Le brevi di Valerio/157: Sette giorni in Grecia

Autore Emanuele Apostolidis e Isacco Saccoman
Titolo Sette giorni in Grecia
Editore Becco Giallo
Anno 2017

Grecia. Se capita. Bella idea, un taccuino di viaggio a fumetti con suggestioni, curiosità, tradizioni e cibo per “Sette giorni in Grecia”. Si tratta di sette itinerari scelti da un nipote con sua nonna (Afrodite), qualche pagina scritta per orientarsi, un’avventura a vignette per comunicare meglio: il centro e le periferie di Atene, da Patrasso a Corinto, le 56 isole delle Cicladi, il Dodecaneso (non solo Rodi), le Sporadi, da Salonicco ai sette monasteri di Meteora, Creta. Lo sceneggiatore poeta Emanuele Apostolidis (Schio, 1982) e il fumettista illustratore Isacco Saccoman (Mira, 1987) hanno poi aggiunto in appendice qualche piatto tipico e un dizionario linguistico per il turista, fornendoci così una guida simpatica e originale di bei luoghi da rivisitare, prima o poi.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Intervista a Stefano Labbia

Oggi incontriamo Stefano Labbia, un autore versatile molto interessante e ancora poco conosciuto in Italia, in occasione dell’uscita di due graphic novel, Kremisi e Killer Loop’s.

AB – Dunque, cosa bolle in pentola?
SL – Nell’immediato, l’uscita di due graphic novel. Killer’s Loop sarà autoprodotta con un mini albo da 50 pagine a cura del bravissimo disegnatore Francesco Grieco e distribuita presso il circuito Feltrinelli – Mondadori. Kremisi probabilmente sarà distribuito nel circuito delle fumetterie – librerie specializzate e sarà un volume brossurato. A seguire, il mini albo di Killer Loop’s (Killer Loop’s: Kaos) presenterà i comprimari che ruotano attorno a Kimberly nel suo universo: Vincent, suo cugino, Violet, sua cugina e sorella di Vincent, Jimmi Jones, il team di Safe e i membri de La Distale. In lavorazione c’è un volumen dove finalmente vedremo Kimberly in azione, seppure in storie brevi ed autoconclusive, dal titolo Kimberly Short Stories Volume #1, avrà distribuzione Feltrinelli – Mondadori e avvieremo una campagna di raccolta fondi per sovvenzionarne la produzione e la distribuzione.

AB – Colpisce la sua poliedriticità: poeta, autore di testi per la tv, adesso fumettista nella triplice veste di soggettista, sceneggiatore e disegnatore. Come mai? Nel fumetto ci sono pochi esempi paragonabili al suo. Mi viene in mente Neil Gaiman, come paragone illustre.
SL – Grazie innanzitutto per questa splendida opportunità! Cosa dire al riguardo… ho bisogno di esprimere ciò che ho dentro… ed ogni idea, ogni sensazione, ogni emozione ha un modo diverso di essere veicolata all’esterno. La graphic novel credo che sia un mezzo attraverso cui poter esprimere poesia, sceneggiatura e testi che potrebbero benissimo essere adattati per la tv, in un’unica soluzione. Precisazione: i disegni non sono miei ma di due fantastici giovani disegnatori. Vi ringrazio per l’accostamento: fa sempre piacere, soprattutto se del calibro di Gaiman… Ovviamente è un paragone da prendere con le molle perché io muovo i miei primi passi e di strada da fare per me ce n’è tanta ancora!

