Mala suerte di Marilù Oliva

Io, Elisa Guerra detta La Guerrera, giornalista pubblicista, a breve laureata in criminologia, lottatrice per definizione, capoeirista vincitrice degli ultimi campionati ma, dentro, sconfitta per destinazione, devota alla musica salsa e a pochi altri piaceri effimeri figli morganatici del corpo, nichilista, siciliana per natali ma bolognese di adozione e per ora senza patria, misantropa e refrattaria all’amore, dovrei andare a lavorare nel luogo più strampalato che esista, un’agenzia matrimoniale? (p. 15).

Puntuale come i consigli su come sopravvivere al caldo, ma molto più gradevole, torna Elisa Guerra, in arte la Guerrera, ostinata e leale protagonista dei romanzi di Marilù Oliva (Tu la pagaras, Fuego e adesso quest’apotropaico Mala Suerte). Appassionata di Dante e di latinoamericano, vorace consumatrice di rum e patatine in busta, orfana cresciuta da una zia arcigna alla quale ha riservato un perdono compassionevole e distante (Non è stata una premeditazione scellerata se ha preso il mio istinto e l’ha fatto a pezzi. Non aveva altri strumenti), ex precaria adesso disoccupata e momentaneamente in stato di rabbiosa ostilità verso il mondo. Nonché catalizzatrice di eventi delittuosi che la portano a incrociare la strada dell’ispettore Basilica, il suo esatto opposto. E gli opposti, si sa, si attraggono con modalità imprevedibili.

In una Bologna resa stranamente sensuale da ritmi cubani e serate ad alto tasso alcolico e stupefacente, la bella Alyssia Romer viene uccisa selvaggiamente nell’agenzia di incontri gestita da Catalina, coinquilina e amica di sempre della Guerrera. Perché? Il movente è da ricercarsi nel sottobosco frequentato dalla ballerina. Oltre ai personaggi già conosciuti (Princesa, El Pony, Ibelis…) c’è una gang di giovani teppisti emergenti che si sta facendo strada nell’ambiente. Lo stesso di Elisa, incidentalmente. Che si muove svogliata per dare una mano a Basilica, più presa dai problemi personali che da altro.

Liberi soggiacete. È in queste due parole dantesche che è racchuso il dilemma di Mala Suerte. Siamo davvero liberi di scegliere o non possiamo fare a meno di essere come siamo? Ciò che accade, accade per predestinazione o poteva essere evitato? Sono le domande a cui un’ansiosa Catalina e una fatalista Elisa devono dare risposta quando il loro mondo, faticosamente costruito, va improvvisamente in pezzi. Per la Guerrera non è una novità, avvezza com’è a cadere e rialzarsi, per la serafica Catalina invece è un vero e proprio shock. E se qualcuno avesse fatto loro il malocchio?

de la volontà la libertate;
di che le creature intelligenti,
e tutte e sole, fuoro e son dotate (p. 36)

Bentornata, Guerrera. Sono stata una critica severa (fin troppo!) dei primi romanzi di Marilù Oliva perché pur apprezzandoli percepivo una certa distanza tra potenzialità e atto. Distanza che si è man mano ridotta e che è stata pienamente colmata in questo Mala Suerte: divertente, vivace, privo di sbavature, con personaggi complessi e sfaccettati, ironico e triste, si presta a essere gradevolissimo romanzo di evasione per chi lo preferisce, ma lascia ampio spazio a riflessioni approfondite.
Segnalo l’uso attento della lingua, scorrevole e elegante al tempo stesso.

Non so se questo sia l’ultimo romanzo con Elisa Guerra (credo che nei progetti iniziali lo fosse), ma sicuramente Mala Suerte segna una svolta contrassegnata da grandi cambiamenti.
La prossima Guerrera, se ci sarà, non sarà la stessa: tuttavia mi auguro di rincontrarla tra qualche tempo, magari un po’ diversa, perché penso che questo piccolo grande personaggio sia in piena evoluzione e sarebbe un peccato lasciare ai lettori – tanti, ne sono sicura – la curiosità su quale sia il punto d’approdo della Guerrera…

Per il momento godetevi la lettura di Mala Suerte. Consigliato con un mojito e un leggero sottofondo di latino americano.
Dopo aver finito se, come credo, vi verrà voglia di lasciare un commento o conoscere meglio l’autrice (che merita assai), potete trovarla qua.

Libro estate è il tag che ho usato per consigliare i libri – rigorosamente già testati – da mettere in valigia per le vacanze. Buona lettura 🙂