Le gialle di Valerio/95: de Giovanni

pane-per-i-bastardi-di-pizzofalconeMaurizio de Giovanni
Pane. Per i bastardi di Pizzofalcone
Einaudi, 2016
Giallo

Napoli. Fine giugno 2016. In una stretta viuzza senza uscita, proprio Downtown, qualcuno spara alle spalle del Principe dell’Alba. Muore così il fornaio Pasquale Pasqualino Granato, uscito come al solito per assaggiare un panino della prima infornata mattiniera, fatta con il lievito madre del giorno prima, sana abitudine già del nonno e del padre (quasi come da copertina). Arrivano Lojacono e Romano del vicino commissariato di Pizzofalcone, ma vengono cacciati dal famoso potente sostituto procuratore Buffardi della Direzione distrettuale antimafia e dalla Squadra Mobile: tempo prima l’assassinato aveva assistito a un delitto della criminalità organizzata riconoscendo il tatuaggio del figlio del capo del clan Sorbo (anche se poi aveva ritrattato la testimonianza), sono certi che siano coinvolti loro. Lojacono ha osservato la scena del crimine con esperienza e acume, non gli sembra sia opera di killer professionisti, convince il commissario Palma, i colleghi e poi il magistrato Laura Piras (con la quale ha oltretutto una complicata relazione sentimentale) a chiedere la co-assegnazione dell’indagine, pur mettendo a rischio il loro stesso posto di lavoro, sono una squadra di reietti chiamati a sostituire poliziotti corrotti, sempre a rischio di chiusura. Buono e tranquillo, Granato si era separato tre anni prima da Loredana, insegnante alla scuola media, troppo dedito solo al lavoro; non avevano figli ma uno piccolo e bravo ne ha la sorella Filomena Mimma, sposata con Fabio Marino, ormai comproprietario del forno e preoccupato che l’antiquato eccelso schema produttivo non regga più sul mercato. Altre indagini incombono: lo stalking di una bellissima a uno bruttissimo, i suicidi assistiti, gli affetti di ciascun agente.

Maurizio de Giovanni (Napoli, 1958) offre alle tante lettrici e lettori il miglior romanzo della sua ottima (seconda) serie Einaudi, giunta in tre anni al quinto romanzo, a gennaio 2017 anche su Rai Uno. Una decisiva stimolante chiave critica sta nella dedica: “A Ed McBain. Il più grande di tutti”. Dopo un volume contemporaneo (ben diverso dalla serie Ricciardi) uscito per Mondadori nel 2012, su consiglio e guida del grande Severino Cesari, coinvolgendo pochi fidati amici, l’autore scelse di narrare in terza varia storie collettive (criminali e private) di una “squadra” di poliziotti di servizio nel cuore della sua città, ispirandosi a quello straordinario autore americano (1926-2005). Certo Ed (o Evan o Salvatore che dir si voglia) aveva ruotato New York di 90° gradi e cambiato nome a ognuno dei cinque “quartieri”, oltre che alle innumerevoli aree delle migliaia di incroci Avenue-Street; descriveva un police procedural con decine di poliziotti in squadre di due investigatori organizzati all’americana; dovette ben presto capire che c’era un agente preferito dal pubblico e che non poteva farlo morire. Qui i toponimi sono proprio della magnifica città che conosciamo (quattro universi in poche centinaia di metri quadrati, i Quartieri Spagnoli, piazza Martiri, via Chiaia, lungomare Partenope); non si uccide (volutamente e per ora) causa mafia; il protagonista di trascorsi siciliani resta il punto di partenza. E, tuttavia, sia la serie che l’ultimo sono sapientemente pervasi dallo spirito dell’87° distretto: il titolo ha una parola sola (che viene declinata poi in tutti i possibili significati), si parte da un vitale cadavere, l’indagine coinvolge tutto il commissariato (a partire dalla riunione di prima mattina), siamo a pochi mesi dalla storia precedente (anche se le date editoriali hanno evidentemente intervalli più lunghi), a tratti parlano il clima e i ritmi della Città, elegie e drammi shakespeariani aleggiano in azioni, reazioni, dialoghi. E il tono, i registri emotivi sono insieme gialli e rosa, tragici e umoristici, noir e culturali, con risultati sempre maturi e alti, senza corsivi. De Giovanni possiede notevoli qualità letterarie sue proprie, in Pane raggiunge un picco. Conferma anche uno specifico obiettivo “dimostrativo” della colta scrittura “di strada”: come ovunque, anche a Napoli si uccide forse più per la famiglia che per la camorra. E qui siamo al compimento: due magistrati seguono le due diverse piste, esplicitamente. Ora tocca al passo successivo: lasciare spazio alla fantasia del genere, per gli intrecci oltre che per le passioni (ah, Giulia!): purtroppo si uccide per troppe cose e casi. Viva l’artigianale lievito madre. Piras si rifà a Proust. Sempre vino bianco col pesce. Barry White al supermercato, Pisanelli con Vivaldi.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

