Appuntamento con il delitto in 18 racconti – Benucci e Boini

Riccardo Benucci e Rita Boini
Appuntamento con il delitto in 18 racconti
Bertoni, 2021
Recensione di Patrizia Debicke

Tra giallo, noir e thriller, l’antologia Appuntamento con il delitto in 18 racconti (Bertoni Editore) di Riccardo Benucci e Rita Boini è una gustosa raccolta di novelle che narra di 18 omicidi “e il privilegiato tocco culinario si fa percepire nettamente”. Storie private, come se fossero biscotti fatti in casa, senza interventi esterni ad opera di insospettabili esecutori, salvo qualche volta l’imprevedibile falce della fatalità. Ricorderete il proverbio “Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi”… e anche qui… Beh, leggete e poi mi saprete dire.
Ma prima una breve presentazione degli autori: Riccardo Benucci è toscano, poeta e scrittore e tra i fondatori del “Club del Giallo”, Rita Boini è umbra, collaudata giornalista di cronaca e già autrice di numerosi libri di cucina e gastronomia. E non solo. Grande lettrice ed estimatrice di gialli, noir e thriller, Rita Boini ha trattato più volte questi generi letterari in prima persona, scrivendo per il Corriere dell’Umbria la serie a puntate “Umbria del giallo e del mistero”, ovvero fatti di cronaca nera realmente accaduti nella zona tra metà Ottocento e i primi del Novecento. E su TamTam, più o meno vent’anni fa, Rita Boini gestì una pagina di successo che ricostruiva feroci fatti di sangue avvenuti tra Todi, Marsciano e Massa Martana.
Torniamo ad Appuntamento con il delitto. 18 storie scritte più di 20 anni fa, suggerite durante gli incontri del Club del giallo. I racconti, persi e poi ritrovati, pare, sono stati riletti e rivisti con spirito critico prima di passare sotto le forche caudine della domanda sottoposta all’editore: “Sono ancora attuali?”. La conferma c’è stata, avvalorata dalla spassosa coincidenza che, già quando si era arrivati alle correzione delle bozze, sono accaduti un paio di fatti di cronaca che, neppure a farlo apposta, sembrano addirittura essere serviti da traccia.
Un’antologia che privilegia un filo conduttore? Forse sono tutti delitti che potremmo definire presi in prestito dalla vita normale, dall’impeto, dalla casualità, ma sì d’accatto.
Agatha Christie docet. Stando alle parole della celebre miss Marple, “la natura umana è sempre la stessa”.
Un’antologia di cui, volendo citare la prefazione dello scrittore e giallista Enrico Luceri, «L’appuntamento è con delitti privati, cioè commessi da insospettabili borghesi, di solito convinti di aver ideato e commesso quello perfetto, e in realtà destinati a essere smascherati dal detective di turno. Investigatori a loro volta tutt’altro che infallibili, distanti da quelle vere e proprie macchine deduttive, rigorose e scientifiche come Sherlock Holmes, ma padri di famiglia, saggi e pazienti, che risolvono misteri con attenzione, intuito e ostinazione. E quando il detective non giunge alla soluzione, ci pensa la Nemesi (cioè un beffardo colpo di scena del destino) a mandare in fumo i piani degli aspiranti criminali. E qualcuno, invece, riesce perfino a farla franca».
I maldestri assassini che progettano, uccidono, per poi essere smascherati dallo, spesso, non geniale ma improvvisato detective di turno, vagano pronti a colpire per villaggi e città italiane, ma sanno spostarsi con disinvoltura nella fascinosa Spagna, nella tranquilla nordica Salisburgo, nel profondo Texas e arrivare al volo perfino fino alle Maldive. E allora bravo al giornalistucolo di provincia che sa individuare la pecca nell’orologio. E quali saranno mai l’eccesso di modernità che tradisce il suo inventore o il segreto per individuare il colpevole nascosto in una sigla di prenotazione?
Intriganti le suggestive ricette dell’avvelenatrice seriale. E invece un povero meccanico che medita la sua vendetta, ma ohimè si accorgerà di aver sbagliato vittima. Impareremo come si possa morire con dolcezza? Assisteremo al suasivo ritorno di Barbablù. Sentiremo rullare il tamburo della vendetta. Saremo testimoni della rivolta di una mancata strega. E vedremo come la dispotica richiesta di un padre, che si dedica anche a ripetute evasioni di cuore, possa trasformarsi in un perfetto movente.
Sapremo che la macchinazione di una donna nei confronti della sorella può arrivare a ritorcersi contro di lei. Batteremo le mani e spegneremo le candeline per festeggiare un meritato compleanno. Ci chiederemo quanto assomiglia “Chi è” a “Kiev”? Ma, per finire in dolcezza, troveremo due cioccolatini dedicati a Mozart lasciati come indizio da uno strozzino prima di morire per accusare il suo assassino.
Bravi Benucci e Boini a non rifiutare l’accesso all’Olimpo delinquenziale del male alla loro ineffabile e vendicativa coppia a quattro zampe.
Un’antologia da larghi orizzonti e classici risvolti giallo noir, tutta da leggere.

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