Dr House, la fine della serie.

E così, dopo otto stagioni, è arrivata anche la puntata finale di Dr House, la serie che ha stravolto il concetto di “politically correct” in televisione. Il medico più cattivo nella storia della fiction, emotivamente disastrato, insopportabile traduzione ospedaliera dell’high-functioning sociopath sherlockiano, ha cessato di allietare le nostre serate (le mie di sicuro, le vostre a breve, se lo seguite in italiano).
Anche se gli ascolti erano calati a partire dalla quinta stagione – segno che persino le cose belle e intriganti annoiano, se tirate troppo in lungo – rimpiangeremo il fottuto bastardo.

Attenzione, il finale è del genere “dopo di me il diluvio”.

Cose che ho imparato dall’ultima stagione di House:

- Quando inizi a vomitare sangue, la situazione è seria.

- Se non è cancro, è sarcoidosi. Oppure un coagulo.

- “Diagnosi differenziale” significa che un team di medici altamente specializzati non ha idea di come curarti.

- Se sei donna, non importa che tu faccia il medico o la prostituta: la vita è comunque dieci volte più dura rispetto a un uomo.

- La vita fa schifo. E a volte può persino peggiorare.

- Everybody lies.