C’è crisi, c’è grossa crisi… (post pre-natalizio)

n importe quoiUno dei segnali più decisivi della crisi di una civiltà è la sua incapacità di stabilire un metodo con cui rapportarsi col mondo, con le cose, con gli altri popoli, uomini, culture – in una parola: con la realtà. (Luca Doninelli)
Inutile che lo ribadisca: è un momento di crisi e si sente, non solo nelle tasche ma anche nell’atteggiamento della gente. La crisi porta cambiamento e qua di cose ne stanno cambiando parecchie sotto il profilo personale, lavorativo e sociale. Non tutti i cambiamenti sono negativi, non mi dilungherò in spiegazioni, ma insomma, sappiate che nel silenzio degli ultimi tempi c’è anche molta riflessione. Quali saranno gli esiti è ancora presto per dirlo ma immagino che si vedranno, prima o poi.
Per la parte che ci interessa, la crisi dell’editoria sta producendo in me una sorta di disaffezione, anche se osservo con interesse alcune cose che in questo momento sono in fase embrionale ma che mi auguro vedano presto la luce.
Sulla crisi dell’editoria voglio mettere in evidenza due articoli: il primo riguarda gli editori a pagamento, che io continuo a considerare una piaga perché, guardando esclusivamente al punto di vista del lettore, intasano il mercato di roba illeggibile sottraendo risorse e visibilità a libri meritevoli. Per quanto mi riguarda, l’esperienza di Più libri più liberi quest’anno è stata tremenda: un giro veloce degli stand, la rapida realizzazione che di editori “sani” ce n’erano pochissimi – il resto era fuffa – e mi è salita una tale rabbia mista a frustrazione che me ne sono andata. La salute prima di tutto.
Se volete farvi del male potete guardare il video realizzato da Scrittori in causa e Scrittori precari per guardare in faccia qualche “campione” dell’EAP mentre difende la deprecabile prassi. Sconsigliato dopo i pasti.

Più recente invece è la notizia che perfino Mondadori ha adottato un nuovo contratto che li pone al limite dell’EAP: il Contratto ad Anticipo Zero (o CAZ, come lo ha efficacemente definito Giampaolo Simi in questa esauriente trattazione). Il che suggerisce che si debba rivedere l’intera filiera produttiva dell’editoria se non si vuole perdere il patrimonio culturale dei prossimi anni.
Sembra andare controtendenza invece la norma – all’esame del Consiglio dei Ministri – che prevede la possibilità di detrarre fiscalmente il 19% dell’importo dei libri acquistati, purché non in ebook, fino a 1000 euro (più altri 1000 per libri scolastici e universitari). Se la norma verrà approvata potremmo assistere a un rifiorire delle librerie. Forse.

Nonostante tutto, però, sto leggendo diverse cose, ho dei romanzi in wishlist e altri ne vorrei consigliare tra le uscite recenti, magari da regalare o regalarsi.