AB – Escono, in contemporanea, due suoi lavori con stili molto diversi: un noir stile il Nick Fury di Steranko (ma forse anche Breccia o Miller) e uno di supereroi con grafica più commerciale. Anche qua, come mai ha scelto di cimentarsi con generi e stili così diversi?
SL – Ogni storia richiede le sue circostanze: sono attento – o almeno cerco di esserlo – ad ogni particolare del progetto che creo e curo quasi maniacalmente. Mi metto nei panni del lettore – essendolo tuttora! -: mi piacerebbe leggere una storia del genere? È il mio punto di partenza. Kremisi, ad esempio, è una storia che secondo me mancava nel panorama supereroistico a livello globale. I disegni sono volutamente in stile USA ma non è sarcasmo o provocazione. È solo coerenza stilistica con la storia. Necessità. Nel microcosmo di Kremisi ogni “eroe” non vuole essere tale – salvo rare occasioni. E fondamentalmente, la stragrande maggioranza di loro, fa parte dei così detti “loser” della società… che si ritroveranno poi ad essere l’unica salvezza per il mondo, da quella che sarà un’ondata di criminalità senza precedenti e che viene… da lontano – per inciso… non è del nostro tempo. Al contrario del classico mondo dove supereroi spadroneggiano e dove continue resurrezioni sono possibili… in Kremisi questo non avviene. È il nostro mondo. Quello in cui viviamo. Solo… gli eroi esistono. Ma chi muore non ritorna. Mai più. Killer Loop’s invece è una storia pulp nel vero senso del termine. Kimberly, il protagonista, è un killer per certi versi imbranato. Un imbranato che però vince sempre. O quasi… La rivincita degli imbranati, potrebbe essere un bel titolo per una sua storia! Diciamo, per farla breve, che è una storia dalle tinte noir condita con del buon “sano” black humour.

AB – L’uso della tricromia (bianco nero rosso) era in voga nei fumetti anni 50 stile Fantax; più recentemente lo abbiamo visto in Sin City di Miller e in Morgan Lost in Italia. Si rifà a qualcuno? Perchè? (Se fosse solo per il sangue, prende spunto dal musical Chicago in cui si vedono nastri rossi che escono dalle ferite quando le condannate raccontano i loro omicidi?)
SL – In Italia credo che l’ultimo ad usare la tricromia (ma potrei benissimo esser da Voi smentito) sia stato Ortolani nella ristampa del suo “La lunga notte dell’investigatore Merlo”. Killer Loop’s ha l’esigenza di dire molte cose. Si maschera tra le pieghe del pulp, del noir e vive di black humour. Battute al fulmicotone, lancinanti, si accostano bene, a mio dire, ad ambientazioni e scene dove il rosso… fa la sua parte. Il bianco e nero, però, dice già tutto o almeno ci prova. Diciamo che il rosso è la ciliegina sulla torta! Oh… ho adorato Sin City. Il fumetto. Il / i film… Così, così.

AB – Il supereroe che in un lampo si trasforma è un po’ déjà vu (già in Wonder Woman ma più recentemente in Venom, un simbionte alieno che condivide il corpo con l’organismo ospite): non è un po’ troppo semplificativo rispetto alla necessità di nascondere la propria identità segreta?
SL – Kremisi non è un supereroe. Mi preme ribadire il concetto perché è importante che non passi il messaggio sbagliato. Jackson – questo il suo nome di battesimo – è un afroamericano con un figlio preadolescente che vive a New York. È vedovo e lavora in fabbrica di notte per sbarcare il lunario. Ha i suoi problemi e tutto vuole dalla vita eccetto che diventare un “eroe”. E non lo fa. Almeno non fino in fondo. Un’esplosione di un laboratorio gli dona poteri inimmaginabili. L’incontro / scontro con un criminale lo porta poi ad un punto di rottura con se stesso e che forse, in realtà, si è generato subito dopo l’incidente. Il confine tra Kremisi e Jackson è labile: l’uomo ha il controllo “sull’altro” ed il trasformarsi, per lui, è solamente il cambiare stato mentale, un passaggio dovuto per abbandonare la retorica umana ed il suo metro di giudizio. A Jackson non serve “mutare” in Kremisi per avere poteri. Le sue doti sono sempre con lui. Il cambiamento è solo mentale, perché le decisioni che deve prendere entrano in conflitto con la persona che è davanti agli occhi di tutti. Kremisi invece… non è “umano”. E non usa il nostro stesso metro di giudizio.

