Le varie di Valerio/14: Pennac

Ultime notizie dalla famigliaDaniel Pennac
Ultime notizie dalla famiglia
Traduzione di Yasmina Melaouah
Feltrinelli, 1997
Teatro

Parigi. 1996. Benjamin Malaussène, capro espiatorio dal cranio di ferro, legge su una panchina il libro intitolato al suo Signor figlio. Racconta di quando il fratello Jérémy gli chiede spiegazioni su come nascono i bambini, di come la futura nonna ha fatto sette figli con compagni diversi, di chi ha fatto tifo e di chi ha messo i bastoni fra le ruote. Cerca di darci l’idea di cosa si prova quando si sta per diventar padre: l’annunciazione, la presentazione (soprattutto alla madre Julie), la desolazione (quasi un aborto spontaneo?), la risurrezione (nella pancia di una suora), l’apparizione. Ah, che originale pièce teatrale il compendio dei pensieri sulla gravidanza del protagonista dei quattro romanzi di Pennac, già in larga parte monologhi sparsi nell’ultimo della serie! Anche la regina Zabo, capa di Ben alle Edizioni del Taglione, prende atto del nome, alla fine. Il volume è completato da un secondo delizioso pezzo (“Cristiani e Mori”, come dire “pasta e fagioli”) dedicato all’altro fratello, Il Piccolo con occhiali rosa, che soffre di bartlebismo e vuole conoscere il proprio di padre naturale, protagonista dei romanzi di Charyn, amante della spalla d’agnello alla Montalban!

Daniel Pennac si è divertito molto a scrivere. Anche noi a leggere. Il monologo teatrale (dialogo dell’unico attore con le ecografie del suo nascituro) debuttò nell’ottobre 1996 a Parigi, poi a luglio 1997 al festival di Spoleto e in vari teatri italiani, grazie all’adattamento dell’Archivolto di Genova. In Francia l’autore era in sala tutte le sere (in fondo, nascosto), in Italia il magnifico interprete fu Claudio Bisio. Ebbe inizio così l’avventura teatrale dell’esimio Pennacchioni (Casablanca, 1944). Il racconto era stato invece pubblicato da Le Monde nel luglio 1996 con un’iniziativa originale: uno scambio settimanale di testi fra autori amici, seguì Jerome Charyn con Chiamatemi Malaussène. L’idea di pubblicarli insieme è dell’editore italiano, visto lo straordinario successo che scrittore e protagonista avevano (e hanno) in Italia, merito anche della bravissima traduttrice, madre astigiana e padre tunisino, il cui nome sembra (ma non è) tratto dalla saga. Si parla molto della paternità responsabile, anche se si capisce  che la vera fatica ed esperienza irripetibile è la maternità. Da uomo a uomo, ironie e paure di fine secolo. Tra nuvole di cartapesta.

(Articolo di Valerio Calzolaio)

Le gialle di Valerio/50: Carlotto

il giardino di gaiaMassimo Carlotto
Il giardino di Gaia
Feltrinelli, 2013
Racconto noir e radiodramma (teatro)

Un paesino padano. Primavera 2011. Gaia Convento Bruni gestisce un marito impiegato in una posizione strategica all’ufficio urbanistica, Lorenzo, e il loro figlio quasi ventenne, Enrico. Lei non lavora, ha un amante geometra e si barcamena crudelmente alla grande: villetta, tre auto, settimana bianca, vacanze al mare, sesso familiare rapido dopo una cenetta ogni sabato, scuola private e ora università per Enrico. Finalmente (dal suo punto di vista) Lorenzo ha deciso di accettare la prima mazzetta, proposta dall’impresario Giacomazzi e dall’assessore Lucato. Lei suggerisce solo di chiederla più alta, sa già che farne: sostituire la casetta stile tirolese e la betulla siberiana del giardino con un trullo originale e un olivo secolare pugliesi. E poi comprare lo spiderino giapponese al figlio (che gira con un’utilitaria da operaio) purché lasci Jennifer, l’imperfetta fidanzata con la quale sta da tre anni. Il marito è sottomesso ma inquieto, Gaia scopre che anche lui ha un’insospettabile amante e, nel giro di qualche mese, sistema tutto.

Massimo Carlotto (Padova, 1956) ha sviluppato nell’inverno 2012 una particolare serie narrativa, in forma di racconto acustico dei moderni peccati di paese, una storia inedita concepita per l’oralità, con suggestioni e sensazioni sonore, poi trasformata in audiodramma. Ad alcuni di noi fortunati è stato possibile, muniti di cuffie, vedere-ascoltare una delle prove di registrazione al Teatro Elfo Puccini di Milano, un’ora di creazione in diretta dell’immagine acustica, con sei attori lettori e doppiatori di suoni, regista Sergio Ferrentino. Pochi mesi dopo il volume ha raccolto il testo originale, l’adattamento radiofonico e le indicazioni necessarie per la registrazione.
È possibile anche acquistare su internet il file audio del radiodramma legato al progetto AutoreVole della Fonderia Mercury di Ferrentino. Per la stessa serie sono stati editi da Feltrinelli anche i racconti di Pino Corrias, Sandrone Dazieri, Andrea Bajani, Elisabetta Bucciarelli, Carlo Lucarelli; mentre Salani ha realizzato i cofanetti audio.