Innanzitutto c’è un’iniziativa importante, quella dei Racconti in sala d’attesa (Caracò 2013, anche in ebook).
Dodici racconti, dodici autori e un progetto culturale dedicato a Vincenzo Federico, che anche io ho conosciuto, morto dopo una breve malattia.
Si corre e non si pensa. Si corre e non si vive. Si corre e i problemi non si risolvono mai. Eppure ci sono dei momenti della nostra vita in cui siamo costretti a fermarci. Non dipende da noi. Dobbiamo aspettare.
Nelle sale d’attesa il tempo si dilata e tutto quello da cui fuggiamo ogni giorno ci si attacca addosso. Non ci sono vie di fuga. Si è da soli davanti al tempo e a se stessi.

I diritti d’autore di questo libro saranno devoluti ad un progetto culturale destinato agli ospedali italiani.
Gli autori sono Maurizio de Giovanni, Cristina Zagaria, Patrizia Rinaldi, Gabriella Genisi, Luigi Romolo Carrino, Elisabetta Bucciarelli, Patrick Fogli, Andrej Longo, Giuseppe Lupo, Emilia Marasco, Marco Marsullo, Antonio Paolacci.

Ecco, questo lo compriamo tutti, vero? Ci tengo molto.

Poi.

Colgo l’occasione per scusarmi pubblicamente con gli autori alle cui presentazioni non sono andata. Ci tengo che sappiano che l’assenza non è sintomo di lontananza, anzi, e che spero sinceramente in prossime occasioni e contesti migliori.
E quindi, in rigoroso ordine alfabetico, date un’occhiata a:
Giulio Leoni con il giallo storico Il testamento del Papa (Editrice Nord 2013, anche in ebook)
Angelo Marenzana e L’uomo dei temporali (Rizzoli 2013, anche in ebook): un giallo con il commissario Augusto Bendicò, personaggio a cui sono molto affezionata (Angelo sa perché)
Bruno Morchio e la nuova avventura di Bacci Pagano, Lo spaventapasseri (Garzanti 2013, anche in ebook)
Simone Togneri e il suo Arnoamaro (Fratelli Frilli 2013, anche in ebook).

Tra le cose che ho in lettura, praticamente già terminate:
Gaia Conventi con Giallo di zucca (Betelgeuse 2013, finalmente anche in ebook): giallo classico con Luchino, fotografo della Scientifica, che indaga “in famiglia” su una serie di omicidi avvenuti a Ferrara. Cane Poirot al seguito, utile anche per fare conoscenze femminili. Si mangia tanto, si parla del Palio, si ride anche. Piacevole.

Maurizio de Giovanni con Buio per i bastardi di Pizzofalcone (Einaudi 2013, anche in ebook) che segna il tempestivo ritorno dei ragazzi del commissariato più reietto di Napoli. Meno pathos del solito, vira molto più verso il noir. Bello, bello, bello.

Poi, per i più svariati motivi, non dovrebbero mancarvi:
Il richiamo del cuculo di Robert Galbraith (Salani 2013, anche in ebook): perché non si può non leggere la Rowling, anche se fosse solo per parlarne male;
Adamante di Maria Silvia Avanzato (Edizioni della Sera 2013): perché lei è una che sa raccontare in modo affascinante anche la quotidianità con la nonna, figuriamoci il resto – e poi Crune d’aghi per cammelli mi era piaciuto moltissimo;
Il pallonaro di Luigi Romolo Carrino, sull’omosessualità nel mondo del calcio, perché lui è uno che scrive da Dio;
il classico giallo di Natale della Polillo, quest’anno Il canto di Natale di Clifford Witting (perché non è Natale, senza).

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Ultimamente mi sono dedicata ai film horror: un po’ lento ma ben fatto Sinister con Ethan Hawke; classico college americano con finale a sorpresa in Smiley, autoprodotto dal regista Michael Gallagher (promette un seguito); agghiacciante per la violenza Chained di Jennifer Lynch. Così, se vi avanza un po’ di tempo nelle prossime vacanze e amate il genere, sapete cosa vedere.

