Il mistero di Chinatown – Mario Mazzanti

Mario Mazzanti
Il mistero di Chinatown
Newton Compton, 2021
Recensione di Patrizia Debicke

Si cambia: nuovi protagonisti in Il mistero di Chinatown, romanzo dalle intriganti suggestioni orientali di Marco Mazzanti. Nuovo spettacolo, nuovo ritmo ma sempre suspense e mistero a fare da cornice alla prima indagine di Tommy Davies e Gualtiero Abisso.
A mio vedere, in un giallo che si rispetti i personaggi vanno presentati e quindi ecco a voi Tommy Davies, italianissimo (ha ereditato il nome da un bisnonno gallese capitato in Italia nei lontani anni Venti, ha solo il dodici virgola cinque percento di sangue britannico o meglio celtico, ma niente foreste e folletti perché è nato e cresciuto in una casa popolare a Sesto San Giovanni, dove l’unico verde si trova negli stabilimenti siderurgici dismessi), e coprotagonista Gualtiero Abisso, come Tommy nato, cresciuto e tutt’ora residente a Sesto San Giovanni. Tommaso detto Tommy e Gualtiero Abisso, Abi per gli amici, per tutti da sempre solo Abisso, figli di operai e l’infanzia passata insieme: giochi nei campi, scuola, poi carriere scolastiche sulla media, senza onore né gloria, fino all’università, Tommy a Medicina e Abi a Economia per assecondare i desideri della madre che lo voleva sistemato in banca. Ma, mentre Tommy ce l’ha fatta ed è diventato un anatomopatologo, Abi si è fermato al secondo anno dopo pochi esami, galleggia guadagnicchiandosi la vita come giornalista free lance di diverse testate e ha poca fortuna con le donne… Tommy invece piace al gentil sesso e, trasferito pro tempore per sopperire a un’improvvisa carenza di personale qualificato in un ospedale vicino a Malpensa, sta approfittando con disinvoltura della calda ospitalità di un’amica europea dell’est, manager di successo. Ma il giorno prima del suo rientro al posto di lavoro in città, al suo appartamentino da sogno zona Brera e forse a un po’ di agognata solitudine, Davies dovrà eseguire l’autopsia di un giovane cinese che, volato da Milano fino a Pechino, è tornato in Italia pochi giorni dopo per morire addirittura prima di scendere dall’aereo. Una faccenda per lo meno strana. Nel brevissimo tempo passato in Cina infatti l’uomo ha subito l’espianto di gran parte del fegato. L’intervento, eseguito in fretta e in modo grossolano, ha provocato una successiva, inarrestabile emorragia interna e la morte.
Quando Tommy racconta il caso all’amico Gualtiero Abisso, sempre a caccia di scoop per dare una spinta alla sua carriera, scatena in lui la voglia di far chiarezza sulla vicenda. Tutta la storia gli ricorda un’inchiesta relativa al traffico d’organi internazionale che aveva condotto anni prima… e, ingolosito, decide di provare a scavare più fondo.
Ma non basta, perché tutte le peggiori domande che Tommy Davies si era posto su quella strana operazione eseguita in Cina, vengono riaccese dopo la visita in ospedale del capitano Pauli, del Nucleo Investigativo dei Carabinieri, che instilla in lui il sospetto che la morte di quel povero diavolo nasconda qualcosa di ben più grosso, legato a traffici internazionali. Intanto il passaporto che il viaggiatore espiantato aveva con sé non era il suo, tanto che il legittimo proprietario è ancora vivo e vegeto a Milano, a casa sua. Quindi con ogni probabilità si trattava di un clandestino arrivato in Italia chissà come e caduto vittima di un’organizzazione di commercio illegale di organi. Nel frattempo Abisso, con l’aiuto di alcuni cinesi della comunità di Milano, soprattutto di Jin Wang, caporedattrice del settimanale più letto dai suo compatrioti milanesi, proverà a far luce su un mistero sempre più inquietante. Per scoprire la verità, dovrà spezzare il muro d’indifferenza e di diffidenza di chi preferisce credere alle leggende metropolitane che gravitano intorno all’invisibile manodopera con gli occhi a mandorla del popoloso quartiere di via Sarpi, mentre la comunità cinese di Milano è ancora alle prese con il lungo processo di integrazione sociale, sospettosa e chiusa a riccio per difendere tradizioni e segreti. La comunità milanese è strettamente collegata alle piccole, operose e mai quantificabili aziende cinopratesi che nascono e muoiono come i funghi, ma anche ad altre peggiori e incontrollabili realtà sparse per la penisola. E man a mano che si ricompongono le tessere del puzzle, bisogna affrontare anche la scoperta di non essere davanti un caso isolato, facendo i conti con inafferrabili personaggi privi di scrupoli, in una realtà dove tutti indossano una maschera e anche chi sembra innocente spesso nasconde un lato oscuro…
Bisogna intervenire in fretta e smontare una perversa organizzazione che valuta un essere umano come merce da mettere in vendita sul mercato. Vittime innocenti, troppo spesso prive di volto e di nome, trasformate in merce che vale solo il prezzo al quale si è disposti ad arrivare. Vittime silenziose, almeno fino a quando non spunta finalmente qualcuno a dar loro voce e giustizia.

Toscano d’origine, Mario Mazzanti è cresciuto a Milano, dove ha compiuto gli studi di Medicina, e vive a Bergamo. Con Newton Compton ha pubblicato Un giorno perfetto per uccidere e Non uccidere, raccolti poi, insieme a un racconto, in Tre casi scottanti, I 444 scalini e Il mistero di Chinatown.

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