(Articolo di Valerio Calzolaio)

La luna di carta di Andrea Camilleri al Teatro Stabile del Giallo

locandinalunadicartaÈ in scena l’adattamento teatrale del romanzo di Andrea Camilleri La luna di carta (Sellerio, 2005) al Teatro Stabile del Giallo di Roma. Regia di Maria Luisa Bigai e scenografia che ruota sul gioco di ombre dietro pannelli di carta di riso. Si tratta di una prova complessa per gli attori storici dello Stabile, impegnati a caratterizzare personaggi la cui figura è già solidamente radicata nel nostro immaginario grazie alla trasposizione televisiva.
Nino D’Agata è un Salvo Montalbano triste, a cui si è piantato in testa il pensiero della morte. Meglio indagare su un omicidio, per quanto scomodo possa essere. Il cadavere è quello di Angelo Pardo, informatore scientifico. Un cadavere rinvenuto nella dépendance dell’appartamento dell’uomo, in posa oscena, il volto parzialmente asportato da un colpo di rivoltella. Le indagini si indirizzano subito verso la turbolenta vita sentimentale del morto. Donne, tantissime donne: una sorella conturbante e gelosa (Anna Masullo), un’amante bellissima e scapestrata (Linda Manganelli), una ex delusa (Maria Teresa Pintus), un grave peccato giovanile… Ognuna di queste donne aveva un motivo per uccidere Angelo durante l’amplesso – se poi amplesso c’è stato.
Indaga il bravissimo Fazio (Andrea Ruggieri), mentre Catarella (Giovanni Rizzuti) mette a frutto insospettate abilità informatiche, ma è Salvo Montalbano che deve tirare le fila del tutto. E Montalbano, sedotto, rischia di perdere di vista la realtà…

La magia del palcoscenico, quella che si rinnova ogni sera allo spegnersi delle luci in sala, coinvolge lo spettatore e vale ben più del prezzo del biglietto.
Lo spettacolo è introdotto dall’inconfondibile voce del maestro Camilleri che invita gli spettatori a spegnere “cellulari e sigarette”.

In scena al Teatro Stabile del Giallo fino al 10 marzo

Via al Sesto Miglio, 78
00189 Roma, Italia.
Per Info e Prenotazioni:
+39 06 33262799
stabile.giallo@gmail.com

Il sito dell’editore Sellerio riporta: «Tra due donne forti e insidiose deve industriarsi il commissario Montalbano: una estroversa, e di franca sensualità; l’altra segreta, e di morbosi ardori, capace di tutto intraprendere e di tutto nascondere. Si sgambettano a vicenda, le due donne, su scivolosi precedenti: che sono esche e trappole per il commissario («Quann’era picciliddro, una volta sò patre, per babbiarlo, gli aveva contato che la luna ‘ncelu era fatta di carta. E lui, che aviva sempre fiducia in quello che il patre gli diciva, ci aviva criduto. E ora, maturo, sperto, omo di ciriveddro e d’intuito, aviva nuovamente criduto come un picciriddro a dù fìmmine…, che gli avivano contato che la luna era fatta di carta»). La verità non procura rimedio. Se non è vittoria è purtroppo vendetta. Rovinosa e tragica. Secca e asciutta, nell’orrore: «la tragedia, quann’è recitata davanti alle pirsone, assume pose e parla alto, ma quando è profondamente vera parla a voce vascia e ha gesti umili. Già, l’umiltà della tragedia». Il commissario interloquisce con l’incipiente vecchiaia. Ricalibra le sue negligenze. Escogita ripari alla ruggine degli anni. Impara a convivere con l’ossessione della morte (un orologio biologico che batte l’ora grave) e dà udienza a passi ciechi che conducono al mistero di una casa «morta» (alla Faulkner): nella quale, attorno a un cadavere oscenamente atteggiato, si impaludano e covano le acque putride di passioni irritabili e scenografiche; insieme al fondiglio di un’oscenità politica, che lascia emergere cadaveri eccellenti e prospere viziosità. La trama è torbida, in questo romanzo che la palude stigia (facsimile della morte civile) fa solidarizzare con una politica governativa drogata di ordinaria anormalità».
Salvatore Silvano Nigro

Segnalazioni dalla rete (e un saluto dal TARDIS)

Francobolli Doctor WhoLa visione del Doctor Who sta assorbendo tutto il mio tempo libero, o quasi (per fortuna ci sono in giro solo sette stagioni, dal 2005 in poi, altrimenti sarei sparita per sempre…). A parte i francobolli commemorativi che vedete sopra, per festeggiare degnamente i cinquant’anni del Dottore sono stati cooptati i più famosi autori britannici: ogni mese uscirà un racconto in ebook e a novembre i racconti saranno pubblicati in una speciale edizione cartacea. Si inizia il 23 gennaio con Eoin Colfer.
Maggiori informazioni sulla pagina FaceBook del Doctor Who.
Insomma, mancavo solo io, e la cosa iniziava a essere fonte di serio imbarazzo. Torno al TARDIS e vi lascio le segnalazioni più interessanti degli ultimi giorni, con la promessa di approfondire presto.