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Prosegue anche l’overdose di serie tv: la terza stagione di The Killing è ok; The Blacklist ha un suo perché nel genere crime; Homeland (anche qua, terza stagione) stenta a decollare ma si riprende dalla settima puntata in poi; naturalmente però l’attesa va tutta alla sera del 1 gennaio 2014, quando gli spettatori britannici potranno guardare il primo episodio della terza stagione di Sherlock:

Due parole sul NoirFest: il premio Scerbanenco quest’anno è andato a Donato Carrisi, menzione speciale per Simone Sarasso; avendo presentato entrambi gli autori e rispettivi romanzi, non posso che congratularmi con entrambi. Nella sezione cinema invece è stato presentato Neve di Stefano Incerti, co-sceneggiato da Patrick Fogli. Il film ha vinto il premio per il miglior attore, andato a Roberto De Francesco, e adesso si spera che trovi una distribuzione.

Se poi, come credo, anche voi siete nel vortice dei regali di Natale, sappiate che:
– quest’anno ho privilegiato l’artigianato e anzi, ho rispolverato un minimo di manualità persino io (ma non per farne regali, ché agli amici ci tengo);
– ho regalato qualche libro e qualche altro ancora lo regalerò;
– in libreria si trovano agende bellissime (io ho sempre una spiccata preferenza per la Moleskine) ma anche fumetti, lettori ebook, accessori da lettura… insomma, per i regali di Natale la libreria è ancora un posto privilegiato;
– tuttavia, quando la pigrizia incombe, mi soccorre Amazon. Un clic e via. Tanto sono già stata definita “una str**** di sinistra radical-chic” (detto da uno che mi ha vista due volte, n.d.b.) quindi posso anche dichiarare apertamente che la tecnologia, quando mi semplifica la vita, è una gran risorsa a cui attingo a piene mani.

Cari saluti, ci risentiamo per gli auguri – forse.

Libri sotto l’albero/Gli outsider, le agende (segnalazione)

Due fuoriclasse:

esercizi sulla madreLuigi R. Carrino, Esercizi sulla madre (Perdisa Pop)
Anche in ebook.
La sera del 27 febbraio 1976, la madre del piccolo Giuseppe esce per fare la spesa. Seduto sul gradino di casa, il bambino ne aspetta il ritorno per dieci terribili ore, fino a che si convince che la donna non tornerà mai più. Trent’anni dopo, Giuseppe è rinchiuso in un ospedale psichiatrico. Attraverso precisi esercizi del ricordo che lo costringono a rivivere quella notte, qualcosa di atroce riaffiora nella sua memoria inceppata. Una processione di dieci madri, una per ogni ora di quell’attesa e ognuna accompagnata da un diavolo custode, sfila nella sua mente nel tentativo di ricostruire una verità indicibile.
Esercizio dopo esercizio, Carrino compone il suo puzzle narrativo più audace e destabilizzante, dominato da uno stile tanto inconsueto quanto ipnotico, in grado di scovare e rivelare il dolore nascosto nell’infanzia di ognuno.
Scarica e leggi un estratto gratuito.

BabooshkaLuigi Bernardi, Babooshka (Perdisa Pop)
Solo in ebook.
In un futuro già segnato da conflitti devastanti, una colossale esplosione vulcanica colpisce l’Italia. È il Vesuvio, che torna a mostrare il suo potere distruttivo dopo due millenni spazzando via parte di Napoli e della sua provincia. Costretti a misurarsi con bisogni primari come cibo e riparo, un uomo e una donna viaggiano in direzione del territorio ridotto in cenere. Con loro c’è Babooshka, una femmina di pastore maremmano, che il destino sembra aver unito ai due per difenderli dai pericoli non meno che dalla follia del mondo.
Dopo Maddalena e le apocalissi (Senzapatria, 2011), Bernardi continua a indagare uno dei temi letterari più importanti di questi anni, quello della catastrofe, della distruzione epocale che impone ai sopravvissuti di fare i conti con la loro natura, prima ancora che con le possibilità di una rinascita sociale.
Ben lontano dalla semplice fantascienza d’intrattenimento, il racconto disegna un futuro a un passo dal presente, tanto prossimo da mostrare senza retorica la fragilità e l’agonia del nostro tempo.