AB – Quanto spazio è dedicato e come (flashback?) alla psicologia del killer nel noir? Per certe modalità mi viene in mente Il killer di Jacamon-Matz. A chi o cosa si è ispirato?
SL – Killer Loop’s è nato perché non c’era nulla del genere e ne sentivo il bisogno. Sono un cultore dei comics – principalmente Marvel – sin da tenera età. Se dovessi descrivere Kimberly… Io penso più al Joker o a The Mask, per come si rapporta col mondo. La sua è una storia sofferta: ha perso sua sorella per mano di una gang. Kimberly non è nato killer ma la legge del più forte l’ha tramutato in un assassino prezzolato che comunque ha una (pseudo) morale: non uccide donne o bambini. E cerca, per quanto gli è possibile, di stare dalla parte del più debole. Sembra una sorta di Robin Hood per anime inquiete. Solo che questo è anche il suo unico mezzo di sostentamento…

AB – Quali sono le sue passioni?
SL – Molte. Forse troppe, a dirla tutta… e non riesco nemmeno a dedicar loro il tempo che vorrei! Amo suonare, guardare vecchi film, scrivere (per quello tempo ho deciso di averlo!), giocare ai videogames, leggere (comics e libri!)… se continuo temo che questa risposta sarà più lunga di tutte le altre.

Stefano Labbia, classe 1984, è un autore italiano di origine brasiliana. Nato nella Capitale, ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, Gli Orari del Cuore nel 2016 per Casa Editrice Leonida. Al lavoro sulla sua prima serie televisiva originale inglese di stampo teen drama, dal titolo “Fear”, di cui è unico ideatore e sceneggiatore, vive attualmente a Londra. Nel 2017 vedrà alla luce la sua seconda silloge poetica dal titolo I Giardini Incantati (Talos Edizioni).
Collabora dal 2016 con i portali 2duerighe.com (sezione spettacolo (cinema e teatro)), MyReviews.it (cinema e libri) e Oubliette Magazine (cinema, arte, teatro, musica).
Scrive, dal 2017, per “Il Nostro”, free press magazine mensile.
Conduce e cura un programma radio dedicato a cultura, poesia, teatro e musica sulla radio indipendente Deliradio.it.
Ha inoltre collaborato alla stesura e all’ideazione di “Rivka” (Serie Italiana – 2016), “Boh” (Sitcom – Distribuita da Extra Tv – Idea, regia e sceneggiatura – 2016), “Butterfly Lies” (2015 / 2016 – UK – idea, soggetto e sceneggiatura), “Safe” (Idea, soggetto e sceneggiatura – Tv Show – USA – 2015), “Life Goes On” (Idea, soggetto e sceneggiatura – Film – 2015), “American Inn” (Idea, soggetto e sceneggiatura – Sitcom – USA – 2015), “(R)Evolution” (Idea, soggetto e sceneggiatura – 2015), “Police Assault” (Idea, soggetto e sceneggiatura – Tv Show – USA – 2014), “WMW – What Men Wants” (dramedy – UK – 2015 / 2016 – Idea, soggetto e sceneggiatura) e “Strings” (co-autore con Agnese Pagliarani – Sitcom – 2016).

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Le varie di Valerio/12: Davodeau

gli ignorantiÉtienne Davodeau
Gli ignoranti. Vini e libri: diario di una reciproca educazione
Porthos, 2015
Traduzione di Raffaella Garruccio
Fumetto

Francia. 2010-2011. Richard Leroy è un lorenese dei Vosgi laureato in economia, senza vigneron in famiglia. Durante l’università lavora come commesso per la famosa catena di vinerie Nicolas e conosce Sophie; poi comincia a lavorare in banca, fa viaggi e corsi enologici. Nel 1996 acquistano i primi due ettari di vigneto in Anjou (Angiò) sulla Loira e dal 2000 si dedicano solo a produrre gran vino, Chenin, biodinamico non certificato. Un loro amico, autore francese di fumetti, decide di trascorrere mesi nella piccola tenuta, lavorando insieme, per disegnare vita quotidiana creativa con un dialogante diario sul ciclo vitale sia del vino che della relazione dei due protagonisti: la faticosa cura umana dei ritmi delle viti liane, le letture delle reciproche passioni, i viaggi in auto e treno verso fiere di libri e vini, vignaioli e fumettisti. In un anno e mezzo potano, mettono in barrique, assaggiano, zappano, spruzzano letame di corno e roccia tritata, trinciano sotto i filari, irrorano poltiglia bordolese e zolfo, trasbordano in bottiglia (con massimo 30 milligrammi di solfiti per litro), riassaggiano, vendemmiano e via così, con intermezzi dai reciproci colleghi e discrete bevute.

