La Debicke e… Al servizio di Adolf Hitler

Al servizio di Adolf Hitler
di V.S. Alexander
Newton Compton, 2018

All’inizio del 1943, quando il nazismo stringeva implacabile le sue spire e la vita quotidiana dei tedeschi si faceva più incerta, i genitori di Magda Ritter (il padre non aveva mai voluto iscriversi al partito, la madre invece era sicura della vittoria del Reich) mandarono l’unica figlia in Baviera presso il fratello del marito – poliziotto, fanatico sostenitore del Führer – e sua moglie, sperando di metterla al sicuro dalle bombe alleate che avevano cominciato a piovere su Berlino. Magda ha venticinque anni, non è sposata, tutti i giovani adatti a lei sono ormai lontani, in guerra da tempo, non ha fatto studi particolari e non ha un lavoro. Alle giovani donne tedesche ariane, in quegli anni, si chiedeva soprattutto che facessero il loro dovere come brave mogli e madri per dare figli alla patria. Gli zii però, che non hanno nessuna intenzione di sfamare la nipote, smuovono mari e monti per trovarle subito un’occupazione per il Reich. Magda, che supera il colloquio di assunzione, viene assegnata al Berghof, il famoso chalet-rifugio di montagna di Hitler, ma arrivata là scopre ben presto ciò che dovrà fare. Per ovviare al paranoico terrore di Hitler di essere avvelenato, diventerà una delle sue giovani assaggiatrici, provando prima di lui ogni pietanza e ogni bevanda. Lavoro che comincerà solo dopo settimane di preparazione per addestrarsi a riconoscere dai sentori delle vivande e delle bibite possibili indizi di veleni. Così sperduto tra le montagne, il Berghof sembra fuori dal mondo, completamente staccato dalla crudele realtà della guerra. Magda, che all’inizio del romanzo era una ragazza semplice, delicata, è costretta a indurirsi, a cambiare radicalmente modo di fare e di vedere per sopravvivere. Nonostante i rischi, riesce a farsi qualche amico e, pur adattandosi alla sua pericolosa situazione, non può fare a meno di accorgersi delle continue atrocità commesse dal Reich. Nella sua posizione, a contatto con l’alto comando tedesco, non è possibile chiudere occhi e orecchie e si trova sempre più invischiata in intrighi che metteranno alla prova la sua lealtà. Troverà una sponda nel capitano Karl Weber, uno degli uomini dello staff della sicurezza, che vorrebbe assassinare Hitler e porre fine alla guerra. E oltre all’interesse comune di una Germania libera, sognerà di poter vivere con lui anche un futuro. Ma ci sono tanti, troppi?, ostacoli sul loro cammino. Dovrà battersi, lottare per la vita. Perché in gioco ci sono la salvezza, la libertà e la vendetta. Attraverso gli occhi e i sentimenti di Magda, capiremo cosa significa perdere qualcuno ma non avere né il tempo né il diritto di piangerlo; cosa significa essere trattati solo come degli oggetti. Hitler viene descritto nella sua artefatta e carismatica recita di pater familias, buono con chi era al suo servizio, addirittura quasi paterno, lui che invece era il mostruoso regista della tragedia, delle stragi, degli orridi stermini nei campi di concentramento e della crudele eliminazione di chiunque non condividesse le sue follie. L’uomo che bramava sempre più potere, che imponeva grandi e mostruosi progetti, macchiando un intero paese e un’intera generazione di tedeschi con il sangue di milioni di innocenti. Magda deve affrontare ogni giorno il rischio di morire, per un uomo, per dei folli ideali e per una guerra che, giorno dopo giorno, comincia a rivoltargli contro il suo popolo. Non tutti i tedeschi erano per il Führer, ma se volevano sopravvivere erano costretti a ingoiare le sue menzogne.

Con una protagonista credibile, che piacerà ai lettori per la sua eccezionale forza d’animo, V.S. Alexander narra un’avvincente avventura di amore e guerra, un’esperienza devastante ma anche una bella storia che riesce a commuovere e a coinvolgere fino in fondo. Al servizio di Adolf Hitler descrive la trasformazione di Magda Ritter da tranquilla ragazza tedesca a fiera nemica del dittatore nazista. Uno sguardo inedito e appassionante sulla parte meno conosciuta della vita di Adolf Hitler, su quel regno di cartapesta fondato sul terrore o sulla cecità di coloro che pendevano dalle sue labbra. E, per descriverlo, l’autore non esita a mettere in bocca alla sua eroina i ricordi più amari del dittatore tedesco, dell’uomo che era arrivata a odiare così tanto da desiderare solo di ucciderlo: «Conoscevo Hitler. Lo guardavo camminare nelle sale del suo ritiro in montagna, il Berghof, e lo seguivo nel labirinto della Tana del Lupo, il suo quartier generale nella Prussia orientale. E gli ero accanto l’ultimo giorno, nelle profondità tombali del suo bunker a Berlino. Spesso, quando era circondato da una corte di ammiratori, la sua testa oscillava come una boa sul mare». Un libro da leggere e da scoprire, che descrive una storia difficile, diversa, particolare, in cui si narra di gravi ingiustizie, di paure, uccisioni e tormenti vissuti anche dai cittadini tedeschi negli anni della seconda Guerra Mondiale, ma che non dimentica l’orrore dell’Olocausto. Nulla è escluso nelle sue pagine. Perché, e non dimentichiamolo mai: la dittatura è uno spaventoso veleno che riesce a contaminare ogni cosa.

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