Per chi parla inglese

Books to Die for, a cura di John Connolly e Declan Burke.
Anche in ebook (più conveniente anche perché evita i costi di spedizione). Se ne era parlato qua e rimane insuperata nel genere.
In attesa del secondo volume, che presumibilmente uscirà l’anno prossimo.

Le agende

agenda murphy 2013L’agenda di Murphy 2013
Credevate che sullo sporco, sui rifiuti in genere e sul riciclo, grande problema della società contemporanea (uno tra i tanti) non si potesse ridere? Non avete fatto i conti con Murphy e le sue inesorabili leggi. Pulizia, ordine, riciclo. Meno male che c’è Murphy con le sue leggi!
Legge di Hamilton sui vetri sporchi: la macchiolina che stai grattando è dall’altra parte.
Corollario: se è dalla tua parte, non ci arrivi.
Legge di Skoff: i bambini non rovesciano mai niente sui pavimenti sporchi.
Legge di Walker sulla conduzione domestica: il bucato sporco è sempre più di quello pulito.
Legge di Imbesi sulla conservazione dello sporco: per pulire una cosa, bisogna sporcarne un’altra.
Estensione di Freeman: ma si può sporcare tutto senza pulire niente.

MoleskineMoleskine

Intramontabile, bellissima, ultrapratica (e nessuno mi paga per dirlo). E bella. Quella classica è nera. Per il 2013 due special edition: una dedicata al Piccolo Principe, piccola o grande, in blu o in giallo, una dedicata a Star Wars. Per i nerd, il notebook dedicato a The Hobbit in diversi formati.

Anche per i fissati della tecnologia, la Moleskine cartacea rimane comunque un oggetto di culto. Ma se proprio non sapete rinunciare al digitale, è stata creata Evernote, la Moleskine che permette di trasportare gli appunti cartacei sull’omonimo programma per smartphone e tablet.

Libri sotto l’albero/ I gialli scandinavi (segnalazione)

Due dei tre li ho già letti, ma non ho avuto il tempo di parlarne: aggiungo alla segnalazione brevissime note di raccomandazione.

Gretelise Holm, Bastarde (Lantana)
Le relazioni clandestine tra studentesse e professore sono sempre rischiose, ma questa volta le cose sono andate davvero male: Rebekka è stata ritrovata senza vita nel suo letto, e il professor Kamper deve raccontare che cosa ha fatto nel corso della notte precedente sia alla polizia sia a sua moglie. Sono davvero in pochi a crederlo innocente: tra questi la giornalista Karin Sommer, disposta a giocarsi anni di credibilità professionale per ribaltare la sentenza. La sua ricerca è tutta controcorrente, per di più in una Copenaghen sconvolta dagli episodi di violenza che una fantomatica Amazzone va compiendo di pari passo con le notizie di cronaca nera: per ogni violenza su una donna, un atto di violenza su un uomo, per ogni femminicidio, un uomo morto. Quello dell’Amazzone è un disegno programmatico, probabilmente condiviso da altre donne che odiano gli uomini: così potrebbe intitolarsi questa crime story al femminile, ambientata in una città che dietro i ritrovi alla moda e gli scorci da cartolina nasconde mille ombre e inquietudini.
Premiata dalla Danish Academy for Crime Fiction.
(Segnalo qualche pecca nella traduzione, per il resto è ottimo: riflessioni sparse e abbondanti sulla violenza delle donne, la violenza sulle donne, la giustizia in generale).