Étienne Davodeau (Botz-en-Mauges sulla Loira, 1965), un bravo affermato disegnatore, esperto di reportage a fumetti, ha ideato un delizioso saggio visivo odoroso, colmo di buon gusto. Il volume è uscito già nell’estate 2011 in Francia; il percorso per l’edizione italiana è iniziato nel gennaio 2013 al festival di Angoulême e durato quasi due anni, tra delicata ingabbiatura grafica dei dettagli e dei dialoghi, competente traduzione enologica, esperta comparazione di impasti nazionali, cambi d’editore, ironia e risate.
Non a caso in appendice ci sono i due testi di Sandro Sangiorgi, professionista del vino (La rivoluzione biodinamica, domande e risposte su vini naturali e vini buoni), e Sergio Rossi, professionista del fumetto (Quattro passi tra le nuvolette, gli autori e il mercato francese). Emergono svariate affinità elettive e buoni consigli di vini e libri (i due “oggetti” sono nel sottotitolo solo italiano), un forte rinnovamento di successi nell’ultimo decennio. La copertina rende bene: Richard osserva Étienne disegnare sotto una lampada, Étienne prende appunti mentre Richard pota lungo i filari. Il titolo condanna una frequente insensibilità e la scarsa curiosità.

(Articolo di Valerio Calzolaio)

Ciao, Luigi (1953-2013)

Bernardi 30 ottobre 2010Questo è uno di quei post che non si vorrebbero mai scrivere. Ormai la notizia è di pubblico dominio (su l’Unità e su Repubblica), rimbalzata stamattina sui blog e sui social network, comunicata attraverso telefonate e sms increduli. Qui c’è solo un ricordo, per me e per voi.

Per sapere chi era Luigi Bernardi, ecco cosa scrivevo nel 2008 sulla prima edizione del Dizionario Atipico del Giallo (in realtà era un articolo scritto praticamente a quattro mani con un insospettabile “addetto del settore”):

Difficile scrivere un dizionario del giallo senza citare Luigi Bernardi. Bolognese, classe 1953, Bernardi pubblica con la sua Granata Press la maggior parte dei più importanti autori noir. Molti addirittura li scopre: all’inizio degli anni Novanta escono le prime opere di Marcello Fois, Carlo Lucarelli, Pino Cacucci, Stefano Massaron, Nicoletta Vallorani, Giancarlo Narciso, Davide Pinardi. Altri li fa conoscere in Italia: nel catalogo Granata compaiono le traduzioni di Léo Malet, Jean-Patrick Manchette, Paco Ignacio Taibo I e II, solo per fare alcuni nomi.

Terminata l’esperienza con Granata, Bernardi dirige due collane di “genere” per Hobby & Work e Derive e Approdi continuando a proporre nuovi nomi destinati a rimanere, tra i quali Franco Limardi, Piergiorgio Di Cara e Giampaolo Simi. Successivamente cura la traduzione delle opere di Malét che Fazi pubblica a partire dal 2000 e fonda la collana noir di Einaudi Stile Libero. Parallelamente inizia l’attività di narratore e saggista curando un saggio sulla criminalità e i mass media, A sangue caldo (Derive e Approdi) e due edizioni del Libro dei Crimini di ADN Kronos. Il lavoro svolto nell’analizzare e catalogare due anni di crimini italiani gli fornisce il materiale per la produzione successiva, a metà fra la saggistica e la narrativa: Pallottole vaganti (Derive e Approdi) e Il male stanco (Zona), intervallati da Macchie di rosso, in cui ripercorre le vicende più inquietanti di vent’anni di storia bolognese. In campo narrativo scrive fra il 2003 e il 2005 la trilogia “Atlante freddo” (Vittima facile, Rosa piccola, Musica finita), il romanzo Tutta quell’acqua, la raccolta di racconti Gaijin (illustrati da Onofrio Catacchio) e il romanzo Senza luce.

Confermando la sua capacità di innovare, Bernardi ha recentemente ideato, all’interno del gruppo Perdisa editore, la collana Babele Suite nella quale giovani scrittori e autori conosciuti recuperano la scrittura di romanzi brevi o novelle.

