LibriCome e la diretta streaming con Carlos Ruiz Zafon

Meraviglie della tecnologia: comodamente seduta sul divano di casa posso seguire la conversazione tra Marino Sinibaldi e Carlos Ruiz Zafon all’Auditorium, nell’ambito della manifestazione LibriCome. L’intervento di  viene trasmesso in streaming su librinellarete grazie a Telecom Italia, e non so se sia più stupefacente l’interesse di Telecom per i libri o il fatto che la connessione funziona. (A parte l’audio, che ha recuperato la piena funzionalità alle 21.48).  Altri incontri saranno trasmessi nei prossimi giorni:

Venerdì 9 marzo
Salvatore Settis e Gian Antonio Stella
Sabato 10 marzo
Clara Sánchez
Domenica 11 marzo
Alessandro Baricco

La conversazione con Zafon non esordisce in modo particolarmente entusiasmante: si parla di un adulto che ha ottenuto il successo grazie al passaparola e dello stesso adulto da giovane (appena nove anni) che si divertiva a fare l’editore in erba.
La prima domanda è d’obbligo: come è nata l’idea del cimitero dei libri dimenticati?
La risposta è altrettanto obbligata: Vivevo negli Stati Uniti, a Los Angeles, e notavo la cancellazione del passato, della memoria. E questa perdita di memoria mi ha preoccupato: come facciamo a dire chi siamo se non ricordiamo cosa c’è nella nostra storia?: Viaggiando, inoltre, incontravo molte librerie dell’usato ed erano sistematicamente vuote. Tutto questo si è cristallizatto nella metafora della biblioteca dei libri perduti Barcellona, e mi sono reso conto che per me questo era un tema importante ed era una storia da raccontare.
Marino Sinibaldi elogia Bruno Arpaia, traduttore di Il giardino del cielo, perché i libri vivono attraverso la traduzione. Concordo.


A proposito del successo: Quando L’ombra del vento è uscito in Spagna, era già stato letto da diverse persone dell’editoria che dicevano che era molto bello ma che lo trovano poco vendibile, e mi facevano i complimenti ma mi dicevano che gli dispiaceva. Quando il libro è uscito, per una piccola casa editrice, un paio di recensori ne hanno parlato bene, e si è innescata una piccola reazione a catena, e questo ha creato un effetto palla di neve, ma ancora abbastanza tranquillo. Solo quando il libro è stato pubblicato fuori dalla Spagna, ed è piaciuto, il libro è stato rivalutato anche in Spagna. Quindi è diventato famoso prima fuori dalla Spagna, e solo dopo in Spagna. È stata una cosa lenta ma graduale. Anche ora, a dieci anni di distanza, il libro continua a vendere. Questo succede quando conquisti un lettore alla volta.
La conversazione si sposta su un versante più interessante quando si parla di libri per ragazzi e di classici della letteratura. Dell’esperienza di autore per i giovani, Zafon racconta di non averne compreso appieno l’importanza fino a quando non si è reso conto di quanto lo avesse formato avere un target giovane, perché i giovani sono molto immediati: se una cosa non piace loro, semplicemente non la leggono.
Zafon ribadisce la sua natura di lettore onnivoro. Tra le sue letture cita Faulkner, Chandler, Pelecanos, Lehane, ma anche Joyce Carrol Oates, John Le Carré, e un’infinita schiera di sconosciuti.

Si parla infine della tetralogia, vista come uno spartito: L’ombra del Vento si incentra sul malinconico Daniel, ma c’era anche Firmin, il personaggio divertente, il contraltare, il personaggio picaresco, il matto che dice la verità. Ecco, Firmin non rivela i suoi segreti fino a Il prigioniero del Cielo, in cui scopriamo perché Firmin è così. C’è l’ispettore Fumero, un personaggio orribile. Il gioco dell’Angelo è essenzialmente la storia di un uomo che perde il senno, vede la realtà sbiadire sotto i suoi occhi e cerca di recuperare il senso della realtà.
È un complicato gioco di incastri. Se si segue l’ordine cronologico della pubblicazione si ha un senso, ma non è importante iniziare dal primo libro: a seconda del momento in cui si fa ingresso nella trilogia si ha una percezione diversa dell’intera opera. È come se a turno i personaggi prendessero in mano il microfono e cantassero da solisti.
Viene poi evidenziato il ruolo di Barcellona come protagonista assoluta.
Marino Sinibaldi torna quindi al tema iniziale, la contraddizione tra memoria e oblio, contraddizione ancora irrisolta. Zafon nota come il tema sia molto delicato: la memoria è labile e selettiva, ricordiamo ciò che serve per sopravvivere e rimuoviamo ciò che ci addolora. La memoria ci mette davanti allo specchio e ci fa capire chi siamo. Per quanto riguarda la Spagna: la Spagna ha attraversato, dopo la Guerra Civile, un lungo periodo di silenzio e la gente non voleva ricordare. Quando è arrivata la democrazia ci si è chiesti se bisognasse recuperare la memoria e riaprire le ferite, o se fosse preferibile, come è stato fatto, fare il patto del silenzio. La storia della democrazia spagnola era talmente fragile che si è ritenuto preferibile non riaprire le ferite recenti. E nuovamente si è tirato avanti, nonostante le voci dissonanti. Adesso siamo in una nuova fase: del periodo della Guerra Civile si parla, ma nessuno è disposto a riconoscere le colpe, anche se evidentemente la bilancia pende da una certa parte. Noi – io sono nato nel 1964 – non abbiamo le conoscenze di prima mano per stabilire quale sia la verità; quelli che ne hanno conoscenza di prima mano o sono morti e non ne vogliono parlare, e le nuove generazioni non sanno nulla.
Eppure dovrebbe essere fatto, perché una Guerra c’è stata, e ci sono persone che si uccidevano fra loro, fratelli, vicini. Io spero che i miei libri aiutino il lettore a porsi delle domande. Finita la storia, dovrebbe rimanere la voglia di sapere.


L’invenzione del sopracciglio alzato: si dibatte non solo sul sopracciglio, ma sugli occhi e sull’attitudine presuntuosa della gente, che impedisce l’approccio curioso al mondo. E si parla dei lettori settoriali, di quelli che dicono “Io non leggerei mai un libro con una creatura volante sulla copertina”. A questo proposito Zafon dice che ogni libro, in quanto saggio di creatività, merita l’attenzione del lettore perché in quel libro c’è uno scrittore che ha fatto del suo meglio. Forse gli scrittori spagnoli sono diversi, perché non mi sento assolutamente di condividere questa affermazione, ma apprezzo la generosità di Zafon.

Domanda di prammatica per la chiusura: qualcosa sul quarto volume della tetralogia?
Intanto che non uscirà prima di tre anni, perché questi sono i tempi con cui scrivo. Il titolo non viene rivelato e il contenuto… nemmeno. L’unica cosa che si può dire è che quelli di voi che pensano di aver capito qualcosa della costruzione della saga saranno nuovamente sorpresi, e forse avranno voglia di ricominciare da capo.

I libri in italiano di Carlos Ruiz Zafon sul sito di Mondadori.