Åsa Larsson, Sacrificio a Moloch (Marsilio)
Anche in ebook.
A Lainio, piccolo centro nell’estremo nord della Svezia, viene abbattuto un orso: nel suo stomaco i cacciatori trovano un pollice umano. Passano pochi mesi, e in una casa ai margini del centro abitato una donna viene brutalmente uccisa con un forcone. Al contrario della polizia, Rebecka Martinsson non crede al delitto di gelosia e decide di indagare: una serie di morti archiviate come accidentali ha colpito negli anni la famiglia della vittima, e tutto sembra avere inizio in un passato ormai lontano.
Era il 1914, e Kiruna con le sue miniere di minerali si preparava a vendere preziose materie prime ai paesi coinvolti nella Guerra imminente.
L’Accademia del Poliziesco Svedese ha assegnato a Sacrificio a Moloch il Premio per il miglior giallo dell’anno 2012. Trattasi del più importante riconoscimento per i libri di genere in Svezia.
La motivazione della giuria:
“Un’opera che dimostra un raffinato talento al racconto e grande sensibilità di scrittura, con un’ambientazione estremamente realistica e vivida”.
Åsa Larsson ha già ricevuto il Premio dell’Accademia Svedese del Poliziesco nel 2003 per Tempesta solare e nel 2004 per Il sangue versato.

Jón Hallur Stefánsson, Il piromane (Atmosphere Libri)
La tranquillità di un piccolo villaggio islandese è minacciata da una serie di incendi dolosi. Per indagare sui fatti è chiamato dalla capitale il commissario Valdimar Eggertson, che passa in rassegna le poche famiglie che abitano il paese, essenzialmente tre: quella del capitano di polizia, del produttore di legname e del parroco, tutte unite da vincoli di parentela. Quanto più il commissario scopre tanto più la situazione diventa confusa: una rete opaca di voci e bugie intrappola questo ambiguo nido situato nella parte orientale dell’Islanda, dove il buio occupa la maggior parte della giornata e la cosa più chiara e luminosa sono gli edifici incendiati perché quasi nessuno a Seyðisfjörður è innocente e al di sopra di ogni sospetto.
(Romanzo islandese tetro. In un paese sepolto dalla neve si aggira un misterioso piromane: nonostante le poche anime che lo abitano, le indagini sono rese difficili dai molteplici moventi possibili e dai segreti ben nascosti. Piacevolmente lento, di quella lentezza ovattata e pragmatica che i gialli scandinavi ci hanno insegnato ad apprezzare)

Libri sotto l’albero/La narrativa (segnalazione)

La Narrativa (ma sempre con un occhio al “genere”)

Stefano Benni, Di tutte le ricchezze (Feltrinelli)
Recensito qua. Anche in ebook.
Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere ai margini di un bosco: è una nuova stagione della vita, vissuta con consapevolezza e arricchita dai ricordi e dalle conversazioni che Martin intrattiene con il cane Ombra e con molti altri animali bizzarri e filosofi. In questa solitudine coltiva la sua passione di studioso per la poesia giocosa e per il Catena, un misterioso poeta locale morto in manicomio. Questa tranquillità, che nasconde però strani segreti, è turbata dall’arrivo di una coppia che viene a vivere in un casale vicino: un mercante d’arte in fuga dalla città e Michelle, la sua bellissima e biondissima compagna. L’apparizione di Michelle, simile a una donna conosciuta da Martin nel passato, gonfia di vento, pensieri e speranze i giorni del buon vecchio professore. Il ritmo del cuore e il ritmo della vita prendono una velocità imprevista. Una velocità che una sera, a una festa di paese, innesca il vortice di un fantastico giro di valzer.
Leggende, sogni, canzoni, versi di un poeta che la tradizione vuole folle e suicida, telefonate attese, contattisti rock, cinghiali assassini, visite di colleghi inopportuni, comiche sorprese, goffi corteggiamenti e inattese tentazioni – tutto riempie di nuova linfa una stagione che si credeva conclusa, e che si riapre sul futuro come un’alba.
Martin e tutti quelli che lo circondano sembrano chiusi in un bozzolo di misteri: si tratta di attendere la farfalla che ne uscirà.