Nel 2008 Bernardi torna a un’antica passione, il fumetto. Insieme a Catacchio pubblica Habemus Fantômas, rilettura del personaggio di Allain e Souvestre: Fantômas non è più un genio del male ma un’organizzazione criminale.

Contemporaneamente va in scena La conta, monologo noir scritto nel 2005.

Nonostante l’imponente lavoro svolto sul campo, sia in prima persona che “dietro le quinte”, Luigi Bernardi è paradossalmente un fervido sostenitore della teoria che “il noir è morto”, anche se probabilmente si tratta dell’ultima provocazione di un geniale precursore dei tempi. (A.B.)

In quel periodo c’era stata una breve, felice parentesi di intensa frequentazione via email, botta e risposta, anche con vedute similari.
Poi nel 2010 (era ottobre, era ancora un periodo fervido) c’era stata una presentazione a Roma, insieme a Enzo Carcello e Antonio Paolacci. La foto sopra è proprio di quella presentazione e Luigi, incredibile a dirsi, ride. Mi piace pensare che stesse bene.

Dopo allora, scambi di messaggi e mail, ma sempre più di rado. Fino a oggi.

Oggi mi rimane una mail scritta a fine giugno che non gli ho mai inviato (chissà perché, poi); uno scambio di messaggi lasciato a metà; un libro che ho letto e di cui non ho mai parlato.
Se avessi ancora lo stramaledetto vecchio blog ci sarebbero i suoi commenti e i post che avevo scritto sui suoi libri; qua non c’è niente.
Non so per quale motivo ho aspettato così tanto, sapendo di fare una cosa stupida. E adesso che è accaduto ciò che si preannunciava (ma forse non così presto) a me rimane solo tanta amarezza.

20131016_194103Ciao, Luigi. Grazie per l’affetto, che non ho saputo ricambiare come avrei voluto.

Ci hai insegnato tanto, a ognuno secondo le proprie capacità. Ci hai lasciato molto su cui riflettere. Ci mancherai moltissimo.

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Il ricordo di Patrick Fogli.

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Il comunicato stampa dell’editore Perdisa:

Ozzano Emilia, 16 ottobre 2013

Questa mattina lo scrittore, drammaturgo e fondatore della casa editrice Perdisa Pop Luigi Bernardi, è scomparso.

Riportiamo qui di seguito la dichiarazione dell’editore in ricordo dell’amico Luigi.

Alberto Perdisa, con tutto lo staff della casa editrice, ricorda Luigi Bernardi, fondatore di Perdisa Pop, di cui ha diretto le collane per lungo tempo.
La scomparsa del grande scrittore e intellettuale, sempre avanti di un passo nell’intuire nuove tendenze e forme letterarie, costituisce una grave perdita per tutta la cultura nazionale.
L’augurio è che, finalmente, la sua grandezza venga riconosciuta da tutti.

Ciao Luigi.

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Letture estive

Ho letto abbastanza ma non troppo, sostanzialmente spulciando qua e là soprattutto tra gli ebook che avevo acquistato nel corso dell’anno.
Ci sarebbero anche altre cose, ma saranno oggetto di successivi approfondimenti, forse. Nel frattempo riferisco molto sinteticamente.

trinacria parkTrinacria Park di Massimo Maugeri (ed. e/o, collana sabot/age, 2013) (anche in ebook)

Un gigantesco parco giochi a tema che dovrà rilanciare l’economia e l’immagine della Sicilia, con un progetto miliardario affidato a una multinazionale americana: è Trinacria Park, il polo di attrazione su cui tanti hanno investito e altrettanti vogliono mettere le mani. Durante la settimana di inaugurazione, però, i nodi vengono al pettine. Qualcuno approfitta della visibilità regalata dalla presenza di molti VIP di fama mondiale per un redde rationem vecchio di anni, forse anche di secoli. Per qualcun altro invece si aprono nuovi orizzonti.
Romanzo avveniristico con radici antiche (il mito delle Gorgoni fa da filo conduttore della narrazione), ottima prova del siciliano Massimo Maugeri (noto curatore di Letteratitudine) che dà conto, iperbolicamente, dei disastri della Sicilia senza parlare di mafia.