Frankenweenie – Lungamente annunciato e posticipato, sta per uscire nelle sale italiane Frankenweenie, l’ultima fatica di Tim Burton. Il film è tratto da un corto girato nel 1994 dallo stesso Burton che è stato reso disponibile online in versione integrale:

Radiodramma – Dal sito delle Fonderie Mercury è possibile scaricare il radiodramma L’etica del parcheggio abusivo di Elisabetta Bucciarelli, registrato al Teatro dell’Elfo di Milano il 12 gennaio. L’opera fa parte di un progetto che ha già visto la partecipazione di altri autori (tra cui Carlo Lucarelli e Sandrone Dazieri) e che punta sull’ascolto e sulla narrazione orale in teatro. Per chi non ha mai conosciuto la drammaturgia radiofonica, è un’esperienza da provare.

Libri/1 – Si chiamerà Inferno e uscirà il 14 maggio 2013. Sarà ambientato a Firenze e minaccia di essere il prossimo best seller americano che inonderà le librerie in estate o a Natale: è il nuovo romanzo di Dan Brown con il solito protagonista, il professor Langdon. L’Huffington Post, nel dare la notizia, ha ritenuto necessario precisare che il titolo richiama l’opera di Dante Alighieri. Siete contenti, sì?

Libri/2 – Di tutt’altro tenore, invece, la scrittura di Alicia Gimènez-Bartlett, che ambienta il suo ultimo romanzo Gli onori di casa in Italia, per la precisione a Roma. Questo, invece, ci fa piacere.

Libri/3 – È stato ritrovato – e sarà ripubblicato – un saggio di Agatha Christie sulla letteratura poliziesca. La Christie cita i membri del Detection Club (di cui Fabio Lotti ha parlato qua) e le loro “creature” e dichiara di essere mortalmente annoiata dal “suo” Poirot. Il saggio era stato commissionato dal governo inglese per diffondere lo stile di vita occidentale nell’ex Unione Sovietica.

Per i maniaci del dettaglio (come me) – Finalmente qualcuno si occupa seriamente dell’annoso problema delle imprecisioni nei romanzi gialli. È la WAS, Washington Academy of Science. Ne parla Stefano Bartezzaghi in Libri, il fact-checker per la fiction un bollino per i gialli senza errori.

L’ospite inatteso di Agatha Christie al Teatro Stabile del Giallo (Roma)

Gran finale di stagione al Teatro Stabile del Giallo. Va in scena fino al 13 maggio L’ospite inatteso (The Unexpected Guest), commedia di Agatha Christie del 1958 che in Italia non è molto nota (qualcuno forse ricorderà l’omonimo film per la tv di Daniele D’Anza del 1980).
La commedia è stata interamente ritradotta da Edoardo Erba, e con l’occasione il regista Raffaele Castria ha scelto di seguire filologicamente il copione della Christie non solo nei dialoghi e nei movimenti degli attori, ma perfino negli arredi di scena, che ripropongono lo stile Chesterfield dell’epoca.
La trama è quella – solida – del giallo classico: in una notte di nebbia uno sconosciuto, con la macchina in panne, bussa alla porta di casa Warwick per chiedere soccorso. Ma quella che gli si para davanti agli occhi è una scena tutt’altro che domestica: Richard Warwick, il padrone di casa, è morto. La moglie tiene fra le mani una pistola fumante. Tutto molto chiaro, no? E invece no: ci sono altri abitanti nella casa, e ognuno di loro aveva almeno un movente…
Il finale – nella scelta operata dalla regia – è in linea con la soluzione “a sorpresa” della Christie.

Dal 1984 il Teatro Stabile del Giallo propone i classici del giallo e del mistero nell’atmosfera incantata del teatro. Questo teatro, piccolo ma molto attivo e molto seguito dagli appassionati del giallo, ha due particolarità a cui il pubblico è affezionato: la prima è quella di mettere in palio ogni sera, tra gli spettatori, una bottiglia di Vin Giallo; la seconda è che a fine spettacolo attori e spettatori cenano insieme e scambiano quattro chiacchiere.

Da qualche anno, inoltre, lo Stabile del Giallo propone uno spettacolo dedicato ai bambini. A partire da oggi ogni sabato pomeriggio va in scena Il raduno dei pirati e il terrificante mistero del vescello fantasma di Cinzia Giorgio e Anna Masullo.