Bruno Morchio, Il profumo delle bugie (Garzanti)
Recensito qua. Anche in ebook.
La famiglia D’Aste è una delle più in vista della città: una ricchezza antica, continuamente accresciuta grazie all’attività immobiliare e a solide relazioni con i poteri forti del luogo, a cominciare dai politici.
Su tutti, nell’ampia villa con vista sul mare dove risiedono i D’Aste, domina il vecchio patriarca, il nonno Edoardo. Egli ha deciso di puntare tutto sul venticinquenne nipote Francesco: sarà il volto nuovo della famiglia, e a lui viene affidato il risanamento di un’area industriale dismessa.
Intanto crescono le tensioni fra Edoardo e i figli: il padre di Francesco, medico insicuro e nevrotico, e la sorella appena tornata da un lungo soggiorno in India. Sono proprio le donne, in casa D’Aste, ad avere un ruolo centrale negli equilibri e nelle faide familiari: la moglie di Edoardo, anziana e malata; sua nuora Rosita, che non essendo «nata bene» resta per sempre un corpo estraneo al clan; e soprattutto Dolores, la fidanzata di Francesco, con la sua leggerezza e la forza seduttiva della sua giovinezza e della sua sensualità. Sarà lei a scardinare l’ipocrisia che ha sempre regolato i rapporti familiari e a far divampare contrasti soffocati troppo a lungo, nell’arco di poche settimane – raccontate attraverso il punto di vista dei tre uomini della dinastia – che conducono a un Natale decisivo per la vita di tutti.

Giampaolo Simi, La notte alle mie spalle (edizioni e/o)
Recensito qua. Anche in ebook.
Furio Guerri ha un buon lavoro, una bella casa, una moglie stupenda, una figlia dolcissima. Ma a Furio Guerri non basta. Ha fame, e vuole prendersi tutto, perché Furio Guerri non è come gli altri: lui è un mostro. Dentro è come un fiume sporco: torbido e lento in superficie, vorticante e fangoso al fondo; incosciente delle propria pericolosità, cerca di convincersi che sta solo facendo il bene della sua famiglia quando invece non fa altro che assecondare le sue pulsioni sadiche e manipolatorie. Adora stringere il guinzaglio, solo per avere il potere di esercitare la propria forza, con voluttà. A questo si somma la frustrazione e la pressione sociale della provincia, la coscienza della superiorità della propria tempra, la sete di potere. Ma è un gran lavoratore, Furio Guerri, un marito e un padre perfetto, uno con le idee chiare, uno che sa ispirare fiducia. Eppure due volte alla settimana sta lì, su una panchina, a guardare di nascosto le ragazzine di una scuola superiore, tessendo con pazienza la sua tela intorno a lei, la ragazzina difficile che nessuno in classe sopporta più. Perché se vuole una cosa Furio Guerri se la prende. Una storia spietata, che conduce il lettore nei meandri più oscuri della mente del mostro, narrata con devastante lucidità.

 

Libri sotto l’albero/ Le antologie (segnalazione)

AA. VV., Delitti impossibili (Polillo)
È impossibile! Quante volte, leggendo i mystery dell’età d’oro del giallo, ci siamo imbattuti in questa espressione riferita a un delitto commesso in una circostanza particolarmente strana. Ma cos’è l’impossibile? Ovvio, ciò che la mente umana non può concepire, accettare come vero. E quindi, nel caso delle modalità di un omicidio, qualcosa che la ragione tende a escludere. L’assassinio commesso in una stanza chiusa a chiave dall’interno, per esempio, o, come in alcuni dei racconti contenuti in questa raccolta, quello perpetrato ai danni di una persona che si trova da sola in fondo al mare o in una funivia sospesa nel cielo. E che dire quando la vittima viene colpita esattamente al cuore in un luogo totalmente buio, dove non ci sono oggetti di fortuna quali torce, accendini o fiammiferi per fare luce? E come spiegare le orme in un campo di neve che svaniscono nel nulla, o il prezioso testamento che scompare in una stanza da dove nessuno può averlo portato via e che è stata setacciata palmo a palmo dalla polizia? E ancora… Ma non serve proseguire: è impossibile! Come chiunque esclamerà leggendo i nove racconti scritti da altrettanti autori negli anni che vanno dal 1929 al 1954, quando il delitto non era mai banale.
Gli autori
e i racconti contenuti nell’antologia:
– Fredric Brown, Il macellaio sghignazzante (1948, The Laughing Butcher)
– John Dickson Carr, Il gentiluomo di Parigi (1950, The Gentleman from Paris)
– Joseph Commings, Sotto il mare (1953, Bones for Davy Jones)
– Marten Cumberland, Il diario della morte (1929, The Diary of Death)
– Peter Godfrey, Delitto in funivia (1979, The Flung-Back Lid)
– Ellery Queen, Nella casa delle tenebre (1935, The Adventure of the House of Darkness)
– Craig Rice, Gli spezzasti il cuore (1950, His Heart Could Break)
– Forrest Rosaire, La boccia avvelenata (1939, The Poisoned Bowl)
– Hake Talbot, Al di là (1940, The Other Side)