crune d'aghiCrune d’aghi per cammelli di Maria Silvia Avanzato (Fazi, 2013) (anche in ebook)

Dissacrante parodia dell’aspirante scrittore. Anzi scrittrice: Edgarda Solfanelli, già autrice pubblicata con un romanzo non autoprodotto e non a pagamento, ma di cui si vergogna come una ladra, tenta di sfondare nel mondo dell’editoria. Con piglio sarcastico racconta la disperazione della pagina bianca, il sogno di arrivare all’editore La Sorte, i passaggi attaverso improbabili lettori ed editor, gli agenti, i critici, gli autori già affermati o quasi tali, i lettori stalker, la pletora di aspiranti che gravita intorno a questo mondo. Con ironia salvifica e disincanto, senza mai perdersi d’animo, da una presentazione all’altra, da un treno all’altro, da un letto all’altro, Edgarda cerca il suo posto nel mondo.
Maria SIlvia Avanzato è da tenere d’occhio per la capacità di analizzare la realtà e rielaborarla con grande sarcasmo. E attenzione: lei vi sta già osservando.

lui è tornatoLui è tornato di Timur Vermes (Bompiani, 2013) (anche in ebook)

Adolf Hitler si risveglia nel 2011 in un campo incolto di Berlino. Non ricorda di essere morto ma ha la netta percezione che qualcosa sia cambiato: la conferma arriva da un edicolante che gli offre ospitalità, nella convinzione che si tratti di un aspirante attore in difficoltà ma con lo straordinario talento di imitare… Hitler, appunto.
Stravolto, Hitler deve fare i conti con la nuova realtà che lo circonda e dalla quale sarà letteralmente fagocitato. O sarà lui a imporsi? In un susseguirsi di situazioni esilaranti, che Hitler confronta mentalmente con i tempi che furono, assistiamo alla nuova ascesa del Führer non come leader politico, ma come popolarissimo personaggio mediatico.
Folgorante ironia grottesca, con una non troppo velata critica alla società contemporanea.

E ancora:

– Due o tre cose che vedranno la luce prossimamente.

Tutto Sherlock Holmes di A. Conan Doyle, l’opera omnia di SH in rilettura dopo circa trent’anni. Peccato per la marea di refusi dell’edizione in ebook.

Un polpo alla gola e Ogni maledetto lunedì su due di Zerocalcare, in attesa del prossimo.

Bentornati, anche voi siete già in modalità autunnale?

Arrow – Il vigilante

CW-Arrow-DC-Entertainment-Green-Arrow-no-costume-e1350527674739Per il momento c’è la pausa festiva, ma la serie tv Arrow riprende la seconda settimana di gennaio sul canale The CW (che sta per “CBS and The Warner Bros”). La serie è ispirata all’omonimo fumetto della DC e racconta la storia di Oliver Queen, tornato a casa dopo aver passato cinque anni da naufrago su un’isola sperduta, unico sopravvissuto all’incidente in cui hanno perso la vita il padre Robert e la compagna di Oliver (beh, non esattamente la compagna, ma vedrete). Oliver-Arrow ha una missione, assegnatagli dal padre: ripulire la città in cui vive dalla corruzione dilagante. Così Oliver (mascherato con un improbabile cappuccio verde che dovrebbe renderlo irriconoscibile) non se la prende con i piccoli delinquenti ma con squali dell’alta finanza e faccendieri miliardari. Il problema è che lo stesso Oliver fa parte di una di queste facoltose famiglie che regnano su Starling City e qualcuno a lui molto vicino potrebbe essere invischiato nella lotta per la spartizione del potere che sta distruggendo la città.

Intreccio piuttosto vicino al fumetto, gradevole se piace il genere “supereroe mascherato”.

To RomICS with love

Consueto giro a Romics per saccheggiare gli stand. Ho comprato qualche novità e qualche oggetto vintage:

Il Lansdale sopra è in buona compagnia:

E poi c’è Playback:

Questo è più vecchio di me…:

Ratman invece è quasi nuovo, il prossimo sarà pronto per Lucca:

Infine, qualcosa di divertente e persino sexy!

E questo è un personaggio delle Centodieci Pillole di Magnus:

Romics è alla Nuova Fiera di Roma fino a domenica 30 settembre.