Mediterraneo – Gianluca Barbera

Gianluca Barbera
Mediterraneo
Solferino, 2021
Recensione di Patrizia Debicke

Una famiglia che non lo è più. Tre solitudini: quella di Giovanni Belisario, il padre, professore universitario, saggista, scrittore di opere teatrali; quella di Eva, la madre; quella di Christian, il figlio, con le sue scelte e i suoi demoni, lontano da casa da più di un anno. La drammatica perdita di una figlia, Giulia, è stata il punto di rottura che ha sfasciato i legami preesistenti.
Dopo il semiamichevole divorzio tra i genitori, ciascuno dei superstiti vive la sua vita. Christian lavora, viaggia, afflitto ma anche legato da ricordi che fanno male. Pochi contatti: una rassicurante cartolina elettronica alla madre, poi all’improvviso Giovanni Belisario riceve una mail nella quale Christian spiega di essere a Frangokastello, a sud di Creta, per scappare da qualcosa che lo coinvolge, l’insegue, lo spaventa. Qualcosa di grave ma non abbastanza da chiedere aiuto alla polizia. Nella mail c’è anche una richiesta di denaro, poca cosa, due-tremila euro e l’impegno a mandare presto un indirizzo, un Iban per la rimessa bancaria e altre sue nuove.
Giovanni Belisario aspetterà invano queste notizie. Dopo aver prenotato un volo, due giorni dopo si imbarcherà a Firenze per poi sbarcare ad Heraklion e di là, noleggiata un jeep, si metterà in viaggio per il sud dell’isola. Ma arrivato a Frangokastello scoprirà di essere in ritardo. Christian non è più là. È partito da un giorno appena, diretto a Çanakkale in Turchia, presso l’Hotel Anatolia. Ma dopo aver affrontato il volo per Istambul e il successivo viaggio per raggiungere Çanakkale, l’antica Dardanelli, saprà di averlo mancato di nuovo e per un soffio, per la seconda volta. E la successiva tappa obbligata, a vuoto anche quella, sarà un alberghetto di Gerusalemme e in città troverà l’appoggio di Jeshua, un vecchio amico di famiglia. Ma…
In un vorticoso viaggio, scandito da lunghi e spesso difficilmente spiegabili messaggi vocali, novità, indizi, incontri e incidenti mortali, Giovanni Belisario, nella sua angosciosa ricerca del figlio, si immergerà in un lungo e sconvolgente percorso riscoprendo miti e antiche realtà della memoria atavica del Mediterraneo. Sulle sue sponde infatti, da dove è sgorgata la combattiva sorgente di ogni religione rivelata e non, pare ancora possibile confrontarsi con i protagonisti di un passato vero o di fantasia: dal mito del Minotauro ad Alessandro Magno, da Aristotele a Platone, da Arianna a Persefone, la romana Proserpina, da Epicuro con il suo piacere dominante e interesse per la vita pratica, alla tardiva, terrena fede monoteistica di Maometto…
Giovanni Belisario finirà con lo scoprire che la scomparsa di Christian è legata a un oggetto misterioso e molto particolare del quale è venuto fortunosamente in possesso. Un oggetto miracoloso che, secondo i dogmi della scienza attuale, non dovrebbe poter esistere. Un oggetto che qualcuno sta cercando senza tregua e a qualsiasi costo…
Romanzo colto, in grado di incuriosire ogni genere di lettore in virtù della funambolica abilità di Barbera nel mettere assieme, nella stessa singolare trama, avventura e romanzo filosofico.
Tuttavia non è facile, per chi legge, orientarsi tra i tanti e diversi input offerti dall’autore nel suo strano romanzo mediterraneo, difficile da inquadrare e definire. Un romanzo che, ammantandosi di atmosfera gialla, mystery, spy story, avvicina l’esoterismo, si immerge nella tragedia classica, nella mitologia, nella storia, nella filosofia e ci costringe a impegnarci in diverse riflessioni dottrinali e in una affannosa suspense, mischiata al narrare che intriga. Senza dimenticare i continui interrogativi e i colpi di scena che ci accompagnano, reali e irreali, fino alla conclusione della storia, proponendoci persino una nuova, diversa e plausibile interpretazione del perché della vita.
Riuscirà Giovanni Belisario a raggiungere il figlio? Cosa ha portato Christian a intraprendere quella sua strana fuga, costringendo il padre a lanciarsi in un folle inseguimento?

Gianluca Barbera è nato a Reggio Emilia nel 1965 e vive a Siena. Ha lavorato per anni in campo editoriale e ha pubblicato racconti su riviste e in antologie oltre a diversi romanzi, tra cui ricordiamo Magellano (2018) e Marco Polo (2019), entrambi editi da Castelvecchi e vincitori di numerosi premi. Collabora con le pagine culturali de «il Giornale». Per Solferino ha pubblicato Il viaggio dei viaggi (2020).

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