AA. VV., Capodanno in giallo (Sellerio)
Disponibile anche in ebook.
I racconti di questa raccolta hanno per protagonisti alcuni degli investigatori più popolari dei «gialli» Sellerio, e precisamente: Salvo Montalbano da Vigàta, il commissario di Andrea Camilleri; il pensionato Amedeo Consonni, il dilettante del crimine che agisce nella Casa di Ringhiera immaginata da Francesco Recami; Rocco Schiavone, poliziotto tormentato dei noir di Antonio Manzini (un nuovo romanzo uscirà presto per i nostri tipi); Kati Hirschel, libraia turco-tedesca che ne combina di tutti i colori qui e là per la fascinosa Istanbul, venuta dalla penna della scrittrice turca Esmahan Aykol; l’elettrotecnico Enzo Baiamonte che risolve delitti di quartiere nella Palermo di Gian Mauro Costa; Massimo il Barrista del BarLume, investigatore dalla linguaccia pronta del toscano (e si vede) Marco Malvaldi. Eroi che in questo volume animano con le loro storie una specie di officina di scrittura. L’editore, in continuità con un analogo progetto dell’anno scorso (Un Natale in giallo, Sellerio 2011), ha chiesto agli autori di scrivere un racconto a soggetto. Soggetto: un Capodanno dell’investigatore. La sfida, o la scommessa è quella di provare la personalità delle loro creature: quanto sono capaci, per così dire, di una vita autonoma in cui la realtà della loro esistenza non sia solo lo sfondo delle imprese criminologiche. Viceversa, in questi racconti, una giornata tipica – per quanto, come il Capodanno rivelatrice sul piano psicologico, anzi proprio per questo – diventa l’interesse primario della narrazione mentre un delitto accade e un’inchiesta si sviluppa.
Gli autori: Esmahan Aykol, Andrea Camilleri, Gian Mauro Costa, Marco Malvaldi, Antonio Manzini, Francesco Recami.

AA. VV., Giallo Panettone (Mondadori)
Disponibile anche in ebook.
Nove storie gialle. Nove storie che ruotano attorno a un alimento, un ingrediente, una ricetta segreta.
Gli autori dei racconti raccolti in questo volume ci conducono attraverso tutte le emozioni legate al cibo, all’arte di prepararlo, alla gioia di condividerlo, e al tempo stesso affondano con maestria la lama della narrazione in quella piccola crepa, in quello slittamento sinistro che spesso si accompagna al piacere dei sensi.
Dagli Appennini dove si macella il maiale in brumose giornate invernali fino al lontano Sudamerica dove le piantagioni di caffè nascondono un segreto, da una lucente cipolla di Tropea a un calice di vino fruttato, ogni momento di questo banchetto letterario riserva ai commensali una sorpresa inquietante.
In tutti e nove questi racconti la tensione si condensa in un momento dell’anno molto speciale: il Natale, che con il suo carico di attese, desideri, sentimenti forti finisce spesso per spingere anche le persone più insospettabili a uscire dai binari della normalità.
Pagine deliziosamente feroci, che trovano il loro suggello nelle parole di Wodehouse citate da Luca Crovi nella sua introduzione: attenzione, perché “il Natale ci azzannerà presto alla gola”.
Gli autori: Marcello Simoni, Francesco Guccini, Loriano Macchiavelli, Valeria Corciolani, Alfredo Colitto, Sandro Toni, Gianfranco Nerozzi, Angela Capobianchi, Marcello Fois, Alessandro Defilippi.