e rischi di padre, una figlia appena 18enne, Chiara, sveglia e in piena fase oppositoria; decide di capire di più sul crescente fiorente mercato delle droghe, torna anche in ospedale da Stefano Monterisi che ogni pomeriggio parla al figlio Marco. Gli hanno dato qualche speranza di un risveglio, ma passano i mesi, crescono disperazione e sensi di colpa. Un secondo bel romanzo per Giuseppe Bommarito (Macerata, 1951), Adesso riposa, di forte dolorosa impronta autobiografica.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Come una lama (Le brevi di Valerio 284)

Maria Vittoria Pichi
Come una lama
Ventura, 2018 (Prima edizione 2011: ne avevamo parlato qua)
2018

Padova. 1981-82. È bene conoscere questa dolorosa storia vera, raccontata in prima con nitore e garbo. Il 17 dicembre 1981 venne rapito a Verona il generale Nato James Lee Dozier. Undici giorni dopo viene arrestata a Padova Maria Vittoria Pichi (Senigallia, 1954), lì dal 1973, laureata, contrattista in una farmacia a 20 km dalla città. Aveva appena compiuto 27 anni, viveva con Paolo, il cane Botolo e una coppia di coinquilini. La polizia dichiara di aver arrestato “quattro brigatisti della colonna veneta”. Falso, nonostante titoloni nazionali e marchigiani. Resterà in carcere fino al 6 aprile, Paolo fino al 10 ottobre. Il processo del 1988 dirà del “vuoto probatorio assoluto”, nessun clamore, nessun risarcimento. Nel 2009, dopo altre due perquisizioni fasulle, Maria Vittoria ha trovato il coraggio di raccontare quella vicenda, Come una lama, quanto di brutto accaduto durante, quanto di complicato accaduto dopo. Leggetela, nei primi mesi del 2019 ha già vinto vari premi letterari.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Forme del paesaggio 1970-2018 (Le brevi di Valerio 283)

Tullio Pericoli
Forme del paesaggio 1970-2018
Quodlibet Macerata, 2019

Colline, sopra e sotto, fuori e dentro, da mezzo secolo. Se e quando vi capita trascorrete ore o qualche giorno ad Ascoli nelle Marche. Fino al maggio 2020 resterà aperta una splendida mostra il cui catalogo è appena uscito in un’ottima curata edizione: Tullio Pericoli, Forme del paesaggio 1970-2018. Pericoli (Colli del Tronto, 1936) è uno dei più grandi illustratori giornalistici viventi (non solo italiani) e ha sempre continuato a dedicarsi soprattutto alla pittura, con una produzione di opere di alta qualità. La mostra prende spunto dai recenti terremoti del 2016 in quell’area a cavallo fra Lazio Marche Umbria (dipinti del 2017-2018) e va progressivamente cronologicamente indietro sino all’iniziale (significativo) “Focolaio sismico” del 1971; oli su tela, acquerelli, chine e matite su carta, immagini stratificate, sezioni materiche. Nel catalogo interessanti saggi (pure nella traduzione inglese) di Silvia Ballestra, Salvatore Settis e Claudio Cerritelli (curatore della mostra).

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Leonardo Sciascia scrittore editore (Le brevi di Valerio 282)

Salvatore Silvano Nigro (a cura di)
Leonardo Sciascia scrittore editore ovvero La felicità di far libri
Sellerio Palermo, 2019 (1° ed. 2003)

Palermo. Secolo scorso. Leonardo Sciascia (Racalmuto, 1921 – Palermo, 1989) fu di casa alla Sellerio, fondata dall’imprenditrice Elvira Giorgianni e dal marito fotografo Enzo Sellerio nel 1969, cinquant’anni fa. Era una specie di socio senza interessi finanziari nell’impresa, direttore editoriale, operatore dell’ufficio stampa e capo delle pubbliche relazioni, lettore e consulente per libri e titoli, spesso scrittore di tutte le parti non d’autore di quelli da editare. All’inizio (fino al numero 71) scriveva lui stesso i risvolti di copertina della magnifica sempiterna collana “La memoria” (ora giunta al 1135 e oltre), poi continuò riservandosene solo alcuni (oltre ai propri), finché visse. Aveva pensato di raccoglierli, anni dopo è uscito e, nel cinquantenario dell’editore siciliano, è ora ripreso con magnifica cura e copertina rigida un bel volume dei suoi testi: tutti i risvolti non firmati, le avvertenze editoriali, i segnalibri, le introduzioni. Una chicca!

(Recensione di Valerio Calzolaio)