Compleanni (post n. 200)

IMG_56062235001788Questo è il post numero 200 del nuovo blog e incidentalmente (ma nemmeno troppo) la data coincide con il compleanno di Luigi Bernardi, che viene ricordato oggi a Ozzano nell’Emilia (il suo paese natale) da un po’ di amici.

Scriveva Luigi poco meno di un anno fa:

Come abbiano potuto accadere tante cose senza che quasi non ci si accorgesse, è il vero mistero di questi anni. Ai tempi di Senza luce, parlavamo di letteratura, ci credevamo così come credevamo che l’editoria potesse essere il suo braccio armato, l’esercito che avrebbe potuto portarla in tutte le case. Adesso – ai tempi di Crepe – continuiamo a credere nella letteratura, ma per sostenere l’editoria siamo costretti a patteggiare un disonore dietro l’altro, a osservare come le armate del conquistatore conquistino sempre un obiettivo se non sbagliato almeno secondario. Credevamo di fare cultura, di essere importanti, persino decisivi; di contro ci accontentiamo di essere, di vivacchiare, di strappare i margini.

Luigi, la crisi, l’ha predetta tanto tempo fa. Non è riuscito a vederne la fine.
Proiettata nel futuro, non dimentico da dove arrivo.

(La foto in alto è di Patrick Fogli)

Ciao, Luigi (1953-2013)

Bernardi 30 ottobre 2010Questo è uno di quei post che non si vorrebbero mai scrivere. Ormai la notizia è di pubblico dominio (su l’Unità e su Repubblica), rimbalzata stamattina sui blog e sui social network, comunicata attraverso telefonate e sms increduli. Qui c’è solo un ricordo, per me e per voi.

Per sapere chi era Luigi Bernardi, ecco cosa scrivevo nel 2008 sulla prima edizione del Dizionario Atipico del Giallo (in realtà era un articolo scritto praticamente a quattro mani con un insospettabile “addetto del settore”):

Difficile scrivere un dizionario del giallo senza citare Luigi Bernardi. Bolognese, classe 1953, Bernardi pubblica con la sua Granata Press la maggior parte dei più importanti autori noir. Molti addirittura li scopre: all’inizio degli anni Novanta escono le prime opere di Marcello Fois, Carlo Lucarelli, Pino Cacucci, Stefano Massaron, Nicoletta Vallorani, Giancarlo Narciso, Davide Pinardi. Altri li fa conoscere in Italia: nel catalogo Granata compaiono le traduzioni di Léo Malet, Jean-Patrick Manchette, Paco Ignacio Taibo I e II, solo per fare alcuni nomi.

Terminata l’esperienza con Granata, Bernardi dirige due collane di “genere” per Hobby & Work e Derive e Approdi continuando a proporre nuovi nomi destinati a rimanere, tra i quali Franco Limardi, Piergiorgio Di Cara e Giampaolo Simi. Successivamente cura la traduzione delle opere di Malét che Fazi pubblica a partire dal 2000 e fonda la collana noir di Einaudi Stile Libero. Parallelamente inizia l’attività di narratore e saggista curando un saggio sulla criminalità e i mass media, A sangue caldo (Derive e Approdi) e due edizioni del Libro dei Crimini di ADN Kronos. Il lavoro svolto nell’analizzare e catalogare due anni di crimini italiani gli fornisce il materiale per la produzione successiva, a metà fra la saggistica e la narrativa: Pallottole vaganti (Derive e Approdi) e Il male stanco (Zona), intervallati da Macchie di rosso, in cui ripercorre le vicende più inquietanti di vent’anni di storia bolognese. In campo narrativo scrive fra il 2003 e il 2005 la trilogia “Atlante freddo” (Vittima facile, Rosa piccola, Musica finita), il romanzo Tutta quell’acqua, la raccolta di racconti Gaijin (illustrati da Onofrio Catacchio) e il romanzo Senza luce.

Confermando la sua capacità di innovare, Bernardi ha recentemente ideato, all’interno del gruppo Perdisa editore, la collana Babele Suite nella quale giovani scrittori e autori conosciuti recuperano la scrittura di romanzi brevi o novelle.

Nel 2008 Bernardi torna a un’antica passione, il fumetto. Insieme a Catacchio pubblica Habemus Fantômas, rilettura del personaggio di Allain e Souvestre: Fantômas non è più un genio del male ma un’organizzazione criminale.

Contemporaneamente va in scena La conta, monologo noir scritto nel 2005.

Nonostante l’imponente lavoro svolto sul campo, sia in prima persona che “dietro le quinte”, Luigi Bernardi è paradossalmente un fervido sostenitore della teoria che “il noir è morto”, anche se probabilmente si tratta dell’ultima provocazione di un geniale precursore dei tempi. (A.B.)

In quel periodo c’era stata una breve, felice parentesi di intensa frequentazione via email, botta e risposta, anche con vedute similari.
Poi nel 2010 (era ottobre, era ancora un periodo fervido) c’era stata una presentazione a Roma, insieme a Enzo Carcello e Antonio Paolacci. La foto sopra è proprio di quella presentazione e Luigi, incredibile a dirsi, ride. Mi piace pensare che stesse bene.

Dopo allora, scambi di messaggi e mail, ma sempre più di rado. Fino a oggi.

Oggi mi rimane una mail scritta a fine giugno che non gli ho mai inviato (chissà perché, poi); uno scambio di messaggi lasciato a metà; un libro che ho letto e di cui non ho mai parlato.
Se avessi ancora lo stramaledetto vecchio blog ci sarebbero i suoi commenti e i post che avevo scritto sui suoi libri; qua non c’è niente.
Non so per quale motivo ho aspettato così tanto, sapendo di fare una cosa stupida. E adesso che è accaduto ciò che si preannunciava (ma forse non così presto) a me rimane solo tanta amarezza.

20131016_194103Ciao, Luigi. Grazie per l’affetto, che non ho saputo ricambiare come avrei voluto.

Ci hai insegnato tanto, a ognuno secondo le proprie capacità. Ci hai lasciato molto su cui riflettere. Ci mancherai moltissimo.

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Il ricordo di Patrick Fogli.

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Il comunicato stampa dell’editore Perdisa:

Ozzano Emilia, 16 ottobre 2013

Questa mattina lo scrittore, drammaturgo e fondatore della casa editrice Perdisa Pop Luigi Bernardi, è scomparso.

Riportiamo qui di seguito la dichiarazione dell’editore in ricordo dell’amico Luigi.

Alberto Perdisa, con tutto lo staff della casa editrice, ricorda Luigi Bernardi, fondatore di Perdisa Pop, di cui ha diretto le collane per lungo tempo.
La scomparsa del grande scrittore e intellettuale, sempre avanti di un passo nell’intuire nuove tendenze e forme letterarie, costituisce una grave perdita per tutta la cultura nazionale.
L’augurio è che, finalmente, la sua grandezza venga riconosciuta da tutti.

Ciao Luigi.

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