La miglior vendetta è…

Smith e la vostra miglior vendettaNonostante qualche piccolo incidente diplomatico all’avvio, il nuovo thriller di Wilbur Smith Vendetta di sangue è primo in classifica vendite, confermando così l’ampio seguito che l’autore riscuote nel nostro Paese. L’editore Longanesi ha quindi pensato a un’iniziativa per coinvolgere i lettori:

Sulle nostre pagine facebook ‘Longanesi’ e ‘Wilbur Smith’ è già presente l’immagine ispirata al libro che vedete sopra: vorremmo raccogliere tutte le vostre migliori vendette e costruire un album speciale, da sfogliare e condividere su facebook e sui nostri social.

È semplicissimo: qual è la vostra miglior vendetta?

Una nefandezza fatta a un/a ex? Uno scherzo riuscito particolarmente bene?

Scrivetelo nei commenti a questo post sulle nostre pagine facebook e penseremo noi a inserire la vostra frase direttamente sull’immagine e a creare l’album!

Il sito italiano di Wilbur Smith

Il link alla pagina del Libraio dedicata al libro

‘La vendetta’ di Marco Vichi

Pensava che la vita era una merda, però era una sola. E la sua era stata bruciata come la capocchia di un cerino. Pensava alla bronchite cronica, al dolore che ogni tanto gli mordeva il fianco, ai fagioli ammuffiti che quella mattina aveva trovato nella spazzatura, all’ultima volta che si era cambiato le mutande. Pensava a cosa avrebbe voluto fare da grande… molti anni fa…

Tre derelitti nella Firenze degli anni Ottanta progettano una vendetta nei confronti dell’uomo che, poco prima della Guerra, ha rovinato la vita di uno di loro. Sono tre barboni, finiti in miseria per motivi diversi e destinati a una vita ormai irrecuperabile. Il nuovo romanzo di Marco Vichi, La vendetta (Guanda), è uno stand alone, caso non raro nella produzione vichiana (che alle narrazioni del commissario Bordelli affianca spesso romanzi con protagonisti non seriali).
Lo spunto iniziale è ottimo: una storia giovanile, una di quelle storie che potevano avere un esito completamente diverso se non ci fosse stata la seconda guerra mondiale e la conseguente devastazione materiale e morale. Rocco, questo il nome del protagonista, non riesce a rifarsi una vita fino al giorno in cui scopre, da un articolo di giornale, che l’uomo al quale imputa la sua sorte sarà in visita a Firenze. Da quel momento è ossessionato dall’idea di vendicarsi. Insieme a Bobo, sopravvissuto con gravi menomazioni a un campo di concentramento, e a Steppa, un altro mendicante chiaramente disturbato, progettano una vendetta esemplare.
Ed è qua che la storia inizia a sfilacciarsi. Mentre le vite rovinate di Rocco e Bobo sono rese con flashback d’impatto dolorosamente realistico, Steppa non è altrettanto credibile nei panni del serial killer. L’ideazione della vendetta è troppo articolata per essere frutto di menti così provate, mentre dall’altra parte l’introduzione di qualche elemento onirico, surreale, rende fin troppo evanescente la figura del professor Stonzi, bersaglio dei tre mendicanti. Con il risultato di un finale abbastanza prevedibile e vagamente irrisolto.
Insomma, La vendetta non è un capolavoro, ma è sorretto comunque dall’ottima scrittura di Vichi, che rimane parecchie spanne al di sopra della media nazionale. Pienamente sufficiente, a mio avviso.