L’editore presuntuoso – Sandro Ferri

Sandro Ferri
L’editore presuntuoso
Edizioni e/o Roma, 2022
Letteratura, Editoria
Recensione di Valerio Calzolaio

Roma e librerie di ogni dove. Soprattutto dagli anni ottanta. Nella storia dell’editoria, antica e recente, l’editore non è solo un tramite tra autori e lettori, ovvero un “tecnico” intermediario che raccoglie quanto viene prodotto da chi scrive e lo mette a disposizione dei potenziali acquirenti che eventualmente lo leggeranno, operando con editing, scelta delle copertine, stampa, distribuzione e pubblicità. L’editore può (e spesso, comunque, deve o vuole) imporre il proprio gusto, le proprie opzioni, la propria personalità. Secondo uno dei più importanti editori degli ultimi quaranta anni, l’editore è un tipo (forse presuntuoso, forse romantico) che legge o annusa dei manoscritti, vi applica sopra il proprio marchio e pretende (perlomeno spera) che vengano letti da individui paganti e appagati. Editori di questo tipo, capaci di mantenere un’originaria autonomia finanziaria e operativa, ce ne sono però sempre meno in giro, stanno progressivamente diminuendo, non solo in Italia, pur restando una parte ancora importante del mercato editoriale. I coniugi Ferri che fondarono le Edizioni e/o nel 1979 sono ancora uno di loro, certamente. Chi legge, per piacere o per dovere, farebbe sempre bene a domandarsi chi ci ha detto, ci dice e dirà cosa dovremmo leggere, ovvero come funziona una casa editrice, ammesso che l’attività della lettura continui poi a piacerci. Intanto constatiamo un aspetto importante: la mattanza degli editori-soggetto indipendenti rispetto agli editori-macchina e agli editori-algoritmo, meglio evitare tale ignoranza e rifletterci sopra. Anche quasi tutta la crescita nelle vendite dei libri negli ultimi due anni è passata attraverso l’e-commerce e Amazon purtroppo (con scarsi investimenti in autori esordienti o di paesi trascurati).

Sandro Ferri (New York, 1952) illustra le tendenze del sistema editoriale dell’ultimo mezzo secolo, usando sia fatti e incontri personali che ricostruzioni e giudizi sistematici, presentando il proprio testo come “un manuale per farvi largo nel torbido (ma anche divertente) mondo dell’editoria”. Si parla soprattutto di editoria per letteratura fiction, con frequenti riferimenti alla migliore produzione noir, rimarchiamolo subito (pur consapevoli della significativa preponderanza di mercato): l’autore ricorda che già da libraio (colto, impegnato, militante) la saggistica lo “annoiava sempre di più”, da cui anche un giudizio infastidito e generico sull’intera onnipresente “politica”. Il testo è strutturato didatticamente in una quindicina di brevi arguti capitoli sui vari argomenti: l’omicidio ovvero la mattanza di cui sopra, i colpevoli, il maledetto marketing, gli agenti letterari, gli editori-soggetto, la soddisfacente scelta dei libri per le Edizioni e/o a partire dall’Est, con la moglie Sandra Ozzola vent’anni nel gruppo dei gregari e mediani alla fine del secolo scorso, le fughe dal gruppo con Christa Wolf e Hrabal ed Elena Ferrante e Massimo Carlotto e Alice Sebold e Izzo e Muriel Barbery, i recenti due decenni di crescita e di viaggi con l’intelligente proiezione internazionale ad Ovest, il passaggio di consegne alla figlia Eva. Ogni capitolo di sagge opinioni (saggistica no fiction) si alterna con un capitolo di autobiografici fatti (biografia no fiction). Ottimo e abbondante, né diplomatico né presuntuoso: acquisiamo molti utili elementi ed informazioni sui prodotti editoriali e conosciamo più da vicino episodi e aneddoti relativi a scrittori e scrittrici che abbiamo letto e imparato ad amare. Commendevole.

1 Comment

  1. Nel libro di Ferri ho trovato illuminante l’analisi del tentativo (fallito) di Amazon di diventare anche editore. Forse anche un colosso come Amazon ha dei punti deboli, non rappresenta necessariamente un futuro a cui ci dobbiamo adeguare. Non tutto si può ridurre ad algoritmo

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